Un sms per una donazione di 1€ in favore di Laura Salafia. Si tratta forse di una delle più recenti e ingegnose idee portate avanti da studenti e oggi in attesa di approvazione e concretizzazione. In seguito a problemi tecnici riscontrati nel tentativo di effettuare un bonifico a favore della studentessa colpita da un proiettile vagante nel Luglio 2010 si è pensato di istituire un numero telefonico (come quelli per il televoto in tv, per intenderci) attraverso il quale sarebbe possibile inviare un contributo.
Apre i battenti la nuova stagione estiva dell'Arena Argentina di Catania. Il cinema all'aperto di via Vanasco (traversa di via Umberto) offrirà come ogni anno lo sconto universitario; così ogni venerdì gli studenti dell'Ateneo catanese potranno godersi film notevoli come "The Wall", "Easy rider" e "Il corvo" al costo di 1 euro.
Una delle menti più geniali della storia della Musica appartiene senza dubbio a Roger Waters.
Credo che chiunque abbia sentito, fans a parte, almeno una volta in vita sua The Wall dei Pink Floyd.
Nel 1979 Waters e soci firmano questo concept album dalle maestose apparenze (un concept album è un album discografico in cui tutte le canzoni ruotano attorno a un unico tema o sviluppano complessivamente una storia) e dall'obiettivo quantomeno arduo: la ricerca di una struttura musicale che sfugga al modello "tradizionale" di canzone, ma che si avvicina più all'opera lirica, alla sinfonia, pur rispettando il proprio suono caratteristico e psicadelico.
Altri esempi di concept album li troviamo con Sgt. Pepper's dei Beatles, Freak Out! di Frank Zappa, Tommy degli Who, Dark side of the moon degli stessi Floyd.
Tutti sono caratterizzati dalla stessa unica forma. Non più sette, dieci o dodici canzoni tra loro distanti e distinte, ma un'unica storia musicale legata, tenuta in piedi dal numero di tracce presenti nell'opera. Assolutamente ambizioso....
Fin dal momento della sua uscita, The Wall ha suscitato tra i fans un dualismo di pareri: chi l'ha visto come il miglior album mai pubblicato dalla band, chi, al contrario, non solo come un album inconsistente, ma come l'album che ha segnato la fine del gruppo, ormai totalmente assoggettati dal dominio creativo e direttivo di Waters (non a caso durante le registrazioni del disco il tastierista storico Richard Wright viene espulso dalla band per diverbi con lo stesso Waters e ai concerti partecipa come session man).
Alcuni, quindi, lo hanno sentito e lasciato alla polvere dello scaffale, altri lo hanno usato come colonna sonora di alcuni momenti della loro vita, altri hanno cercato di addentrarsi tra le note, tra le musiche, tra i testi di quest'opera rock, usandolo anche come contestazione del sistema del quale facevano parte.
Fra questi, un grande fan dei Pink Floyd, Alan Parker si è spinto oltre. Ci ha fatto un film. Ed è un capolavoro.
La prima difficoltà l'ha trovata nel riportare un album musicale in un film, cosa assai diversa di una trasposizione cinematografica da un libro o da un racconto.
La seconda, è qui ha confermato il suo talento, è che non ha lasciato spazio alle sue suggestioni, alle sue inquetudini, ai suoi incubi, ma è riuscito a rimanere in linea con la storia, la musica, e gli effetti dei Floyd.
The Wall, il film, diventa così l'esatta trasposizione di ciò che l'autore dell'opera musicale ha perfettamente segnato sulla partitura, equilibrando tutto a un unico livello audio-visivo. Parker ha capito che la storia di the Wall era già scritta dalla musica, dalle immagini e dagli effetti dei Pink Floyd.
Non c'era bisogno di un ulteriore commento per arricchire la narrazione.
Il film (come il disco) è infatti costruito intorno alla vita di Pink (parzialmente ispirata alla vita di Roger Waters), un musicista rock in crisi (straordinaria l'interpretazione di Bob Geldof), che stà seduto in una camera d'albergo.
Troppi spettacoli, troppi applausi, troppa droga, troppe donne. La tv sempre accesa, gli occhi sempre semi-aperti a ricordare il passato, che come un cancro si impossessa sempre più della sua anima.
Mischiando il tempo e i posti, la sua realtà con i suoi incubi, il padre morto in guerra mentre lui era ancora un bambino, la madre possessiva e iper-protettiva, la scuola rigida, inumana, pronta a creare modelli stampati di ragazzi da mandare al macello, le rivolte studentesche, il divorzio e le puttane, piano piano il protagonista si crea un muro insormontabile dietro il quale nasconde i suoi sentimenti e oltre il quale prevarica la pazzia.
Lentamente abbandona il mondo reale e si rifugia del tutto nei suoi incubi, momento nel quale Alan Parker si serve di fumetti ( superbamente disegnati da Gerald Scarfe) per regalarci sequenze animate mischiate a sogni onirici, suggerendoci quella pazzia che stà devastando la mente di Pink.
Pazzia che si completa e culmina con l'immaginazione di essere un insensibile capo agitatore di folle ( stile nazista ) alla quale ribaltare l'odio per il proprio mondo e per il mondo intorno a lui.
E mentre il suo personale processo continua, le persone che hanno contribuito alla costruzione del muro ritornano e testimoniano contro di lui. Sono sicuramente i minuti più duri del film, immagini violente scandite dalle note più forti del disco, sbotti di rabbia e di paranoia, figure animate macchiate di sangue, ritmi cadenzati militari, immagini di guerra e di follia pura. L'abisso è toccato, il punto di non ritorno è segnato.
Ora il muro può solo esplodere..... Outside the wall, il brano che chiude l'intera opera, è una poesia intensa di lucida constatazione della realtà, rappresentata dall'immagine di un Pink che torna bambino, giocando in mezzo al fumo di macerie di un vecchio muro appena distrutto, trova fra delle bottiglie di latte una molotov, l'annusa, capisce che è qualcosa di sbagliato e ne rovescia il contenuto come a voler riprendere la propria vita da dove è stata segnata, per poterla magari migliorare.... Meraviglioso.
Fuori dal muro
Soli, o a coppie
Quelli che davvero ti amano
Camminano su e giù fuori dal il muro
Qualcuno mano nella mano
Qualcuno si riunisce in band I cuori sanguinanti e gli artisti
Fanno la loro comparsa
E quando hanno dato tutto ciò che potevano
Alcuni barcollano e cadono
Dopo tutto non è facile
Sbattere il tuo cuore contro uno stupido fottuto Muro.
Fonte: Recensione Inelegant
Apre i battenti la nuova stagione estiva dell'Arena Argentina di Catania. Il cinema all'aperto di via Vanasco (traversa di via Umberto) offrirà come ogni anno lo sconto universitario; così ogni venerdì gli studenti dell'Ateneo catanese potranno godersi film notevoli come "The Wall", "Easy rider" e "Il corvo" al costo di 1 euro.
Una delle menti più geniali della storia della Musica appartiene senza dubbio a Roger Waters.
Credo che chiunque abbia sentito, fans a parte, almeno una volta in vita sua The Wall dei Pink Floyd.
Nel 1979 Waters e soci firmano questo concept album dalle maestose apparenze (un concept album è un album discografico in cui tutte le canzoni ruotano attorno a un unico tema o sviluppano complessivamente una storia) e dall'obiettivo quantomeno arduo: la ricerca di una struttura musicale che sfugga al modello "tradizionale" di canzone, ma che si avvicina più all'opera lirica, alla sinfonia, pur rispettando il proprio suono caratteristico e psicadelico.
Altri esempi di concept album li troviamo con Sgt. Pepper's dei Beatles, Freak Out! di Frank Zappa, Tommy degli Who, Dark side of the moon degli stessi Floyd.
Tutti sono caratterizzati dalla stessa unica forma. Non più sette, dieci o dodici canzoni tra loro distanti e distinte, ma un'unica storia musicale legata, tenuta in piedi dal numero di tracce presenti nell'opera. Assolutamente ambizioso....
Fin dal momento della sua uscita, The Wall ha suscitato tra i fans un dualismo di pareri: chi l'ha visto come il miglior album mai pubblicato dalla band, chi, al contrario, non solo come un album inconsistente, ma come l'album che ha segnato la fine del gruppo, ormai totalmente assoggettati dal dominio creativo e direttivo di Waters (non a caso durante le registrazioni del disco il tastierista storico Richard Wright viene espulso dalla band per diverbi con lo stesso Waters e ai concerti partecipa come session man).
Alcuni, quindi, lo hanno sentito e lasciato alla polvere dello scaffale, altri lo hanno usato come colonna sonora di alcuni momenti della loro vita, altri hanno cercato di addentrarsi tra le note, tra le musiche, tra i testi di quest'opera rock, usandolo anche come contestazione del sistema del quale facevano parte.
Fra questi, un grande fan dei Pink Floyd, Alan Parker si è spinto oltre. Ci ha fatto un film. Ed è un capolavoro.
La prima difficoltà l'ha trovata nel riportare un album musicale in un film, cosa assai diversa di una trasposizione cinematografica da un libro o da un racconto.
La seconda, è qui ha confermato il suo talento, è che non ha lasciato spazio alle sue suggestioni, alle sue inquetudini, ai suoi incubi, ma è riuscito a rimanere in linea con la storia, la musica, e gli effetti dei Floyd.
The Wall, il film, diventa così l'esatta trasposizione di ciò che l'autore dell'opera musicale ha perfettamente segnato sulla partitura, equilibrando tutto a un unico livello audio-visivo. Parker ha capito che la storia di the Wall era già scritta dalla musica, dalle immagini e dagli effetti dei Pink Floyd.
Non c'era bisogno di un ulteriore commento per arricchire la narrazione.
Il film (come il disco) è infatti costruito intorno alla vita di Pink (parzialmente ispirata alla vita di Roger Waters), un musicista rock in crisi (straordinaria l'interpretazione di Bob Geldof), che stà seduto in una camera d'albergo.
Troppi spettacoli, troppi applausi, troppa droga, troppe donne. La tv sempre accesa, gli occhi sempre semi-aperti a ricordare il passato, che come un cancro si impossessa sempre più della sua anima.
Mischiando il tempo e i posti, la sua realtà con i suoi incubi, il padre morto in guerra mentre lui era ancora un bambino, la madre possessiva e iper-protettiva, la scuola rigida, inumana, pronta a creare modelli stampati di ragazzi da mandare al macello, le rivolte studentesche, il divorzio e le puttane, piano piano il protagonista si crea un muro insormontabile dietro il quale nasconde i suoi sentimenti e oltre il quale prevarica la pazzia.
Lentamente abbandona il mondo reale e si rifugia del tutto nei suoi incubi, momento nel quale Alan Parker si serve di fumetti ( superbamente disegnati da Gerald Scarfe) per regalarci sequenze animate mischiate a sogni onirici, suggerendoci quella pazzia che stà devastando la mente di Pink.
Pazzia che si completa e culmina con l'immaginazione di essere un insensibile capo agitatore di folle ( stile nazista ) alla quale ribaltare l'odio per il proprio mondo e per il mondo intorno a lui.
E mentre il suo personale processo continua, le persone che hanno contribuito alla costruzione del muro ritornano e testimoniano contro di lui. Sono sicuramente i minuti più duri del film, immagini violente scandite dalle note più forti del disco, sbotti di rabbia e di paranoia, figure animate macchiate di sangue, ritmi cadenzati militari, immagini di guerra e di follia pura. L'abisso è toccato, il punto di non ritorno è segnato.
Ora il muro può solo esplodere..... Outside the wall, il brano che chiude l'intera opera, è una poesia intensa di lucida constatazione della realtà, rappresentata dall'immagine di un Pink che torna bambino, giocando in mezzo al fumo di macerie di un vecchio muro appena distrutto, trova fra delle bottiglie di latte una molotov, l'annusa, capisce che è qualcosa di sbagliato e ne rovescia il contenuto come a voler riprendere la propria vita da dove è stata segnata, per poterla magari migliorare.... Meraviglioso.
Fuori dal muro
Soli, o a coppie
Quelli che davvero ti amano
Camminano su e giù fuori dal il muro
Qualcuno mano nella mano
Qualcuno si riunisce in band I cuori sanguinanti e gli artisti
Fanno la loro comparsa
E quando hanno dato tutto ciò che potevano
Alcuni barcollano e cadono
Dopo tutto non è facile
Sbattere il tuo cuore contro uno stupido fottuto Muro.
Fonte: Recensione Inelegant
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