"Non è per niente gradito il decreto sulle liberalizzazioni dei carburanti". Sono queste le parole di Faib e Fegica, che stamane hanno deciso di confermare i 10 giorni di sciopero dei benzinai, già annunciato la scorsa settimana.
Secondo le due sigle, infatti, niente è cambiato, e anche se prendono tempo per leggere il testo definitivo del decreto, annunciano con decisione che sullo sciopero non si farà marcia indietro.
Per Faib e Fegica non ci sono altre trattative da fare, lo sciopero si farà, nonostante debbano essere rese note le date e le modalità dello sciopero che, promettono, verranno annunciate a sorpresa.
Qualora lo sciopero venga messo in atto, sarà effettuato in diversi blocchi di tre giorni ciascuno, poichè questo è il massimo di giorni che l’Autorità concede.
L’annuncio di Faib e Fegica
«I gestori confermano la proclamazione di un pacchetto di 10 giorni di sciopero degli impianti di distribuzione carburanti, sia sulla rete ordinaria che su quella autostradale, la cui articolazione sarà successivamente definita per evitare di aggravare l’attuale stato di forti tensioni e disagio sociale. È la decisione assunta dal Coordinamento Nazionale Unitario dei gestori di Faib Confesercenti e di Fegica Cisl per denunciare la mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti da parte del Governo e sostenere il Parlamento a varare una vera riforma per liberare il settore dal controllo assoluto dei monopolisti petroliferi e consentire prezzi dei carburanti più bassi su tutta la rete distributiva. Tutte le “buone intenzioni” che il Governo aveva esibito, pubblicamente e a più riprese, si sono malamente infrante di fronte alla potente lobby dei petrolieri a cui, nei fatti, viene persino concesso di regolare i conti con una intera categoria di lavoratori che ha “osato” mettere in pericolo privilegi e rendite di posizione.», questo è quello che annunciano le due sigle.
Avvocati, taxisti e farmacisti
Sul fronte scioperi, avvocati e farmacisti pronti a sospendere i loro servizi e tassisti che stanno già ‘lasciando a piedi’ turisti e lavoratori che si spostano di città in città. Se i tassisti hanno già scioperato nella giornata di ieri, i farmacisti minacciano lo sciopero per giorno 1 febbraio. Infatti Federfarma, ha definito “incoerenti e squilibrati” i provvedimenti approvati dal governo Monti. Stessa cosa avverrà per i farmacisti titolari di parafarmacia.
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AGGIORNAMENTO ORE 12.00 - L'ANNUNCIO DI FIGISC
Nessuno sciopero dei benzinai in Sicilia, è la promessa della Figisc. Nessuno sciopero dei benzinai in Sicilia, è la promessa della Figisc
„Non servono a nulla le rassicurazioni della Figisc Sicilia che promette: "Nessuno sciopero". A Catania, le pompe di benzina sono sempre piene di auto in fila, con conseguente traffico bloccato.“
Code chilometriche e ressa per accaparrarsi carburante ai distributori. Questa la nottata dei catanesi davanti ai distributori di benzina della città.
Succede a Catania, ed è una conseguenza del blocco da parte del "Movimento dei forconi"; dopo aver visto le strade completamente deserte, nella serata di ieri tutti i catanesi si sono riversati nelle strade, facendo interminabili file nei distributori di benzina. Addirittura alcuni hanno passato la notte davanti al distributore, aspettando il carburante che poi non è arrivato.
Solo in mattinata alcuni distributori sono riusciti ad avere il carburante, ma le code chilometriche e la disperazione della gente continuano a creare il caos.
La situazione in Sicilia, dunque, resta difficile. Gli automobilisti sono in coda dall'alba, aspettano il caro petrolio. Le auto sono in fila, centinaia di persone a piedi sono accalcate alle varie pompe, in mano hanno bidoni e bottiglie in plastica. Chi riesce a riempire il contenitore fugge di corsa, come per proteggere il bene, che dopo cinque giorni di blocchi, è ritenuto prezioso.
Il reportage girato da Fabio Patanè, nella notte del 22 gennaio 2011
Segnalate fra i commenti i rifornimenti dove è disponibile il carburante
Ore interminabili in attesa del tram o autobus che conducesse alla sede della facoltà e lunghe file ai distributori: così è iniziato questo lunedì 16 Gennaio per molti studenti universitari. Alla base di questi disagi c'è lo sciopero indetto dal movimento dei forconi, un'associazione neonata che si fa portavoce dei disagi di agricoltori, artigiani, commercianti e professionisti esasperati dal'linsostenibilità dei costi dei carburanti. I manifestanti puntano il dito contro il governo regionale reo di aver ingannato e tradito le necessità degli stessi siciliani promettendo la defiscalizzazione dei prodotti petroliferi e l'applicazione dello statuto siciliano. Promessa mai mantenuta: questi chiedono pertanto l'immediata dimissione dello stesso e riforme adeguate.
Lo sciopero ha preso il via oggi 16 Gennaio e si prolungherà fino a venerdì 20. In meno di 24 ore la Sicilia è stata bloccata, nulla entra nè uscirà: beni di consumo, carburanti, viveri. I trasporti sono fermi, strade e autostrade bloccate, interrotte le forniture di combustibili dalle raffinerie di Priolo, Gela e Milazzo.
E in tutto ciò i tg nazionali tacciono accuratamente.

Niente ripensamenti: i distributori di profilattici arriveranno all'Università di Catania. A Catania come sta avvenendo nel resto d'Italia l'iniziativa è promossa dalla community di studenti ScuolaZoo.it, con la collaborazione e il patrocinio della Lega italiana per la lotta all'Aids (Lila).
Si partirà con l'installazione dei distributori che verranno piazzati nei corridoi della facoltà di Lettere e Filosofia e nella Facoltà di Medicina. L'obbiettivo è quello promosso e pubblicizzato da diversi anni ovvero la prevenzione delle varie malattie a trasmissione sessuale ( HIV ) le delle cosidette malattie “veneree” come la sifilide ,la gonorrea e la candida, che seppur curabili rimangano delle patologie invasive e fastidiose.
"A sfavore delll'installazione dei distributori di profilattici nelle scuole superiori si registra in tutta Italia grande ostilità ,queste le dichiarazioni di Alessandra Cerioli (presidente nazionale Lila) che con una nota sostiene che spesso a bloccare "la macchina della prevenzione" sono i vari presidi che non autorizzano le installazione dei distributori, i genitori e i ragazzi che si vergognano per una sorta di blocco culturale per cui chi fa uso del preservativo, anziché essere considerata una persona responsabile, è giudicato leggero e inaffidabile, quasi che usare il preservativo sia sinonimo di promiscuità".
Secondo Cerioli a questo clima contribuirebbe da un lato la cultura cattolica e dall'altro l'elevato costo dei condom, spesso proibitivo per i ragazzi. A tal proposito, è da sottolineare la differenza con gli altri paesi europei, dove non solo questi distributori sono diffusissimi ma vengono praticati prezzi molto più accessibili proprio per agevolare la cultura della prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale.
Con la speranza che i distributori possano essere installati in tutte le Facoltà dell'Università di Catania e che i prezzi possano essere ammortizzati con l'ausilio di qualche convenzione, inviatiamo tutti i nostri lettori all'acquisto dei Condom nei distributori delle proprie facoltà per dare un segnale forte ai nostri presidi, perchè la prevenzione deve essere fatta e le scuole e le Università sono i posti giusti per farlo.
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