Nel mare ci sono i coccodrilli - Fabio GedaChi l’ ha detto che l’ ingresso più frequentato per l’ Europa sia Lampedusa? È la cronaca che oggi ne focalizza l’ attenzione su di essa, in realtà il maggior numero di immigrati proviene dalle coste della Grecia, dato fornitoci dal giornalista Guglielmo Troina, inviato Rai a Lampedusa. Ed è da qui che parte la storia del protagonista del libro di Fabio Geda “Nel mare ci sono i coccodrilli” presentato mercoledì 10 Novembre alla libreria Cavallotto. Argomento non nuovo per lo scrittore che lo aveva già trattato nel suo romanzo d’ esordio “Il resto del viaggio ho sparato agli indiani”, libro basato su una storia inventata, ed è proprio durante una delle tante sue presentazioni gli avevano messo accanto un giovane 17enne afgano con una storia vera da raccontare. Lo scrittore capisce da subito che la vera storia del ragazzo risulta ancora più pazzesca di quella da lui inventata. Ed è questo che lo spinge a voler mettere per iscritto le ‘avventure’ del ragazzo, ma non intende farlo con gli occhi di uno scrittore italiano, ma con gli stessi occhi di chi ha vissuto la vicenda. Per essere pronto dovrà aspettare 2 anni; per essere pronto soprattutto ad affrontare un nuovo tipo di lettori, i bambini. E proprio per rivolgersi a loro preferisce abbandonare storie drammatiche e complesse, più adatte a un pubblico adulto, che sicuramente avvertirà qui l’ assenza di particolari, questo per portare i bambini a ragionare su questi temi. In realtà la drammaticità non manca, ma è resa da Enaiatollah, il protagonista, con leggerezza, ironia e speranza ma anche pudore nei confronti della madre e dei fratelli naturali, proprio perché anche le parole hanno un loro peso. All’ incontro erano presenti i bambini della scuola media ‘Dante Alighieri’ di Catania che si sono mostrati interessati e molto partecipi, desiderosi di voler chiarire dubbi e curiosità derivati dalla lettura del libro. Le loro sono domande che colpiscono; chiedono notizie sulla madre e sul giovane oggi; se ricorda ancora la sua lingua d’ origine; cosa ha provato lo scrittore sentendo dal vivo e scrivendo questa storia: lo scrittore confessa che non riesce ancora a leggere ad alta voce l’ episodio dell’ uccisione del maestro; ci penserà Guglielmo Troina a darcene una lettura. I bambini si domandano anche da cosa derivi la scelta del titolo, Fabio Geda spiega che quei coccodrilli sono l’ unica cosa che spaventa uno dei ragazzi durante la fuga nelle acque del Mediterraneo, questo perché non c’ era nessun adulto a spiegargli che in queste acque non potevano essercene. Questa frase riassume bene la storia di un’ infanzia, di ragazzi portati ad affrontare cose più grandi di loro. Ma quali sono i coccodrilli da cui difenderci oggi? Lo scrittore afferma che il maggior pericolo per i giovani deriva dal cattivo esempio.Guglielmo Troina durante la lettura di un passo commovente

Ma la domanda che ha spiazzato di più lo scrittore è come poter fare per evitare che altre storie così si ripetano. Rimane colpito perché, per lui, già è un passo avanti che qualcuno si ponga la domanda alla quale in realtà non c’ è una risposta ma c’ è la volontà di cercare soluzioni.
E l’ Italia in tutto questo che ruolo ha? È un Italia che accoglie, e infatti Enaiatollah ha trovato una nuova famiglia a Torino con Marco e Danila, sta continuando gli studi all’ università e continua a lavorare come ha sempre fatto. Lui che costretto a fuggire dal suo paese solo perché appartenente all’ etnia degli Hazara, una minoranza religiosa, ha fondato insieme a ragazzi Pashtum un’ associazione proprio per realizzare l’ unità e l’ armonia che nel suo paese mancano.
Bisogna anche dire che per scavalcare gli ostacoli della burocrazia italiana Enaiatollah, dopo aver imparato in un solo anno l’ italiano e rifiutando un interprete, ha dovuto convincere il giudice, per farsi accettare come rifugiato politico, mostrando la storia riportata su un giornale di un ragazzo come lui, vittima dei conflitti in Afganistan per le sue stesse ragioni.
Fabio Geda spera che con la lettura di questo libro la gente cambi il modo di vedere queste persone, come se volesse fornire un paio di occhiali per guardare in modo nuovo la realtà.
Nonostante Enaiatollah oggi è impossibilitato a tornare nel suo paese per incontrare la madre e i fratelli perché sarebbe in pericolo di vita; e la madre, a causa delle leggi restrittive che vi sono in Italia per i familiari degli immigrati, non può raggiungerlo senza i fratelli.
I bambini sono curiosi di sapere se la madre è a conoscenza di tutto quello che ha vissuto Enaiatollah durante la fuga, Fabio sa per certo che la madre è allo scuro delle drammatiche vicende del figlio, non potendo nemmeno leggere il libro perché analfabeta. Ma recentemente è stato tradotto in dari e ne verrà trasmessa via radio una lettura, quindi è probabile che ne venga a conoscenza.
Enaiatollah e Fabio Geda si tengono sempre in contatto e anche in questi giorni si vedono spesso per organizzare la prossima "Giornata Mondiale dei Diritti del Fanciullo", a Milano il 20 Novembre.
Dopo questa meravigliosa esperienza, a detta dell’ autore, ci da appuntamento con un libro materialmente più concreto, adatto ai più grandi, ‘L’ estate alla fine del secolo’, che narra la storia di un nipote ed un nonno che si incontrano nell’ estate del 1999, incontro che cambierà per sempre le proprie vite.
Nonostante ‘Nel mare ci sono i coccodrilli’ sia un libro per bambini anche noi, dopo la lettura, avremo sicuramente imparato qualcosa in più che ci farà vedere il mondo con occhi diversi.

Fabio Geda

Federica Motta

Federica Motta

Facoltà : Lettere e filosofia
Corso: Lettere Moderne
Anno : terzo
Ruolo: Proofreader, autrice

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