La verità è sulla superficie...ma nessuno la vedeAd introdurre "Maledetta università" di Girolamo editore, nuovo lavoro del professore Francesco Coniglione, docente di Storia della Filosofia nella Facoltà di Scienza della Formazione di Catania, oltre che Vice Presidente nazionale della Società Filosofica Italiana e Presidente della sezione di Catania, è la giornalista Pinella Leocata, intervenuta all’ incontro che si è tenuto alla Feltrinelli di Catania, insieme al professore di Scienze Politiche Tino Vittorio.
La Leocata lo elogia subito per importanza e chiarezza, utile sia ai professionisti del settore che ai comuni cittadini, perché aiuta a capire cosa succede e cosa succederà nel nostro Paese, ma soprattutto ne aiuta a capire la vita culturale. Il suo maggior pregio è quello di smontare molti luoghi comuni, basandosi su dati certi, e La Leocata ne sottolinea l’ attendibilità citando Popper: “La verità è sulla superficie” per ribadire che questi dati sono sempre stati sotto gli occhi di tutti (presi dal web “L’ Italia che affonda”).
Il discorso di Coniglione sull’ Università Italiana, ma soprattutto sulla cultura, si colloca nell’ odierno contesto socio-economico e socio-politico per documentarne come si correlano i cambiamenti economici e come influiscono sulla cultura.
Cita appunto alcuni luoghi comuni ribaltati, presi dal volumetto:
- L’ Università non è squalificata, con ricerche e fonti internazionali ci troviamo tra le prime 100 al mondo con la Statale di Milano;
- L’ Italia non ha perso la sua cultura scientifica, vi sono 4 facoltà scientifiche tra le migliori 50 in tutto il mondo;
- Se è vero che ad andare avanti sono le università private,esse non si piazzano nemmeno tra le prime 100 al mondo;
- I ricercatori in Italia sono pochissimi eppure molto validi, all’ 8° posto per articoli e al 18° per citazioni;
- Non è vero che la ricerca non è più finanziata dallo Stato e che anche in America è finanziata dal privato (il 60% è finanziato dallo Stato Federale, il 20% dagli stessi enti, il 14% da altri stati e solo il 6% dall’ industria).
Un po’ contraria a Coniglione la Leocata lo è riguardo l’ affermazione che buona responsabilità hanno i mass media, con i loro scandali ingigantiti, che giustificano e preparano il terreno alle politiche di governo di tagli all’ Università, in disaccordo per il rischio di uno scardinamento del ruolo e dell’ importanza dei giornalisti. E provoca lo scrittore in modo retorico: non si dovrebbe denunciare l’ Università di Catania che non si è costituita parte civile per il caso di Laura Salafia? Non si doveva denunziare il caso Rossitto? Il caso Farmacia? E dunque, se la stampa parlasse solo positivamente dell’Università, ne farebbe il suo bene? Conclude con una nota amara la giornalista: i tagli dei fondi faranno morire l’ Università fino a ché essa si pieghi ai politici che ne prenderanno il potere … timore non molto lontano.
Ma il professore sottolinea che si riferisce a quelle campagne di stampa dei grandi mass media che si basano su dati truccati, non considerando che le storture avvengono in un Corpo che ha ancora un valore. Come anche tutte quelle riforme, fatte solo per sfacciarsi come Riforme Epocali, ma in realtà inutili, e in un dialogo con una studentessa confessa che spesso i professori sono bloccati nel voler dare una mano a tutti quegli studenti smarriti nell’ ormai troppa e inutile burocrazia!
Un libro “ben confezionato e con una forte struttura interna che si scaglia su chi vorrebbe fare disinformazione … prende di petto il problema e ne squaderna gli aspetti più importanti …” ecco come, dopo un’ attenta e interessata lettura , lo ha definito l’amico e professore Tino Vittorio.
È un libro di antropologia, sottolinea Vittorio, quando l’ autore parla di Crisi Cognitiva e si riferisce al momento in cui i somari hanno preso il potere, scherzandoci sopra dicendo che è proprio qui in Italia che il detto “Il raglio dell’ asino non arriva in cielo” non vale! Nel nostro Paese c’ è infatti una difficoltà a transitare verso la conoscenza, a prendere coscienza delle nuove sfide che la società globalizzata propone. Sia la destra che la sinistra tendono alla svalutazione del capitale umano, la vera crisi che ci attraversa è una crisi ANTROPOLOGICA.
L’ Università dovrebbe essere, oltre che istruzione, divulgazione dei temi e delle nozioni sociali, luogo dove l’ intelligenza sia resa elastica!
Oggi la società si fonda sull’ INNOVAZIONE, e la crisi da noi è la normalità, e se da noi non c’ è innovazione significa che siamo vicini alla mummificazione.
Ma il professore Coniglione propone comunque una soluzione, poco disincantata e molto concreta che si trova appunto nelle ultime pagine del libro con “un ottimismo che si colora di pessimismo, a causa della pochezza della classe sociale, dell’ imbarbarimento della vita associata, della lontananza della cultura e della ricerca dagli interessi dei partiti e dei suoi esponenti… tutti fattori che pesano sul futuro di un’ economia fondata sulla conoscenza e sull’ innovazione tecnologica, in grado di affrontare le sfide dell’ età contemporanea…”
Non è un caso che il Premio per l’ Innovazione Tecnologica, nato da 9 anni, non è mai andato ad aziende italiane, ciò ci dà il senso di quello che è l’ Italia oggi!

Angela Rosalia Digrigorio

Angela Rosalia Digrigorio

Facoltà : Lettere e Filosofia
Corso: Lettere Moderne
Anno : terzo
Ruolo: Autrice

 

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