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Nessuna mossa politica, sono semplicemente una studentessa che, al momento in cui ha avuto necessità di usufruire di un bagno, ha trovato davanti ai suoi occhi uno spettacolo scandaloso, e ha sentito il bisogno di raccontarlo.

Sono l’autrice dell’articolo “Servizi (non) igienici alla Facoltà di Lettere e Filosofia”, pubblicato il 18 Maggio , nel quale, con il supporto di fotografie scattate da me personalmente, ho denunciato la situazione di degrado nella quale imperversavano i servizi igienici della Facoltà di Lettere e Lingue, la cui sede è presso L’ex Monastero dei Benedettini. Quanto ho scritto è in accordo con la lettera inviata a voi da Eugenia Sindoni, madre di una studentessa. . Sul giornale on-line Ctzen, che ha riportato la stessa notizia, si leggono le parole di  Antonio Di Grado : « né feci né maniaci>>, e poi: «Vi do uno spunto di riflessione: è partita la corsa al rettorato, senza esclusione di colpi».

Vorrei dunque che tutti sapessero che il mio articolo (e dunque anche la lettera)  non è frutto di una  mossa politica. Sono semplicemente una studentessa che, al momento in cui ha avuto necessità di usufruire di un bagno, ha trovato davanti i suoi occhi uno spettacolo scandaloso, e ha sentito il bisogno di denunciarlo. Non era mia intenzione andare contro la Facoltà e ciò è dimostrato dal fatto che lo stesso giorno ho pubblicato un articolo a  suo favore dal titolo “Laureandi in Lettere? La facoltà vi agevola.

Liveunict è un portale di informazione indipendente che nasce con lo scopo di aiutare, agevolare, informare e rendere partecipi tutti gli studenti. E’ vero che nelle ultime settimane sono stati pubblicati un paio di articoli che denunciavano vicende negative ai Benedettini, tra cui il suddetto, “La molestia è di cultura” di Greta Caruso, Monastero dei Benedettini, ecco la fine delle nostre tesi : un video su youtube” di Paola Giordano. Nulla di inventato, tutto vero e dimostrato dalle continue testimonianze che giungono in redazione  via mail. Voglio precisare che non siamo mossi dal desiderio di denigrare la nostra Facoltà, ma da un profondo amore verso essa e dunque il desiderio che tutti se ne occupino piuttosto che abbandonarla.

L’invito mio e di tutta la redazione è di “non nascondere la polvere sotto il tappeto”, ma di sollevare  le voci di studenti, docenti, amministrativi affinché tutti insieme possiamo migliorare il nostro patrimonio culturale ed istituzionale e la nostra città tutta. Fingere che tutto vada bene, non aiuta. E’ molto più utile ammettere la mancanza di alcuni servizi e impegnarci affinché chi di dovere ne prenda atto e provveda, e al contempo affinché noi studenti cominciamo a rispettare realmente ciò che abbiamo a disposizione, piuttosto che danneggiarlo immotivatamente. Le nostre non sono accuse, ma la richiesta di attenzione verso ciò che amiamo e l’invito ad un’azione sinergica. Noi studenti manifestiamo affinché nessuna facoltà sia chiusa a Catania : abbiamo il diritto di avere l’Università, ma abbiamo anche il dovere che essa funzioni!

Tutti i redattori di Liveunict sono inoltre offesi perché si cerca di negare l’evidenza, accusando di strumentalizzazione chi è mosso da ragionevoli motivazioni.

 

 

Gli studenti dell’Università di Catania avranno ancora diritto all’iscrizione cautelativa? Questa è la domanda che tutti i colleghi del nostro ateneo si pongono, dai “letterati” dei Benedettini agli “ingegneri” della Cittadella. In seguito all’ultimo post pubblicato sul Blog del “Movimento studentesco” si è creato un clima di grande agitazione. Nell’articolo viene  denunciata infatti l’eliminazione di uno dei diritti più importanti per tutti gli studenti: l’abolizione dell’iscrizione cautelativa a partire dal prossimo anno accademico.

Per tutti i laureandi questa notizia ha aperto scenari da incubo. L’iscrizione cautelativa, fino ad oggi, permetteva l'esonero temporaneo delle tasse universitarie nel caso in cui lo studente dimostrava di essere in grado di laurearsi nella prima sessione (Novembre o Marzo) . Se lo studente riusciva ad aggiudicarsi il titolo di "dottore", i conti con l'università erano saldati. Altrimenti, lo studente era costretto a iscriversi come "fuori corso" e a pagare regolarmente le tasse come negli anni precedenti.

Quanto c'è di vero? Apprendiamo da Dario Giuffrida e Giovanni Pappalardo, rappresentanti degli studenti nel senato Accademico, che le voci sull’abolizione dell’iscrizione cautelativa siano state vittima di un “qui pro quo”. In base alla proposta di modifica al Regolamento didattico di ateneo sul restringimento del periodo del conseguimento della laurea , l’iscrizione cautelativa non verrà eliminata, bensì limitata: non avrà più validità entro il 31 Marzo dell’anno successivo, ma fino al 30 Novembre dell’anno di studio in corso. I due rappresentanti chiariscono che i laureandi “ritardatari” non verranno abbandonati dall’università. Nel comunicato dei due rappresentanti si legge che “ ci è stato assicurato dal Dott. Caruso, dirigente dell’area della didattica, che verrà discussa una nuova formula che agevolerà i laureandi che non potranno più contare sulla cautelativa”.


Le reazioni degli studenti  Stupore, rabbia e sconforto hanno riempito i commenti dei nostri colleghi: stupore per una notizia improvvisa, un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Rabbia per un ulteriore diritto calpestato: l'iscrizione cautelativa aiutava gli studenti a colmare un piccolo ritardo nella carriera spesso dovuta a "capricci" burocratici o di professori dal pugno chiuso in sede d'esame o redazione della tesi. Sconforto infine per l’ennesimo cambiamento in itinere delle regole del gioco: la carriera universitaria, che dovrebbe essere lineare come nel famoso “gioco dell’oca” è sempre più simile ad un Monopoli pieno di imprevisti e probabilità. Soprattutto per gli studenti che anno dopo anno sono costretti a "ripassare dal via"…

Siamo alle solite. Anche per gli esami della sessione estiva , i “benedettiniani” si sono trovati nel limbo dei ritardi. Tutti gli studenti attendono con trepidazione le fatidiche date che si fanno, come sempre, desiderare. E intanto c’è qualche studentessa che tenta di risolvere il problema creando online un calendario “ufficioso” grazie alle informazioni sulle date che i colleghi hanno appreso dai professori durante le lezioni. Una di queste volenterose ragazze, G. M., ha gentilmente risposto ad alcune domande a proposito di questi disagi, che ormai sono diventati compagni d’avventura costanti dei poveri studenti delle facoltà di Lettere, Filosofia e Lingue.

- Secondo te da cosa nascono questi perenni ritardi nella pubblicazione dei calendari? Alcune facoltà conoscono dall'inizio dell'anno accademico tutte le date delle varie sessioni...e noi? Pensi che quella di lettere sia una facoltà di serie B?
Penso che questi perenni ritardi nella pubblicazione dei calendari siano “soltanto” uno dei tanti sintomi della disorganizzazione persistente della nostra facoltà. Molti di noi studenti ci siamo spesso chiesti da cosa derivasse questo problema e alcuni di noi sono anche andati a chiederlo direttamente in Segreteria di Presidenza. La giustificazione è sempre stata il fatto che è solo una la persona che si occupa della realizzazione del calendario e che le date tardano ad arrivare da parte dei Professori. Credo ci vorrebbe soltanto un po’ di impegno per sistemare questo problema che ormai è diventato insostenibile. L’ultima volta, per fare soltanto un esempio, le date della prima sessione, sono uscite il 2 gennaio e la sessione è cominciata il 31 gennaio!! Mi pare poco rispettoso nei confronti di studenti che pagano e fra l’altro anche salato! Mi pare che la qualità dei servizi “offerti” da questa facoltà sia sempre più inversamente proporzionale alle tasse pagate dagli studenti.
Alcuni studenti hanno pensato di creare un documento condiviso e modificabile da tutti dove scrivere date di cui ognuno di noi è venuto a conoscenza a lezione o andando al ricevimento di un Professore. E’ normale? Quella di Lettere e Filosofia è senza alcun dubbio una facoltà di serie B.

- Quale sarebbe la soluzione più comoda per chi si occupa di stilare i calendari e soprattutto per gli studenti?
Una soluzione sicuramente sarebbe non tanto aumentare l’organico, ma ad esempio, pubblicare almeno 2 mesi prima dell’inizio degli esami le prime date di cui si è a conoscenza, un elenco incompleto, che va via via completandosi. Non credo ci voglia molta fatica.

- Decidi di dare gli esami più per l'interesse dimostrato verso la materia o in base alle date degli appelli?
Purtroppo in base alle date degli appelli, che spesso sono anche proibitive: sto parlando di appelli molto ravvicinati o di diverse materie i cui esami si svolgono lo stesso giorno. Secondo me basterebbe soltanto qualche piccolo accorgimento per offrire un servizio migliore.
Non è la sola a provare sconforto di fronte a queste avversità. La responsabilità non è certo di chi si occupa da solo di stilare i calendari, ma del sistema, che dovrebbe essere semplificato (magari attraverso l’utilizzo del sistema informatico).

Ed a quanto pare anche altre facoltà dell'ateneo catanese sembrano avere gli stessi problemi; una su tutte, la Facoltà di Farmacia, anch'essa priva alla data odierna dei calendari d'esami. A detta dei responsabili, il ritardo è dovuto alla mancata comunicazione delle date da parte dei docenti.

Se non ci metterà troppo, l’aspetterò tutta la vita” scriveva Oscar Wilde nella commedia “L’importanza di chiamarsi Ernesto”: c’è da aggiungere “speriamo un po’ meno di tutta la vita!

Appena conclusa la serata al teatro Morlacchi di Perugia in compagnia di Caparezza. Sull'onda di alcuni successi tra cui "Iodellavitanonhocapitouncazzo" e il tormentone "fuori dal tunnel", il rapper italiano ha colpito nel segno grazie all'arma più pungente che possa esistere: l'ironia.

Tutti i suoi pezzi, tutta la sua storia si contraddistinguono per una forte comicità intrisa di spirito critico e artistico. “Gioco e fantasia fanno parte del mio modo di essere. Per questo ho cercato sempre di riproporli nei miei pezzi e nelle mie canzoni” ha dichiarato durante il corso della serata. In un contesto opaco, travagliato e instabile la genuinità dell’artista Caparezza ha colpito e colpisce non soltanto la città di Perugia, ma l’Italia intera.

Liveunict incontra Giovanni Tizian nei pressi della Sala Lippi di Perugia, al termine del dibattito "Prodotto Interno Mafia" del 26 Aprile. Cercando di inquadrare il fenomeno mafioso all'interno delle nuove dinamiche globali, si presenta una zona grigia da poter esaminare.

Davide: Giovanni la città di Catania ospita una quantità rilevante di centri commerciali, tanto da poter essere paragonata alle grandi metropoli internazionali come ad esempio New York. Quale sistema si nasconde dietro questa realtà? Mafia locale e globale vanno ad intrecciarsi all’interno di queste dinamiche?

Tizian: Prendendo ad esempio il caso del centro commerciale la Tenutella, inserito all’interno delle indagini relative all’inchiesta Iblis, riusciamo a comprendere quali dinamiche di matrice economica caratterizzino il business commerciale.

Davide: Quale consigli ti senti di poter dare a quei giovani giornalisti siciliani che, come tu hai fatto nel nord Italia, vogliono intraprendere indagini d’inchiesta mafiosa nel sud del nostro Paese.

Tizian: Sicuramente di andare a scovare quei legami conniventi tra il mondo dell’imprenditoria e il potere dei clan. Questa è la giusta via per tracciare un sentiero molte volte oscuro, perverso e difficilmente documentabile senza la dovuta ricerca giornalistica.

 

#IJF12: Soluzioni per la crisi o crisi senza soluzioni

Nella giornata del 27 Aprile a tenere banco l’incontro con Giulio Tremonti, presidente Aspen Institute Italia, inserito all’interno del dibattito “L’euro e i mass media”. Tanti i temi, le proposte, le soluzioni elaborate per riuscire a comprendere sino in fondo la crisi che sta colpendo l’area Euro. Tra gli spunti di riflessione portati avanti da Federico Fubini, Corriere della Sera, Lucio Caracciolo, direttore “Limes”, e Thierry Vissol, membro della Comissione Europea; numerose le possibili soluzioni elaborate. In primis quella degli eurobond, unico strumento che se attuato potrebbe portare uno spiraglio di nuova luce al tunnel della crisi europea.

 

#IJF12 - Giulio Tremonti

 

È da qualche giorno, forse anche di più, che non si fa altro che parlare dello scandalo che ha colpito il popolo della Padania, leader compresi.

Per farla breve, si sono fregati parecchi soldi e a quanto pare ( perché almeno così vogliono farci credere) nessuno sa come e perché.

Bene, dato che tutti hanno dato una loro opinione, dopo mesi di silenzio, vorrei dare anche la mia.

Tutto nasce da una famiglia, una famiglia come tante ce ne sono in Italia, una famiglia che fattura parecchi soldi l’anno (diciamolo chiaramente, quale famiglia non ha un conto in banca che supera quello di tutti gli operai di una qualsiasi fabbrica messi insieme?!) e che si ostina da tempo ad etichettare i non-padani, come TERRONI.

Se non ricordo male, credo si parli della famiglia BOSSI ( e non di quei BOSSI che di solito scippano i tizi in motorino col volto coperto).

Ecco, dopo questo ennesimo “magna magna” padano, sinceramente m’è rimasto qualcosa sullo stomaco, e magari anche più sotto dello stomaco.

Quindi, vorrei dire:

Caro capofamiglia BOSSI, dopo così tanto tempo speso, dopo tutte le energie usate per definirci nel peggiore dei modi, ci starebbe così tanto male se adesso, noi tutti, ci prendessimo una sana, gloriosa e meritata rivincita? Magari certo, non potremmo mai etichettarla come TERRONE, perché del nostro essere TERRONI, ne andiamo talmente fieri che non abbiamo mai avuto bisogno di dar del ladrone a chi forse ha delle dirette discendenze con gli amici di Alì Baba (mi pare fossero una quarantina).

In secondo luogo, si rende conto di come chiamano suo figlio? Mi faccia capire, ha un allevamento marino, o un acquario? E soprattutto, suo figlio al forno con le patate, ce lo vedrebbe bene? Dopo tutto quello che le sta succedendo, ce l’ha duro come una volta? “NOI DELLA LEGA, CE L’ABBIAMO DURO”, vale ancora?

Quanto alla moglie, gradirei abbassasse un po’ la cresta. Dopotutto, si parla sempre della famiglia alla quale ha scelto di appartenere sotto giuramento nuziale, ammesso che anche in Padania si celebri lo stesso rito che si celebra anche da noi abitanti del piano terra, giusto qualche regione sotto la vostra.

Va bene le pari opportunità per le donne, va bene la libertà di parola e di pensiero, ma c’è un limite a tutto, non crede?

Veniamo alla parte migliore, il figlio.

Adesso, non so come sia vivere sotto l’effige di TROTA ( io per esempio, sono del cancro), ma al tuo posto di certo farei un po’ di tutto per trovarmi un soprannome diciamo più carino, chessò, magari PESCE SPADA. Lo vedo e lo sento più tagliente di quello che possiedi già.

Che altro dirti, ammesso che le trote riescano ancora a leggere. Sì! Ecco, dato che ti sei comprato un titolo di studio (e probabilmente più di uno), ti spiacerebbe pagare anche le nostre tasse? Dopotutto quel titolo l’hai preso con i RIMBORSI ELETTORALI, e se la memoria non mi inganna, son sempre soldi pubblici, quindi è come se ti avessimo comprato il diploma, senza neppure ricevere un invito alla festa. Che scortese che sei!

Potresti sempre venirmi a dire che non saremmo stati tutti comodi in fondo al mare, ma sicuramente quattro spiccioli per una muta, li avremmo trovati anche noi.

Ah! Volevo anche chiederti com’è vivere con uno stipendio come il tuo? Sai, noi esseri della superficie viviamo, quando va bene, con trecento euro al mese, e sottolineo, quando va bene. Dimmi, dimmi! Come si vive quando puoi comprare tutto, ma non puoi comprare un dizionario di italiano, o magari delle lezioni di dizione? Magari ti lascio qualche sito utile per comprare un coupon che bene si adatti ai tuoi bisogni.

Quanto al cassiere, un tale signor BELSITO (che fino a ieri conoscevo solo come zona urbana vicino casa mia), vorrei chiedere come si riesca a fregarsi così tanti soldi pubblici, da non farlo capire a nessuno? Quanti fumetti di Diabolik ha letto in vita sua? È un fan di Zio Paperone? I soldi fanno la felicità, o permettono solo di comprare macchine di lusso e titoli di studio di ragazzi appartenenti a famiglie alle quali ha rimesso a nuovo la casa, senza che queste ultime se ne accorgessero?

Il mago Silvan, è consapevole di questa continua e così sgradevole concorrenza? Si possono fare le magie anche con una semplice penna, o ci vuole per forza una bacchetta?

Beh, spero che qualcuno potrà rispondere alle mie domande, anche con calma eh! Non ho mica fretta.

Concludo con una massima che ho sempre sentito qui in TERRONIA.

La massima, diceva: "SABBA A PEZZA, PI QUANNU HAI U PUTTUSU".

Se questa lingua, dà fastidio lì al VERDE NORD, compratevi un traduttore online, qualche euro vi sarà rimasto, magari.

Informare e chattare con i nostri colleghi di università è un'attività che con piacere portiamo avanti ogni giorno. Oggi però, approfittando della bella stagione, “usciamo” dalle facoltà per goderci la nostra città e fare una chiacchierata con Davide D’Amico, uno degli amministratori della pagina Facebook “non ufficiale” di Catania.
Missione della pagina è quello di “mostrare la bellezza di Catania al mondo, senza fini di lucro ma per puro piacere e divertimento personale”. Come è possibile dedurre, il lavoro di Davide è gratuito, e viene portato avanti per la forte passione e il grande amore che nutre per la Città di Catania.
La fanpage che attualmente conta circa 75000 likes, è suddivisa in 8 sezioni. Come si legge dalle descrizioni, essa si candida come punto di riferimento per tutti coloro che vogliono tenersi costantemente aggiornati sulla città e soprattutto essere un ottimo mezzo al fine di promuovere la cultura ed il turismo.
Il web è per entrambi il nostro pane quotidiano. E' per questo che abbiamo contattato telematicamente il nostro Davide. Giornalmente mette a disposizione una grossa fetta del suo tempo per riempire la fanpage di contenuti, foto, e links utili. Speriamo di non rubargli del tempo prezioso!
 
Ciao Davide. Il tuo impegno quotidiano ha fatto di "Catania" una delle pagine più belle e visitate dai catanesi ( e non solo). Svelaci qual è il trucco, chi sono e come ti aiutatano quotidianamente gli utenti e i collaboratori.
 
Davide - Innanzitutto ringrazio gli amministratori del sito LiveUnict per avermi concesso l'occasione di parlare di CATANIA. Per rispondere alla vostra domanda, non vi sono trucchi. Il cuore pulsante della pagina sono i nostri followers. A loro dobbiamo il successo di questo spazio virtuale dedicato alla città dell'elefante. Ad accompagnarmi in questo tentativo di esaltare l'immagine della nostra città sono mio fratello Luca D'Amico, che ha contribuito sin da subito allo sviluppo di questa pagina, e Chiara Barbagallo, il cui lavoro di traduzione dei numerosi album si è rivelato prezioso.
 
Condividiamo la scelta di non trattare argomenti di natura politica. Questa è la giusta chiave per fornire dei contenuti obiettivi di qualità. E' mai capitato però che qualcuno abbia tentato di politicizzare la pagina? Come vi siete comportati?
Inoltre riflettendo il motivo per il quale una pagina senza argomenti politici ha 70.000 fan, si potrebbe collegare al fatto che il catanese ha bisogno di uno spazio culturale che valorizzi le bellezze artistiche e culturali. Confermi questo fatto, pensi che possa essere questo il motivo? 
 
Davide  -Pur non volendo relegare la politica ad argomento di secondo ordine, abbiamo preferito dedicare ogni nostro sforzo alla conoscenza-riscoperta della nostra città non ammettendo intromissioni di altra natura. I catanesi hanno assoluto bisogno di discutere insieme dei fatti culturali concernenti la loro città, ciò a prescindere dal dibattito politico.
 
Vi sono mai arrivate proposte di tipo pubblicitario? In fondo una pagina come la vostra di certo fa gola a tutte le aspiranti aziende che cercano di ritagliarsi uno spazio su facebook. Ci siamo imbattuti molto spesso in pagine come la vostra ( di altre città) che fanno del loro spazio un mezzo di business. Tu come hai resistito alla tentazione?
 
Davide - Ci è pervenuta qualche proposta di collaborazione da parte di agenzie di viaggi ed Hotel. Una proposta è giunta persino dal lontano Oriente. Sia pur lusingati da tanto interesse nei confronti del nostro lavoro, abbiamo preferito escludere ogni possibilità di guadagno, mantenendo la scelta iniziale.
 
Come scegli i contenuti da inserire nella tua pagina? Sicuramente sei un ottimo conoscitore dei migliori siti web del panorama etneo. Se dovessi consigliare 3 siti da seguire assolutamente, che nomi faresti?
 
Davide - La scelta degli argomenti da trattare è il risultato della consultazione online di quotidiani locali e di siti web. Fra questi citerei La Sicilia Web, Comune di Catania, Catania Today ed il Forum Skyscrapercity. Non mancherei di menzionare anche la vostra pagina con la quale abbiamo avuto modo di collaborare in occasione delle festività agatine e non solo.
 
  

 

 I vostri contenuti sono davvero interessanti e completi, come mai avete deciso di non dare spazio al Calcio Catania?  
 
Davide  -.Il calcio come del resto la politica è un argomento ampiamente discusso al quale in molti hanno dedicato diverse pagine su Facebook. Ciònonostante abbiamo deciso di realizzare 2 album dedicati alla nostra squadra del cuore . In particolare il primo contenente immagini di coreografie delle curve del Massimino, il secondo creato con l'intento di evidenziare lo sforzo profuso dalla società di proprietà dell'imprenditore catanese Nino Pulvirenti nella realizzazione dello splendido centro sportivo Torre Del Grifo Village.

Alza la Voce Liveunict" è l'urlo di tutti quei studenti che vogliono continuare ad andare avanti nonostante le difficoltà della propria facoltà.

Liveunict ha creato l'hashtag #alzalavoce, per permettere a tutti gli studenti di raccontare, esprimere, denunciare le loro esperienze durante il tortuoso percorso universitario.

  • "Alza la Voce Liveunict" è un modo per gioire, per trovare la forza, per superare i momenti difficili.
  • "Alza la Voce Liveunict", una semplice espressione per esprimere tutto quello che non va bene, tutto quello che vogliamo cambiare,.
  • "Alza la Voce Liveunict" un sistema per rendere pubblici i soprusi che ogni giorno noi studenti siamo costretti a sopportare
  • "Alza la Voce Liveunict" l'hashtag utile a tutti coloro che vogliono spiattellare pubblicamente quello che succede nelle nostre aule

Da oggi usatelo come volete, l'importante è che lo scopo sia quello di valorizzare la VOSTRA libertà di pensiero.

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RACCONTATE A LIVEUNICT

 

I Mav per la seconda rata per il completamento dell'iscrizione per l'anno accademico 2011-2012 sono interamente on line.

I versamenti, per la seconda rata, si effettuano stampando i MAV prelevati direttamente dal portale degli studenti alla voce "MAV seconda rata". Dopo aver stampato il MAV ( è necessario essere in possesso di adobe reader) bisogna seguire  la procedura, al termine del quale lo studente dovrà stampare un bollettino elettronico per il versamento della seconda rata pagabile presso gli sportelli di tutti gli istituti bancari.

Inoltre all'interno della propria pagina di Segreteria on line, è possibile consultare tramite il pulsante "Consultazione" e poi "Prospetto delle tasse" lo stato della propria carriera e dei pagamenti effettuati e da effettuare.
Non è previsto l'invio di bollettini a domicilio.

Il bollettino MAV vale anche come domanda di rinnovo iscrizione. Non è necessario consegnare la ricevuta allo sportello perché il dato del pagamento viene acquisito automaticamente dalla Banca entro 3 giorni lavorativi.
Tutte le ricevute dei pagamenti effettuati devono comunque essere conservate fino al termine della carriera accademica.
Lo studente che rinnova l'iscrizione deve essere in regola con i pagamenti delle tasse degli anni accademici precedenti: la correttezza dei dati inseriti può essere controllata nella pagina "Prospetto delle tasse" presente nell'Area riservata sul Portale degli studenti.

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Lui ti sta cercando su Bakeca.it

SCADENZE

- 1 bollettino: 30 Marzo 2012

- 2° bollettino: 31 Maggio 2012


Il portafogli di uno studente universitario può rivelare mille sorprese. Difficile aspettarsi parecchie banconote, più probabile invece trovare una gran quantità di carte: la tessera della palestra, la carta sconti per il cinema, per le librerie, pub e chi più ne ha più ne metta. Se nel vostro portafogli fa cupolino la gialla Postepay, forse è il caso che corriate a segnare in rosso una data nella vostra agenda.

E’ stato posticipato al 31 marzo 2012 il termine ultimo per  attivare il nuovo sistema di Sicurezza web Postepay.  Il funzionamento prevede l’invio di un SMS contenente un codice da utilizzare per completare le operazioni online. Il sistema quindi contribuisce a dare un maggior livello di sicurezza, spesso considerato vero e proprio tallone d’achille della famosa carta di credito ricaricabile.

Sarà quindi necessario recarsi presso un ufficio postale per associare il proprio numero di cellulare e abilitare il nuovo servizio sul sito di Poste italiane accedendo con le proprie credenziali. In caso contrario non potranno più essere usati i servizi offerti dal portale per le ricariche – comprese quelle della carta stessa -  e per i pagamenti dei bollettini.

E se nel vostro portafogli è rimasto uno spazio libero, vi segnaliamo la  MPS Spider Unict, la carta di credito prepagata messa a disposizione dal nostro Ateneo in convienzione con la Montepaschi di Siena. La carta, appartente al circuito Visa Electron, costituisce un ottima soluzione  per pagare le tasse universitarie o per ricevere gli accrediti (borse di studio, collaborazioni part-time ecc) dall’Ateneo di Catania senza doversi necessariamente recare in banca. I costi di gestione? Irrisori.  Ah, se anche la seconda rata delle tasse universitarie fossero così…

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