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2 euro per aiutare Laura SalafiaLaura Salafia – la studentessa universitaria di Solarino che il giorno 1 luglio 2010 è stata colpita “accidentalmente” alla nuca da una pallottola vagante mentre, dopo avere sostenuto brillantemente l’esame di Spagnolo, si trovava in piazza Dante, e che da quel giorno (benché ricoverata al Rehabilitation institute di Imola, dove è stata sottoposta a delicati interventi chirurgici, a lunghissime sedute di fisioterapia, sempre scrupolosamente assistita) è rimasta purtroppo paralizzata – ha pubblicamente manifestato il suo intenso desiderio di tornare in Sicilia: “Voglio tornare a Catania. Catania è una città che amo.

Non vedo l’ora di tornare al Monastero dei Benedettini dove c’è la mia facoltà. Lì ero felice, e per me il tempo si è fermato a quella mattina. Quel giorno la mia vita è cambiata per sempre”. Insieme al suo intenso desiderio di tornare a Catania, ha chiesto aiuto, con una sottoscrizione pubblica, affinché possa cercare di vivere al meglio la sua vita. Il gravissimo danno subito da Laura Salafia è la conseguenza di un fatto delittuoso verificatosi in piazza Dante, in luogo esterno alla struttura universitaria della facoltà di Lettere, che ha la sua sede ufficiale all’interno dell’ex Monastero dei Benedettini.

Addiopizzo nasce nella città di Catania nel 2006, dopo l’esperienza di Addiopizzo Palermo. Le situazioni delle due città sono diverse: pur essendo entrambe vittime del fenomeno mafioso, Catania non ha mai vissuto in prima persona l’esperienza delle stragi che purtroppo, invece, hanno colpito Palermo. Ciò ha determinato forse una minore consapevolezza del problema mafioso nei cittadini catanesi, ma l’esperienza di Addiopizzo Catania è la prova del fatto che non tutti accettano di convivere con la mafia, ma la combattono partendo dalla base.


-“Cosa possiamo fare per combattere anche noi la mafia?”: questa è la domanda che ci pongono tutti, - raccontano Totò Grosso e Valentina Trovato, due dei soci di Addiopizzo Catania – E la nostra risposta è sempre uguale: non possiamo combattere attivamente la mafia, perché quello è il compito della magistratura. Noi, nel nostro piccolo, possiamo cambiare la mentalità che permette l’esistenza della mafia. Un esempio? Arrivare a capire che tanto pagare il pizzo quanto nascondersi dietro la scusa di non saperne nulla, non solo non è giusto moralmente ma non conviene neppure. Non conviene perché la mafia è una spirale, una volta entrati in contatto con essa, è difficilissimo uscirne fuori.


-“Ma non vi succede nulla?”: questa è un’altra domanda ricorrente, - continua Totò -Noi ci proponiamo di far capire alle persone, soprattutto alle possibili vittime del pizzo, che denunciare è la sola cosa giusta da fare. Di far capire che il tempo degli omicidi, delle sparizioni, delle grandi intimidazioni, è ormai finito. Adesso la mafia ha altri interessi, ed è cosciente delle pesanti misure prese contro i reati mafiosi. Anche se, infliggendo la piaga del pizzo, mantiene il controllo del territorio, cosa che certamente non è da trascurare. E soprattutto il nostro proposito è di non lasciare soli gli esercenti che denunciano e metterli a conoscenza delle agevolazioni che toccherebbero loro in caso di danno causato da eventuali ritorsioni. Oltre all’ appoggio morale sia nostro che delle varie associazioni antiracket, infatti, chi denuncia può godere del Fondo di solidarietà”.


Sicuramente, quindi, il cambio di mentalità è l’obiettivo primario, la condizione senza la quale non si potrà mai pensare a una sconfitta definitiva della mafia. Ma Addiopizzo Catania ha anche un altro obiettivo importantissimo, che a Palermo ha già dato importanti risultati. Si tratta del progetto del consumo critico. Come possiamo leggere dal sito di Addiopizzo Catania “con il progetto del consumo critico ci proponiamo di sostenere gli esercenti che non si sottomettono al racket delle estorsioni, creando una rete di consumatori consapevoli che si impegnano a rivolgersi agli esercizi commerciali liberi dal pizzo, eliminando così la possibilità di isolamento di chi fa una scelta difficile ma giusta, e incoraggiare chi non ha ancora denunciato.


L'iniziativa, che si fonda sulla premessa che ogni cittadino è anche un consumatore e se compra da chi paga il pizzo finanzia la mafia, si articola in due fasi:
1. raccolta firme dei cittadini (abbiamo già raccolto 4225 adesioni)
2. redazione della lista dei commercianti "pizzo-free" da presentare ai cittadini (fase cominciata ad Ottobre del 2008)”.


E proprio nei prossimi giorni, il 30 giugno 2010 alle ore 11, sarà presentata pubblicamente in Prefettura la lista dei commercianti “pizzo-free”. Alla conferenza stampa interverranno il Presidente di Addiopizzo Catania Rosario Lupo, il Prefetto Dott. V. Santoro, il Procuratore della Repubblica di Catania Dott. V. D’agata, il Questore di Catania Dott. D. Pinzello,il Comandante Provinciale di Catania Col. G. Governale,Il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza di Catania Ignazio Gibilaro; saranno presenti inoltre le associazioni anti-racket che operano nel territorio catanese, le associazioni di categoria (Confindustria, Confcommercio, Confesercenti) e i cinquanta commercianti che hanno aderito all'iniziativa.


Un altro importante progetto di Addiopizzo Catania è il Progetto Scuole. Grazie a questo progetto i volontari di Addiopizzo incontrano i ragazzi direttamente nelle scuole, rispondono alle loro domande, proiettano materiali audiovisivi, danno la possibilità di confrontarsi sul tema della mafia, e soprattutto portano la testimonianza diretta di magistrati, di rappresentanti forze dell’ordine, di imprenditori che hanno avuto il coraggio di ribellarsi al pizzo.
Inoltre da quest’anno Addiopizzo è entrato a far parte dei medialab della Facoltà di Lingue e Letterature straniere, e anche qui è stato riscontrato un certo successo: decine di studenti hanno aderito all’iniziativa, e “speriamo che continuino anche dopo la fine del medialab, e che ne vengano altri anche al di fuori, perché abbiamo sempre bisogno di far crescere le nostre forze, per poter essere il più presenti possibile” – dicono insieme Totò e Valentina.

 


Ricordiamo anche che Addiopizzo è un’associazione autofinanziata e ha bisogno dell’aiuto di tutti per poter andare avanti. E’ già assegnataria di un edificio confiscato alla mafia, situato nella zona catanese di Picanello, e questo è già un ottimo risultato; tuttavia si tratta di un immobile totalmente da ristrutturare, e c’è un forte bisogno di fondi. Una piccola parte di questi deriva dalla vendita di magliette con il logo dell’associazione e dalla vendita dei “pizzini della Legalità”, piccoli block-notes che riportano nelle prime pagine gli scritti di alcuni grandi nomi dell'antimafia siciliana. Tutti possiamo però aiutare quest’associazione materialmente. Le si può destinare il 5 x 1000, o effettuare un bonifico:


A favore di:
ADDIOPIZZO CATANIA
IBAN:
IT92Y0316501600000110286236
Presso:
IW BANK S.p.A.
Via Cavriana, 20
20134 Milano


Un giorno, ai nostri figli, potremo dire che sua madre o suo padre ha combattuto perché potesse esserci un mondo migliore. E voi? Potrete dire lo stesso?