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Il Dipartimento di Analisi dei Processi politici, sociali e istituzionali (Dappsi) dell'Università di Catania, su iniziativa della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Pari Opportunità, attiva per l'anno accademico 2011- 12, la nuova edizione di "Donne, politica e Istituzioni", un corso formativo a carattere specialistico per la diffusione della cultura di genere nelle istituzioni culturali, sociali e politiche, al fine di qualificare e aumentare la presenza e la partecipazione delle donne nella politica e nella vita attiva del Paese. I posti disponibili sono 80. Il numero minimo di domande previsto per l'attivazione del corso è fissato in 20. Il percorso formativo è destinato a donne e uomini in possesso, al momento della presentazione della domanda di ammissione, di almeno il diploma di scuola media superiore. Il 50% dei posti (pari a un massimo di 40) è riservato a studentesse/studenti universitari, il 12% (pari a un massimo di 10) al personale tecnico-amministrativo dell'Università di Catania, il 37% (pari a un massimo di 30 posti) a donne e uomini esterni. Per partecipare è necessario inviare la propria candidatura secondo le modalità indicate nel bando entro lunedì 4 giugno.no.

Bando

fonte: unict.it

Il 19 aprile, Vincenzo Montella sarà uno degli ospiti d'onore nell'aula magna del Liceo Artistico "Lazzaro" di Catania per promuovere, alle 10, la terza tappa della campagna itinerante "Non fare autogol" per sensibilizzare i giovani e metterli in guardia dal fumo, dall'alcol, per spingerli verso una dieta alimentare corretta. Il progetto è promosso dall'Aiom, dalla presidenza del Consiglio, e da alcuni calciatori che fungono da testimonial, tra questi il rossazzurro Nicola Legrottaglie.

fonte: Gazzetta dello sport

Foto agenzia The Foundry che ha utilizzato Biancaneve per la pubblicità di una birra australiana al lamponeKaren una studentessa americana recensisce le sue notti di passione con 13 colleghi universitari.

Quanto sia importante la tesi, per uno studente che dopo anni giunge al tanto agoniato traguardo è risaputo: l’argomento trattato, la cura dei dettagli, l’originalità sono parametri decisivi nel voto di laurea: così sfido qualunque commissione a non dare la lode a Karen, la ventiduenne laureanda presso la prestigiosa Duke University che ha redatto il suo eleborato valutando le prestazioni sessuali dei suoi partner, tredici in tutto, tutti atleti di team universitari.
La tesi esordisce con un titolo emblematico «An Education beyond the Classroom: Excelling in the Realm of Horizontal Academics» (Educazione oltre l'aula: eccellere in senso orizzontale nell'ambito accademico) e riporta accuratamente, per ognuna delle 13 analisi eseguite, i dati raccolti su base di criteri oggettivi sui quali confrontare le diverse esperienze: capacità di intrattenimento, atleticità, attraenza fisica, la virilità fino ad arrivare alla lunghezza del pene ( definito col gergo hardware).
A tutto questo la studentessa ha correlato una raccolta di  grafici e immagini dei “malcapitati” (come ulteriore testimonianza a sostegno del lavoro eseguito) che ,ignari del loro contributo ,vengono elencati tra ringraziamenti dei titoli di coda, il tutto in 42 pagine sotto formato ppt.

Immaginate per un attimo di non dovervi più preoccupare della contraccezione e per di più di essere certe che i rapporti con il vostro partner siano piacevoli.Fantascienza? No,si tratta degli ultimi ritrovati della tecnologia. L'aiuto contro l'anorgasmia viene da un rimedio tecnologico scoperto e messo a punto dal Dr Stuart Meloy, un medico americano che, al fine di curare il dolore cronico alle gambe di una paziente, le aveva impiantato degli elettrodi nelle vertebre lombari.Risulato? La stimolazione elettrica aveva innescato piacevoli sensazioni nella paziente...

Sebbene molte donne rimangano scettiche all'idea di farsi impiantare un dispositivo per raggiungere il piacere, l'orgasmo telecomandato potrebbe a breve fare il suo ingresso nel mercato con il nome di "Orgasmatron". E se Wody Allen non immaginava affatto che gli scienziati si potessero ispirare ai suoi film per l'ultimo ritrovato tecnologico, gli uomini non immaginano che il preservativo del futuro si chiama "ultrasuoni".Gli scienziati d'oltreoceano hanno sperimentato questo nuovissimo anticoncezionale promettendo che questa tecnica rivoluzionerà i rapporti trai sessi. James Tsuruta,coordinatore della ricerca presso l'Università del Nord Carolina,ha dichiarato"Pensiamo che questo metodo possa fornire agli uomini un anticoncezionale affidabile, economico, senza terapie ormonali attraverso un’unica applicazione". Le stimolazioni con gli ultrasuoni, che hanno la durata di 6 mesi ,non causerebbero riduzioni a lungo termine della fertilità e non avrebbero nessuna controindicazione. Dall'orgasmo stimolato alla contraccezione ad ultrasuoni,la tecnologia sembra ormai avere preso possesso anche della sfera sessuale,ci si chiede se nel futuro anche le nostre emozioni saranno affidate ad un "click".

Ecco il segreto del desiderio in rosa

 

Scoperto il segreto dell'eccitazione sessuale delle donne e una molecola per scatenarla, il farmaco sperimentale "UK-414,495", che potrebbe suggerire la via giusta verso il "viagra rosa". Secondo quanto reso noto sul British Journal of Pharmacology il segreto è una molecola che, attivata dalla stimolazione del nervo pelvico, aumenta l'afflusso di sangue ai genitali femminili e quindi determina il "risveglio" di lei.Lo studio è stato condotto da Chris Wayman presso i laboratori della Pfizer a Sandwich nel Kent.

Il disturbo dell'eccitazione sessuale, che riguarda fino al 40% delle donne indipendentemente dall'età, è l'incapacità o la difficoltà nel raggiungere o mantenere un'eccitazione sessuale normale in risposta ai 'giusti stimoli'. Spesso associato al disturbo del desiderio e a quello dell'orgasmo, le cause del deficit di eccitazione femminile restavano fin qui poco comprese. 

I ricercatori spiegano che tutto parte dal nervo pelvico (che innerva il colon e la vescica) che, stimolato, attiva la molecola vasodilatatrice VIP che dilata i vasi dei genitali femminili e dà avvio all'eccitazione. La UK-414,495, concludono gli esperti, è solo un prototipo ma non può ancora essere sviluppato come farmaco, però una molecola simile potrebbe essere candidata a principio attivo del viagra rosa.

Unisex, il sesso ai tempi di Facebook

Sul sito web di Ustation è possibile ri-ascoltare il momenti salienti della diretta di ieri pomeriggio dello speciale "Unisex, il sesso ai tempi di Facebook".

Elena, cura una libreria al femminile che è anche un sexy shop: Guarda il video dell'intervista (a cura di Ines Mancuso)

La  giovane scrittrice Valentina Parrella parla della scrittura in relazione ai social network: Guarda il video dell'intervista (a cura di Francesca Parlato)

L'angolo di Charlotte, la rubrica sexy da Radiophonica, la Radio dell'Università di Perugia: ( Ascolta)

Fabio Volo e Myspace, l'intervista a Radio Zammù: (Ascolta)

L'opinione di Anna Citi, sociologa e docente dell'Università di Palermo, sui social network: (Ascolta) (a cura di Silvia Andretti)

Interviste a studenti su sesso e social network: (Palermo)( Perugia).

 

 

Siamo a Yale, niente sesso. Dopo oltre un quarto di secolo di vivaci dibattiti la prestigiosa università di New Haven è arrivata alla conclusione di dover «proibire da subito» ogni tipo di «relazione sessuale fra docenti delle facoltà e studenti» come fra «studenti già laureati e non» con la postilla che «per studenti si intendono tutti coloro che si trovano a Yale». A farlo sapere a docenti e alunni è toccato a Charles Long, vice amministratore dell’ateneo, con una circolare che lo vede concludere una crociata che proprio lui iniziò nel 1983.

La motivazione della decisione, adottata dal consiglio del prestigioso ateneo del New England, è redatta sul modello delle sentenze anglosassoni ovvero «tenendo conto dei precedenti». Ecco di cosa si tratta: «Siamo stati testimoni nel corso degli anni di molte storie d’amore che hanno visto come protagonisti componenti del personale delle facoltà e studenti, in alcuni casi sono finite bene ma in molti altri hanno invece avuto esiti distruttivi per gli alunni e la nostra responsabilità è di proteggere gli studenti da comportamenti che li danneggiano, impedendogli di perseguire gli obiettivi che si sono dati arrivando qui». Come dire, è l’intenzione di tutelare i più giovani e vulnerabili da tempestose avventure di letto a motivare la decisione dell’ateneo.

La svolta di Yale sta nel fatto che finora la proibizione di «fare sesso» riguardava solo docenti e altri «membri delle facoltà» che avevano «dirette responsabilità pedagogiche» sullo studente con il quale intrattenevano la relazione, adesso invece il divieto viene esteso a tutti. Un insegnante di matematica non potrà dunque avere più una relazione, anche solo occasionale, con una studentessa di lettere come una docente di filosofia non potrà avere rapporti intimi con un ricercatore della scuola di medicina. Non solo: la proibizione viene estesa anche «ai rapporti fra giovani matricole e studenti già laureati» andando a creare una barriera nelle relazioni sociali fra i due gruppi di alunni che da sempre interagiscono con maggiore vivacità fuori dalle aule, durante gli eventi sociali che scandiscono la vita del campus.

Essere riuscito a raggiungere tale obiettivo per Charles Long significa coronare una battaglia che si è rivelata lunga e difficile. Più volte l’obiettivo era sfuggito in extremis, per un ripensamento o causa di una storia personale. Da qui la decisione di Long di parlare a ruota libera, per la prima volta, con la stampa del campus: «Anche questa volta il dibattito nel consiglio delle Arti e delle Scienze è stato molto movimentato ma tutto si è risolto quando uno dei personaggi più autorevoli ha preso la parola dicendo con chiarezza che Yale non chiede ai genitori di mandare qui i loro figli per poi farli andare a letto con i professori o con studenti più grandi di loro».
In concreto ciò significa che d’ora in avanti chiunque vorrà fare sesso nella città universitaria immersa nel verde dovrà fare attenzione a scegliersi dei partner che rientrino nei rigidi confini del proprio gruppo: docenti con docenti, studenti con studenti, laureati con laureati. «Gli incroci non sono più possibili» afferma soddisfatto Long, secondo il quale «c’è molta soddisfazione in giro».

In realtà le lamentele non mancano. Su bacheche, siti Internet, blog e pagine delle lettere dei fogli studenteschi sono in molti ad accusare il consiglio dell’ateneo di aver varato una «grave discriminazione» perché, come scrive una ragazza di nome Joan, «i nostri predecessori venivano qui e potevano fare sesso con chi volevano, noi invece dovremo chiedere la carta di identità ad ogni eventuale partner». L’obiezione, proprio come la tesi, si basa sulla regola del precedente. Ma ormai il nuovo regolamento è stato varato e a Yale non si potrà più fare sesso come avvenuto fino ad oggi. Saranno le statistiche sulle iscrizioni a partire dal prossimo anno a suggerire se la svolta ha aumentato o diminuito la capacità di attrazione dell’ateneo nei confronti delle nuove generazioni.
Fonte: La stampa