Dopo l'ondata di film natalizi e di cinepanettoni, e mentre impazza la Checco Zalone mania (addirittura acclamato da Carlo Vanzina come "il nuovo Totò"), arriva in Italia "La versione di Barney", film di Richard J. Lewis, tratto dall'omonimo romanzo dello scrittore canadese Mordecai Richler.
La pellicola tratta la storia di Barney Panofsky, sessantenne produttore televisivo ebreo, lasciato dalla moglie, dedito allo Scotch, ai buoni sigari e alle partite di Hockey, che rievoca attraverso continui flashback sempre più confusi tutta la sua vita, dal suo primo tragico matrimonio a Roma (Parigi, nel romanzo di Richler) con la pittrice Clara, passando per il secondo con una donna di ricca famiglia con la quale Barney non legherà mai, arrivando al terzo con Miriam, conosciuta al suo secondo matrimonio, unico vero amore della sua vita, dalla quale avrà due figli (tre, nel romanzo di Richler).
“La dolce vita” di Federico Fellini, appena rivisto al Festival di Roma nello splendore del restauro digitale realizzato dalla Cineteca di Bologna per The Film Foundation di Martin Scorsese, è tornato da pochi giorni nelle sale; le proiezioni saranno gratuite. E’ questo il secondo restauro de “La dolce vita”. Il primo, non digitale, fu operato circa dieci anni fa nell’ambito del programma Cinema Forever.
il film toccherà nove città italiane e coprirà l’intero arco degli spettacoli giornalieri. Queste le tappe dell’iniziativa (tra parentesi i nomi delle sale): oggi e domani proiezioni al cinema Lumière di Bologna; lunedì 15 e martedì 16 proiezioni a Milano (Colosseo), Firenze (Marconi) e Padova (Porto Astra); mercoledì 17 e giovedì 18 Roma (Embassy); lunedì 22 e martedì 23 Torino (Massimo), Napoli (Metropolitan), Palermo (Igiea).
Giovedì 25 Novembre sarà proiettato al cinema Alfieri di Catania in versione rimasterizzata in digitale 2K.

Continua la stagione estiva dell'Arena Argentina.
Dopo il successo del mese di Giugno, in cui film come "Mediterraneo", "Easy rider" e "Il corvo" (insieme le ultime pellicole della rassegna "Learn by movies" e la retrospettiva dedicata a Woody Allen), hanno gremito la sala e ravvivato le serate catanesi.
Per i due mesi successivi, i film in programma sono molti e spiccano (come sempre) film da poco nelle sale come ad esempio "A single man" di Tom Ford, "A serious man" dei fratelli Coen e "Agorà" di Alejandro Amenabar.
Non mancano le più fresche uscite del cinema italiano, come "Happy Family" di Gabriele Salvatores, "Basilicata coast to coast" di Rocco Papaleo e il premiato "La prima cosa bella" di Paolo Virzì.
Lunedì dedicato al cinema d'inchiesta nel mese di Giugno (con film di Pasquale Scimeca, Francesco Rosi e Michele Placido); mentre Luglio vedrà protagonista film d'animazione come "Il mio vicino Totoro" di Hayao Miyazaki, "Fantastic Mr. Fox" di Wes Anderson e "Nel paese delle creature selvaggie" di Spike Jonze.
Anche per questa parte della stagione verrà proposto lo sconto di un euro il venerdì agli studenti universitari, presentando il libretto alla cassa; tra i film "scontati" ricordiamo "Draquila - l'Italia che trema" di Sabina Guzzanti, "Alice in wonderland" di Tim Burton e "Bastardi senza gloria" di Quentin Tarantino.
Di seguito la programmazione, ed in grassetto i film consigliati da Liveunict.
Buona visione!
LUGLIO
Giovedì 1: Misterioso omicidio a Manhattan, di Woody Allen
Venerdì 2: Parnassus, l'uomo che voleva ingannare il diavolo, di Terry Gilliam
Sabato 3: Baaria ,di Giuseppe Tornatore ( Sett. Unico ore 21)
Domenica 4: Baaria,di Giuseppe Tornatore ( Sett. Unico ore 21)
Lunedì 5: Bronte, di Florestano Vancini
Martedì 6: 500 giorni insiene, di Mark Webb
Mercoledì 7:Pallottole su broadway, di Woody Allen
Giovedì 8: Basta che funzioni,di Woody Allen
Venerdì 9: Amabili resti, di Peter Jackson
Sabato 10:Amelia, di Mira NAir
Domenica11: Un amore all'improvvviso, di Robert Schwentke
Lunedì 12: Placido Rizzotto,di Pasquale Scimeca
Martedì 13: L'uomo che fissa le capre, di Grant Heslov
Mercoledì 14: Cosa voglio di più, di Silvio Soldini
Giovedì 15: A serious man, di Joel ed Ethan Coen
Venerdì 16: Alice in wonderland, di Tim Burton
Sabato 17: La prima cosa bella, di Paolo Virzì
Domenica 18: La prima cosa bella, di Paolo Virzì
Lunedì19:Cadaveri eccellenti, di Francesco Rosi
Martedì 20: Tra le nuvole, di Jason Reitman
Mercoledìì 21: Basilicata coast to coast, di Rocco Papaleo
Giovedì22: Il mio amico Eric, di Ken Loach
Venerdì 23: Scherlock Holmes, di Guy Ritchie
Sabato 24: Il concerto, di Radu Mihaileanu
Domenica 25: Il concerto, di Radu Mihaileanu
Lunedì 26: Un eroe borghese,di Michele Placido
Martedì 27: Happy Family, di Gabriele Salvatores
Mercoledì 28: L'uomo che verrà, di Giorgio Diritti
Giovedì 29:Gli abbacci spezzati, di Pedro Almodovar
Venerdì 30: Bastardi senza gloria, di Quentin Tarantino
Sabato 31: Cado dalle nubi, di Gennaro Nunziate
AGOSTO
Domenica 1: Cado dalle nubi, di Gennaro Nunziate
Lunedì 2: Il mio vicino Totoro, di Hayao Miyazaki
Martedì 3: E' complicato, di Nancy Mayers
Mercoledì 4: Mine vaganti, di Ferzan Ozpetek
Giovedì 5: Il riccio, di Mona Achache
Venerdì 6: Draquila - l'Italia che trema, di Sabina Guzzanti
Sabato 7: Agorà,di Alejandro Amenabar
Domenica 8: Agorà,di Alejandro Amenabar
Lunedì 9: Fantastic Mr. Fox, di Wes Anderson
Martedì 10: Oggi sposi, di Luca Lucini
Mercoledì11: Baciami ancora, di Gabriele Muccino
Giovedì12: Invictus, di Clint Eastwood
Venerdì 13: Il nastro bianco,di Michael Haneke
Sabato 14: Il concerto, di Radu Mihaileanu
Domenica 15: Robin Hood, di Ridley Scott
Lunedì 16: La principessa e il ranocchio, di Ron Clements
Martedì 17: Ricatto d'amore,di Anne Fletcher
Mercoledì 18: Il grande sogno, di Michele Placido
Giovedì 19: A single man,di Tom Ford
Venerdì 20: I gatti persiani,di Bahman Ghobadi
Sabato 21: Shutter island,di Martin Scorsese
Domenica 22: Shutter island,di Martin Scorsese
Lunedì 23: Nat e il segreto di Eleonora, di Dominique Monféry
Martedì 24: Genitori & Figli - Agitare bene prima dell'uso, di Giovanni Veronesi
Mercoledì 25: Viola di mare, di Donatella Maiorca
Giovedì 26: Soul kitchen, di Fatik Akin
Venerdì 27: Motel Woodstock, di Ang Lee
Sabato 28: Nemico pubblico, di Michael Mann
Domenica 29: La nostra vita,di Daniele Lucchetti
Lunedì 30: Nel paese delle creature selvaggie,di Spike Jonze
Martedì 31: Il cacciatore di ex, di Andy Tennant
Apre i battenti la nuova stagione estiva dell'Arena Argentina di Catania. Il cinema all'aperto di via Vanasco (traversa di via Umberto) offrirà come ogni anno lo sconto universitario; così ogni venerdì gli studenti dell'Ateneo catanese potranno godersi film notevoli come "The Wall", "Easy rider" e "Il corvo" al costo di 1 euro. Apre la rassegna l'1 giugno il film di Gabriele Salvatores "Mediterraneo" (vincitore dell'Oscar come miglior film straniero), con ingresso libero.
Anche quest'anno farà parte della stagione una retrospettiva su un regista, e quest'anno il nome è di quelli davvero importanti: infatti il giovedì e il venerdì verrano dedicati al maestro americano Woody Allen; verrano proiettati film del calibro di "Zelig" (2 giugno), "Broadway danny rose" (3 giugno), "La rosa purpurea del Cairo" (9 giugno), "Crimini e misfatti" (24 giugno) ed altri ancora. Nel mezzo, anche film usciti da pochi mesi nelle sale, come "I love you Philip Morris" (15 giugno) e "L'uomo nell'ombra di Roman Polanski (26 giugno), senza dimenticare gli appuntamenti di inizio settimana con la conclusione della X edizione del "Learn By Movies": verrano proiettati "I love radio rock", "Louise Michel" e "The visitor - L'ospite inatteso" (rigorosamente in lingua originale e sottotitolati).
Di seguito il programma del mese di Giugno:
Martedì 1: Mediterraneo, di Gabriele Salvatores (Spett. Unico ore 21 - Ingresso libero)
Mercoledì 2: Zelig, di Woody Allen (ore 20:45 - 22:45)
Giovedì' 3: Broadway Danny Rose, di Woody Allen (ore 20:45 - 22:45)
Venerdì 4: Pink Floyd - The wall, di Alan Parker (ore 20:45 - 22:45)
Sabato 5: Il cattivo tenente - Ultima fermata New Orleans, di Werner Herzog (ore 20:45 - 22:45)
Domenica 6: Dorian Gray, di Oliver Parker (ore 20:45 - 22:45)
Lunedì 7: I love radio rock, di Richard Curtis (Versione originale con sott. it. - Spett. Unico ore 21 - Ingresso libero)
Martedì 8: Tris di donne e abiti nuziali, di Vincenzo Terraciano (ore 20:45 - 22:45)
Mercoledì 9: La rosa purpurea del Cairo, di Woody Allen (ore 20:45 - 22:45)
Giovedì 10: Hannah e le sue sorelle, di Woody Allen (ore 20:45 - 22:45)
Venerdì 11: Rabid, di David Cronenberg (ore 20:45 - 22:45)
Sabato 12: Il profeta, di Jacques Audiard (spett. unico ore 21)
Domenica 13: Hachiko, di Lasse Hallstrom (ore 20:45 - 22:45)
Lunedì 14: Il prato, di Paolo e Vittorio Taviani (ore 20:45 - 22:45)
Martedì 15: Colpo di fulmine - il mago della truffa, di G. Ficarra / J.Requa (ore 20:45 - 22:45)
Mercoledì 16: Radiodays, di Woody Allen (ore 20:45 - 22:45)
Giovedì' 17: Settembre, di Woody Allen (ore 20:45 - 22:45)
Venerdì 18: Easy rider, di Dennis Hopper (ore 20:45 - 22:45)
Sabato 19: Julie & Julia, di Nora Ephron (ore 20:45 - 22:45)
Domenica 20: Brothers, di Jim Sheridan (ore 20:45 - 22:45)
Lunedì 21: Louise Michel, di Benoît Delépine, Gustave de Kervern (Versione originale con sott. it. - Spett. Unico ore 21 - Ingresso libero)
Martedì 22: La dura verità, di Robert Luketic (ore 20:45 - 22:45)
Mercoledì 23: Un'altra donna, di Woody Allen (ore 20:45 - 22:45)
Giovedì 24: Crimini e misfatti, di Woody Allen (ore 20:45 - 22:45)
Venerdì 25: Il corvo, di Alex Proyas (ore 20:45 - 22:45)
Sabato 26: L'uomo nell'ombra, di Roman Polanski (ore 20:45 - 22:45)
Domenica 27: Cheri, di Stephen Frears (ore 20:45 - 22:45)
Lunedì 28: The visitor - L'ospite inatteso (Versione originale con sott. it. - Spett. Unico ore 21 - Ingresso libero)
Martedì 29: Il piccolo Nicolas e i suoi genitori, di Laurent Tirard (ore 20:45 - 22:45)
Mercoledì 30: Alice, di Woody Allen (ore 20:45 - 22:45)
Sembrava che tutto fosse perduto, sembrava che nove anni di gloriosa vita fossero stati cancellati per sempre, sembrava che nulla si potesse più fare; sembrava, appunto. Ma, aldilà di ogni frase scontata, è in questi casi che il detto "l'unione fa la forza" sembra essere veritiero. Il Learn by movies (manifestazione di cinema in lingua originale sottotitolata) è salvo, e la forza in questo caso è stata quella della sensibilizzazione. La raccolta firme, un gruppo su facebook, conferenze, incursioni radiofoniche ed altro hanno fatto in modo che la protesta degli studenti arrivasse ai piani alti della facoltà e dell'ateneo catanese.
Parliamo della "resurrezione" della manifestazione con colui che si è interessato per primo al problema ed ha organizzato la protesta, Roberto Zito, studente di Lettere.
-Allora Roberto, partiamo dall'inizio: noi abbiamo spiegato in grandi linee quello che è accaduto con il caso "Learn by movies", ma tu ovviamente sei più informato di noi. Raccontaci brevemente i fatti, e soprattutto come è andata a finire.
In breve, ho aperto un gruppo su Facebook la mattina stessa in cui ho letto che il Learn by movies non si sarebbe tenuto per mancanza di fondi. C'era voglia di smuovere un po' le acque, nonostante fossimo consapevoli dei grossi tagli inferti all'università e della politica del governo che ritiene uno spreco qualsiasi iniziativa culturale, volevamo solo lanciare un messaggio: a noi la rassegna piace, è sempre piaciuta, non vogliamo che chiuda. Però insomma mi sentivo molto "Armata Brancaleone", pensavo che al massimo avremmo riunito quattro gatti e ci saremmo limitati a messaggi deprimenti sulla bacheca, senza trovare soluzioni. Invece il gruppo è cresciuto fino ad arrivare alla straordinaria cifra di 1800 iscritti. E ogni giorno sulla mia casella postale trovavo decine di messaggi degli utenti che proponevano azioni di protesta. A quel punto ho capito che era giusto agire, e l'abbiamo fatto grazie all'aiuto di tutti gli organi di informazione possibile, in primis Step1 e Radio Zammù, oltre a molti colleghi e amici (tra cui Marina Currao, Giampiero Gobbi, Ornella Balsamo, Chiara Tropea, Elena Minissale) che hanno deciso di raccogliere firme cartacee da allegare alla petizione on-line. E il nostro sforzo e la grande partecipazione di tutti gli studenti sono stati inaspettatamente premiati!
- Qual è stata la risposta delle istituzioni universitarie e politiche alla raccolta firme (prima sul web e poi su carta) da te lanciata per salvare la manifestazione?
Inizialmente è stata sconfortante: molti professori rinomati di varie facoltà non rispondevano al mio appello, uno in particolare invece mi ha risposto... malissimo. Gli organi politici mi hanno supportato, ma non voglio dire di quali schieramenti e partiti perché non voglio che la nostra battaglia sia vista come un'azione politica di destra o sinistra, non ha niente a che fare con questo. L'appello che abbiamo lanciato durante gli Stati Generali è stato bene accolto dal Sindaco, che nemmeno sapevo sarebbe venuto, tanto che sono stato preso dal panico. Per fortuna sono riuscito a trovare le parole per esprimere la nostra volontà di salvare una rassegna che è utile e vitale per tutta la popolazione catanese, non solo per gli studenti universitari. Il Sindaco ha risposto che avrebbero cercato di risolvere la faccenda. Nel frattempo abbiamo continuato la raccolta firme e l'abbiamo presentata ad un incontro pubblico col Rettore Recca. Anche lì, nonostante il panico, ho trovato le parole giuste, ed hanno colpito sia il Magnifico sia il direttore dell'Ersu. Il resto lo sapete: in pochi giorni ci hanno concesso i fondi. Direi che dopo l'iniziale sconforto, è andata meglio di quanto pensassi.
- Quali sono stati i numeri finali delle adesioni al gruppo su facebook e alla raccolta firme da te organizzati?
Gli iscritti al gruppo ad oggi sono 1866. Abbiamo raccolto circa 1480 firme.
- Quanto è stato stanziato per questa edizione?
Novemila euro in tutto, da parte dell'Ersu, Cus, Clma e l'Ateneo di Catania.
- I "piani alti" della nostra facoltà e del nostro ateneo hanno influito sulla decisione di riprendere la manifestazione?
La decisione dell'Ersu di dare il suo supporto alla rassegna credo che abbia contribuito molto, da questo primo segnale è scattato tutto. Ma non so rispondere sinceramente alla tua domanda, ne so molto poco dei retroscena.
- Quando comincerà questa decima (e inaspettata fino a pochi giorni fa) edizione del "Learn by movies"?
Lunedì 3 Maggio. Per tutto il mese saremo al Cinema Odeon, i film in programma saranno Bastardi senza gloria, Gli abbracci spezzati (10 Maggio), Invictus (24 Maggio), Soul Kitchen (31 Maggio).
A Giugno ci sposteremo all'Arena Argentina, i film in programma saranno I Love Radio Rock (7 Giugno, vi consiglio vivamente di non perderlo!), Louise Michel (21 Giugno), e l'Ospite inatteso (28 Giugno). Sul gruppo di Facebook troverete orari e dettagli.
- Dopo quello che è successo quest'anno per riuscire ad organizzare l'edizione numero dieci, pensi che vi saranno altre edizioni negli anni a venire?
Lo spero, anche perché non ho la forza di organizzare un'altra battaglia nei prossimi anni. Ormai sono vicino alla laurea e non penso che rimarrò a Catania. E sono anche convinto che il nostro messaggio sia stato recepito: gli studenti voglio il Learn by movies, per favore non toglietecelo.
Per maggiori informazioni visitare i gruppi su facebook "SALVIAMO IL LEARN BY MOVIES" e "LEARN BY MOVIES 10".
La facoltà di Lettere e Filosofia di Catania organizza il consueto appuntamento con il cinema. La rassegna cinematografica si terrà ai Benedettini, presso il coro di notte: la Lanterna Magica, quest'anno dedicata a quattro maestri del cinema contemporaneo, Lars Von Trier, Alejandro Gonzales Inarritu, Darren Aronofsky e Michel Gondry, dei quali verrà presentata una coppia di film scelti dalla loro splendida filmografia.
Nell’ambito di questo tema verranno proposti i seguenti film:
Da parecchio tempo Salvatores non girava una commedia, o meglio sarebbe dire non girava una commedia "alla Salvatores". Sì, perché Salvatores negli anni ha creato un vero genere a sè, che non si può facilmente identificare nella commedia, o nel drammatico. Negli ultimi vent'anni il regista napoletano è passato da un genere all'altro, lasciandosene addosso un poco di ognuno; ha fatto commedie (Kamikazen-ultima notte a Milano), ha fatto commedie "generazionali" (la cosiddetta "trilogia della fuga", formata da Marrakech Express, Mediterraneo, e Puerto Escondido), ha trattato il suo primo amore, il teatro, portandolo dietro la cinepresa (Turnè), ha creato un noir (Quo vadis baby?) e usato, con molto coraggio, uno sperimentalismo a tratti estremo (come in Denti, Amnèsia, e il più eclatante Nirvana).
Cosa c'è di nuovo quindi nel suo nuovo film, "Happy family"? Prima di tutto, questo film non è tratto da un romanzo (come accade spesso in Salvatores), ma bensì da uno spettacolo teatrale omonimo di Alessandro Genovesi.
Il film rende omaggio alla grande tradizione teatrale del Novecento, al teatro di Pirandello in primis (palese il riferimento a "Sei personaggi in cerca d'autore), ma anche alle opere di Anton Cechov; tutto questo però portato molto bene nella dimensione prettamente cinematografica.
Il film parla di Ezio, sceneggiatore di Milano, che iniziando a raccontare una storia di due famiglie di diverso strato sociale, accomunate dalla decisione dei figli sedicenni di sposarsi, conclude questa storia nel punto culmine, avendo paura degli "happy ending": ed è in questo punto che avviene l'imprevedibile; i personaggi (a questo punto davvero in cerca d'autore) si ribellano e chiedono al loro autore di finire la storia, il quale decide di accontentarli.
E' un film semplice e garbato nei modi, che non solo vive di referenze teatrali, ma anche di quelle cinematografiche; si può riconoscere un qualcosa di Woody Allen, di Wes Anderson, un riferimento a Fellini, e ovviamente a tutta la produzione antecedente del suo creatore: vi è il tema della fuga, la continua ricerca della felicità, il rapporto padri-figli, l'utilizzo (tipico in Salvatores) di "attori-feticcio" (vale a dire di attori usati in più film dallo stesso regista, come Abatantuono e Bentivoglio, bravissimi interpreti). Ed e così che fa anche il personaggio di Ezio, scrivendo la sua storia con l'utilizzo di citazioni che trova per casa (un disco di Simon e Garfunkel, la vicina di casa, la sua bici, una pallina della lavatrice).
Molto interessante vedere anche come Fabio De Luigi, al suo vero primo ruolo da protagonista in un film importante, riesca bene a calarsi nel ruolo dello sceneggiatore in crisi, usando (ma senza mai esagerare) le sue naturali doti comiche, e come gli attori "in cerca d'autore", tra i quali spiccano come detto Diego Abatantuono e Fabrizio Bentivoglio, siano ben inseriti nel contesto del metacinema, senza cadere nella scontatezza.
Un film gradevole, senza nessuna presunzione, e che mette in luce la cruda realtà del cinema, ossia che non è vita reale e che, come dice Groucho Marx (ed Ezio/De Luigi all'interno del film): "nella vita non c'è una trama!"

Finalmente qualcosa di nuovo e interessante arriva nelle nostre case, l'offerta di RAI5
Rai5 è da pochissimo sbarcato sul digitale terrestre, inaugurato in concomitanza dello switch-off in Lombardia e Piemonte nello scorso Novembre, ha sostiutio il vecchio Rai Extra e si accinge a diventare un punto di riferimento per tutti coloro che amano la buona televisione.
Il palinsesto, dedicato all'intrattenimento culturale offrirà una programmazione molto assortita, moda e tendenze, lirica e teatro, musica e danza, costumi e stili di vita, viaggi e scoperte, documentari e tantissimi film d'autore, saranno i temi predominanti delle trasmissioni.
Il canale mira al coinvolgimento totale dello spettatore che avrà l'opportunità di soddisfare le proprie esigenze e soprendere e appagare i 5 sensi.
La programmazione Rai5 non smette di stupire, al prossimo appuntamento interverrà il giornalista Philippe Daverio che presenta su Rai 5 e il suo programma "Emporio Daverio", percorrerà l'Italia raccontando le innumerevoli meraviglie artistiche e culturali del nostro paese in un affascinante viaggio nell'arte, nella cultura, nella storia e nelle tradizioni di dodici città del Bel Paese,.c
Una chiave di lettura innovativa e spregiudicata, che darà vita ad una analisi del passato e del presente di ogni città da lui raccontata che aprirà un dibattito politico, storico e di costume che coinvolgerà i sensi del telespettatore.
Philippe Daverio conduce Emporio Daverio su RAI5
Rai5 ha un sito web dedicato che offre video, programmi, articoli e informazioni, la diretta simulcast ed è anche un importante apporto di due Social Network ( Twitter e Facebook) per restare sempre in contatto e aggiornati direttamente dalla propria piattaforma di social networking preferita.
Sicuramente un'ottima idea che, se portata avanti con oculatezza ed attenzione alla qualità, può dare buoni risultati ed essere un interessante mezzo di diffusione culturale.
Per vedere la presentazione del programma guardare il seguente video
“Mi deprime. Lei forse vedrà più film italiani di me, ma quelli che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutti uguali. Non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Me lo dica lei. Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni '60 e '70 e alcuni film degli Anni '80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia.” (da TV Sorrisi e Canzoni, n. 23, 28 maggio 2007).
Parla cosi del cinema italiano a “Tv Sorrisi e Canzoni” uno dei registi più controversi , più discussi e più geniali del cinema mondiale: Quentin Tarantino.
Inizialmente, animata da italico patriottismo ( per la serie :“lasciateci almeno il cinema”), mi sono detta :ma chi si crede di essere questo? ( è soltanto il regista di film quali Pulp Fiction e Le Iene). Critica il cinema italiano, quando in America non se la passano certo meglio, impegnati come sono a dilettarci con le solite commedie sentimentali e film catastrofici sulla fine del mondo, su virus letali, eruzioni vulcaniche, maremoti e chi più ne ha più ne metta.
Riflettendo con più lucidità, facendo attenzione a non cadere nell’errore di criticare con troppa facilità, e dimenticare le rare eccezioni, mi sono resa conto che le severe e un po’ amareggiate parole di Tarantino descrivono a grandi linee la palude di banalità, prototipi, luoghi comuni nella quale sguazza il cinema italiano. E’ come se ci fossero ormai due principali tendenze : la prima la potremmo definire “mucciniana” ed è quella che vede protagonisti trentenni in crisi, adolescenti che inseguono solo il successo; la seconda tendenza la potremmo definire “nostalgica” che vanta tra i film più noti “La meglio gioventù”, “Mio fratello è figlio unico”, “Il grande sogno”; tutti film fossilizzati nel ricordo di una “età dell’ oro” perduta, quali appunto gli anni ’70. Tra queste principali linee di pensiero poi ci sono i cinepanettoni, i film di Moccia, e pochi buoni film.
Nel tentativo di capire cosa è cambiato, di dare “immaginariamente” una risposta a Tarantino, ho guardato con molta attenzione un film diretto da Vittorio De Sica, “Il Giardino dei Finzi-Contini, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani. La storia è ambientata nel ventennio fascista, e vede protagonisti un gruppo di amici, appartenenti alla borghesia italiana di origine ebraica, che vedono a poco a poco disgregarsi la loro vita, la loro realtà, i loro diritti, con l’ avvento delle leggi razziali. Dopo la visione di questo film (tra l'altro insignito del Premio Oscar come migliore film straniero, e dell’Orso d’ Oro alla mostra del cinema di Berlino) la differenza tra ieri e oggi è più che mai evidente. La drammaticità del tema, le emozioni dei protagonisti sono rese attraverso la semplicità dei dialoghi, l’eleganza delle immagini prive di pateticità, le capacità interpretative degli attori; è un film senza tanti fronzoli, scene inutili ed eclatanti ma che comunque emoziona, commuove, fa riflettere, denuncia con piccole e semplici frasi.
A Tarantino direi: ”vedi caro Quentin, non lo so cosa è successo, sicuramente la società è cambiata, la cultura è diversa, e forse i registi italiani vedono solo giovani in crisi; forse è più facile parlare solo di questo; forse è meno faticoso e più redditizio, al fine degli incassi, fare ridere con la volgarità piuttosto che con l’ironia e l’ umorismo. Forse è cambiato il modo di intendere il cinema, non più come mezzo di comunicazione e di cultura, ma semplicemente come forma di divertimento, pertanto un film del genere oggi risulterebbe, ai più, lento e noioso, abituati come siamo agli effetti speciali, colpi di scena, a vederci raccontato tutto in pochi secondi!”
Probabilmente gli appassionati di cinema si saranno indignati al pensiero che io abbia scoperto da pochi giorni questo capolavoro, e magari avranno pensato “questa crede di aver scoperto l’ acqua calda”; però se anche una sola persona accoglie l'invito a vedere questo “grande classico”, il mio intervento acquisirà un valore aggiunto oltre a quello di avermi fatto riflettere ed essermi arricchita di una conoscenza in più.
Che la cultura in Italia fosse in crisi si era capito. Che la cultura nella fattispecie a Catania fosse in crisi lo si era capito ancora prima. L'università (pubblica) vive un momento buio, è innegabile, e i tagli colpiscono le manifestazioni, gli eventi e le rassegne culturali più importanti. Una di queste è il "Learn by movies", rassegna cinematografica che da una decina d'anni proponeva gratuitamente film in prima visione in lingua originale sottotitolati; già l'anno scorso la rassegna aveva rischiato di chiudere i battenti per mancanza di fondi ma alla fine, grazie ad una raccolta firme e all'insistenza degli studenti, tutto era tornato come prima.
Quest'anno purtroppo il sipario è tristemente calato sulla manifestazione per via della mancanza di partecipazione da parte dell'Ateneo catanese. Ma un'altra rassegna prende la pesante eredità del fu "Learn by movies": dal 9 maggio parte una nuova rassegna di film in lingua originale, "V.O. - ORIGINAL VERSION", che proporrà al cinema multisala King quattro pellicole sottotitolate al costo di cinque euro (tre euro per studenti e soci Cinestudio).
Non ci sono state risposte in senso "formale" dall'Ateneo. Negli ultimi 10 anni è stata l'Università a farsi avanti per organizzare la rassegna, quest'anno invece non è successo, ci racconta Alberto Surrentino, uno dei gestori del King ed organizzatore della rassegna. È chiaro che poi, per ragioni organizzative, abbiamo dovuto chiedere noi quali fossero le determinazioni per quest'anno e sappiamo che la ragione della mancata realizzazione del "Learn by movies" è attribuibile a mancanza di fondi. Una volta avuta la certezza che la rassegna non era nei progetti dell'Ateneo, abbiamo pensato di organizzarla autonomamente. Abbiamo inviato un fax all'E.R.S.U. per chiedere una sponsorizzazione, il che avrebbe consentito di poter mettere più film in cartellone. Non è pervenuta risposta, quindi ci siamo attrezzati con il budget minimo che avevamo preventivato.
Riguardo la scelta dei film (tra i quali spiccano "Inception" di Nolan e "Biutiful" di Iñárritu) Surrentino precisa: per la scelta dei film abbiamo individuato sette titoli, tra i quali dovevamo poi sceglierne quattro. C'è da premettere che non tutti i film sono disponibili in lingua originale, per cui spesso accade di scegliere dei titoli e poi scoprire che non sono disponibili. Nel nostro caso siamo stati abbastanza fortunati, perché i quattro titoli finali erano già inclusi nella prima selezione di sette. Il criterio è stato sia qualitativo e sia di diversificazione dei generi. Ovviamente poi incide anche il gusto personale, ma si cerca sempre di mantenere un profilo oggettivo nella scelta. I tre titoli esclusi erano "Il discorso del re" (la copia in lingua c'è, ma è prenotata fino a fine luglio), "Scott Pilgrim vs. the world" e "Il solista" (entrambi disponibili in lingua originale ma senza sottotitoli).
Surrentino non nasconde anche un piccolo timore per via della novità del prezzo (seppur esiguo) del biglietto, necessario per la nascita della rassegna: a lungo ci siamo chiesti se il successo del "Learn by movies" fosse dovuto alla gratuità dell'evento o all'alto valore qualitativo della proposta. Sicuramente le folle oceaniche degli ultimi anni sono da mettere in relazione all'ingresso libero, ma riteniamo che ci sia comunque una forte richiesta di proiezioni in lingua originale e non solo dagli studenti. È chiaro che il nostro è un esperimento, al termine del quale avremo la risposta a questa domanda. Noi ci stiamo mettendo tutta la nostra buona volontà affinchè a Catania continui ad esistere una rassegna in lingua originale. Naturalmente la nostra disponibilità permane se almeno si riescono a coprire i costi. Chi ci conosce sa che da trentadue anni il nostro obiettivo è principalmente quello di portare a Catania il cinema di qualità e lo abbiamo fatto sempre a prescindere da una logica commerciale. La nostra passione ha però bisogno di sostegno. Organizzare una rassegna di questo tipo è estremamente dispendioso, visto il costo notevolmente maggiore delle pellicole rispetto ai film doppiati. Se la risposta sarà positiva non esiteremo a riproporre nuovamente la rassegna, anche a partire da ottobre.
Riguardo un continuo della rassegna spostandosi (come l'anno scorso durante il "Learn by movies") all'Arena Argentina l'organizzatore conclude: l'ipotesi Argentina trova un limite nel tempo a disposizione. Il programma di giugno deve andare in stampa a metà maggio, quindi non credo che ci siano i tempi tecnici, dovendo comunque aspettare il responso di giorno 9 prima di decidere. A Luglio poi siamo impegnati con la rassegna della "Convenzione per la pace" ed agosto non è il mese più propizio, visto che molti studenti saranno fuori. Al momento non siamo in grado di dare una risposta definitiva sulla fattibilità di un prolungamento della rassegna all'arena.
- 9 maggio: Inception, di Christopher Nolan (ore 17:30 - 20:30 - 23)
- 16 maggio: No strings attached (Amici, amanti e..), di Ivan Reitman (ore 18 - 20:30 - 22:30)
- 23 maggio: Biutiful, di Alejandro Gonzales Iñárritu (ore 17:30 - 20:30 - 23)
- 30 maggio: True grit (Il Grinta), di Joel ed Ethan Coen (ore 18 - 20:30 - 22:30)
Per seguire l'evento su facebook: https://www.facebook.com/e
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