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Riprendiamo un vecchio articolo

Come vi avevamo anticipato in precedenza, sta prendendo piede ricorrere al T.A.R. per far valere i propri diritti di studenti universitari. La novità sta proprio nella presa di coscienza ulteriore da parte del Consiglio di Stato che reputa illegittimo lasciare vacanti i posti, eventualmente non occupati, riservati agli studenti non comunitari. Grazie a questa nuova interpretazione tre studenti sono stati ammessi alla facoltà di medicina e chirurgia degli Atenei di Messina e Catania. Il MIUR e gli atenei coinvolti hanno giustificato l'inammissibilità dei ricorrenti dicendo che i posti riservati agli studenti non comunitari siano frutto di accordi internazionali , anche se secondo altre fonti sappiamo che è la comunità europea a finanziare tali soggetti a sola condizione che non appartengano all'unione europea. Riteniamo che la decisione sia legittima e che tuteli anche noi studenti comunitari. Gli avvocati infatti affermano: “La sentenza inoltre è in linea con l’orientamento annunciato dal governo Monti che, nei giorni scorsi, aveva annunciato di voler prevedere che tutti i posti comunque rimasti liberi all’esito dei test fossero assegnati ai pretendenti comunitari nell’ordine di graduatoria.” Sentenza che ridarà la speranza a tanti studenti delusi che avevano puntato sogni ed energie sul superamento del test.

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Discriminati perché italiani (10 settembre 2011)

Molte aspiranti matricole stanno vivendo l'attesa della pubblicazione delle graduatorie con una spada di Damocle sopra la testa: dall'esito di questi concorsi dipende il loro futuro. La pubblicazione delle suddette graduatorie aumenta lo sconforto di ogni candidato, è uno schiaffo in pieno volto alla meritocrazia. Come avrete potuto notare, tutte le Università Statali italiane riservano per i corsi di laurea a numero chiuso una grande percentuale di posti a beneficio esclusivo di studenti stranieri extracomunitari.Per il solo corso di laurea in Medicina e Chirurgia, nell’anno accademico 2010/2011 sono stati destinati 8.500 posti per gli studenti italiani e appartenenti alla Comunità Europea, 474 posti riservati unicamente a extracomunitari, più addirittura 52 posti a beneficio esclusivo di studenti con cittadinanza cinese. La prova d’esame è unica per tutti, l'unica discriminante è la conoscenza della lingua italiana. Considerando le cifre attinenti a Medicina e Chirurgia, se si fossero presentati solo 300 extracomunitari, i rimanenti 174 posti disponibili non sarebbero stati presi da italiani. Sarebbero rimasti vuoti. Idem se non si fosse presentato alcun extracomunitario o cinese: 474+52 posti totalmente inutilizzati. Come se questo non bastasse, spesso gli studenti extracomunitari accedono al corso di laurea con punteggi esigui dell'ordine di 20/80. Di contro, uno studente italiano può non accedere, a volte, nemmeno con un punteggio di 50/80: oltre il danno, la beffa. I posti riservati agli studenti extracomunitari vengono sovvenzionati dall'Unione Europea, che si guarda bene dal finanziare gli eventuali posti vacanti a beneficio degli studenti comunitari.

In merito, si è espresso anche il T.A.R. Di Catania, stabilendo il diritto degli studenti comunitari ad occupare i posti non coperti in base, chiaramente, alla posizione in graduatoria.Citando il TAR: “Se, infatti, a detta del MIUR , l’ostacolo all’attribuzione delle vacanze è da ricercare nella necessità di mantenere inalterata la stima del Sistema Sanitario Nazionale, non potrà non convenirsi che vi sia stata una richiesta del Sistema Sanitario Nazionale maggiore rispetto all’offerta degli Atenei, non vi è alcun ostacolo all’attribuzione ed alla copertura anche di tali posti.” Considerato che la riserva di posti in favore degli studenti extracomunitari non comporta che ai suddetti candidati, una volta acquisito il titolo, venga preclusa la possibilità di inserirsi lavorativamente all'interno del sistema sanitario europeo, le contestazioni del MIUR appaiono a dir poco frivole.


 

Le modifiche allo Statuto d'Ateneo e le decisioni del Magnifico Rettore Antonino Recca in merito alla vicenda, non sono sufficienti. Questo è quanto afferma Jacopo Torrisi che in una dichiarazione  <<Pur apprezzando la scelta di modificare alcuni articoli dello Statuto ( si sta parlando delle modifiche menzionate al Senato Accademico ndr) contestati dal Miur  e dalla comunità accademica, ci sembra del tutto insoddisfacente  e preoccupante la determinazione del Rettore di voler mantenere inalterata la metodologia di formazione del CDA dell'Ateneo -  sottolinea il segretario del circolo Università del PD - Questa volontà, conferma a nostro parere, una scelta di gestione autoritaria, chiusa e antidemocratica del nostro Ateneo>>

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Torrisi conclude << a breve convocheremo un incontro nella quale instaurare un dibattito aperto sulle prospettive dell'Ateneo catanese, coinvolgendo le tante realtà accademiche che desiderano ripristinare un dialogo vero e costruttivo all'interno dell'Ateneo, a partire dei precari, docenti, lavoratori della ricerca e dell'area amministrativa>>

A sostenerlo sono tre scienziati dell'Università di Catania, due fisici teorici, Alessandro Pluchino e Andrea Rapisarda, e un sociologo, Cesare Garofalo.

Spinti dall'ipotesi mossa alla fine degli anni 60 da uno psicologo di nome L. J. Peter, hanno deciso di intraprendere la ricerca per dimostrare matematicamente il famoso principio, apparentemente paradossale, di Peter che può essere sintetizzato come segue: “Ogni nuovo membro in una organizzazione gerarchica scalerà la gerarchia fino a raggiungere il suo livello di massima incompetenza”.

Sono stati notati dopo importanti pubblicazioni in tutto il mondo dalla giuria degli Ig Nobel che ha deciso di premiarli, coniando un settore appositamente per loro, cioè l'Ig Nobel per il Management.

Noi di liveunict abbiamo approfittato della disponibilità di Alessandro Pluchino, che ha ritagliato quasi due ore del suo tempo per spiegarci come funziona il metodo meritocratico, anzi, meglio dire, come non funziona.

Com'è nata l'idea di provare scientificamente il principio di Peter?
L'idea è nata per caso dopo aver letto il saggio "The Peter Principle: Why Things Always Go Wrong" (Peter e Hull) che si incentrava infatti sul principio di incompetenza.
Avendomi suscitato non poca curiosità, ho pensato di provare e supportare computazionalmente le intuizioni dello psicologo canadese, assieme ai miei colleghi Andrea Rapisarda e C.Garofalo, con cui ho avuto il piacere di collaborare anche in passato.

La collaborazione tra due fisici e un sociologo basata su un'ipotesi mossa da uno psicologo, non è già un'ottima premessa per l'assegnazione di un IG Nobel data l'originalità del trio e dello studio?
Non abbiamo presentato una candidatura per l'IG nobel, infatti eravamo all'oscuro di tutto.
Hanno selezionato il nostro studio tra 6000- 7000 studi scientifici in seguito ad attenzioni ricevute da importanti testate giornalistiche.
Dopo pochi giorni della pubblicazione di Physica A nel luglio del 2009, siamo stati oggetto di numerosi articoli nei settori scientifici di giornali molto importanti come il New York Times, che ha nominato il nostro studio come migliore idea dell'anno.
Una settimana prima dell'evento degli Ig nobel, organizzato dalla rivista scientifica-umoristica statunitense "Annals of Improbable Research", ci hanno invitato via e mail alla cerimonia di gala al Sanders Theatre dell'Università di Harvard chiedendoci se avessimo avuto il piacere di ricevere il premio e molto lusingati abbiamo accettato e siamo stati premiati il 03/09/2010 dai nobel per la fisica Sheldon Glashow, Roy Glauber e Frank Wilczek.
Considerando l'interdisciplinarietà dello studio la giuria dell'Ig Nobel ha coniato appositamente per noi una nuova categoria, quella del Management, che non è mai stato presente negli anni precedenti e in quello successivo.

In foto Erio Buceti (neoeletto consigliere al CNSU)E' Erio Buceti, studente catanese di soli 25 anni, dopo aver ricoperto l'incarico di consigliere d'amministrazione per l'Università di Catania, il neoeletto consigliere al CNSU (Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari) .Una passione quella per la politica  che il capogruppo della destra universitaria coltiva con impegno da diversi anni nell'ambito universitario e che ha avuto il suo massimo risultato nell'approdo ai vertici amministrativi dell'Università.

Frutto di un duro percorso, la vittoria di Erio, sperata e imprevista, è il risultato anche del grosso contributo che la comunità Barese ha dato con 1800 voti. Come si può interpretare questo dato di fiducia da parte dell' Ateneo Di Bari?

La mia elezione al CNSU è stata preceduta da un'intensa campagna elettorale che mi ha permesso di conoscere a fondo molte comunità di giovani che quotidianamente investono intere giornate per la difesa dei diritti degli studenti togliendo del tempo allo studio e alla famiglia.
La comunità di Azione Universitaria di Bari mi ha straordinariamente colpito, e la mia non è una considerazione a posteriori.
Ho conosciuto una Comunità formata da ragazzi che credono in determinati valori quali l'onestà e senso di responsabilità, e che hanno dimostrato di essere coraggiosi e pronti al sacrificio.
Le comunità di Bari, Lecce, Foggia, Taranto, Benevento, Potenza, Napoli, Salerno, Caserta, Catanzaro, Reggio Calabria, Messina, Catania, Enna, Palermo, Siracusa, Ragusa, Cagliari,etc.. mi hanno dato fiducia ed io farò di tutto per non deludere le loro aspettative.

Previsto per le 11 l'incontro nell'aula magna del Rettorato di Catania, riguardante i tagli incassati con la finanziaria del 2010 dal sistema universitario regionale.
L'incontro, promosso proprio dal Rettore Antonino Recca, sostituisce la tradizionale inaugurazione dell'anno accademico.
In aula sono presenti molte personalità del nostro ateneo, primi fra tutti i dodici presidi di facoltà e i rappresentanti dei consorzi universitari di Ragusa e Siracusa.
L'incontro ha avuto inizio ed il Magnifico Rettore prende la parola su un'aula gremita di gente.

La discussione comincia subito paragonando la spesa destinata alla formazione universitaria dell'Italia con gli altri paesi del mondo. Si sottolinea come l'Italia si trovi in uno stadio intermedio ben lontano, però, dai fondi investiti dal Brasile, dalla Corea, dal Canada nonché dagli Stati Uniti.
Subito si procede con l'analisi della legge finanziaria del 2010 (diapositiva n°2-3).
E' inutile girarci intorno: la legge finanziaria che vale per il triennio 2010-2012 prevede tagli del 18,17% al 2011 e del 13,87% al 2012 sul FFO (Fondo Finanziario del sistema universitario), non sono pari a 0 le aggiunte al Fondo per l'anno 2011 come giustamente sottolinea il nostro Rettore.
Si passa quindi all'analisi del FFO per le università siciliane cresciuto "irrisoriamente" negli ultimi anni fino al 2008 e che diminuisce in quest'ultimo anno:

- 3 milioni € per Università di Catania
- 6 milioni € per Università di Messina
- 8 milioni € per Università di Palermo

Si passa alla seconda parte dell'incontro L'ANALISI DEL DIRITTO ALLO STUDIO: qui la situazione è poco rassicurante.
L'Italia paragonata alla Francia spende 470 milioni di € contro i 1,3 miliardi di € di quest'ultima.
Ne deriva che la percentuale dei Borsisti sul numero degli iscritti in ITALIA è del 13%, in FRANCIA è del 30%.
Ma più che il paragone con gli altri stati interessa il rapporto tra gli Idonei e Borsisti in Italia.
Come detto dal Rettore "1 studente su 3 avente il diritto alla borsa di studio, la perderà".
Difatti come mostrato dal 92,4% si passerà al 61,3% nell'anno accademico 2011/2012: 57896 studenti in meno.
Prima di concludere il suo intervento Recca mostra alla sala come le spese stipendiali incidano fortemente sul FFO, anche per le leggi statali che prevedono l'aumento degli stipendi anche se il numero dei dipendenti del nostro ateneo è diminuito.

Recca passa la parola alle personalità politiche presenti in sala.

L'on. Leanza è il primo ad intervenire. L'ex assessore si chiede come è possibile che tagliando i fondi si possa migliorare la qualità dell'università. Non ha scoperto l'acqua calda, quindi questa domanda un po' se la pongono tutti da molto tempo.
La Finocchiaro e Bianco sottolineano come debba esserci l'esigenza di invertire le politiche finanziarie per andare incontro all'istruzione. Per i due onorevoli in questo momento di crisi è impensabile che l'Italia rinunci a scommettere sul futuro dei giovani, non solo l'Italia ma anche la nostra Regione; l'on. Bianco non si spiega come la Puglia (regione a statuto ordinario) sia stata capace di autofinanziare le proprie università, mentre la Sicilia (regione a statuto speciale) non sia in grado di fare qualcosa.
A sentire parlare l'on. D'asero, vicepresidente della commissione bilancio all'ARS, invece sono in corso molti progetti per l'università. Qualcuno però rimprovera che se queste proposte ci sono devono essere concretizzate.
Ad interviene anche il Sen. Acc. Fichera preoccupato per il diritto allo studio: "Come si può pensare al futuro degli studenti, alla ricerca e ai dottorati, se al momento si riesce a stento a dare un aiuto ai meritevoli?"
Ecco poi uno studente (Roberto Zito) della Facoltà di Lettere; il nostro collega si lamenta della mancanza di iniziative e l'eliminazione di alcune rassegne ed iniziative nella sua facoltà.
Si conclude l'incontro alle 12:46 con la consegna delle firme, raccolte proprio per salvaguardare le iniziative per il momento accantonate dall'ateneo al Rettore