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A sostenerlo sono tre scienziati dell'Università di Catania, due fisici teorici, Alessandro Pluchino e Andrea Rapisarda, e un sociologo, Cesare Garofalo.

Spinti dall'ipotesi mossa alla fine degli anni 60 da uno psicologo di nome L. J. Peter, hanno deciso di intraprendere la ricerca per dimostrare matematicamente il famoso principio, apparentemente paradossale, di Peter che può essere sintetizzato come segue: “Ogni nuovo membro in una organizzazione gerarchica scalerà la gerarchia fino a raggiungere il suo livello di massima incompetenza”.

Sono stati notati dopo importanti pubblicazioni in tutto il mondo dalla giuria degli Ig Nobel che ha deciso di premiarli, coniando un settore appositamente per loro, cioè l'Ig Nobel per il Management.

Noi di liveunict abbiamo approfittato della disponibilità di Alessandro Pluchino, che ha ritagliato quasi due ore del suo tempo per spiegarci come funziona il metodo meritocratico, anzi, meglio dire, come non funziona.

Com'è nata l'idea di provare scientificamente il principio di Peter?
L'idea è nata per caso dopo aver letto il saggio "The Peter Principle: Why Things Always Go Wrong" (Peter e Hull) che si incentrava infatti sul principio di incompetenza.
Avendomi suscitato non poca curiosità, ho pensato di provare e supportare computazionalmente le intuizioni dello psicologo canadese, assieme ai miei colleghi Andrea Rapisarda e C.Garofalo, con cui ho avuto il piacere di collaborare anche in passato.

La collaborazione tra due fisici e un sociologo basata su un'ipotesi mossa da uno psicologo, non è già un'ottima premessa per l'assegnazione di un IG Nobel data l'originalità del trio e dello studio?
Non abbiamo presentato una candidatura per l'IG nobel, infatti eravamo all'oscuro di tutto.
Hanno selezionato il nostro studio tra 6000- 7000 studi scientifici in seguito ad attenzioni ricevute da importanti testate giornalistiche.
Dopo pochi giorni della pubblicazione di Physica A nel luglio del 2009, siamo stati oggetto di numerosi articoli nei settori scientifici di giornali molto importanti come il New York Times, che ha nominato il nostro studio come migliore idea dell'anno.
Una settimana prima dell'evento degli Ig nobel, organizzato dalla rivista scientifica-umoristica statunitense "Annals of Improbable Research", ci hanno invitato via e mail alla cerimonia di gala al Sanders Theatre dell'Università di Harvard chiedendoci se avessimo avuto il piacere di ricevere il premio e molto lusingati abbiamo accettato e siamo stati premiati il 03/09/2010 dai nobel per la fisica Sheldon Glashow, Roy Glauber e Frank Wilczek.
Considerando l'interdisciplinarietà dello studio la giuria dell'Ig Nobel ha coniato appositamente per noi una nuova categoria, quella del Management, che non è mai stato presente negli anni precedenti e in quello successivo.

Riportiamo un importante pubblicazione del 2010 dell'Università di Catania, che è riuscita a provare scientificamente la validità del "Principio di incompetenza" formulato nel 1969 dallo psicologo canadese Laurence J.Peter.

« In ogni gerarchia, un dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza. »
  « Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere. »
  « Tutto il lavoro viene svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza. »

Il principio è un caso speciale della generalizzazione:

  « Ogni cosa che funziona per un particolare compito verrà utilizzata per compiti sempre più difficili, fino a che si romperà. »

L'equipe di ricerca, composta dai docenti Alessandro Pluchino, Cesare Garofalo e Andrea Rapisarda, ritiene che il sistema meritocratico è talmente inefficace che per assurdo sarebbe più proficuo premiare il "peggiore", cosicché si andrebbe a liberare il peggiore da un ruolo che non sa ricoprire o che ricopre male; il "migliore" invece, lo si lascerebbe nella posizione dove riesce a dare il meglio di se.

In pratica, durante le carriere vengono premiati e promossi coloro che hanno delle capacità migliori nel ruolo che ricoprono. Durante questo processo, come sostenuto dalla ricerca, coloro capaci di ricoprire il ruolo vengono trasclocati in un ruolo nuovo, con buone possibilità di non saper ricoprire bene la nuova posizione come avveniva in quella precedente.

Il principio di incompetenza analizzato dai tre ricercatori dell'Ateneo catanese è considerabile come un paradosso, poichè i tre ricercatori tentano di giustificare la teoria di Peter, con il fatto che non è giusto premiare i peggiori, considerando il fatto che debbano essere premiati i migliori; come tale, confutano come soluzione meritocratica il cosidetto paradosso di Parrondo, dove di fronte a due giochi perdenti la strategia vincente è quella di provarne prima uno e poi l'altro. Promuovono invece la cosidetta "promozione a caso", facendo attenzione ad incentivare i migliori che devono essere comunque premiati.