Cronaca
Code chilometriche e ressa per accaparrarsi carburante ai distributori. Questa la nottata dei catanesi davanti ai distributori di benzina della città.
Succede a Catania, ed è una conseguenza del blocco da parte del "Movimento dei forconi"; dopo aver visto le strade completamente deserte, nella serata di ieri tutti i catanesi si sono riversati nelle strade, facendo interminabili file nei distributori di benzina. Addirittura alcuni hanno passato la notte davanti al distributore, aspettando il carburante che poi non è arrivato.
Solo in mattinata alcuni distributori sono riusciti ad avere il carburante, ma le code chilometriche e la disperazione della gente continuano a creare il caos.
La situazione in Sicilia, dunque, resta difficile. Gli automobilisti sono in coda dall'alba, aspettano il caro petrolio. Le auto sono in fila, centinaia di persone a piedi sono accalcate alle varie pompe, in mano hanno bidoni e bottiglie in plastica. Chi riesce a riempire il contenitore fugge di corsa, come per proteggere il bene, che dopo cinque giorni di blocchi, è ritenuto prezioso.
Il reportage girato da Fabio Patanè, nella notte del 22 gennaio 2011
Segnalate fra i commenti i rifornimenti dove è disponibile il carburante
Pulizia straordinaria notturna a Catania (video)
Scritto da Federica CampilongoDa due settimane il Comune di Catania ha deciso di far partire un piano di pulizia straordinaria delle strade del centro storico con cadenza settimanale. Al momento ecco i tratti interessati: via Umberto, da piazza Galatea a viale Libertà, Corso Sicilia comprese piazza Stesicoro e piazza della Repubblica, Corso Martiri della Libertà e piazza Giovanni XXIII. In queste strade è stato istituito il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 22,00 di ogni mercoledì alle 8,00 del giorno dopo, per permettere ai mezzi della ditta appaltatrice del servizio di N.U. di entrare in azione. Ieri, abbiamo seguito da vicino le operazioni...
Riprese di Fabio Patanè
In alto i forconi - La protesta parte dalla Sicilia
Scritto da Maria Di Gregorio
Ore interminabili in attesa del tram o autobus che conducesse alla sede della facoltà e lunghe file ai distributori: così è iniziato questo lunedì 16 Gennaio per molti studenti universitari. Alla base di questi disagi c'è lo sciopero indetto dal movimento dei forconi, un'associazione neonata che si fa portavoce dei disagi di agricoltori, artigiani, commercianti e professionisti esasperati dal'linsostenibilità dei costi dei carburanti. I manifestanti puntano il dito contro il governo regionale reo di aver ingannato e tradito le necessità degli stessi siciliani promettendo la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi e l'applicazione dello statuto siciliano. Promessa mai mantenuta: questi chiedono pertanto l'immediata dimissione dello stesso e riforme adeguate.
Lo sciopero ha preso il via oggi 16 Gennaio e si prolungherà fino a venerdì 20. In meno di 24 ore la Sicilia è stata bloccata, nulla entra nè uscirà: beni di consumo, carburanti, viveri. I trasporti sono fermi, strade e autostrade bloccate, interrotte le forniture di combustibili dalle raffinerie di Priolo, Gela e Milazzo.
E in tutto ciò i tg nazionali tacciono accuratamente.

Studentessa di Lettere assassinata, arrestato il carnefice
Scritto da Salvatore Raspanti

Giornata macchiata di sangue a Licodia Eubea. Stefania Noce, una studentessa di Lettere moderne dell'Università di Catania, è stata barbaramente uccisa insieme al nonno Paolo Miano.
Tutto pronto al Cannizzaro, Laura Salafia torna a Catania
Scritto da Noemi Stella

“Non vi dimenticate di me” aveva detto Laura Salafia durante una delle sue più recenti interviste, mostrando grande coraggio, dignità e un po’ di amarezza. Era rivolto alle istituzioni il suo appello, a quelle amministrazioni che avevano sostituito col silenzio l’appoggio e la solidarietà mostratole subito dopo quel tragico 1 Luglio 2010.

Nuove lacrime di fango nel messinese: la zona compresa tra Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo è andata completamente distrutta. A dare l’annuncio ieri non sono state puntate speciali delle reti nazionali ma gli stessi cittadini indignati per la solita indifferenza. Non è stata sprecata una parola di troppo sul fiume di fango che ha invaso intere città e paesi.
Il Presidente Lombardo a Expobit: Un salto di qualità per l'edizione 2011
Scritto da Redazione
E’ un salto di qualità ciò che contraddistingue l’edizione 2011 di Expobit, Salone Euromediterraneo dell’Innovazione Tecnologica. A sottolinearlo è il Governatore della Regione Sicilia, on. Raffaele Lombardo, intervenuto oggi alla manifestazione. “La novità di quest’anno- ha dichiarato Lombardo- è che il salone è stato aperto esclusivamente agli operatori di settore e questo ha reso il sedicesimo appuntamento con l’innovazione tecnologica ancora più professionalizzante e interessante per le aziende che hanno scelto di parteciparvi”.
I numeri raggiunti da Expobit 2011, infatti, premiano il nuovo andamento scelto. Come ha precisato Maurizio Ninfa, presidente del Salone: “La scelta di aver rivolto il nostro interesse ai manager delle imse e ai funzionari delle Pubbliche Amministrazioni, è stata una scommessa riuscita. Tra i progetti significativi inseriti, quello dedicato agli incontri B to B, per fornire agli imprenditori locali l’opportunità di trovare partners adatti ai loro progetti. Con il patrocinio delle maggiori associazioni nazionali di categoria”.
Stretta di mano tra l'Arcigay e la provincia di Catania
Scritto da Federica Campilongo
Una stretta di mano per dire no alla discriminazione, una stretta di mano per dire no ai soprusi, alle violenze, alle prevaricazioni. E se il 17 maggio del 1990 l’Organizzazione mondiale della sanità cancellava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali, ecco che undici anni dopo, a Catania si compie un altro passo verso quello che fino a pochi anni prima era soltanto un'utopia.
"Il diverso mi incatena, in un'eterna pena. Sono il sole e contro il mondo mi schianto".
Questi, alcuni dei versi della poesia sulla diversità scritta da Ilde Capizzi, e letta lo scorso 16 maggio nelle sale della Provincia di Catania in presenza di Sandro Mangano, presidente di Arcigay Catania, e del presidente della Provincia etnea Giuseppe Castiglione, riuniti per firmare un protocollo d’intesa che prevede la realizzazione di un Osservatorio provinciale contro tutte le discriminazioni. Tanta soddisfazione e commozione per chi lotta ogni giorno, per chi deve costantemente difendersi dai pregiudizi della gente, e da una società che giudica senza rispettare; che punta il dito contro chi ai propri occhi appare diverso, ma diverso non è.
«E’ un segno di profonda civiltà e grande impegno sociale quello dimostrato dalla Provincia di Catania – ha affermato Sandro Mangano – La cronaca riporta storie terribili di intolleranza e soprusi, e molte di più sono quelle che non vengono raccontate per paura o vergogna. La nostra voce sempre alta nel denunciare tali abomìni, si fa adesso più decisa grazie al supporto di un interlocutore serio ed autorevole. Oggi comincia un percorso che, siamo certi, porterà buoni frutti». Il Presidente Castiglione ha ricordato che l’articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea vieta qualsiasi forma di discriminazione fondata su sesso, razza, colore della pelle, origine etnica o sociale, caratteristiche genetiche, lingua, religione, convinzioni personali, opinioni politiche, handicap, età o tendenze sessuali, e che i principi di parità di trattamento devono essere quindi al centro del modello sociale europeo a cui deve ispirarsi anche la nostra provincia.
L'Arcigay di Catania, del resto, si è sempre schierata dalla parte dei più deboli, anche il giorno dell'inaugurazione della nuova sede in via Etnea 148 a Catania, quando il Presidente Mangano preferì una festa dai toni sobri in segno di rispetto nei confronti degli sfollati del palazzo di cemento di Librino, che pochi metri più avanti, in piazza Duomo, protestavano ormai da giorni. «Non si può festeggiare quando ci sono famiglie, bambini e bisognosi, che lottano per un diritto essenziale che è quello della casa - ha dichiarato Mangano - abbiamo incontrato gli sfollati, perché nessuna prevaricazione deve essere tollerata, staremo al loro fianco».
E ciò che chiede la comunità omosessuale di Catania, che oggi conta più di 7000 tesserati nel solo territorio etneo, è proprio sostegno. Perché una firma sia soltanto l'inizio di un percorso che dovrà essere sostenuto da tutti, attraverso fatti e gesti concreti, per spezzare tutte le catene, affinché il sole non si schianti, ma baci il suo mondo.

Continuano le proteste degli abitanti di Mineo dove sono stati trasferiti oltre 400 clandestini sbarcati a Lampedusa. Nel frattempo gli ospiti del "Villaggio della solidarietà" scappano e si perdono tra le campagne Si arrampicano sulla rete, superano il filo spinato e si perdono tra le campagne. Segue il video di Skytg24
E’ passato più di un anno dalla terribile alluvione che colpì la frazione di Messina, Giampileri, e il comune contiguo Scaletta Zanclea, ma ben poco è stato fatto.
La tragedia era annunciata. La provincia di Messina, infatti, è la più piovosa della Sicilia e ciò la mette al riparo da fenomeni comuni al resto della Sicilia come la siccità o, in un futuro prossimo, la desertizzazione, ma la natura geologica del terreno e sessant'anni di politiche miopi nei confronti del territorio hanno devastato l’equilibrio idrogeologico.
L’Italia è il paese europeo con la piu grande varietà di ambienti geologici e col più alto numero di geologi che ovviamente fanno altro come lavoro, ha nel suo curriculum scarsa attenzione verso le politiche di salvaguardia e sicurezza del territorio. Inoltre c'è mancanza di sensibilità che va dal piccolo cittadino che costruisce la casa abusiva sulla fiumara, al sindaco che dà licenza di costruire sul costone ballerino di una collina, fino ad arrivare al governo nazionale che per fare cassa taglia su tutto, figurarsi sull’ambiente.
Il governo attuale ha ridotto drasticamente i soldi da utilizzare per la prevenzione dei rischi geologici, anche se obbiettivamente i soldi non bastano per fare assolutamente nulla e, in compenso, la protezione civile si è tramutata in una mega macchina da appalti.
Purtroppo il meridione, Sicilia e Campania in primis, non è nuovo a tragedie simili; la storia insegna, ma, evidentemente, ha pessimi scolari.
Dei soldi promessi per mettere in sicurezza Giampilieri ne sono stati mandati solo la metà; ancora oggi molti sfollati dormono negli alberghi e ad una decina di chilometri di distanza c’è San Fratello, altro paesino sui Nebrodi che sta subendo terribili smottamenti.
Il Sud, in particolare, è il regno dell’abusivismo, un abusivismo che è stato spesso incoraggiato dalle autorità, dal voltare le spalle ai vari condoni fino a comitati elettorali pro-abusivi.
Purtroppo il cittadino siciliano è legato ancora ad una mentalità che rimanda all’epoca borbonica, dove tutto ciò che il popolino non possedeva era dello Stato, corrispondente alla figura del Re, i cui interessi erano certamente in contrasto con quelli della gente. Da questo concetto di estraneità e inimicizia dello Stato nasce la mancanza di rispetto per l’ambiente urbano e non si tratta, quindi, di basso livello di educazione civica in Sicilia.
L’abusivismo è una piaga terribile che nasce per lo più al Sud e che deturpa e distrugge il nostro bellissimo territorio mettendo in pericolo la vita di chi vive in case costruite senza alcun criterio. Ne è un esempio Vaccarizzo, contrada all’ interno dell’Oasi del Simeto, ora completamente cementificata.
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