Per la rubrica alza la voce, la speciale rubrica dedicata alla voce degli studenti, pubblichiamo un intervento da parte di un ex consigliere della facoltà di Giurisprudenza di Catania.
Ciao a tutti, scrivo questo post perché mi sembra giusto e doveroso nei confronti di tutti mostrare il mio malcontento in merito a ciò che sta accadendo a Giurisprudenza.
Vengo al punto: non credo sia un mistero che tra il Preside di Giurisprudenza ed il nostro Rettore non corra buon sangue. Da sempre, o per lo meno, da quando io ho avuto l'onore di diventare consigliere, cioè 2 anni fa, non vi era molta simpatia tra i due, tanto che hanno sempre cercato di farsi sgambetti a vicenda. La prima vera dimostrazione di tale "conflitto" l'abbiamo notata quando lo scorso anno, con nostro rammarico, abbiamo dovuto eliminare la disciplina "Storia del diritto canonico", insegnata dal prof. Condorelli. Lì purtroppo, fu un vero e proprio scontro diretto con i professori Bettetini (ordinario di diritto ecclesiastico e di diritto canonico) e il professore Condorelli (ordinario di storia del diritto canonico).
Come ho più volte spiegato, questa materia, che era seguita da ben 80 studenti, è stata eliminata perché il Rettore nominò il prof Bettetini in commissione di Statuto contro la volontà del Preside. Così, dopo aver chiesto le sue dimissioni, ed in seguito al rifiuto del prof, si decise di procedere togliendo quest'insegnamento, indicando una fantomatica razionalizzazione delle cattedre e degli insegnamenti.
A mio avviso, in quell'occasione, si mise da parte l'interesse della facoltà, per favorire uno scontro a distanza. I dissapori tra Preside e Rettore sono stati sempre evidenti dunque fino a quando non si arrivò quest'anno a proporre e portare avanti UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE nei riguardi del Preside di giurisprudenza!! Tutto ciò ha, ovviamente, portato ad una reazione del preside che ha redatto un documento nel quale ha spiegato il suo punto di vista ed attaccato il rettore contro questa "diffamazione". Purtroppo questo non era proprio un bel momento perché succedesse tutto ciò, infatti Giurisprudenza tra tutti i vari problemi che annovera, tra cui aule (infatti i nostri colleghi di primo anno sono ancora costretti a fare lezioni da anni nei cinema, che sono inidonei a svolgere una lezione universitaria), strutture della facoltà (totalmente inadatte per accogliere tutti gli studenti), si è aggiunto anche la questione media ponderata (che era stata prontamente scacciata dai consiglieri lo scorso anno tra i quali ho avuto l'onore di far parte pure io).
Tale questione, quest'anno, sembrava potesse essere risolta, infatti ho organizzato una raccolta firme che ha visto la partecipazione di centinaia di
studenti (che ringrazio sentitamente) e coinvolto pure le televisioni ed i giornali e devo dire che il clima che si era creato era dei più sereni per affrontare una questione così importante. Inoltre Preside, servizi didattici ed il prof. Auletta (presidente della commissione didattica) si sono mostrati favorevoli a risolvere tale questione tenendo ancora per 1 anno e mezzo la media aritmetica. Tutto sembrava filare per il verso giusto quando apprendiamo di questo procedimento disciplinare dove la motivazione sembra l'insubordinazione.
Un paio di settimane dopo si apprende che il preside con i relativi consiglieri rischia di decadere prima della fine del regolare mandato, cioè il 31 ottobre. Questa sensazione diviene realtà quando il 4 maggio si convoca il Consiglio di Amministrazione e tra i punti all'ordine del giorno vi è la soppressione delle facoltà e dunque la relativa decadenza. Tutto questo ovviamente è inconcepibile perchè si manda fino a nuove elezioni, che avverranno ad ottobre, una facoltà allo sbaraglio senza più organi che possono legiferare o quantomeno amministrarla e tutelarla. Infatti tutte le competenze sono passate al Consiglio del Seminario Giuridico.
Io ritengo che sia una cosa assurda anche perché, dopo essermi rotto la schiena per 2 anni facendo iniziative, banchetti, giornalini, raccolte firme e cercando di chiarire quanti più dubbi ai miei colleghi, mi ritrovo senza più poter far nulla, a mio avviso (e prendo le responsabilità di ciò che dico), per un dissapore tra Preside e Rettore. Ritengo che così non si fanno gli interessi di nessuno e quelli che alla fine ne pagano le conseguenze come sempre siamo noi poveri studenti. A mio avviso è arrivato il momento di dire basta a tutto questo assurdo sistema. Spero di non aver annoiato ma dovevo sfogarmi. Un saluto a tutti e per qualsiasi cosa sempre reperibile in facoltà,su facebook e al cellulare.