Comunicati,documenti e tabelle

Comunicati,documenti e tabelle

Mercoledì 07 Dicembre 2011 09:13

I dettagli della bocciatura a cura del CUdA

Scritto da Redazione

In data 24 novembre 2011 il MiUR ha inviato all’Università di Catania le risultanze del controllo di merito e di legittimità sullo Statuto, ai sensi della legge 240. Il testo inviato dal MIUR, a firma del direttore generale dell’Università dottor Daniele Livon, è molto denso e dettagliato. Dei 43 articoli che compongono lo statuto dell’ateneo catanese ben 18 vengono fatti oggetto di articolata richiesta di revisione o integrazione, quando non direttamente cassati in quanto manifestamente contrastanti col dettato normativo della legge 240. Dei molti e puntuali rilievi espressi dal MIUR alcuni colpiscono in modo particolare. Sia perché essi vertono su aspetti centrali del funzionamento dell’Università e del sistema di “pesi” e “contrappesi” che dovrebbe regolare le relazioni tra i suoi organi di governo, sia perché – spiace doverlo sottolineare, ma è impossibile non farlo – rilievi pressoché identici erano stati per tempo, nel modo più argomentato e dialogico possibile, sottoposti all’attenzione della commissione per la revisione dello Statuto da parte del CUdA, della CGIL, del Movimento studentesco e di una parte importante della società civile e politica della nostra realtà, venendo spavaldamente ignorati. Ancor più, coloro che li avevano avanzati erano stati trattati da sfascisti, perditempo e piantagrane. Il che vale a ricordare quanto alto sia il livello del confronto civile e del libero dibattito presso l’Università di Catania da qualche tempo in qua. (Si ricorderà, d’altronde, che lo statuto venne approvato col voto contrario di alcuni presidi e consiglieri d’amministrazione).

Venerdì 25 Novembre 2011 22:08

Non dimentichiamoci di Laura

Scritto da Redazione

2 euro per aiutare Laura SalafiaLaura Salafia – la studentessa universitaria di Solarino che il giorno 1 luglio 2010 è stata colpita “accidentalmente” alla nuca da una pallottola vagante mentre, dopo avere sostenuto brillantemente l’esame di Spagnolo, si trovava in piazza Dante, e che da quel giorno (benché ricoverata al Rehabilitation institute di Imola, dove è stata sottoposta a delicati interventi chirurgici, a lunghissime sedute di fisioterapia, sempre scrupolosamente assistita) è rimasta purtroppo paralizzata – ha pubblicamente manifestato il suo intenso desiderio di tornare in Sicilia: “Voglio tornare a Catania. Catania è una città che amo.

Non vedo l’ora di tornare al Monastero dei Benedettini dove c’è la mia facoltà. Lì ero felice, e per me il tempo si è fermato a quella mattina. Quel giorno la mia vita è cambiata per sempre”. Insieme al suo intenso desiderio di tornare a Catania, ha chiesto aiuto, con una sottoscrizione pubblica, affinché possa cercare di vivere al meglio la sua vita. Il gravissimo danno subito da Laura Salafia è la conseguenza di un fatto delittuoso verificatosi in piazza Dante, in luogo esterno alla struttura universitaria della facoltà di Lettere, che ha la sua sede ufficiale all’interno dell’ex Monastero dei Benedettini.

La decisione del vertice accademico di non finanziare alcuna borsa di dottorato rappresenta un altro duro colpo alla credibilità e alla funzione dell’Università di Catania.

L’istituto del dottorato di ricerca è già stato, in questi anni, duramente colpito dagli alti livelli delle tasse d’iscrizione e, soprattutto, dalla violenta riduzione dell’offerta formativa, risultato di tagli e accorpamenti gravemente penalizzanti sotto il profilo delle opportunità offerte ai giovani e della stessa dignità scientifica dei corsi.

Con la decisione di non attivare alcuna borsa si pone in sostanziale liquidazione il terzo livello formativo degli studi universitari e il più importante canale di accesso dei giovani alla ricerca. L’ateneo catanese si sintonizza, ancora una volta, sulla devastante linea di distruzione dell’università pubblica che caratterizza le scelte del governo.

Le conseguenze per un’intera generazione di laureati sono gravissime, così come lo sono per un intero territorio che vede svanire una delle poche strade di valorizzazione delle proprie risorse intellettuali, decisive in ogni progetto di sviluppo.

Il silenzio delle istituzioni locali su una questione così rilevante è il segno di un degrado ormai inaccettabile.

Luca Cangemi, segretario del circolo Prc Olga Benario

Venerdì 10 Giugno 2011 08:56

Enzo Bianco scrive al Magnifico Rettore di Catania

Scritto da Redazione

Magnifico Rettore,

Le chiedo un momento di attenzione, in modo inconsueto, con una lettera aperta.

Le vicende della Scuola Superiore dell'Università di Catania assumono un rilievo particolare che esula dai confini, autorevoli ma ristretti, del dibatto all'Ateneo. In particolare per me, che a partire dal 1997, ho sempre seguito con attenzione e "affetto" le vicende di questa importante istituzione.

In quegli anni, mentre ero Sindaco, avevo chiesto ad alcuni autorevoli siciliani che avevano particolare successo nelle loro professioni e nelle loro attività, in Italia e nel mondo - ricordo tra gli altri, Pasquale Pistorio, Giuseppe Vita, Elio Catania, Mario Garraffo, Luciano Modica, Stefano Balsamo, Salvatore Conservo - di darmi una mano a realizzare progetti innovativi per la nostra città. Da quel gruppo di "cervelli", denominato Athena, dal nome della dea Sapienza protettrice di Catania, vennero fuori idee straordinarie, dallo Sportello Unico per Imprese al turismo.

Fu Luciano Modica, Rettore dell'Università di Pisa e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, a suggerire l'idea di creare a Catania una Scuola di eccellenza, sul modello della Scuola Normale superiore di Pisa. Idea entusiasticamente accolta dal gruppo, dal Rettore Enrico Rizzarelli, da me.

Detto fatto nel 1998 la Scuola Superiore di Catania diventa una prestigiosa realtà a cui si associa, sfruttando la scia, l'Università di Lecce.

Aderiscono al Consorzio, in quel clima di leale collaborazione, anche la Provincia Regionale, guidata da Musumeci, e la St Microelectronics.

In questi anni quel modello, che puntava sulla qualità, si è affermato nella Scuola Superiore.

Certo è una nicchia di eccellenza ma la funzione di traino, di prestigio, di arricchimento di esperienze è indiscutibile.

Non intendo, ovviamente, interferire con le scelte accademiche riservate a quella autonomia dell'Università che è stata uno dei capisaldi annunciati dal Suo rettorato.

Mi permetto, però, proprio perchè l'Università di Catania è un bene prezioso anzitutto della città, dalla cui qualità di insegnamento e di organizzazione dipendono anche le prospettive della nostra comunità, di chiedere un supplemento di riflessione su alcune recenti decisioni del Consiglio dell'Ateneo.

In particolare, magnifico Rettore, intendo riferirmi alla residenzialità obbligatoria e gratuita in strutture collegiali che è elemento essenziale della Scuola Superiore di Catania, come lo è nella Scuola Normale  e nel Collegio di S.Anna di Pisa.

Si tratta di una scelta contenuta nell'Accordo di programma del 1998 che a me pare irrinunciabile se si vuole continuare a credere che la Scuola di Catania possa diventare, nel tempo, una prestigiosa istituzione nazionale di eccellenza.

E il requisito della gratuità,  riconosciuta solo in base al merito, è un elemento essenziale che si ritrova in tutte le istituzioni di eccellenza.

C' è preoccupazione tra gli allievi della Scuola, preoccupazione condivisa anche dagli ex Allievi, che io mi sento di condividere.

La invito, con la stima che sa e che Le confermo, di riconsiderare questa scelta e di confermare il modello che ha posto Catania all'avanguardia fra gli Atenei meridionali, secondo un'idea di "Catania città di qualità" per la quale mi ostino sempre ad impegnarmi.

La saluto cordialmente e La ringrazio.

Al Sig. Presidente

della Provincia Regionale di Catania

On. Giuseppe Castiglione

OGGETTO: INTERROGAZIONE URGENTE  SULLA SCUOLA SUPERIORE DI CATANIA

  Premesso

  • Che nel 1998 venne Istituita La Scuola Superiore di Catania sul modello meritocratico  attraverso un Accordo di programma tra Ministero dell'Università e l'Università di Catania, con l’obiettivo di promuovere, organizzare e gestire percorsi di apprendimento residenziali di alta formazione pre- e post-laurea tra loro integrati con caratteri di internazionalità;
  • Che in data 26/4/2011 il Senato Accademico dell’Università di Catania ha approvato il nuovo regolamento del Collegio universitario Villa San Saverio (sede attualmente della Scuola Superiore di Catania -SSC)
  • Che il nuovo regolamento apporta modifiche sostanziali a quello precedentemente approvato dal Comitato Scientifico della SSC nella seduta del 15/3/2011;
  • Che alla luce del nuovo regolamento decadono le due condizioni fondamentali sulle quali è basato l’accordo di Programma istitutivo della Scuola e cioè la residenzialità e l’accesso per merito; 

Considerato

 Che la Scuola vanta tra i suoi ex allievi assunzioni  alla NASA, alla General Motors, alla Banca d'Italia o borse di studio  Marie Curie, prosecuzioni di studi ad Harvad;

  • Che le altre Scuole d’Eccellenza presenti in Italia (Pisa, Pavia e Lecce), mantengono quale unico criterio per l’accesso quello del merito;
  • Che la Scuola di Catania, rappresentando per l’intera Sicilia e l’area del Mediterraneo una risorsa di straordinaria importanza a valenza strategica per il valore che assegna alla formazione e alla sperimentazione, non può essere considerata esclusivo patrimonio della comunità provinciale;
  • Che in ragione dell’area vasta regionale cui si rivolge la Scuola, come unico centro regionale d’Eccellenza, appare indispensabile coinvolgere tutti gli Atenei della Sicilia nella gestione   

Richiamata

  • La precedente nota dell’interrogante apparsa sui quotidiani “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia” nelle edizioni di Sabato 4 Giugno 2011 nella quale si chiede al Presidente della Provincia di stabilire una strategia d'azione con il Rettorato, il Senato Accademico e le altre Istituzioni coinvolte per restituire lo spirito originario del progetto formativo;

Ritenuto

  • Di dovere solidarizzare con gli studenti in lotta per il mantenimento dello Staus di “Scuola d’Eccellenza” della struttura catanese per la quale non devono essere lesinate energie e mezzi; 

 

Tutto ciò premesso e considerato, il sottoscritto arch. Salvo Patanè, Consigliere provinciale del Partito Democratico, Vice Presidente della VI Commissione consiliare permanente Cultura e Pubblica Istruzione,

Interroga

La S.V. per conoscere con urgenza

  • Se nella Sua qualità di Presidente dell’Unione Province Italiane e in quella di Presidente della Provincia regionale di Catania, intenda promuovere nell’immediato, una mediazione tra studenti della SSC e i soggetti istituzionalmente competenti al fine di assicurare il recupero dello spirito originario dell’Accordo di programma alla base dell’istituzione della Scuola Secondaria Superiore.  
  • Se ritiene utile a tal uopo l’apertura di un tavolo formato dai Quattro Atenei siciliani, (Catania, Messina, Palermo ed Enna), dalle quattro Province, dalle quattro Città Capoluogo e dal Governo regionale, finalizzato al rilancio dell’idea di Polo accademico d’Eccellenza sul modello di quelli di Pisa, Pavia e Lecce ma a servizio dell’Area Mediterranea. Ciò consentirebbe di mantenere la prestigiosa sede a Catania ma con utenza allargata all’intera Sicilia, aventi nel merito e nella residenzialità i presupposti per l’accesso e la permanenza nella struttura.

 

 

                                                                                 Arch. Salvo Patanè

                                                               Consigliere provinciale Partito Democratico

Vice presidente Commissione consiliare permanente Cultura e Pubblica Istruzione.

 

 

Martedì 17 Maggio 2011 13:20

Associazione alumni scuola superiore di Catania

Scritto da Redazione

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa in cui gli alumni della SSC chiedono, a chi amministra l’Ateneo catanese, di tornare sui propri passi e ripristinare lo statuto delle Scuola Superiore di Catania, modificato radicalmente nello scorso aprile. Gli alumni chiedono il ritorno alla normalità o in alternativa, se si ritiene che questo progetto in cui tanti hanno creduto e che tanti hanno valutato positivamente non sia più di interesse per l’Università di Catania, che ci si assuma la responsabilità di chiudere definitivamente questa struttura senza nascondersi dietro ristrutturazioni formali. La richiesta è chiara e senza mezzi termini: gli alumni dichiarano di non volere accettare che il nome Scuola Superiore di Catania sia associato a qualcosa che nell’essenza non è una struttura per la formazione di eccellenza come l’abbiamo conosciuta, vissuta, costruita, desiderata.

L’Associazione Alumni Scuola Superiore di Catania nasce nel 2006 dalla voglia dei primi diplomati della SSC di mantenere vivi i rapporti che si erano creati nella struttura residenziale, per sostenere questi rapporti nell’ambito delle proprie carriere professionali e per proporsi come luogo di aggregazione e di incontro culturale per la crescita degli allievi futuri della SSC.

In questi anni l’Associazione Alumni Scuola Superiore di Catania ha svolto un ruolo da protagonista nella vita della SSC, organizzando conferenze serali interdisciplinari, cicli di seminari tematici, dedicandosi alle attività di orientamento con un incontro annuale e una continua attività di assistenza nella formazione degli Allievi, e in generale partecipando attivamente a tutti i momenti importanti della SSC. Uno sforzo motivato da un sentimento di riconoscenza verso le opportunità ricevute dalla SSC e con l’obiettivo di garantire alle ragazze e ai ragazzi futuri le stesse opportunità che abbiamo avuto.

La validità della formazione di eccellenza della Scuola Superiore di Catania è ampiamente dimostrata dalle posizioni che i suoi ex-allievi attualmente ricoprono nel mondo accademico e professionale. Dopo soli 5 anni dalla sua fondazione, l’Associazione conta oltre 80 soci, il 60% dei quali hanno proseguito nel mondo della ricerca, il restante 40% nel mondo aziendale o del pubblico impiego. Tra questi annovera già:

- due ricercatrici a tempo indeterminato

- dottorandi e ricercatori post-dottorali in prestigiose università italiane e straniere (tra le altre Università di Catania, Consiglio Nazionale delle Ricerche, NASA, Centro Europeo di Spettroscopia Non Lineare, Scuola Superiore Sant’Anna, Colorado State University, Imperial College, Chinese Academy of Science, University of Cambridge, ETH Zurich, Boston University, New York University...)

- tre fondatori di aziende, rapidamente affermatesi nei rispettivi settori

- impiegati presso prestigiose aziende dal profilo internazionale (tra le altre Nestlè, Lamborghini, Monte dei Paschi di Siena, Accenture, Electronic Arts, Qualcomm, General Motors, STMicroelectronics...)

- impiegati presso enti pubblici come Banca d’Italia o il Parlamento Europeo

La produzione scientifica degli ex-allievi della SSC conta finora oltre 200 pubblicazioni su riviste scientifiche di livello internazionale nel campo delle nanotecnologie, dell’ICT, dei sistemi complessi, della scienza e tecnologia alimentare, della chimica… e numerosi saggi storici e letterari.

Per ulteriori informazioni: http://alumni.ssc.unict.it/

Siamo venuti a conoscenza dell’esistenza di un nuovo bando, con scadenza 31 Marzo 2011, indetto dall’Università di Catania per il rinnovo della gestione editoriale e tecnica di Radio Zammù. A questo nuovo bando non potranno partecipare i soggetti che hanno curato la gestione fino ad oggi, perché non invitati.

Ciò rappresenta un segno di discontinuità con la direzione che per sei anni ha garantito il regolare svolgimento dell’attività radiofonica, con ottimi risultati sia in termini di qualità che di professionalità. La scelta da parte dell’Università di Catania di optare per un cambio di gestione ci lascia perplessi. Chiediamo perciò ai vertici dell’Ateneo alcuni chiarimenti.

Con la delega a un nuovo gestore, che sorte si prospetta per gli studenti che oggi - e alcuni di noi lo hanno fatto per anni - si impegnano per e in nome di Radio Zammù, ricevendo lusinghieri riconoscimenti dentro e fuori l’ateneo?

Crediamo sia lecito porre questa domanda per fare chiarezza sul presente, e soprattutto sul futuro, di un progetto che ci sta particolarmente a cuore. In attesa di una risposta, e a dimostrazione del nostro impegno e della professionalità raggiunta, garantiremo comunque la continuità della programmazione radiofonica, come sempre al servizio dell’intera comunità universitaria.

 

Gli studenti di Radio Zammù

Domenica 27 Marzo 2011 11:42

Comunicato del Collettivo politico dell'Experia

Scritto da Redazione

Questa sera è stata aperta e occupata la palestra comunale di via Verginelle inutilizzata ormai da troppi mesi da un Comune che, dopo aver sprecato per anni risorse economiche, oggi non riesce a più garantire e dimostrare un piano politico di rivolto al mantenimento di risorse sociali che garantiscono una qualità della vita dignitosa per gli abitanti dei quartieri.

Una città, Catania, in crisi e un quartiere, l'Antico Corso, abbandonato. Promesse, parole e nessun atto concreto dallo sgombero e dalla chiusura del Centro Popolare Experia il 30 ottobre 2009. Le promesse di questa amministrazione e del consiglio comunale sull'intervento e l'attenzione da porre ai quariteri popolari catanesi e in particolare modo al quartiere Antico Corso sono rimaste appese nel vuoto totale della politica istituzionale cittadina.
A distanza di un anno e mezzo il degrado sta divorando questo quartiere e questa città! Gli edifici del centro popolare Experia e tanti altri evidenziati in città durante mesi di lotta sono ancora inutilizzati, vuoti o abbandonati. Vogliono chiudere l'intera città? Una città che è allo stremo delle forze perchè in questi ultimi 20 anni intere classi politiche e affaristiche hanno saccheggiato risorse che avrebbero dovuto essere di tutti, con l'unico scopo di incrementare il loro potere politico ed economico. Per questo motivo oggi migliaia di lavoratori sono ridotti alla precarietà (pensate alle cooperative sociali, e a quelle dei pulizieri per esempio); per questo motivo il comune non riesce più a pagare nemmeno i suoi dipendenti, per questo motivo il consiglio comunale rimane paralizzato da una maggioranza che non ha uno straccio di progettualità politica e che non riesce a deliberare sulla gestione degli impianti sportivi comunali, molti dei quali in uno stato vergognoso di abbandono, come il S. Teodoro di Librino. E questi sono solo alcuni esempi che le cronache delle ultime settimane hanno portato alla ribalta.
Quanto costa alla nostra città l'abbandono di stabili del patrimonio pubblico?
Quale costo sociale ed economico si ripercuote sulla città quando un luogo viene abbandonato per anni o sotto utilizzato? (vedi il Centro Popolare Experia, l'ex istituto d'arte in via crociferi, villa fazio a librino, l’edificio di piazza Santo Spirito, E il villino di via Rametta, ect).
Ma chi paga il prezzo di tutto questo degrado? Lo paghiamo noi! Lo pagano gli abitanti del quartiere Antico corso che con la chiusura del Centro Popolare Experia hanno visto cancellati una palestra popolare, un doposcuola gestito dalle famiglie del quartiere, uno spazio di socialità, un luogo unico in tutta la città.

In questi lunghi mesi dallo sgombero, con lo slogan "QUI SIAMO E QUI RESTIAMO" abbiamo dimostrato attraverso le nostre iniziative e le nostre proposte alla città e alla sua classe politica che le nostre idee sono ancora valide e sostenute dalla maggioranza dei cittadini che vive nei nostri quartieri, e che nessuno ha dimenticato la cieca ingiustizia commessa con lo sgombero.
Il capriccio di una parte politica di questa città, allergica alla proposta culturale e di aggregazione sociale che il Centro ha saputo fornire in 17 anni di occupazione rivalutando uno spazio lasciato al degrado. Un pezzo di Catania, importante per migliaia di giovani generazioni che vogliono riprendersi questa città offesa dall'arroganza e dall'incompetenza politica.
Il Doposcuola Popolare Experia non è ancora ripartito per la mancanza di una sede idonea ad ospitare dei bambini, l'anno scolastico è arrivato a un punto cruciale e poichè le famiglie non possono permettersi costose lezioni private, il rischio di abbandono degli studi è altissimo, in quartieri che già soffrono gravi tassi di dispersione scolastica e persino casi di analfabetismo e lavoro minorile.
Tocca quindi a coloro che hanno ben pensato di chiudere l'Experia e con esso il suo doposcuola il compito di trovare una sede che ne permetta la ripresa. Questa nostra occupazione è una denuncia pubblica alla Giunta e il Consiglio Comunale perchè responsabili diretti di questo ennesimo disastro sociale e culturale che la nostra città sta subendo.

Invitiamo tutti a sostenere la lotta del Centro Popolare Experia.
Invitiamo tutti a partecipare alle nostre iniziative presso la Palestra Comunale "Verginelle"

Centro Popolare Experia
Catania 26 marzo 2011

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