Magnifico Rettore,

Le chiedo un momento di attenzione, in modo inconsueto, con una lettera aperta.

Le vicende della Scuola Superiore dell'Università di Catania assumono un rilievo particolare che esula dai confini, autorevoli ma ristretti, del dibatto all'Ateneo. In particolare per me, che a partire dal 1997, ho sempre seguito con attenzione e "affetto" le vicende di questa importante istituzione.

In quegli anni, mentre ero Sindaco, avevo chiesto ad alcuni autorevoli siciliani che avevano particolare successo nelle loro professioni e nelle loro attività, in Italia e nel mondo - ricordo tra gli altri, Pasquale Pistorio, Giuseppe Vita, Elio Catania, Mario Garraffo, Luciano Modica, Stefano Balsamo, Salvatore Conservo - di darmi una mano a realizzare progetti innovativi per la nostra città. Da quel gruppo di "cervelli", denominato Athena, dal nome della dea Sapienza protettrice di Catania, vennero fuori idee straordinarie, dallo Sportello Unico per Imprese al turismo.

Fu Luciano Modica, Rettore dell'Università di Pisa e Presidente della Conferenza dei Rettori delle Università italiane, a suggerire l'idea di creare a Catania una Scuola di eccellenza, sul modello della Scuola Normale superiore di Pisa. Idea entusiasticamente accolta dal gruppo, dal Rettore Enrico Rizzarelli, da me.

Detto fatto nel 1998 la Scuola Superiore di Catania diventa una prestigiosa realtà a cui si associa, sfruttando la scia, l'Università di Lecce.

Aderiscono al Consorzio, in quel clima di leale collaborazione, anche la Provincia Regionale, guidata da Musumeci, e la St Microelectronics.

In questi anni quel modello, che puntava sulla qualità, si è affermato nella Scuola Superiore.

Certo è una nicchia di eccellenza ma la funzione di traino, di prestigio, di arricchimento di esperienze è indiscutibile.

Non intendo, ovviamente, interferire con le scelte accademiche riservate a quella autonomia dell'Università che è stata uno dei capisaldi annunciati dal Suo rettorato.

Mi permetto, però, proprio perchè l'Università di Catania è un bene prezioso anzitutto della città, dalla cui qualità di insegnamento e di organizzazione dipendono anche le prospettive della nostra comunità, di chiedere un supplemento di riflessione su alcune recenti decisioni del Consiglio dell'Ateneo.

In particolare, magnifico Rettore, intendo riferirmi alla residenzialità obbligatoria e gratuita in strutture collegiali che è elemento essenziale della Scuola Superiore di Catania, come lo è nella Scuola Normale  e nel Collegio di S.Anna di Pisa.

Si tratta di una scelta contenuta nell'Accordo di programma del 1998 che a me pare irrinunciabile se si vuole continuare a credere che la Scuola di Catania possa diventare, nel tempo, una prestigiosa istituzione nazionale di eccellenza.

E il requisito della gratuità,  riconosciuta solo in base al merito, è un elemento essenziale che si ritrova in tutte le istituzioni di eccellenza.

C' è preoccupazione tra gli allievi della Scuola, preoccupazione condivisa anche dagli ex Allievi, che io mi sento di condividere.

La invito, con la stima che sa e che Le confermo, di riconsiderare questa scelta e di confermare il modello che ha posto Catania all'avanguardia fra gli Atenei meridionali, secondo un'idea di "Catania città di qualità" per la quale mi ostino sempre ad impegnarmi.

La saluto cordialmente e La ringrazio.

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