Siamo i giovani d’oggi, quelli che lottano ancor prima di mettere uscire il piede fuori dal letto, dopo l’ultima notte passata a far finta che tutto vada bene (merito di qualche bicchiere in più, o di un menefreghismo che rasenta la follia).
Siamo i futuri impiegati che non percepiranno mai lo stipendio di una volta, quello a cui aspiravamo da piccoli, convinti di poter compare una Ferrari, o la casa di Barbie con piscina annessa.
Siamo i lavoratori che dovranno buttar sangue sulle scrivanie per chissà quanto tempo, e che molto probabilmente non percepiranno neppure una pensione, costretti quindi a dover metter da parte anche il più misero centesimo.
Siamo i giovani dell’Unione Europea, che combatte per stare davvero unita, non considerando il fatto che magari, alcune volte, è meglio che ognuno si lavi i panni sporchi dentro le proprie case, e non dentro ad un Parlamento che di pulito ha a stento gli specchi dei bagni.
Siamo i giovani mammoni, che non escono di casa perché ci fa comodo, o perché magari non riusciamo neppure a permetterci un misero mattone ed una naturale indipendenza dal nido familiare.
Siamo i lavoratori dinamici, pieghevoli, che dalle 8 del mattino alle 13 del pomeriggio fanno un lavoro, e dalle 15 alle 6 del mattino dopo, ne fanno n’altro.
Siamo i pigroni del giorno dopo, quelli che hanno sempre ricevuto tutto sottoforma di dono.
Siamo i figli di papà, che finchè riescono a mantenere la propria erba più verde di quella del vicino, riescono solo a far spallucce, osservando la catastrofe imminente.
Ebbene, credo che tutti questi giovani, dei quali faccio parte anche io, si siano un po’ stancati.
Il mio articolo è un appello a tutti coloro che vogliono realmente cambiare le cose, ma che spesso hanno trovato davanti al loro cammino un muro (fatto magari di pensieri differenti, o di risate dal tono sarcastico).
Insieme, possiamo realmente cambiare le cose.
Rifletteteci.
Per quanto il sistema consumistico possa dominare le nostre vite, se non c’è il compratore, non c’è il venditore, se non uso la macchina, non devo andare a fare benzina. In fondo, è un ragionamento semplice.
Proviamo a nuotare tutti controcorrente, contro quello che ci va storto, che non troviamo corretto, che non possiamo più accettare. Dovranno ascoltarci prima o poi.
Non abbiate paura di far cento buchi nell’acqua, i viaggi migliori cominciano con un passo.
Se vogliamo realmente dare una svolta al nostro futuro, alle nostre vite, alle vite di chi davvero ci sta a cuore, dobbiamo prima di tutto alzarci dalle nostre comode sedie, e scendere in campo armati di buon senso ed unione.
Non potranno mai distruggere un muro che si rigenera da solo.
Non potranno mai toglierci ciò che è nostro, e fidatevi che di cose che ci appartengono ne abbiamo fin troppe.
Non possono negare il diritto allo studio, perché ormai la cultura è diventata un bene di lusso.
Informiamoci ed informiamo.
Possono comandare un popolo ignorante e vecchio, non uno giovane e pieno di risorse.
Non possiamo lasciare la nostra terra, abbassandoci al volere di pochi.
Dobbiamo lottare, e siamo alquanto pieni di armi da poter usare.
Abbiamo internet, abbiamo la televisione, abbiamo il telecomando.
Sinceramente, io sono stanco di stare a guardare, combattendo da solo.
Se vogliamo un mondo migliore, un futuro più roseo di quello che ci stanno prospettando, dobbiamo iniziare a dipingere il presente.
Giovedì 15 Dicembre 2011 13:21
[Liveunict ] Lettera da un giovane,ai giovani
Scritto da Rocco Giannino
Prima di tutto, mi scuso con quei pochi lettori che ho lasciato in tredici. Non è da me.
Quindi, cominciamo.
Siamo la generazione del nuovo millennio, destinata ad un passato ormai andato, ad un futuro che non andrà (nel migliore dei casi) e ad un presente che ci va parecchio stretto.
Pubblicato in
Cultura e societa
Rocco Giannino
Facoltà : Economia
Corso: Economia
Ruolo: autore e blogger della rubrica "Note di un Viaggiatore"
Da Rocco Giannino
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