Viene scritta una brutta pagina di storia sportiva che, ancora una volta, vede catanesi e palermitani protagonisti di un'accesa rissa.
E' successo a Capo d'Orlando, durante la finale della Coppa Trinacria, che vede protagoniste le squadre di Seconda Categoria, disputata tra la formazione catanese della Maniacese (di Maniaci) e quella palermitana della Colomba Bianca.
La Maniacese conduceva la partita con il risultato di 1-0, grazie al gol di Proietto, ma al 41' del secondo tempo si è scatenata una rissa furibonda dopo l'espulsione di due giocatori, Lupica Rinato Valerio (Maniacese) e Martino Ivan.
(Colomba Bianca), che ha visto partecipi la dirigenza e i calciatori di entrambe le squadre; poco hanno potuto fare i dirigenti federali e le forze dell'ordine presenti in campo.
Questo il comunicato del giudice sportivo: "Al 41′ del s.t. dopo l'espulsione per reciproci gravi atti di violenza dei calciatori Lupica Rinato Valerio (Maniacese) e Martino Ivan (Colomba Bianca), si scatenava una violenta rissa che coinvolgeva calciatori e dirigenti di entrambe le squadre. A tal punto vista la situazione determinatasi e impossibilitato a porre fine alla rissa che invece continuava in più zone del terreno di gioco coinvolgendo sempre più persone nonostante la presenza della forza pubblica, l'arbitro decideva di sospendere definitivamente la gara. Considerato che la rissa non ha consentito la regolare conclusione della gara così come l'eventuale espulsione di tutti i calciatori partecipanti, identificati e non, stante il mancato raggiungimento, da parte di entrambe le Società, del numero minimo necessario per la prosecuzione della stessa e sancita pertanto la responsabilità delle Società Colomba Bianca e Maniacese alle quali va addebitata la sospensione della gara per effetto di quanto ascrivibile ai propri tesserati la cui condotta è assolutamente in antitesi con i principi di lealtà e correttezza che sono a fondamento dell'attività sportiva delibera di infliggere sia alla Società Colomba Bianca che alla società Macianese la punizione sportiva della perdita della gara per 0-3 e l'ammenda di Euro 500,00 e di non assegnare la Coppa Trinacria Regionale 2011/2012".
Il giudice sportivo ha quindi deciso di non assegnare la coppa e di squalificare i giocatori: Salvatore Emanuele Tarantino e Ivan Martino fino al 31 gennaio 2013; Gaetano Adelfio e Cosimo Dilani fino al 15 novembre, Pietro Abbate, Antonino Balistreri e Alessio Marino Gamazza fino al 30 ottobre; Pasquale Nasca, Francesco Conti Taguali e Nunzio Baturi Proietto fino al 15 ottobre; Salvatore Zerbo fino al 15 settembre. Inibito il dirigente Tarantino Emanuele fino al 30 settembre 2012.
Un'altra triste pagina di sport che vede coinvolte le città di Catania e Palermo, quando cesserà del tutto l'inciviltà che in serie A, dopo quel tragico 2 febbraio 2007, sembra essere stata eliminata?

Continua la stagione estiva dell'Arena Argentina.
Dopo il successo del mese di Giugno, in cui film come "Mediterraneo", "Easy rider" e "Il corvo" (insieme le ultime pellicole della rassegna "Learn by movies" e la retrospettiva dedicata a Woody Allen), hanno gremito la sala e ravvivato le serate catanesi.
Per i due mesi successivi, i film in programma sono molti e spiccano (come sempre) film da poco nelle sale come ad esempio "A single man" di Tom Ford, "A serious man" dei fratelli Coen e "Agorà" di Alejandro Amenabar.
Non mancano le più fresche uscite del cinema italiano, come "Happy Family" di Gabriele Salvatores, "Basilicata coast to coast" di Rocco Papaleo e il premiato "La prima cosa bella" di Paolo Virzì.
Lunedì dedicato al cinema d'inchiesta nel mese di Giugno (con film di Pasquale Scimeca, Francesco Rosi e Michele Placido); mentre Luglio vedrà protagonista film d'animazione come "Il mio vicino Totoro" di Hayao Miyazaki, "Fantastic Mr. Fox" di Wes Anderson e "Nel paese delle creature selvaggie" di Spike Jonze.
Anche per questa parte della stagione verrà proposto lo sconto di un euro il venerdì agli studenti universitari, presentando il libretto alla cassa; tra i film "scontati" ricordiamo "Draquila - l'Italia che trema" di Sabina Guzzanti, "Alice in wonderland" di Tim Burton e "Bastardi senza gloria" di Quentin Tarantino.
Di seguito la programmazione, ed in grassetto i film consigliati da Liveunict.
Buona visione!
LUGLIO
Giovedì 1: Misterioso omicidio a Manhattan, di Woody Allen
Venerdì 2: Parnassus, l'uomo che voleva ingannare il diavolo, di Terry Gilliam
Sabato 3: Baaria ,di Giuseppe Tornatore ( Sett. Unico ore 21)
Domenica 4: Baaria,di Giuseppe Tornatore ( Sett. Unico ore 21)
Lunedì 5: Bronte, di Florestano Vancini
Martedì 6: 500 giorni insiene, di Mark Webb
Mercoledì 7:Pallottole su broadway, di Woody Allen
Giovedì 8: Basta che funzioni,di Woody Allen
Venerdì 9: Amabili resti, di Peter Jackson
Sabato 10:Amelia, di Mira NAir
Domenica11: Un amore all'improvvviso, di Robert Schwentke
Lunedì 12: Placido Rizzotto,di Pasquale Scimeca
Martedì 13: L'uomo che fissa le capre, di Grant Heslov
Mercoledì 14: Cosa voglio di più, di Silvio Soldini
Giovedì 15: A serious man, di Joel ed Ethan Coen
Venerdì 16: Alice in wonderland, di Tim Burton
Sabato 17: La prima cosa bella, di Paolo Virzì
Domenica 18: La prima cosa bella, di Paolo Virzì
Lunedì19:Cadaveri eccellenti, di Francesco Rosi
Martedì 20: Tra le nuvole, di Jason Reitman
Mercoledìì 21: Basilicata coast to coast, di Rocco Papaleo
Giovedì22: Il mio amico Eric, di Ken Loach
Venerdì 23: Scherlock Holmes, di Guy Ritchie
Sabato 24: Il concerto, di Radu Mihaileanu
Domenica 25: Il concerto, di Radu Mihaileanu
Lunedì 26: Un eroe borghese,di Michele Placido
Martedì 27: Happy Family, di Gabriele Salvatores
Mercoledì 28: L'uomo che verrà, di Giorgio Diritti
Giovedì 29:Gli abbacci spezzati, di Pedro Almodovar
Venerdì 30: Bastardi senza gloria, di Quentin Tarantino
Sabato 31: Cado dalle nubi, di Gennaro Nunziate
AGOSTO
Domenica 1: Cado dalle nubi, di Gennaro Nunziate
Lunedì 2: Il mio vicino Totoro, di Hayao Miyazaki
Martedì 3: E' complicato, di Nancy Mayers
Mercoledì 4: Mine vaganti, di Ferzan Ozpetek
Giovedì 5: Il riccio, di Mona Achache
Venerdì 6: Draquila - l'Italia che trema, di Sabina Guzzanti
Sabato 7: Agorà,di Alejandro Amenabar
Domenica 8: Agorà,di Alejandro Amenabar
Lunedì 9: Fantastic Mr. Fox, di Wes Anderson
Martedì 10: Oggi sposi, di Luca Lucini
Mercoledì11: Baciami ancora, di Gabriele Muccino
Giovedì12: Invictus, di Clint Eastwood
Venerdì 13: Il nastro bianco,di Michael Haneke
Sabato 14: Il concerto, di Radu Mihaileanu
Domenica 15: Robin Hood, di Ridley Scott
Lunedì 16: La principessa e il ranocchio, di Ron Clements
Martedì 17: Ricatto d'amore,di Anne Fletcher
Mercoledì 18: Il grande sogno, di Michele Placido
Giovedì 19: A single man,di Tom Ford
Venerdì 20: I gatti persiani,di Bahman Ghobadi
Sabato 21: Shutter island,di Martin Scorsese
Domenica 22: Shutter island,di Martin Scorsese
Lunedì 23: Nat e il segreto di Eleonora, di Dominique Monféry
Martedì 24: Genitori & Figli - Agitare bene prima dell'uso, di Giovanni Veronesi
Mercoledì 25: Viola di mare, di Donatella Maiorca
Giovedì 26: Soul kitchen, di Fatik Akin
Venerdì 27: Motel Woodstock, di Ang Lee
Sabato 28: Nemico pubblico, di Michael Mann
Domenica 29: La nostra vita,di Daniele Lucchetti
Lunedì 30: Nel paese delle creature selvaggie,di Spike Jonze
Martedì 31: Il cacciatore di ex, di Andy Tennant
Tutti c’avrete fatto caso, è inutile fare i finti tonti, è successo, li hanno "sgamati" (n’altra volta?).
I network e le testate giornalistiche non fanno che battere il martello sul medesimo chiodo: “Pedofilia tra i preti cattolici”.
Novità? Non credo. Assurdità? Parecchia!
È una cosa così orribile che difficilmente se ne riesce a parlare senza scatenare il panico di chi ascolta. È paradossale come azioni di siffatta sporcizia, possano avvenire dentro quelle “santissime” quattro mura, di cui tutti hanno un certo e rispettoso timore. Mi chiedo adesso con che faccia, la Chiesa intera potrà uscire da questo fuoco incrociato di credenti e giornalisti.
Mi chiedo anche come si senta il Papa, una volta saputo che la sua lettera di “copertura” verso un prete pedofilo d’oltreoceano sia venuta a galla. Con che coraggio riesce ancora ad affacciarsi da quella “bianca” (a mio avviso solo per questioni architettoniche) finestra, e predicare la “buona parola” domenicale.
Mi chiedo piuttosto, come ci si senta a finire fra gli artigli di uomini cosi perversi, che di giorno si permettono di discernere il bene dal male, quasi come fossero loro stessi i giudici del mondo, mentre la notte si tuffano dentro le fogne della loro reale personalità, strappandosi la maschera da “buon pastore”, per tornare alla loro forma originale di “mostri vestiti di nero” (ed io che credevo che fossero violenti gli attori del film “Le Iene” di Tarantino. Che delusione).
La cosa che mi fa perdere la voglia di credere in certe istituzioni, è notare come, anche a fronte di questi eventi, i “fedeli d.o.c.” non riescano ad aprire gli occhi (o quantomeno a ragionarci su), e continuano a vivere in mezzo al gregge, e belare come non mai, forse anche più forte di prima: è una cosa che non concepisco.
Che la religione spesso abbia chiuso le vie della ragione lo sappiamo tutti, ma fino a questo punto direi che si è superato un tantino il limite.
Sicuramente non bisogna fare di tutta l’erba un fascio (ci mancano solo le canne adesso!). Esistono sicuramente esempi di egregi uomini di chiesa che combattono per cambiare le cose, per dare una mano nella società, lo vedo con i miei occhi.
Allo stesso modo, è impossibile non notare di come questi ultimi siano affiancati da altri “man in black”, che nel giro di qualche tempo, riescono ad inserirsi anche dentro i circuiti politici, ti trovano lavoro perché conoscono TIZIO, che girano in macchine di un certo tipo (ma secondo il vangelo, la “Guest Star”, non aveva consigliato all’uomo ricco, di lasciare tutto se voleva seguirlo?).
Dopotutto dai, non possiamo lamentarci, è pur sempre un mondo completo, molto più simile al nostro che a “quello dei cieli”, ammesso che ne esista realmente uno.
Non vorrei essere blasfemo, ma a questi uomini di chiesa che tanto si vantano per ciò che sono, e per ciò che rappresentano, non gli si bagnano un po’ gli slip (e sono stato fin troppo rispettoso) sapendo che ad ogni peccato corrisponde una pena proporzionale dopo la morte?
Io al loro posto, un certo timore l’avrei.
E poi dai, che esempio date a quei miliardi di credenti sparsi in tutto il mondo!
Non vi sembra di esagerare? Sì, va bene, siete pur sempre uomini, ma certe cose non fatele con la divisa ancora addosso!
Ammiro moltissimo i preti che si “svestono” perché sentono di non far più parte di tale “circolo”, sono sinceri con se stessi in primis, e con i loro fedeli in secondo luogo (vi stimo fratelli!).
Abbiamo bisogno una verità che sia VERA, non solo di facciata. Abbiamo bisogno di una Chiesa che viva di stracci, non di anelli o scarpe Valentino.
Servono uomini onesti, non mostri mangia bambini che altro non fanno se non distruggere gli anni più belli della vita di un ragazzino che non saprà più fidarsi del prossimo (“Ama il prossimo tuo come te stesso” dicevano, ma non fino a questo punto però!).
Mi sa che per adesso, si può anche mettere punto, e passare alla classica domanda finale.
Per anni, quand’ero piccino mi si diceva:
“Mangia, Dormi, fai il bravo, o altrimenti viene l’uomo nero”.
Dopo tutte queste novità, propongo di cambiare personaggio e trasformare la frase in:
“Mangia, Dormi, fai il bravo, o altrimenti viene L’UOMO VESTITO DI NERO”.
E con questo, passo e chiudo.
Astenetevi dal giudicare, perché siamo tutti peccatori (o almeno, si dice così).
“Mi deprime. Lei forse vedrà più film italiani di me, ma quelli che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutti uguali. Non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Me lo dica lei. Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni '60 e '70 e alcuni film degli Anni '80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia.” (da TV Sorrisi e Canzoni, n. 23, 28 maggio 2007).
Parla cosi del cinema italiano a “Tv Sorrisi e Canzoni” uno dei registi più controversi , più discussi e più geniali del cinema mondiale: Quentin Tarantino.
Inizialmente, animata da italico patriottismo ( per la serie :“lasciateci almeno il cinema”), mi sono detta :ma chi si crede di essere questo? ( è soltanto il regista di film quali Pulp Fiction e Le Iene). Critica il cinema italiano, quando in America non se la passano certo meglio, impegnati come sono a dilettarci con le solite commedie sentimentali e film catastrofici sulla fine del mondo, su virus letali, eruzioni vulcaniche, maremoti e chi più ne ha più ne metta.
Riflettendo con più lucidità, facendo attenzione a non cadere nell’errore di criticare con troppa facilità, e dimenticare le rare eccezioni, mi sono resa conto che le severe e un po’ amareggiate parole di Tarantino descrivono a grandi linee la palude di banalità, prototipi, luoghi comuni nella quale sguazza il cinema italiano. E’ come se ci fossero ormai due principali tendenze : la prima la potremmo definire “mucciniana” ed è quella che vede protagonisti trentenni in crisi, adolescenti che inseguono solo il successo; la seconda tendenza la potremmo definire “nostalgica” che vanta tra i film più noti “La meglio gioventù”, “Mio fratello è figlio unico”, “Il grande sogno”; tutti film fossilizzati nel ricordo di una “età dell’ oro” perduta, quali appunto gli anni ’70. Tra queste principali linee di pensiero poi ci sono i cinepanettoni, i film di Moccia, e pochi buoni film.
Nel tentativo di capire cosa è cambiato, di dare “immaginariamente” una risposta a Tarantino, ho guardato con molta attenzione un film diretto da Vittorio De Sica, “Il Giardino dei Finzi-Contini, tratto dall’omonimo romanzo di Giorgio Bassani. La storia è ambientata nel ventennio fascista, e vede protagonisti un gruppo di amici, appartenenti alla borghesia italiana di origine ebraica, che vedono a poco a poco disgregarsi la loro vita, la loro realtà, i loro diritti, con l’ avvento delle leggi razziali. Dopo la visione di questo film (tra l'altro insignito del Premio Oscar come migliore film straniero, e dell’Orso d’ Oro alla mostra del cinema di Berlino) la differenza tra ieri e oggi è più che mai evidente. La drammaticità del tema, le emozioni dei protagonisti sono rese attraverso la semplicità dei dialoghi, l’eleganza delle immagini prive di pateticità, le capacità interpretative degli attori; è un film senza tanti fronzoli, scene inutili ed eclatanti ma che comunque emoziona, commuove, fa riflettere, denuncia con piccole e semplici frasi.
A Tarantino direi: ”vedi caro Quentin, non lo so cosa è successo, sicuramente la società è cambiata, la cultura è diversa, e forse i registi italiani vedono solo giovani in crisi; forse è più facile parlare solo di questo; forse è meno faticoso e più redditizio, al fine degli incassi, fare ridere con la volgarità piuttosto che con l’ironia e l’ umorismo. Forse è cambiato il modo di intendere il cinema, non più come mezzo di comunicazione e di cultura, ma semplicemente come forma di divertimento, pertanto un film del genere oggi risulterebbe, ai più, lento e noioso, abituati come siamo agli effetti speciali, colpi di scena, a vederci raccontato tutto in pochi secondi!”
Probabilmente gli appassionati di cinema si saranno indignati al pensiero che io abbia scoperto da pochi giorni questo capolavoro, e magari avranno pensato “questa crede di aver scoperto l’ acqua calda”; però se anche una sola persona accoglie l'invito a vedere questo “grande classico”, il mio intervento acquisirà un valore aggiunto oltre a quello di avermi fatto riflettere ed essermi arricchita di una conoscenza in più.
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