Articoli filtrati dai tag: Francesco Garzotto

Sono davvero tanti i pazienti in attesa di un nuovo rene, ma oggi qualcosa di importante succederà a Catania, infatti con molta probabilità tutti coloro che finora sono stati costretti a rimanere attaccati ad un macchinario a fare dialisi, potranno dire addio a questa fastidiosa pratica e cominciare con la nuova tecnologia di purifazione del sangue.

Si tratta di una nuova tecnologia medica, un rene artificiale portatile, che va portato per 8 ore al giorno, capace di sostituire completamente l'attività del rene.

Dunque, un organo artificiale piccolissimo, nascosto dentro un giubbotto... Una macchina hi-tech molto simile ad un walkman per la dialisi miniaturizzata da parte di un team di ricercatori italiani e americani. La presentazione del prototipo avverrà oggi a Catania in occasione del settimo Congresso internazionale dell Società Europea Organi Artificailei, che si tiene per la prima volta in Sicilia.

«Il giubbotto - spiega l'ingegnere biomedico Francesco Garzotto, dell'ospedale San Bortolo di Vicenza dove è primario il professor Claudio Ronco - nasconde una scatoletta che misura 10 x 7 x 3 centimetri formata da due parti sovrapposte: la parte meccanica e quella usa e getta attraverso cui passa il sangue per essere purificato. La scatola è collegata al corpo del paziente attraverso due tubicini nella sua vena giugulare. Il liquido rimosso viene raccolto nelle tasche della giacca, in due sacche da 75 centilitri ciascuna. Sulla schiena, infine, c'è la batteria da 12 ore.

Il giubbotto per il rene portatile
Il giubbotto per il rene portatile

A progettare il giubbotto, due aziende italiane: la Rand di Mirandola, e la più famosa Dainese che fa giubbotti da moto. Lo studio è finanziato dall'associazione amici del rene. «Siamo ancora nella fase della ricerca - sottolinea Garzotto - e solo le prove cliniche potranno dire cosa manca e quanto manca per poterlo usare per davvero». Il numero dei malati è altissimo, specialmente a Catania e in Sicilia: «Nella nostra Regione - sottolinea Domenico Di Landro, direttore della Nefrologia all'ospedale Cannizzaro di Catania - la percentuale di dializzati è la più alta d'Italia, perchè c'è una incidenza elevata di diabete di tipo 2: il 20% di chi è in dialisi è anche diabetico». Di rene portatile esistono anche altri modelli: il primo, nel 2009, è stato quello «a cintura», sviluppato negli Usa, brevettato dal nefrologo californiano Victor Gura e sperimentato a Vicenza. Anche questo sostituisce la dialisi: è formato da una pompa per far circolare il sangue e da cartucce assorbenti per rigenerare i liquidi. C'è pure «Carpe Diem» per i bambini, visto che prima si usavano macchine grandi quanto frigoriferi. Infine, si sta sperimentando un modello «interno»: un telaio artificiale colonizzato da cellule staminali che inducono a produrre un rene vero e proprio. A metterlo a punto è Giuseppe Remuzzi, presidente della società internazionale di Nefrologia, l'unico italiano in odore di Nobel.