Quanti segreti può nascondere un’opera d’arte? Sembrerebbe tanti, se consideriamo la recente scoperta fatta da una medievalista, Chiara Frugoni. Studiando la ventesima scena della famosa opera di Giotto “Vita di San Francesco”, presente nella Basilica superiore di Assisi, la studiosa si è accorta che da alcune nuvole emergerebbe la figura di un demone scolpito, con due corna scure, il naso adunco e gli occhi scavati.
Ma viene subito spontaneo chiedersi cosa ci faccia questo personaggio nel complesso di nuvole che si situa proprio fra la scena della morte del santo e la scena dell’assunzione in cielo della sua anima. E soprattutto ci si domanda: com’è possibile che nessuno si sia accorto di niente dal lontano milleduecento ad oggi?
Si tratta, dunque, di una scoperta assai considerevole che darà origine a numerose ipotesi, alcune delle quali già accennate; ad esempio che si tratti di un semplice gioco del pittore o un dispetto nei confronti di qualcuno, o ancora che la presenza del demone voglia impedire la salita delle anime in Paradiso, secondo la concezione medievale dell’eterna lotta tra bene e male.
Il fatto che il demone emerga con forza dalle nuvole, apre anche ad un altro cambiamento nella storia dell’arte, come ci fa notare la stessa Frugoni. Fino ad oggi, infatti, l’unico ad aver “manipolato le nuvole” sembrava essere Andrea Mantegna nel suo San Sebastiano; adesso siamo certi che il Mantegna non ha il monopolio.
E ora? Spazio alle idee, agli studi e, chissà, magari al ritrovamento di altri demoni nascosti qua e là.

 

Particolare

Federica Motta

Federica Motta

Facoltà : Lettere e filosofia
Corso: Lettere Moderne
Anno : terzo
Ruolo: Proofreader, autrice

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