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Questa serata è un inno al coraggio. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a decine e decine di suicidi, queste persone, nonostante le difficoltà della loro malattia, invece, - ha dichiarato la Dott.ssa Marisa Acagnino, magistrato - ci invitano a sorridere, a lottare, a non perdere la speranza”. Andare al cinema, fare acquisti per centri commerciali, abbracciare un amico, sono gesti apparentemente banali che compiamo quotidianamente, senza pensare, però, che per molte persone si tratta di vere e proprie utopie.

Gente affetta da patologie poco conosciute, e spesso costretta a vivere dietro una mascherina che se da una parte li isola, dall'altra li protegge da tutte quelle sostanze chimiche che il loro organismo non è in grado di assimilare, come profumi, detersivi e lacche. «Il nemico è dietro l'angolo, siamo costretti a rinunciare ai ostri affetti, al nostro lavoro. Non c'è cura, per questo ci battiamo costantemente con lo scopo di sensibilizzare le Istituzioni, affinché ci sia prevenzione, ad esempio nelle scuole, perché si tratta di patologie che quando vengono diagnosticate ormai sono in fase avanzata e quindi irreversibili - ha dichiarato l'Avv. Marisa Falcone, Presidente A.D.A.S. associazione in difesa dell'ambiente e della salute - dobbiamo fare in modo che chi ne è affetto non arrivi ad isolarsi totalmente, il rischio è davvero alto».

Anche e soprattutto per queste ragioni l'A.D.A.S. per il secondo anno consecutivo ha deciso di organizzare a Catania per il 12 maggio, ieri, in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Immunologiche e Neurologiche l'Incontro di consapevolezza e solidarietà. Una manifestazione dal carattere scientifico con tanti momenti musicali e di cultura, che ha offerto spunti di riflessione sui "malati d'ambiente". «La nostra attenzione è rivolta in particolar modo ai malati affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Fibromialgia (FM), Encefalomielite Mialgica-Sindrome da Fatica Cronica (ME-CFS), patologie immuno-tossico-infiammatorie a carattere degenerativo, che colpiscono soprattutto il sistema nervoso centrale - ha continuato l'Avv. Marisa Falcone - ma che, progressivamente, non risparmiano tutti gli altri apparati ed organi. Queste patologie insorgono in maniera subdola per rivelarsi poi devastanti».

I pronto Soccorso, ad esempio, nel corso della serata, si sono rivelati i luoghi, paradossalmente più rischiosi. “Siamo pronti a stipulare un protocollo di intesa affinché la salute, la dignità dell’uomo siano messi al primo posto. C’è poca informazione, ma insieme possiamo farcelaProf.ssa Natalina Costa – Consigliera Parità Regione Sicilia.

Un evento che ha registrato ampia partecipazione di pubblico e che è stato seguito da più di trenta diversi organi di informazione locale e nazionale.

In data 24 novembre 2011 il MiUR ha inviato all’Università di Catania le risultanze del controllo di merito e di legittimità sullo Statuto, ai sensi della legge 240. Il testo inviato dal MIUR, a firma del direttore generale dell’Università dottor Daniele Livon, è molto denso e dettagliato. Dei 43 articoli che compongono lo statuto dell’ateneo catanese ben 18 vengono fatti oggetto di articolata richiesta di revisione o integrazione, quando non direttamente cassati in quanto manifestamente contrastanti col dettato normativo della legge 240. Dei molti e puntuali rilievi espressi dal MIUR alcuni colpiscono in modo particolare. Sia perché essi vertono su aspetti centrali del funzionamento dell’Università e del sistema di “pesi” e “contrappesi” che dovrebbe regolare le relazioni tra i suoi organi di governo, sia perché – spiace doverlo sottolineare, ma è impossibile non farlo – rilievi pressoché identici erano stati per tempo, nel modo più argomentato e dialogico possibile, sottoposti all’attenzione della commissione per la revisione dello Statuto da parte del CUdA, della CGIL, del Movimento studentesco e di una parte importante della società civile e politica della nostra realtà, venendo spavaldamente ignorati. Ancor più, coloro che li avevano avanzati erano stati trattati da sfascisti, perditempo e piantagrane. Il che vale a ricordare quanto alto sia il livello del confronto civile e del libero dibattito presso l’Università di Catania da qualche tempo in qua. (Si ricorderà, d’altronde, che lo statuto venne approvato col voto contrario di alcuni presidi e consiglieri d’amministrazione).