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In data 24 novembre 2011 il MiUR ha inviato all’Università di Catania le risultanze del controllo di merito e di legittimità sullo Statuto, ai sensi della legge 240. Il testo inviato dal MIUR, a firma del direttore generale dell’Università dottor Daniele Livon, è molto denso e dettagliato. Dei 43 articoli che compongono lo statuto dell’ateneo catanese ben 18 vengono fatti oggetto di articolata richiesta di revisione o integrazione, quando non direttamente cassati in quanto manifestamente contrastanti col dettato normativo della legge 240. Dei molti e puntuali rilievi espressi dal MIUR alcuni colpiscono in modo particolare. Sia perché essi vertono su aspetti centrali del funzionamento dell’Università e del sistema di “pesi” e “contrappesi” che dovrebbe regolare le relazioni tra i suoi organi di governo, sia perché – spiace doverlo sottolineare, ma è impossibile non farlo – rilievi pressoché identici erano stati per tempo, nel modo più argomentato e dialogico possibile, sottoposti all’attenzione della commissione per la revisione dello Statuto da parte del CUdA, della CGIL, del Movimento studentesco e di una parte importante della società civile e politica della nostra realtà, venendo spavaldamente ignorati. Ancor più, coloro che li avevano avanzati erano stati trattati da sfascisti, perditempo e piantagrane. Il che vale a ricordare quanto alto sia il livello del confronto civile e del libero dibattito presso l’Università di Catania da qualche tempo in qua. (Si ricorderà, d’altronde, che lo statuto venne approvato col voto contrario di alcuni presidi e consiglieri d’amministrazione).

La commissione statuto (..ndr)Accadeva il 21 Luglio 2011, con ventuno voti favorevoli, cinque contrari e due astensioni veniva approvato dal Senato Accademico il nuovo Statuto d'Ateneo dell'Università degli Studi di Catania.

 

Media Ponderata GiurisprudenzaRiceviamo e pubblichiamo questo comunicato da parte del Movimento Studentesco Giurisprudenza (MSG)

In molti, immatricolandosi nella Facoltà di Giurisprudenza, speravano di non doverla più incontrare e invece negli ultimi giorni si sono ritrovati con la calcolatrice a fare moltiplicazioni e divisioni. Il cervello, abituato con articoli e leggi, è stato colto da un momento di disorientamento, accompagnato da una depressione fulminante nel momento in cui ha avuto coscienza che la media dei voti d’esame è scesa inesorabilmente.

Il nostro discorso si articolerà nei seguenti punti:

1) cosa ha dato inizio alla vicenda

2) il perché della reazione degli studenti?

3) cosa accade nelle altre facoltà riguardo alla media

4) Determinazione voto di laurea nella Facoltà di Catania e nelle altre facoltà

Circolare

Tutto ha inizio con una circolare del dirigente dell’area didattica, Giuseppe Caruso, il quale comunica ai 12 presidi delle facoltà catanesi che l’uso della media ponderata è stato esteso a tutti gli studenti dell’ateneo al fine di unificare i criteri che sottendono ad alcuni procedimenti (detrazione per merito, attribuzione delle borse Erasmus…).

Si torna a parlare d’inquinamento alla Cittadella Universitaria, in particolar modo ancora una volta il soggetto è sempre lo stesso, la facoltà di Farmacia, cui però si aggiunge il Dipartimento di Chimica. dipartimenti di Biologia in via Androne.

La sfida © Liveunict | Angela PappalardoRiceviamo e pubblichiamo un articolo da Step1 dal titolo: Il Magnifico e lo studente "indisciplinato"

Il prof Antonino Recca scrive al preside di Scienze Politiche Giuseppe Barone per invitarlo a riportare a più miti consigli Matteo Iannitti, membro molto attivo del Movimento studentesco e del Partito della Rifondazione Comunista, accusato di offendere la reputazione del Rettore e dell'Ateneo catanese
- La lettera del Rettore Recca al preside Barone

«Invitare lo studente Matteo Iannitti a tenere comportamenti ed espressioni sempre dignitosi, corretti e rispettosi delle vigenti norme di legge, anche per non incorrere in conseguenze penalmente perseguibili». È ciò che il rettore dell’Università di Catania, prof. Antonino Recca, chiede al preside di Scienze Politiche, prof. Giuseppe Barone, sollecitando il suo intervento nei confronti dello studente, esponente del Movimento studentesco catanese e di Rifondazione Comunista.

Recca lamenta che  Iannitti abbia «dato ampia diffusione a comunicati» che contengono «termini ed espressioni gravemente diffamatori e ingiuriosi che – per l’attribuzione di determinati fatti in essi contenuti – offendono la reputazione, l’onore e il decoro del rettore dell’Ateneo, e al contempo ledono dell’Ateneo il prestigio e la dignità». Secondo il rettore, il preside di Scienze politiche dovrebbe  dunque convincere lo studente ad evitare comportamenti che potrebbero esporlo ad accuse di diffamazione in sede penale, o a procedimenti disciplinari da cui «potrebbero derivare gravi sanzioni». Alla lettera del Rettore è allegato un dossier di 15 pagine composto di articoli e comunicati che contengono prese di posizione critiche, da parte di Iannitti, sul caso Farmacia, sulla gestione della Facoltà di Lingue, sulla carica assunta dal Rettore all’interno dell’Udc. Per nessuna di queste dichiarazioni, peraltro, il Rettore ha mai presentato querela.

«Lo trovo ridicolo»: è questo il primo commento che Iannitti ha rilasciato a Step1. Domani mattina si terrà una conferenza stampa nella sede di Rifondazione Comunista, partito, aggiunge Iannitti, «preso di mira quasi quanto me. Nell'incartamento fornito da Recca al preside Barone di Scienze Politiche, sono contenuti articoli di giornale, comunicati stampa e post tratti da blog che parlano della mia attività politica. Vengo attaccato come esponente di un partito, e non come studente», afferma. E prosegue: «Il mio avvocato, Pierpaolo Montalto, è già stato allertato. E ho anche incontrato Giuseppe Barone, il preside, per discutere della questione». Sembrerebbe, infatti, che Barone abbia intenzione di rispondere al più presto al Rettore.

Nella mattinata si era diffusa la voce che Iannitti avrebbe parlato del caso come ospite di Annozero. Ma Iannitti smentisce il particolare e precisa: «Il Movimento Studentesco Catanese è in contatto con la redazione, ed è vero che eravamo stati invitati, oggi, ma il tema non era l'intimidazione di Recca nei miei confronti, bensì la guerra in Libia. Eravamo stati chiamati per dare la nostra opinione in proposito. In ogni caso, non se n'è fatto niente per via della mancanza di tempo».

Proteste al rettorato di Catania (MSC)Nella giornata del 11 Febbraio 2011 per la prima volta si insediava la commissione statuto, che avrà il compito di ridisegnare le regole per il futuro dell’Ateneo, attraverso la stesura del nuovo regolamento.

Gli studenti appartenenti al Movimento Studentesco catanese, si sono riuniti presso i locali del Rettorato ed hanno contestato vivacemente la commissione, che secondo le loro considerazioni è stata delegata ad hoc dal Magnifico Rettore.

Le protesta (come è possibile vedere dal video), promuove le dimissioni immediate del Magnifico, che per l'occasione viene anche definito "Il re di Unict".
Dalle immagini è possibile cogliere attimi salienti, seppur concitati dei manifestanti e delle reazioni dei rappresentanti della commissione che vengono definiti "gli amici del re".

Nella contestazione viene criticato il metodo di elezione dei 15 delegati, in particolare vengono notificate le elezioni anti democratiche dei rapprentanti degli studenti Buceti e Maniscalco, rei di essere "fieri" sostentitori del decreto Gelmini.

Il Rettore, bloccato da un uscita secondaria non ha rilasciato dichiarazioni ed ha replicato alle proteste degli studenti con un secco "andate a studiare". Assenti i Presidi e, in generale, i membri contrari ai metodi di composizione della Commissione.


Eccovi il video della protesta di ieri inviato dal Movimento Studentesco Catanese.

Dipartimento di Fisica CataniaRiceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa inviatoci stamattina dagli studenti del Movimento studentesco catanese con oggetto: Fisica occupata per più di un mese. Considerazioni sull'approvazione della Riforma Universitaria.

Le studentesse e gli studenti del Movimento Studentesco Catanese completano il loro trentunesimo giorno d'occupazione a Fisica e colgono l'occasione per denunciare le scellerate politiche di questo Governo in tema di Scuola, Università e Ricerca. Condannano la mancanza di apertura, di dialogo e di confronto che ha caratterizzato da due anni a questa parte l'atteggiamento del ministro Gelmini e delle altre istituzioni nei confronti dei giovani studenti e ricercatori. Condannano chi ha trattato il delicato ed enorme problema di un'intera generazione come un fatto di ordine pubblico. Condannano le parole del ministro Gasparri in merito alle manifestazioni di piazza e il vergognoso atteggiamento del ministro La Russa ad Annozero.

Il Movimento Studentesco ritiene che in questi giorni, grazie anche ad una calorosa vicinanza dell'opinione pubblica ai problemi in questione, sia ancora più evidente la  grande spaccatura che vi è tra istituzioni e paese reale.
Ritiene, quindi, inaccettabile che un governo in agonia, come quello attuale, riesca a portare a compimento un progetto volto alla privatizzazione del sistema universitario, alla riorganizzazione della governance in senso antidemocratico, allo svilimento della ricerca.

Giorgio Napolitano attuale Presidente della RepubblicaNella giornata di ieri il Presidente Giorgio Napolitano (sul cui tavolo è arrivata più di una richiesta di incontro) ha incontrato una delegazione di studenti di sinistra. Il Capo dello Stato, ricevendoli, avrebbe detto agli studenti: «Inviatemi le vostre proposte alternative, le valuterò».

Il capo dello Stato , dopo l'incontro con il movimento degli studenti, specifica: "Io ascolto a 360 gradi ma astenendomi dall'esprimere qualsiasi opinione di merito su scelte legislative che appartengono alle responsabilità del governo e del Parlamento". 

Luca Carfagna- il ragazzo ormai famoso per lo scontro ad Annozero con Ignazio La Russa - raccontandolo, alla fine della giornata, conclude: «Ha fatto una cosa importante. È stato il nostro unico interlocutore». «Ha riconosciuto che esiste un movimento dopo due anni di mobilitazione», è il punto che segna una vittoria, secondo i manifestanti, come epilogo di questo temuto 22 dicembre»

Secca la replica degli studenti di destra che con un comunicato inviato tempestivamente alla redazione di Liveunict esprimono il loro dissenso, chiedendo che l'attività di ascolto deve essere rivolta in maniera integrale a tutte le rappresentanze studentesche

Il grido di battaglia è chiaro: "Assediamo Montecitorio. Blocchiamo la riforma". Domani approda alla Camera il ddl Università predisposto dal ministro Gelmini e per quella mattina gli 'organizzatori' della protesta studentesca ha lanciato con volantini negli atenei e tam-tam su internet una giornata di mobilitazione e protesta contro il provvedimento, con un presidio in piazza Montecitorio. L'iniziativa segue i cortei di sabato scorso - quando in diverse città italiane sono scesi in piazza, secondo gli organizzatori, 300.000 studenti - e le proteste spontanee in diverse università con occupazioni di facoltà e 'lezioni in piazza'.

Anche a Catania come in tutte le altre città gli studenti e i ricercatori si riuniranno per protestare contro il decreto che "ucciderà" l'istruzione pubblica. L'appuntamento per Giovedì 14 Ottobre alle ore 10 (piazza Università).

Augurandoci che il governo sfrutti questa occasione, con senso di responsabilità e saggezza, dalla Camera dei Deputati per dare ascolto al mondo universitario e non solo ai rettori e per dare avvio a una riscrittura radicale di questo disegno di legge.