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Prima di tutto, mi scuso con quei pochi lettori che ho lasciato in tredici. Non è da me.
Quindi, cominciamo.

Siamo la generazione del nuovo millennio, destinata ad un passato ormai andato, ad un futuro che non andrà (nel migliore dei casi) e ad un presente che ci va parecchio stretto.

In un momento in cui il nostro Governo fa i conti in tasca a tutti i dipendenti pubblici, soprattutto ai magistrati ed in generale al sistema Giustizia, ci sembra doveroso fare i conti in tasca anche a chi è chiamato ad amministrare il nostro Paese.
Avete idea di quanto guadagna mensilmente un parlamentare? Circa € 12.000, quasi € 150.000 l’anno a cui vanno aggiunte le indennità di spese di viaggio, soggiorno e di portaborse ed i vari benefit per un totale di ulteriori € 35.000 annui. Ma non è finita. Il nostro presidente del Consiglio aggiunge allo stipendio da parlamentare quello relativo alla carica ricoperta ovvero altri € 55.000 annui circa. Il Presidente della Repubblica, invece, guadagna circa € 220.000 annui. I vari ministri, poi, arrivano ad incassare quasi € 200.000 annui. I nostri politici sono i più invidiati d’Europa. Annualmente un parlamentare polacco prende 28.056 euro, uno spagnolo 39.463, uno svedese 61.704, un francese 63.093, un britannico 82.380, un tedesco 84.108, i bulgari sono quelli "messi peggio" con 900 euro al mese.
Per cui tirando le somme: 630 deputati, 315 senatori, 1 Presidente del Consiglio,1 Presidente della Repubblica, 12 ministri con portafoglio e che portafoglio (tralasciamo deliberatamente quelli senza portafoglio in mancanza di dati ufficiali), costano annualmente agli italiani 235 milioni 960 mila Euro. Spese che, almeno per quanto riguarda il Parlamento ci sembrano veramente irrazionali. Non tanto e non solo per il fatto che spesso le aule di Montecitorio e Palazzo Madama sono vuote, quanto per il fatto che non si capisce il senso di 945 stipendi in un ordinamento, come il nostro, in cui le 2 Camere sono chiamate a svolgere le stesse identiche funzioni.


Ovviamente questa è solo una parte dei costi che noi cittadini affrontiamo per i nostri Governanti. Se diamo un’occhiata agli stipendi dei vari impiegati, ci accorgiamo che costoro arrivano a guadagnare, all’apice della carriera, più di un magistrato d’appello con 13 anni di anzianità (con i suoi 98 mila Euro lordi annui) e più di un professore universitario ( con i suoi 80 mila euro lordi annui).


Per quanto riguarda le fasce retributive della Camera, la prima è costituita dagli operatori tecnici. Ne fanno parte gli addetti alle officine, gli operai, i barbieri, gli autisti. Il loro stipendio lordo annuo iniziale di 32 mila 483 euro può arrivare, con 35 anni di servizio, a toccare i 133 mila 375 euro (pari a 8.675 euro lordi al mese). Nella seconda categoria sono inquadrati invece gli assistenti, i famosi commessi in divisa e gli addetti alla vigilanza, che iniziano con una paga annuale di 36 mila 876 euro e concludono la carriera con lo stesso stipendio degli operatori tecnici. Il terzo gradino retributivo è rappresentato dai collaboratori tecnici : vi sono compresi gli ex operai che hanno spuntato una qualifica superiore per il fatto di svolgere mansioni più complesse, come quelle relative "alla gestione degli impianti di riscaldamento e condizionamento" del Palazzo: questi iniziano con uno stipendio lordo annuo di 32 mila 753 euro e corona la carriera con 152 mila 790 euro (al mese, 9.937 euro lordi). Più su nella scala ci sono i segretari che supportano il lavoro dei funzionari negli uffici e nelle commissioni: ricevono un compenso di oltre 37 mila euro l'anno all'ingresso e se ne vanno dopo 35 anni con oltre 156 mila euro lordi (10.164 euro mensili). Ma stiamo ancora analizzando gli stipendi della “plebe” di Montecitorio. Se, infatti, ci spostiamo ai piani alti le cifre si alzano vertiginosamente. Si tratta dei dipendenti del cosidetto IV livello, quello dei documentaristi, tecnici e ragionieri, iniziano con una retribuzione annuale di oltre 68 mila euro lordi per toccare, con il massimo dell'anzianità, 356 mila 788 euro, pari a 23.206 euro lordi al mese.
Passiamo al Senato dove, addirittura, gli stipendi sono ancora più alti. Gli assistenti parlamentari (svolgono mansioni di vigilanza, tecniche e manuali) arrivano a riscuotere oltre 141 mila euro lordi l'anno (pari a 5.222 euro netti mensili); i coadiutori (mansioni di segreteria e archivistica) 170 mila, per uno stipendio netto di 6.194 euro; i segretari parlamentari (istruiscono "elaborati documentali, tecnici e contabilili che richiedono attività di ricerca e progettazione") superano i 227 mila (8.120 euro netti mensili); gli stenografi (fanno il resoconto delle sedute e delle riunioni degli organi del Senato) saltano a quasi 254 mila (al mese, 9.018 euro netti); mentre i consiglieri possono arrivare a riscuotere a fine carriera la stratosferica cifra di 368 mila euro lordi l'anno (per un mensile netto di 12.871), oltre 12 mila euro in più dei loro pari grado della Camera.


Cari lettori sarete pieni di numeri in testa e non vogliamo aggiungerne altri, perché quello che ci interessa è questo: come si possono ostentare i costi della Giustizia, quando delle semplici mansioni vengono strapagate? Quali forbici usa il barbiere dei parlamentari per guadagnare quelle cifre?
Non vogliamo sminuire il lavoro di nessuno, ma ci sembra ridicolo sentir parlare di costi esosi della giustizia se messi a confronto con queste spese esagerate. Vogliamo veramente mettere a confronto la mole di lavoro che ogni giorno un giudice è chiamato a svolgere, con il lavoro dei dipendenti dei palazzi del potere o con il lavoro di un parlamentare?
È ridicolo che gente che ci fa assistere a spettacoli indecorosi in Parlamento come l’abbandono dell’aula, o gli insulti, vada a fare i conti in tasca a chi svolge un compito delicato quale l’amministrazione della giustizia.
Tornando al discorso del barbiere, inutile per le donne, consiglieremmo di munire i nostri politici di un bel rasoio elettrico per la barba ed un taglia capelli elettrico, fatta la spesa una volta non ci pensate più. Ecco come razionalizzare la spesa pubblica.