I believe in Santa Claus. Lo leggiamo sul più classico dei cappelli natalizi, quello rosso a punta con un pon pon bianco. Ad indossarlo è Marco, nome di fantasia con il quale chiameremo un piccolo paziente del reparto di Oncoematologia del Policlinico di Catania. Non ha paura mentre parla con i medici nella sala d’aspetto di fronte la ludoteca.

Il suo sguardo si riempie di gioia quando vede arrivare un’intera “banda” di babbi natale tutta per lui. Sono gli studenti di Scienze infermieristiche dell’Università di Catania. Come ogni anno gli studenti, che sopra il camice indossano berretti rossi e barba bianca, fanno il giro del reparto di Pediatria per regalare caramelle e giocattoli. Uno di questi, l’allegro chirurgo, viene donato proprio al piccolo Marco. Il suo sorriso, intrappolato dalla mascherina che è costretto ad indossare, trova una via di fuga nei suoi occhi, che nonostante la malattia riescono a brillare. «Il sorriso che leggiamo nei loro sguardi è il regalo migliore che questi bambini possano darci » ci spiega Ketty Calabrese, studentessa del terzo anno.
Insieme a lei, cominciamo a raccogliere i regali per i bambini ricoverati nel reparto. Due personaggi fantasy, delle macchinine, un ferro da stiro, un piccolo servizio da tè. Né noi né i giocattoli possono entrare: prima di essere consegnati ai fanciulli devono essere sterilizzati per via delle basse difese immunitarie dei piccoli pazienti. I regali vengono quindi affidati ad un operatore sanitario : «Questi giocattoli non li consegneremo subito. In questo periodo “sono tutti più buoni” e arrivano tantissimi regali. Ma a questi bambini servirebbe un Natale al giorno: preferiamo fare una sorpresa ad ogni bambino subito dopo un intervento delicato ». Ci viene raccontato di come tutti quelli che lavorano nel reparto fanno tanto per aiutare i piccoli pazienti a convivere con la pesanti terapie. Perché per poter dire di provare a curare uno di questi bambini con tutti i mezzi, “bisogna anche giocare con loro”. Queste parole però non rimangono scritte nel nostro block notes che abbiamo posato non appena entrati in ospedale. Sono parole che rimarranno indelebili nella memoria.

Perché a 21 anni, dopo oggi, a Babbo Natale ho ricominciato un po’ a crederci.

Antonio Percolla

Antonio Percolla

Facoltà : Lettere e filosofia
Corso: Lettere moderne
Anno : terzo
Ruolo: Autore

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