Attualità
Sabato 18 Febbraio 2012 22:09

Cinquecento sfigati euro

Scritto da Ambra Sottile

Nerosubianco - Al terzo anno di Liceo avevo una lettrice madrelingua di spagnolo. Era molto giovane, erano i suoi primi anni qui e non conosceva ancora benissimo l’italiano. Un giorno però ripeté per tutta la lezione “accipicchia”. Nessuno ormai usa più questo termine e sentirlo dire da lei con quell’irresistibile pronuncia andalusa rendeva l’espressione ancora più buffa. Ci restò molto male quando le dicemmo che era una parola ormai caduta in disuso, ma lei si giustificò con un tenerissimo “E’ che ieri he bisto Heidi in italiano ed ho imparato ACIPICHIA!”.

Adesso mi chiedo, cos’avranno visto invece i nostri politici per ripetere ogni settimana l’ormai noto “sfigati”? Quale corso d’aggiornamento, quale lavagna interattiva, quale guida audiovisiva li ha spinti a credere che questo termine è spiritoso, delicato e politically correct?

Dopo Michel Martone, che solo qualche settimana fa ha dato degli sfigati ai 28enni ancora all’università, adesso è il turno di Giorgio Stracquadanio, deputato del PDL. Anche lui usa la stessa dolce parolina, ormai tanto di moda. Il suo intervento a Class Tv risale a più di una settimana fa, ma dopo aver ribadito l’amorevole concetto anche alla trasmissione radiofonica La Zanzara, gli italiani hanno iniziato a sentirsi punti sul vivo. Perché stavolta il termine “sfigato” è diretto a coloro che percepiscono mensilmente 500 euro di stipendio. Perché in realtà, secondo lo stizzito deputato milanese, chi guadagna così poco meriterà sicuramente una retribuzione tanto bassa. Sicuramente non si impegna abbastanza o ha semplicemente sfortuna. Ma a suo dire, sono casi limite. Certo, magari qualche anziano che percepisce una pensione di 500 euro ci sarà, ma sarà sicuramente supportato da altri redditi. Se esistessero davvero tali stipendi, ribadisce il deputato, avremmo morti di fame in mezzo alle strade ed i giovani non potrebbero nemmeno permettersi di sostenere le spese per la telefonia mobile. A quanto pare, dovremmo proprio smetterla di lagnarci e parlare di stipendi bassi. Questa retorica piagnona e pseudo sindacale, come la definisce Stracquadanio, non è veritiera, credibile e pertinente alla situazione italiana. Tutti questi cortei, scioperi, manifestazioni… Ragazzi, ma di che ci lamentiamo? Berlusconi l’aveva detto: la crisi è un’invenzione ed i ristoranti sono pieni.

Eppure qualcuno si è effettivamente lagnato delle offensive dichiarazioni del deputato del PDL. Michele Orezzi, coordinatore nazionale dell’Unione degli Universitari: “Se Stracquadanio conoscesse la realtà – ha detto – non si sognerebbe neanche di fare certe affermazioni. Siamo indignati e sconcertati da queste parole che vanno a insultare tutte le migliaia di giovani che vedono in quelle 500 euro il mezzo per arrivare alla fine del mese e migliaia di altri, che non hanno la fortuna di arrivarci neppure a quella cifra perché – ha denunciato Orezzi – ostaggio degli stage gratuiti, del lavoro nero o della grande disoccupazione giovanile”.

E’ evidente che i veri benestanti non hanno un’effettiva percezione della realtà italiana o molto più probabilmente non è di loro interesse. E’ scomoda, deprimente e vergognosa. Che però almeno non si permettano di sputare sentenze su chi, lo stipendio da sfigato lo sogna, spera, rincorre.

A sostenerlo sono tre scienziati dell'Università di Catania, due fisici teorici, Alessandro Pluchino e Andrea Rapisarda, e un sociologo, Cesare Garofalo.

Spinti dall'ipotesi mossa alla fine degli anni 60 da uno psicologo di nome L. J. Peter, hanno deciso di intraprendere la ricerca per dimostrare matematicamente il famoso principio, apparentemente paradossale, di Peter che può essere sintetizzato come segue: “Ogni nuovo membro in una organizzazione gerarchica scalerà la gerarchia fino a raggiungere il suo livello di massima incompetenza”.

Sono stati notati dopo importanti pubblicazioni in tutto il mondo dalla giuria degli Ig Nobel che ha deciso di premiarli, coniando un settore appositamente per loro, cioè l'Ig Nobel per il Management.

Noi di liveunict abbiamo approfittato della disponibilità di Alessandro Pluchino, che ha ritagliato quasi due ore del suo tempo per spiegarci come funziona il metodo meritocratico, anzi, meglio dire, come non funziona.

Com'è nata l'idea di provare scientificamente il principio di Peter?
L'idea è nata per caso dopo aver letto il saggio "The Peter Principle: Why Things Always Go Wrong" (Peter e Hull) che si incentrava infatti sul principio di incompetenza.
Avendomi suscitato non poca curiosità, ho pensato di provare e supportare computazionalmente le intuizioni dello psicologo canadese, assieme ai miei colleghi Andrea Rapisarda e C.Garofalo, con cui ho avuto il piacere di collaborare anche in passato.

La collaborazione tra due fisici e un sociologo basata su un'ipotesi mossa da uno psicologo, non è già un'ottima premessa per l'assegnazione di un IG Nobel data l'originalità del trio e dello studio?
Non abbiamo presentato una candidatura per l'IG nobel, infatti eravamo all'oscuro di tutto.
Hanno selezionato il nostro studio tra 6000- 7000 studi scientifici in seguito ad attenzioni ricevute da importanti testate giornalistiche.
Dopo pochi giorni della pubblicazione di Physica A nel luglio del 2009, siamo stati oggetto di numerosi articoli nei settori scientifici di giornali molto importanti come il New York Times, che ha nominato il nostro studio come migliore idea dell'anno.
Una settimana prima dell'evento degli Ig nobel, organizzato dalla rivista scientifica-umoristica statunitense "Annals of Improbable Research", ci hanno invitato via e mail alla cerimonia di gala al Sanders Theatre dell'Università di Harvard chiedendoci se avessimo avuto il piacere di ricevere il premio e molto lusingati abbiamo accettato e siamo stati premiati il 03/09/2010 dai nobel per la fisica Sheldon Glashow, Roy Glauber e Frank Wilczek.
Considerando l'interdisciplinarietà dello studio la giuria dell'Ig Nobel ha coniato appositamente per noi una nuova categoria, quella del Management, che non è mai stato presente negli anni precedenti e in quello successivo.

Venerdì 03 Febbraio 2012 16:04

Ecco il rene tascabile, sembra quasi un walkman

Scritto da Redazione

Sono davvero tanti i pazienti in attesa di un nuovo rene, ma oggi qualcosa di importante succederà a Catania, infatti con molta probabilità tutti coloro che finora sono stati costretti a rimanere attaccati ad un macchinario a fare dialisi, potranno dire addio a questa fastidiosa pratica e cominciare con la nuova tecnologia di purifazione del sangue.

Si tratta di una nuova tecnologia medica, un rene artificiale portatile, che va portato per 8 ore al giorno, capace di sostituire completamente l'attività del rene.

Dunque, un organo artificiale piccolissimo, nascosto dentro un giubbotto... Una macchina hi-tech molto simile ad un walkman per la dialisi miniaturizzata da parte di un team di ricercatori italiani e americani. La presentazione del prototipo avverrà oggi a Catania in occasione del settimo Congresso internazionale dell Società Europea Organi Artificailei, che si tiene per la prima volta in Sicilia.

«Il giubbotto - spiega l'ingegnere biomedico Francesco Garzotto, dell'ospedale San Bortolo di Vicenza dove è primario il professor Claudio Ronco - nasconde una scatoletta che misura 10 x 7 x 3 centimetri formata da due parti sovrapposte: la parte meccanica e quella usa e getta attraverso cui passa il sangue per essere purificato. La scatola è collegata al corpo del paziente attraverso due tubicini nella sua vena giugulare. Il liquido rimosso viene raccolto nelle tasche della giacca, in due sacche da 75 centilitri ciascuna. Sulla schiena, infine, c'è la batteria da 12 ore.

Il giubbotto per il rene portatile
Il giubbotto per il rene portatile

A progettare il giubbotto, due aziende italiane: la Rand di Mirandola, e la più famosa Dainese che fa giubbotti da moto. Lo studio è finanziato dall'associazione amici del rene. «Siamo ancora nella fase della ricerca - sottolinea Garzotto - e solo le prove cliniche potranno dire cosa manca e quanto manca per poterlo usare per davvero». Il numero dei malati è altissimo, specialmente a Catania e in Sicilia: «Nella nostra Regione - sottolinea Domenico Di Landro, direttore della Nefrologia all'ospedale Cannizzaro di Catania - la percentuale di dializzati è la più alta d'Italia, perchè c'è una incidenza elevata di diabete di tipo 2: il 20% di chi è in dialisi è anche diabetico». Di rene portatile esistono anche altri modelli: il primo, nel 2009, è stato quello «a cintura», sviluppato negli Usa, brevettato dal nefrologo californiano Victor Gura e sperimentato a Vicenza. Anche questo sostituisce la dialisi: è formato da una pompa per far circolare il sangue e da cartucce assorbenti per rigenerare i liquidi. C'è pure «Carpe Diem» per i bambini, visto che prima si usavano macchine grandi quanto frigoriferi. Infine, si sta sperimentando un modello «interno»: un telaio artificiale colonizzato da cellule staminali che inducono a produrre un rene vero e proprio. A metterlo a punto è Giuseppe Remuzzi, presidente della società internazionale di Nefrologia, l'unico italiano in odore di Nobel.

Simulazione della formazione e dell'evoluzione di un carcinoma al seno ai primi stadi, e risposta della malattia ad un vaccino in fase di sperimentazione sui topi, è l'ultimo modello matematico pubblicato sulla rivista Nonlinea Analysis: Real World Application, da parte dei matematici Marzio Pennisi dell'Università di Catania e Carlo Bianca del Politecnico di Torino.

Mission della ricerca è quella di ottimizzare il protocollo vaccinale messo a punto dal gruppo di Pier Luigi Lollini, docente di patologia generale all'universita' di Bologna. La nuova sfida dei matematici, osserva Bianca, e' la derivazione di descrizioni matematiche (modelli) di fenomeni complessi della vita reale che siano qualitativamente e quantitativamente in linea con le osservazioni sperimentali. Il carcinoma mammario, che costituisce i primi stadi del tumore al seno, e', prosegue, ''un sistema biologico complesso i cui attori sono le particelle, chiamate agenti, che interagendo tra loro e con l'ambiente esterno determinano comportamenti emergenti non previsti dallo studio delle singole particelle. Nel caso in esame le particelle sono costituite dalle cellule tumorali e dalle cellule del sistema immunitario che tentano di contrastare la crescita e la diffusione del tumore''. In questo caso i matematici hanno creato un modello su misura per il lavoro sul vaccino in corso all'universita' di Bologna. ''Il vaccino - ha spiegato Bianca - stimola le cellule del sistema immunitario e noi abbiamo costruito un modello matematico che riproduce la competizione nel sistema: se vince il tumore, se vince il sistema immunitario, o se vi e' una situazione di stallo dopo la quale uno dei due prender… il sopravvento''. Il modello simula l'evoluzione nel tempo di una categoria di cellule: le cellule tumorali e le cellule vaccinali e da quattro tipi di cellule del sistema immunitario, le natural killer, i linfociti T helper, i linfociti T citotossici, gli anticorpi rilasciati dai linfociti B. Inoltre il modello introduce una variabile per i tempi di somministrazione del vaccino e per la quantita' di vaccino somministrato. ''Confrontando i nostri risultati con i dati dalla sperimentazione - ha concluso il ricercatore - abbiamo verificato che le nostre simulazioni sono in sintonia con gli esperimenti condotti sui topi e cio' puo' contribuire a calibrare la somministrazione e a individuare il migliore protocollo vaccinale da usare nei test riducendo tempi e risorse economiche''.

Dal 17 al 21 Febbraio, tra le perimetrali mura quattrocentesche del Palazzo Manganelli di Catania, sotto la direzione generale di Cateno Piazza e di  John Real e Marcello Burgaretta ( direttori artistici delle sezioni Cinema e Musical), esordirà il progetto Gold Elephant World - International Film & Musical Festival, una rassegna atta alla celebrazione del cinema e della musica. L'idea nasce dall'impegno dell'Associazione Culturale Unieventi, in cooperazione con il Palazzo Manganelli, la Fenice Films e l'Artacademy "Carrara".

Nomi celebri come Alexis Sweet, Paolo Genovese, Fabio Cianchetti, Gianni Nunnari ,Doug Claybourne ed altri contribuiranno ad esaltare lo spessore culturale dell'iniziativa.

Durante l'evento saranno aperti tre bandi dedicati a:

-cinema, la cui giuria è presieduta da Elizabeth Missland
-musical: presiede Fioretta Mari
-istruzione

In contemporanea sarà allestito uno Spazio Expo che si prospetta come un ideale momento di incontro tra pubblico e produttori, registi, artisti.
Un immancabile appuntamento per tutti gli appassionati.

Ricerca: Pillola contraccettiva? Addio libido. Così i ginecologi Unibo

Riemerge con scalpore una delle ricerche effettuate qualche tempo fa dall'Università di Catania ed oggi, viene confutata da parte del Prof. Cesare Battaglia, ginecologo dell'Università Alma Mater di Bologna, che sostiene:“Il drospirenone è pur sempre un anti-androgeno e, anche nella donna, gli ormoni androgeni sono associati alla regolazione del desiderio sessuale. Abbiamo così condotto uno studio pilota che, oltre a sottoporre le donne ad un questionario su comportamento e soddisfazione sessuale, ha analizzato per la prima volta gli effetti della pillola sulla morfologia e la funzionalità dei genitali femminili.

I risultati sono apparsi chiari. Dopo tre mesi di assunzione della pillola la frequenza dei rapporti sessuali si è ridotta del 42 per cento, la frequenza dell'orgasmo del 26 per cento, la comparsa di dolore durante i rapporti è aumentata di oltre il 50 per cento, mentre lo spessore delle piccole labbra della vulva e l'ampiezza dell'apertura vaginale, due aspetti legati, secondo gli studiosi, alla "risposta sessuale", sono diminuiti rispettivamente del 13 e 22 per cento. contraccettiva e controllo del ciclo
Gli studi controllati randomizzati, che hanno confrontato la nuova formulazione drospirenone/EE con un'altra contenente desogestrel 150µg e EE 30µg, hanno riportato un indice di Pearl <0.5 per 100 donne/anno (simile a quello degli altri CO), con una incidenza di sanguinamenti intermestruali sovrapponibile fra i due gruppi di donne.

Questo è quanto sostenuto dal prof. Battaglia, che mette le cose in chiaro andando a contraddire ciò che invece era emerso da uno studio dell'Università di Catania, che però, diversamente da quanto successo a Bologna, si era limitata a svolgere un'indagine meno approfondita; quest'ultima, infatti, constava nella compilazione di un questionario, senza analizzare i cambiamenti ormonali, quelli morfologici e funzionali dei genitali femminili.

Domenica 22 Gennaio 2012 12:33

Carburante... Catania nel Caos [video]

Scritto da Fabio Patanè

Code chilometriche e ressa per accaparrarsi carburante ai distributori. Questa la nottata dei catanesi davanti ai distributori di benzina della città.

Succede a Catania, ed è una conseguenza del blocco da parte del "Movimento dei forconi"; dopo aver visto le strade completamente deserte, nella serata di ieri tutti i catanesi si sono riversati nelle strade, facendo interminabili file nei distributori di benzina. Addirittura alcuni hanno passato la notte davanti al distributore, aspettando il carburante che poi non è arrivato.

Solo in mattinata alcuni distributori sono riusciti ad avere il carburante, ma le code chilometriche e la disperazione della gente continuano a creare il caos.

La situazione in Sicilia, dunque, resta difficile. Gli automobilisti sono in coda dall'alba, aspettano il caro petrolio. Le auto sono in fila, centinaia di persone a piedi sono accalcate alle varie pompe, in mano hanno bidoni e bottiglie in plastica. Chi riesce a riempire il contenitore fugge di corsa, come per proteggere il bene, che dopo cinque giorni di blocchi, è ritenuto prezioso.

Il reportage girato da Fabio Patanè, nella notte del 22 gennaio 2011

 

Segnalate fra i commenti i rifornimenti dove è disponibile il carburante

Da due settimane il Comune di Catania ha deciso di far partire un piano di pulizia straordinaria delle strade del centro storico con cadenza settimanale. Al momento ecco i tratti interessati: via Umberto, da piazza Galatea a viale Libertà, Corso Sicilia comprese piazza Stesicoro e piazza della Repubblica, Corso Martiri della Libertà e piazza Giovanni XXIII. In queste strade è stato istituito il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 22,00 di ogni mercoledì alle 8,00 del giorno dopo, per permettere ai mezzi della ditta appaltatrice del servizio di N.U. di entrare in azione. Ieri, abbiamo seguito da vicino le operazioni...

Riprese di Fabio Patanè

Antonio Anc, Davide Pax, Emanuele Poki, attraverso il loro gruppo “Popap”, hanno deciso di dare voce al dissenso dei cittadini nei confronti della mafia: “Abbiamo sempre operato insieme ma da poco abbiamo costituito questo gruppo”. I Popap, fra l’altro, sono gli autori dei cartelli “divieto di mafia” e “divieto di omertà” e per questa istallazione sono stati multati, ben 368 euro che hanno deciso di pagare.

 Prima di conoscerli bisogna chiarire due concetti “Street art” e “Writing”, come spiega Anc:

“Street art e writing non hanno niente a che fare, cambia il pensiero: il writing nasce per mettere la propria firma con cui bombardare la città per elevare il proprio nome, paradossalmente come fanno i grandi marchi mettendo il loro logo sulle magliette per pubblicità, il writer però lo fa’ sui treni, sugli autobus, sui muri. Il concetto di street art è completamente diverso: noi  portiamo avanti le nostre idee nel paesaggio urbano aggiungendo qualcosa a seconda dei contesti e delle zone interessate.” Ma tu hai firmato i cartelli, come mai? “Semplicemente perché venivano attribuiti ad un altro street artist, anche se sono un dono per la collettività mi dava fastidio. “ Emanuele aggiunge che “c’è solo la sua firma perché quando sono stati realizzati il gruppo ancora non esisteva.”

A proposito di aggiungere al paesaggio urbano, cosa direste ad un ragazzino che imbratta i monumenti?

“Questa è una questione delicata” risponde ancora Anc ”ma sicuramente gli direi di non farlo, che non è un’azione positiva e si danneggia un bene comune”

Come nasce l’idea del divieto di mafia? “Il 23 maggio 2011 Città Insieme un’evento per la commemorazione della strage di Capaci, è in quell’occasione che  decido di affiggere due segnali con divieto di mafia e di omertà, successivamente decido di moltiplicare quei segnali per un numero di volte che non avevo ancora deciso, volevo intervenire su via Etnea solo che lì non ci sono tanti pali vuoti, io intervengo solo sui pali vuoti, non sui segnali ancora in uso, non copro alcun segnale perché sarebbe contro la mia morale, i segnali sono importantissimi, non voglio oscurarli.”

Pensate che potessero essere pericolosi? “È una stupidaggine, non erano pericolosi; è vero che richiamano il divieto di sosta che ti dice non puoi parcheggiare qua, ma non è una svolta obbligatoria o un senso vietato e comunque non si poteva confondere perché manca il blu all’interno del segnale e poi c’è la parola”

Ore interminabili in attesa del tram o autobus che conducesse alla sede della facoltà e lunghe file ai distributori: così è iniziato questo lunedì 16 Gennaio per molti studenti universitari. Alla base di questi disagi c'è lo sciopero indetto dal movimento dei forconi, un'associazione neonata che si fa portavoce dei disagi di agricoltori, artigiani, commercianti e professionisti esasperati dal'linsostenibilità  dei costi dei carburanti. I manifestanti puntano il dito contro il governo regionale reo di aver ingannato e tradito le necessità degli stessi siciliani promettendo la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi e l'applicazione dello statuto siciliano. Promessa mai mantenuta: questi chiedono pertanto l'immediata dimissione dello stesso e riforme adeguate.
Lo sciopero ha preso il via oggi 16 Gennaio e si prolungherà fino a venerdì 20. In meno di 24 ore la Sicilia è stata bloccata, nulla entra nè uscirà: beni di consumo, carburanti, viveri. I trasporti sono fermi, strade e autostrade bloccate, interrotte le forniture di combustibili dalle raffinerie di Priolo, Gela e Milazzo.
E in tutto ciò i tg nazionali tacciono accuratamente.

 

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