Il consumo di un quadratino al giorno comporterebbe un rischio di infarto o ictus inferiore del 39 per cento rispetto ai soggetti che consumavano meno cioccolata.
Se consumata in piccole quantità, la cioccolata (soprattutto fondente) abbasserebbe la pressione sanguigna, riducendo il rischio di malattie cardiache. E' questo il risultato di una ricerca condotta presso il Centro nazionale di nutrizione umana a Nuthetal, in Germania, e pubblicata su Internet dalla rivista European Heart Journal
Nello studio i ricercatori hanno seguito per un periodo minimo di 10 anni un campione di 19.357 soggetti di età compresa tra i 35 e i 65 anni, già arruolati nello studio EPIC (European Prospective Investigation into Cancer), scoprendo che quelli che consumavano la quantità maggiore di cioccolata (una media di 7,5 grammi al giorno) presentavano una pressione sanguigna più bassa e un rischio di infarto o ictus inferiore del 39 per cento rispetto ai soggetti che consumavano meno cioccolata (1,7 grammi al giorno). Lo scarto tra i due gruppi è pari a 6 grammi di cioccolata, che equivalgono a meno di un quadratino di una tavoletta da 100 grammi.
"In termini di rischio assoluto, quindi, possiamo ipotizzare che se gli individui appartenenti al secondo gruppo (di cui 219 su 10.000 hanno avuto un ictus o un infarto) consumassero 6 grammi di cioccolata in più al giorno, si verificherebbero 85 casi di infarto o ictus in meno ogni 10.000 soggetti su un periodo di circa 10 anni. Inoltre, se si estende la percentuale del 39 per cento alla popolazione generale, il numero di infarti e ictus evitabili potrebbe aumentare, in quanto il rischio assoluto della popolazione generale è più alto", osserva Buijsse.
Sebbene sia necessario condurre ulteriori ricerche nel campo, i ricercatori credono che i flavanoli contenuti nel cacao siano il motivo per cui la cioccolata aiuterebbe a ridurre la pressione sanguigna e i rischi di malattie cardiache.
"Sembra che i flavanoli contenuti nel cacao aumentino la biodisponibilità di ossido nitrico delle cellule che rivestono la parete interna dei vasi sanguigni, ovvero le cellule endoteliali," ha spiegato Buijsse. "L'ossido nitrico è un gas il cui rilascio determina il rilassamento e l'estensione delle cellule che costituiscono il tessuto muscolare liscio dei vasi sanguigni, il che potrebbe contribuire all'abbassamento della pressione. L'ossido nitrico migliora inoltre l'attività delle piastrine, riducendo la viscosità del sangue e l'interazione adesiva tra leucociti ed endotelio vascolare."
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