Noemi Stella
Facoltà : Lettere e filosofia
Corso: Lingue e Culture Europee
Anno : terzo
Ruolo: Proofreader, autrice
ERASMUS STUDIO: un'esperienza indimenticabile raccontanta da due colleghi all'estero
Dopo un'attesa snervante sono state pubblicate sul sito llp manager dell’Ateneo catanese le graduatorie definitive Erasmus Studio per l’anno 2012/2013. Senza rischiare di essere esagerati, la vita di qualche centinaio di studenti è appena cambiata. Si, perché l’Erasmus ti cambia la vita. Le premesse non erano granché buone, e gli studenti lo sanno già: un bando pubblicato con un mese buono e di ritardo rispetto alle usuali tempistiche d’Ateneo, le lunghe code per consegnare le autocertificazioni degli esami conseguiti ma non ancora registrati sul portale telematico all’ufficio relazioni internazionali in piazza Università e infine l’attesa quasi spasmodica passata tra graduatorie parziali e test di lingua.
Nota positiva di questo periodo d’attesa (e in quest’università che di periodi bui ultimamente ne ha visti parecchi bisogna evidenziare tutto ciò che di buono c’è) sono state le dipendenti Uri tanto pazienti e gentili da rispondere a qualsiasi domanda, anche se stupida, dei ragazzi così entusiasti e speranzosi da perdere ogni capacità di capire bene quel bando letto e riletto tante volte. “I soldi meglio spesi dalla Comunità Europea”: questo il parere recentemente espresso dagli esperti riguardo il progetto di mobilità internazionale. Ma veniamo a noi: una volta finita la contemplazione della graduatoria e del proprio posto “in classifica” verranno le mille domande. Quando saprò dove andrò? E’ vero che dare gli esami all’estero è più facile? Quanto è difficile vivere fuori e ambientarsi in un paese di cui conosco poco o niente?
A soddisfare la nostra curiosità e rispondere alle nostre domande due studenti Erasmus: Silvio e Stefania. “Appena uscita la domanda ho cominciato a cantare, non ho dormito per 2 notti consecutive”, dice Stefania, ormai rientrata in patria e reduce da un indimenticabile Erasmus a Cardiff.
Silvio invece ci spiega che dopo la pubblicazione della graduatoria, in realtà, non succede quasi nulla perché nulla è ancora realmente definito: potresti anche essere il 9° di 300 candidati ma non vincere la meta da te scelta o desiderata, potresti ritrovarti a studiare inglese a Cardiff come nei paesi baltici. Incertezze quindi, e ancora attesa. Tutto si definisce durante il famoso incontro in cui si confermerà l’accettazione della mobilità e al quale tutti sono obbligati a partecipare, pena l’esclusione dalle graduatorie. “L'emozione della prima fila durante la riunione per la suddivisione delle mete non si scorda mai. Pensi che tra 6 mesi potresti essere ovunque nel mondo o con chiunque”, ci confessa Silvio. Ma si sa, niente è facile come sembra. Dopo i primi giorni, forse settimane, di estasi, (passati come se si stesse prendendo parte ad un sogno, ci suggerisce Stefania) arrivano le difficoltà. Uno dei problemi più incombenti e preoccupanti per chi si appresta a partire è la ricerca di un posto dove vivere: “Trovare casa? Un inferno! Si rischia di passare il mese più brutto della propria esistenza per poterne trovare una. Per chi viene qui a Parigi quella della casa è una questione da affrontare ben prima della partenza se si vuol evitare di trasformare il proprio Erasmus in una agonia nostalgica di casa”, ci scrive Silvio, con tutta l’aria di chi questo bel problema lo conosce già. Dall’altro lato ci sono i problemi legati alla difficoltà nel parlare la lingua straniera, l’assenza della famiglia e degli amici, del fidanzato/a. “Ma ne vale la pena”, assicura Stefania, “e lo sbandamento dura solo pochi giorni. Si conosce tantissima gente, si fanno gite, serate, feste”. Altra nota dolente, e se vogliamo mito da sfatare, è quella legata agli esami all’estero: la leggenda vuole che chi parta con le ultime materie da dare (magari quei fardelli che ci si porta dietro dal primo anno o quelle materie con professori fin troppo severi) torni in Italia più “leggero”, sereno e pronto a laurearsi. “Gli esami all'estero dipendono totalmente dalla nazione cui vai”, chiarisce Silvio, “qui in Francia è un vero stress, le presenze sono obbligatorie, le materie da pochissimi crediti e la burocrazia un inferno. Ma il gioco vale la candela. Hai la possibilità di essere realmente giudicato per ciò che sai o non sai fare. Non capiterà mai di essere rimandato da un professore perché ha la luna storta, tutto è chiaro, limpido. Un professore svolge il corso, un altro redige l'esame finale da fare scritto, un terzo sconosciuto te lo correggerà. Inoltre vi è una commissione che si occupa di controllare che i professori non eccedano nel carico di lavoro, abitudine ormai consacrata nel nostro ateneo”, conclude. Infine, consiglio spassionato di Silvio, ormai parigino d’adozione: “guardate bene le mete e sceglietele in base al vostro budget. Una borsa Erasmus come la nostra è sufficiente per poter vivere bene in Polonia ma non in una città come questa”. Che i fondi a disposizione degli studenti costituissero quasi un contributo “simbolico” lo sapevamo già, quindi, gambe in spalla, tanto entusiasmo e tuffiamoci in quest’avventura perché opportunità come queste capitano ben poche volte nella vita!
Elenco ammessi ai test linguistici Erasmus 2012
Sempre più vicino il traguardo Erasmus per molti studenti dell’Ateneo Catanese: è stato infatti pubblicato online l’elenco degli studenti ammessi ai test linguistici sul sito http://
Step fondamentale per chi spera di intraprendere presto quest’esperienza di studio all’estero e ultimo scoglio prima della pubblicazione delle graduatorie definitive prevista per il 3 Maggio, il superamento del test di lingua è un requisito essenziale per l’ottenimento della mobilità.
Per un’agevole consultazione qui di seguito i link diretti:
Pagamenti contributi e rimborsi UNICT
Visualizzazione degli avvisi riepilogativi dei mandati di pagamento in contanti.
Pubblicati sul sito unict.it i mandati di pagamento in contanti per contributi relativi a forme di collaborazioni part-time, borse di studio per l'incentivazione della frequenza universitaria, contributi economici straordinari, contributo straordinario trasporto urbano e rimborso tasse e riemissione rimborsi tasse anni precedenti.
Per visualizzare i suddetti mandati è necessario seguire la procedura online, stampare l'avviso e recarsi presso una delle agenzie Monte Paschi di Siena, con un documento di riconoscimento in corso di validità, e richiedere il pagamento (specificando che l'ente emittente è l'Università degli Studi di Catania - Ente 1).
Si precisa infine, che per ulteriori informazioni è sufficiente visualizzare il proprio prospetto tasse sul portale studenti unict.it o rivolgersi all'Area Didattica.
"Pezze di storia" al castello Ursino: Arte e solidarietà per Laura Salafia
Inaugurata il 22 Luglio scorso e prorogata fino al 5 Febbraio 2012 presso i locali del Castello Ursino la mostra “Pezze di Storia” sposa la causa di Laura Salafia. E’ possibile infatti ritirare una copia del catalogo omonimo con un contributo di 10€, devoluto interamente al progetto avviato dall’emittente regionale Telecolor “Aiutiamo Laura”.
Ultime news: gli studenti chiedono di donare via sms
Un sms per una donazione di 1€ in favore di Laura Salafia. Si tratta forse di una delle più recenti e ingegnose idee portate avanti da studenti e oggi in attesa di approvazione e concretizzazione. In seguito a problemi tecnici riscontrati nel tentativo di effettuare un bonifico a favore della studentessa colpita da un proiettile vagante nel Luglio 2010 si è pensato di istituire un numero telefonico (come quelli per il televoto in tv, per intenderci) attraverso il quale sarebbe possibile inviare un contributo.
Tutto pronto al Cannizzaro, Laura Salafia torna a Catania

“Non vi dimenticate di me” aveva detto Laura Salafia durante una delle sue più recenti interviste, mostrando grande coraggio, dignità e un po’ di amarezza. Era rivolto alle istituzioni il suo appello, a quelle amministrazioni che avevano sostituito col silenzio l’appoggio e la solidarietà mostratole subito dopo quel tragico 1 Luglio 2010.
Corsi di lingua all'estero: ecco le borse di studio ERSU
Appuntamento ormai atteso dagli studenti universitari dell’Ateneo catanese, torna ad essere pubblicato quest’anno il bando Ersu per l’attribuzione di borse di studio per corsi di lingua all’estero. Ebbene si, nonostante ci fosse qualche sfiduciato che tra un disagio e l’altro, tra una polemica e un corteo di protesta, non ci credeva più quest’opportunità tanto interessante non si è fatta attendere! Vediamo,con gli occhi dello studente, di fare un po’ di chiarezza tra una riga e l’altra di questo bando e i suoi articoli. Non si tratta purtroppo di un’opportunità per tutti: anche i più entusiasti dovranno controllare a fine bando, dopo aver sognato un pò, di appartenere alla categoria di merito richiesta (per farla breve bisogna avere raggiunto un determinato numero di crediti a seconda dell’anno di corso che si frequenta). Altro metro di giudizio nella formulazione delle graduatorie sarà la condizione economica. Ma veniamo ai vantaggi (e sono tanti, davvero!) che questa borsa di studio offre: gli studenti potranno usufruire di una somma pari a €1200 per frequentare un corso di lingua inglese, francese, spagnola o tedesca con durata minima di tre settimane per raggiungere, con un corso di almeno 60 o 100 ore rispettivamente, i livelli A- B o C del quadro europeo di competenza nella lingua straniera. Il contributo economico è “sostanzioso”, l’opportunità di passare tre settimane o più all’estero fa gola a tutti, se poi a questo si aggiunge che tra una mattinata da turista e una serata per locali si fa anche un corso di lingua che migliora le competenze (e perché no, aiuta a superare qualche esame!) possiamo ben concludere che scaricare e presentare la domanda è una delle prime cose che dobbiamo fare! Qualche dettaglio in più: possono partecipare gli studenti iscritti a corsi di laurea, scuole di specializzazione, dottorati di ricerca, a corsi per l’alta formazione artistica e musicale presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, gli Istituti musicali Bellini di Catania e Caltanissetta e le altre istituzioni universitarie di competenza territoriale dell’Ersu di Catania. Non bisogna infine aver superato i due anni da fuori corso. Ma veniamo alla domanda più frequente che si pongono gli studenti: cosa vorrà dire “scuole riconosciute e autorizzate dal Ministero”?
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