Il CUdA ( Coordinamento unico d'Ateneo) promuove un'assemblea giovedì 9 febbraio 2012 presso la facoltà di Giurisprudenza, per discutere pubblicamente quanto segue.
l 24 gennaio 2012 il Ministero dell’Università e della Ricerca, rappresentato dall’avvocatura distrettuale di Catania, ha notificato all’Università di Catania nella persona del suo Rettore, in qualità di legale rappresentante pro tempore, un ricorso avverso lo Statuto ed altri atti dell’ateneo prodromici e successivi allo stesso.
Il fatto è di estrema importanza per, almeno, tre ragioni:
1) Non si ha conoscenza di altra analoga iniziativa adottata dal MIUR nei confronti di alcun ateneo italiano. Ricordiamo, per completezza, che il nostro ateneo si era distinto per aver realizzato l’impresa, quasi impossibile, di redigere uno Statuto di stampo più verticistico e piramidale di quanto avesse già ampiamente previsto la stessa legge 240, peraltro imponendo una inutile accelerazione alla fase di entrata in vigore dello stesso;
2) La notizia dell’impugnazione non è arrivata inaspettata. Essa segue numerose e ripetute critiche e riflessioni, elaborate e proposte localmente dal CUdA, dal mondo sindacale, da singoli docenti, dagli studenti del Movimento Studentesco Catanese, sulle discutibili procedure che hanno contrassegnato l’approvazione dello Statuto prima e sull’improvvida scelta del Rettore di ignorare, successivamente, le osservazioni e censure che nello scorso mese di Novembre il MIUR aveva espresso su di esso;
3) Con il ricorso, estremamente dettagliato ed articolato nei suoi contenuti al punto da lasciar ragionevolmente prevedere un annullamento dei provvedimenti impugnati per la varietà e quantità dei rilievi di cui essi sono oggetto, il MIUR chiede anche che, in via cautelare, lo Statuto venga sospeso. Giacché, diversamente, esso lascerebbe operare un insieme di atti – primo fra tutti il ricambio totale degli organismi deliberativi dell’Università (ma non del rettore!) – che potrebbero essere completamente vanificati da un successivo annullamento dello Statuto stesso. Ma comunque l’iter giudiziario si svolgerà – ossia quand’anche l’efficacia degli atti impugnati non venisse subito sospesa – il confronto MIUR – Ateneo catanese si annuncia lungo (con la possibilità di un primo e di un secondo grado di giudizio) e carico di rischi di intoppi futuri per l’Università, se le ragioni del ricorso saranno accolte.
In data 24 novembre 2011 il MiUR ha inviato all’Università di Catania le risultanze del controllo di merito e di legittimità sullo Statuto, ai sensi della legge 240. Il testo inviato dal MIUR, a firma del direttore generale dell’Università dottor Daniele Livon, è molto denso e dettagliato. Dei 43 articoli che compongono lo statuto dell’ateneo catanese ben 18 vengono fatti oggetto di articolata richiesta di revisione o integrazione, quando non direttamente cassati in quanto manifestamente contrastanti col dettato normativo della legge 240. Dei molti e puntuali rilievi espressi dal MIUR alcuni colpiscono in modo particolare. Sia perché essi vertono su aspetti centrali del funzionamento dell’Università e del sistema di “pesi” e “contrappesi” che dovrebbe regolare le relazioni tra i suoi organi di governo, sia perché – spiace doverlo sottolineare, ma è impossibile non farlo – rilievi pressoché identici erano stati per tempo, nel modo più argomentato e dialogico possibile, sottoposti all’attenzione della commissione per la revisione dello Statuto da parte del CUdA, della CGIL, del Movimento studentesco e di una parte importante della società civile e politica della nostra realtà, venendo spavaldamente ignorati. Ancor più, coloro che li avevano avanzati erano stati trattati da sfascisti, perditempo e piantagrane. Il che vale a ricordare quanto alto sia il livello del confronto civile e del libero dibattito presso l’Università di Catania da qualche tempo in qua. (Si ricorderà, d’altronde, che lo statuto venne approvato col voto contrario di alcuni presidi e consiglieri d’amministrazione).
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