Un concerto di ottoni al centro di Piazza Università ha introdotto alla 10,00 di questa mattina la manifestazione contro i tagli alla cultura. L’Assemblea Regionale Siciliana ha infatti previsto una diminuzione dei fondi per il teatro Stabile e il teatro Massimo Bellini di Catania, pari al 30 % del contributo ricevuto l’anno precedente. 5 milioni e 400 mila euro in meno per il teatro Bellini. Ciò determinerà sicuramente a Giugno la perdita di tutti i lavoratori precari e a tempo determinato e ad Agosto potrebbero indurre alla chiusura effettiva del teatro, perché i fondi non basterebbero per la realizzazione di una nuove stagione concertistica.
Sebbene quest’anno si sia assistito ad un aumento di abbonamenti, l’Assemblea Regionale Siciliana, ha deciso di vanificare tutti i sacrifici intrapresi da questi due enti, incurante della maggiore sensibilità mostrata dai cittadini catanesi e della loro richiesta. Laddove nel resto d’Italia il numero di abbonamenti diminuisce, a Catania aumenta, e in tutta risposta la regione mette in ginocchio i nostri teatri, costringendoli a interrompere il loro lavoro. Sono seicento i lavoratori che rischiano di perdere il loro posto tra artisti e amministrativi.
Catania nelle scorse settimane è stata derubata! Catania ha subito un umiliante latrocinio. Centinaia di persone rischiano di non ricevere uno stipendio, rischiano di non avere più un luogo in cui lavorare. Ma non si tratta della solita azienda chiusa, dei soliti lavoratori che lottando continuamente con la crisi si vedono sconfitti e costretti ad una vita di stenti.. Catania non è stata derubata solo di soldi, ma dalla possibilità di fare cultura e questi teatri sono il suo simbolo a Catania. Quando a subire le conseguenza di una soffocante e tragica crisi, non è una semplice azienda, ma un teatro, le vittime non sono più i soli lavoratori, ma i cittadini tutti. Oggi le strade di Catania si sono riempite di musica, di opera lirica, di arte, ma anche di richieste, di ricerca di attenzione e quasi come un grido misto a preghiera i manifestanti ripetevano a gran voce: "Cittadini cittadini, per lo Stabile e Bellini! Cittadini Cittadini per lo stabile e Bellini!”.
Oggi le strade di Catania, però, sarebbero dovute essere piene di cittadini, non solo di artisti. Ciò che indigna è la mancata indignazione! Ma come possiamo aspettarci che i cittadini che a fatica arrivano a fine mese, si sentano i primi messi in causa a seguito di questi tagli? Perché in tempi di crisi, i cittadini dovrebbero preoccuparsi della sorte della cultura, se sono già abbastanza impegnati a pensare al dissolvimento dei propri stipendi, alla perdita del loro posto di lavoro? Non possiamo mai aspettarci che un popolo comprenda il valore della cultura se prima di tutto sono i politici a non attribuire alcun valore ad essa! I nostri politici hanno dato un prezzo a tutto, all’arte, alla cultura e quindi anche alla nostra coscienza popolare, alla nostra tradizione, alla nostra storia. La cultura non vale niente se non serve a fare soldi! E’ questo il messaggio che si evince dalle scelte della politica. Togliere fondi destinati alla cultura vuol dire mandare un messaggio chiaro: la cultura non ha valore. E’ per questo che oltre a questi due teatri, siamo stati derubati pure tutti noi, perché è stato svilito il valore del nostro popolo, è stato svilito il valore della cultura. E in più siamo stati offesi e oltraggiati perché è stato inviato un messaggio diseducativo per noi e per i più giovani. Ancora una volta è stato detto che la cultura non serve più, è ormai passata di moda.
Bufalino diceva che l’unica arma contro i mali della società è il libro! Oggi per le strade di Catania i manifestanti hanno usato le loro armi: il teatro, la musica. In un momento tanto delicato come quello che sta attraversando l’Italia è infamante che non si sostenga l’arte. La nostra è una società malata in cui la gente è disperata e ha perso il senno: chi ha paura del futuro, si uccide; chi è frustrato, uccide. In una società come questa, c’è chi si permette di togliere i mezzi per creare armi pacifiche, per ricreare una coscienza nel singolo uomo, una coscienza sociale e civile, per ricordare all’uomo che in quanto uomo è dotato di ragione, di capacità di discernimento, di umanità, pietà. Solo la cultura e la conoscenza possono permettere all’uomo di ragionare, di avere una vista che vada al di là del proprio orticello, la frase retorica “ la cultura apre la mente” ha un grande fondo di verità. Cultura e conoscenza offrono le armi per un confronto costruttivo, per una crescita personale e sociale. La cosa che più “fa ridere” è che oltre a tutte queste belle parole i politici non comprendono che i teatri sono fonte di denaro. Due teatri aperti corrispondono a stipendi per i lavoratori, ma anche abbonamenti, turisti, guadagno per i locali che si trovano nei paraggi del teatro. Investire nella cultura equivale a fare girare l’economia e Catania è la patria di Vincenzo Bellini; la Sicilia è la patria di Verga, Pirandello. Il nostro patrimonio culturale potrebbe renderci ricchi e invece viene mortificato ogni giorno di più.
INTERVISTA AL SINDACO STANCANELLI ED AL VIOLINISTA ALDO FERRENTE
Atmosfera da “domestic rock ‘n roll” il 3 Maggio 2012 alla Feltrinelli di Catania. La cantautrice Samuela Schilirò ha presentato il suo album “Non sono”. Musica grintosa, parole taglienti e profonde e una voce graffiante e avvolgente. E la sua bravura si nota anche dalla meravigliosa rivisitazione di una canzone della Vanoni, “Domani è un altro giorno”. Prima della presentazione, Samuela si siede con me al tavolo del bar per rispondere ad alcune domande. Lei, siciliana di origine, risponde a tutto mostrando di essere solare, ironica e speranzosa riguardo la musica e la sua evoluzione nel tempo, non nascondendo una vena di nostalgia per gli anni d’oro in cui la musica aveva un peso morale di fondamentale importanza.
«Da dove nasce l’idea del disco?»
R: «Inizialmente io non volevo fare un disco, è stata una cosa molto strana, io volevo suonare perché la mia passione è sempre stata quella di suonare dal vivo, eccetera. Poi ho incontrato nel 2009, se non sbaglio, Daniele Grasso, il produttore del disco che è anche la persona che suona con me dal vivo al basso, e ho sentito un po’ i suoi lavori, le produzioni che ha fatto lui. Sai, agli inizi facevo le demo, le registrazioni in casa però non mi soddisfava niente di quello che ne veniva fuori. Alla fine ho incontrato lui, ci siamo seduti a tavolino, e a lui è piaciuta gran parte della mia scrittura. Abbiamo così iniziato a lavorare a questo suono un po’ particolare, e ho detto “E’ lui! Ok, io con lui il disco lo faccio!”, e da lì è nata l’idea del disco. Io scrivo da piccolissima però, ti ripeto, la mia pulsione è più live. Invece, incontrando lui, lo studia ha avuto anche un’atmosfera live, non c’è stata una certa rigidità durante le riprese in studio, è stato divertente!»
«Com’è iniziata questa passione?»
R: «Eh, questa è una bella domanda! Non so come inizino le passioni, però credo che bisogna averle dentro fin da piccolissimi. Io da piccola adoravo qualunque strumento, pentola, chitarra giocattolo. Ho martellato i miei genitori , la mia famiglia fin da piccolissima, li costringevo a stare lì ad assistere ai miei spettacoli, le robe che si fanno da piccoli! Poi a 11 anni ho deciso di farlo seriamente, quindi di studiare, infatti son partita da studi classici per poi andare a tutt’altro, e siamo arrivati a questo famoso domestic rock ‘n roll. Ho fatto 3 anni di chitarra classica, dove c’è lo studio, il metodo eccetera, e poi mi sono stufata perché volevo fare le canzoncine, però, ahimè, un po’ me ne pento però di studiare c’è sempre tempo. Però sono convinta e contenta del risultato che c’è adesso.»
«Ti sei ispirata a qualcuno?»
R: «No, ispirata a qualcuno no, però ascolto tanta di quella musica, tantissima, che sicuramente da quando ero piccolo fino adesso è stata importante per me. Io ascolto sia musica dei miei nonni, come mi ha detto una volta una persona che mi ha fatto ridere, quindi Janis Joplin, Bessie Smith, Billie Holiday, Hendrix, eccetera, a cose più recenti Pj Harvey, Black Keys, che io adoro alla follia, ma anche assolutamente il cantautorato italiano, per cui Tenco, De Andrè, Ciampi, oppure, ad esempio, nel mondo femminile contemporaneo mi piace moltissimo Nada, oppure di straniero sto scoprendo St.Vincent , è un talento straordinario, il terzo disco è poco conosciuto in Italia, è un talento portentoso. Insomma, di musica ne divoro davvero tanta!»
« Facendo un paragone fra la musica d’autore degli anni ’60 e poi il progressivo cambiamento della musica negli anni successivi, che considerazioni fai?»
R: « Beh, è cambiato notevolmente, soprattutto il cantautorato. Innanzitutto, non voglio sembrare un po’ nostalgica, però il cantautorato degli anni ’60 aveva uno spessore che adesso raramente si trova. Musicalmente al cantautorato non è stato mai dato un peso alla musica, ma più al testo, alla melodica, eccetera, però sono state scritte delle canzoni meravigliose, come i cantanti che ho citato prima, Ciampi, Tenco, De Andrè. Adesso trovare dei cantautori in “vecchio stile”, come dell’epoca, è difficile; sinceramente non mi appassiona nessuno, quindi quello che stiamo cercando di fare noi è una forma di cantautorato diversa, che dia sia peso ai testi che però sono molto diretti, meno narrativi se vuoi, anche se raccontano comunque storie, uniti a un sound però internazionale, anche un po’ rock, un po’ blues, quindi secondo me questa è la nuova strada del cantautorato, perché adesso trovi dei talenti pazzeschi che raccontano storie, però ti sembra sempre di risentire gli echi degli autori degli anni ’60, anche se, secondo me, alcuni sono veramente inarrivabili.»
« Pensi che la musica possa in qualche modo cambiare l’opinione della gente e farla interessare, come negli anni ’60, a quello che accade nella realtà?»
R: « Io ci credo, assolutamente si, è difficilissimo in questo periodo storico, perché purtroppo viviamo in un periodo di apatia globale, culturale, di appiattimento. Per me l’arte è uno strumento per liberarsi da questa apatia, e soprattutto per combattere l’ignoranza, perché quando combatti l’ignoranza, e quindi fai capire che c’è qualcos’altro rispetto a quello che si vede tutti i giorni che alle volte ti confonde, non sai cos’è reale, cosa non lo è, sei già uno step avanti, riesci ad aprire una porticina piccola in questo mondo che sta cadendo. Ed io sono fiduciosa, non sono pessimista, io credo che ci rialzeremo e che la musica è un’arma forte, come tutta l’arte, quando hai qualcosa da dire e dei messaggi da lanciare.»
« Però è difficile, perché ora va molto la musica commerciale, questi ragazzini usciti da Amici, X Factor …»
R: « Sì, però lasciano il tempo che trovano, nel senso che come ci siamo accorti tutti anche se nascono degli pseudo talenti, quindi che fanno vendere un sacco di dischi, durano quel che durano, cioè durano un anno, hanno un anno di gloria, per chi è più fortunato dura un po’ ma poi ha una caduta incredibile. Questa per me è paracultura, non cultura, ma non perché io voglia criticare certi format, poiché non mi interessano, non mi appartengono, ma perché lasciano il tempo che trovano. Scopri un talento che fa il singolo estivo e spacca in radio tutta l’estate, vende un sacco di copie, e poi l’anno dopo non te lo propongono più, purtroppo questo è un paese che fa così, è un paese che va avanti così. Io credo, invece, in progetti che possono fare dei percorsi duraturi, che magari al primo disco non fanno grandi numeri, ma poi c’è il secondo, il terzo e il quarto, si creano uno zoccolo duro, coinvolgendo in qualche modo il pubblico che evidentemente si trova in qualche modo d’accordo con quel messaggio che viene trasmesso. Io credo che quelli siano vincenti.»
« Secondo te le radio aiutano in questa cosa?»
R: « Le radio, porca miseria, dovrebbero aiutare di più! Le radio dovrebbero aiutare tantissimo questo tipo di musica. Le radio commerciali non lo fanno, quindi Radio DeeJay, Rtl e tutte queste radio qui hanno fasce di ottima programmazione, devono mandare determinata musica che io condivido, per me dev’esserci sia l’uno che l’altro, però dovrebbero aiutare di più le produzioni emergenti, i dischi emergenti. Tutti coloro che non hanno delle major pazzesche alle spalle, o una promozione da 100.000 euro. Le radio locali questo lavoro ho notato che lo fanno molto di più, ho fatto parecchie interviste e sono interessate a fare emergere, questo mi fa molto piacere! A volte anche le radio locali cadono nel famoso music bisness, purtroppo, però forse lo devono fare perché ci sono dei meccanismi che sono difficili da smontare, però piano piano si possono, secondo me, oleare e quindi sciogliere poco a poco.»
Come vi avevamo già anticipato in data martedì 17 aprile, il nuovo amministratore delegato del Catania Calcio sarà Sergio Gasparin.
A comunicare l'ingresso dell'ex amministratore delegato di Vicenza, Udinese, Sampdoria e Messina, è la stessa società rossazzurra:"Nei prossimi due mesi - scrive la società etnea - Gasparin avrà modo di ricevere dall'attuale amministratore delegato tutte le informazioni relative alla struttura tecnica, gestionale ed organizzativa della società, per assumere quindi il ruolo il 25 giugno".
Gasparin è amico di lunga data con Pietro Lo Monaco e probabilmente manterrà le stesse linee guida seguite dall'amico di Torre Annunziata, infatti, avrà già pronti alcuni giocatori da tesserare, bloccati dal dirigente campano come egli stesso ha ammesso:"Ho chiesto alla società il desiderio di mettermi da parte. Avrei presentato le dimissioni il 30 giugno, ma il motivo non lo voglio dire. [...] Ho già bloccato più di un giocatore per il Catania".
Qui le foto di Catania dopo il "ciclone" É stato battezzato con il nome di ciclone mediterraneo il forte vortice di vento che dal Sahara ieri si è abbattuto sulla Sicilia orientale colpendo principalmente Catania, Siracusa e Agrigento. E mentre nel resto d’Italia il sole splendeva a picco, gran parte dei siciliani hanno dovuto fare i conti con i danni causati dal maltempo. Scuole chiuse a Catania, Siracusa e Ragusa, così come deciso venerdì dai rispettivi sindaci, a Catania prevista anche per la giornata odierna la chiusura del cimitero, dove ieri la caduta di alcuni cipressi avrebbe causato dei danni a delle tombe, e di tutti i polmoni verdi cittadini.
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Qui il vento, che ha superato anche i 145km/h ha provocato la caduta di alberi, segnali stradali, cartelloni pubblicitari. I Vigili del fuoco sono a lavoro da più di 48h con turni raddoppiati, il 115, così come il centralino delle Protezione Civile regionale è in tilt, centinaia le segnalazioni.
Nei quartieri di Zia Lisa e S. Giorgio alcuni rami sono finiti su dei cavi elettrici, in via Fornaciari, nel quartiere Angelo custode il tetto di un palazzo di 4 piani è finito sull'edificio accanto «sono rimasto senza casa, non so cosa fare adesso - ci dice uno degli inquilini, anche in questo caso i cittadini lamentano l'inefficienza dei soccorsi - i bambini erano terrorizzati, abbiamo transennato noi stessi la strada per evitare che passassero automobili e che ci fossero ulteriori danni».
A Lineri una struttura è finita sui binari della circumetnea, semafori piegati un po' ovunque, in via Passo Gravina due impianti semaforici si sono staccati, nel quartiere di Monte Po alcuni alberi sono caduti su delle auto posteggiate, senza provocare danni a persone. Il corso indipendenza sembra un campo di battaglia, rami ingombrano un po' tutta la strada, cartelloni pubblicitari traballanti, quando non già caduti a terra, qui incontriamo una squadra della Multiservizi impegnata nella messa in sicurezza di un grosso tronco che minacciava la palazzina alle sue spalle, ma che tuttavia, sdradicandosi ha spaccato parte del marciapiede «siamo a lavoro dalle 6:00 di questa mattina (ieri, ndr) - ci dice uno di loro - i danni sono tanti, tantissime le segnalazioni, gli interventi più signficativi sono stati effettuati qui al corso indipendenza e in piazza Europa». E proprio a pochi passi dal centralissimo corso Italia, in piazza Europa un grosso albero è caduto sfiorando una vicina edicola per fortuna chiusa e che quindi ha subito lievi danni. Questa ondata di maltempo era già stata prevista, l'allerta della Protezione civile parlava chiaro «Rimanete in casa», ed è per questo che la città si presentava semideserta. Il centro Commerciale Ikea ha deciso di anticipare la chiusa alle ore 12.00 dei propri locali, a causa della situazione critica registratasi anche nella zona Industriale; il distacco delle parti di copertura di protezione della Piscina comunale di Nesima ha fatto sì che venisse disposta l'immediata chiusura per la messa in sicurezza al pubblico.
Quella di ieri è stata una giornata particolarmente intensa anche per la Guardia Costiera di Catania. Mareggiate, con onde alte anche più di 8 metri, il Cap. Corv. Roberto D'Arrigo fa sapere di due importanti interventi, «alle 7 del mattino un primo soccorso in mare a favore di una barca a vela di nazionalità tedesca con 6 persone a bordo, che ha lanciato sos per una avaria al radar, l'imbarcazione si trova adesso all'ormeggio nel porto di Catania e i 6 passeggeri sono in ottime condizioni di salute; un secondo intervento - particolarmente complesso continua D'Arrigo - è stato invece eseguito a favore di un mercantile di bandiera italiana, di nome Gelso M., con 19 persone di equipaggio, diretto ad Augusta che probabilmente a causa delle pessime condizioni meteorologiche, si è incagliato nei pressi di Siracusa».
Ad Acireale grosse onde si infrangono lungo la costa così come documentato dalla fotografia di Michele Alì «questo è ciò che si vede dal mio balcone, la mia stazione casalinga riporta un aumento di pressione, io sono parecchio esposto perchè abito proprio sui palazzoni sopra la timpa». E rimanendo sulle province etnee sulla statale 417 tra Catania e Gela, all’altezza di Caltagirone caduti alcuni alberi che occupando parte della carreggiata hanno provocato un rallentamento del traffico; Caltagirone, Adrano e Paternò i paesi più colpiti. MeteoSicilia per oggi annuncia una giornata instabile, con debole pioggia, venti variabili e mari molto mossi. Previsto un piccolo miglioramento nel corso del pomeriggio con temperature minime di 6°-7° e max di 18°-19°.
Su facebook parte una maratona di solidarietà, e spicca l'iniziativa di Alfio Platania il quale, per far fronte all'Emergenza Maltempo, ha disposto l'apertura anche di notte del proprio locale - in Via Fiume numero 100. Belpasso (CT) - per ospitare i senza fissa dimora, distribuendo cibo e bevande calde, «per segnalarci persone in difficoltà - si legge nella pagina di Platania - siete pregati di chiamare il numero 3452712735»
* Video di Fabio Patanè
Cosa fare per la Festa della Donna 2012? L’8 marzo quest’anno cade di giovedì e la ricorrenza può essere l’occasione per un ponte… non autorizzato, visto che non parliamo di una festività nazionale. Poco male, chi può permetterselo si può prendere un giorno di festa e decidere di organizzare un weekend fuori con il proprio partner e… no, no, ma cosa stiamo dicendo? È la Festa della Donna, mica San Valentino. Lasciamo coniugi, fidanzati o qualsiasi altro tipo di relazione sentimentale a casa, questa è la giornata in cui le donne devono pensare solo a se stesse.
Per alcune è davvero il top, il più classico dei divertimenti, quello di poter assistere ad uno spogliarello maschile. Ovviamente per fortuna a tutte non piace questo genere di divertimento, anzi, molte lo considerano piuttosto squallido. Sembra che Catania comunque si sia attrezzata per tutti i gusti. ( gli hot li segnaleremo in rosso).
I consigli di Liveunict. Ovviamente segnalate i vostri eventi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e verranno aggiunti alla lista.
Concerti
- James Taylor sul Palco del Teatro Metropolitan di Catania; insieme a lui sul palco saranno i membri della sua legendary band che recentemente si è esibita per 5 serate sold-out al Carnegie Hall di New York.
- Laura Pausini in concerto al Palasport di Acireale. La cantautrice italiana si esibirà il 7 e l'8 Marzo alle ore 21:00.
Teatro
- La Nave delle Spose al Teatro Verga di Catania.Prodotta dal Teatro Stabile di Catania, nell’ambito del cartellone 2011-2012, con direttore Giuseppe Dipasquale, l'evento èinteramente dedicato all’universo femminile e perciò intitolato “Donne. L’altra metà del cielo”.
Les enfants prodige dans le théâtre: “Vipere, uno spettacolo orribile” , uno spettacolo teatrale "orribile" che in occasione della Festa delle Donne, verrà fatto gratuitament a Villa Silva sita in Valverde (per chi dovesse perderselo l'appuntamento si rinnova giorno 10 presso il Teatro Coppola.
Disco e PUB
- Il Manteca festeggia le donne, fantastiche selezioni musicali revival 70/80/90, house & commercial! Dj-rotations: Sergio Fazio, Alex Lo Faro, Marco Vallacqua + Guests.“ .Ingresso gratuito. NB a mezzanotte ingresso consentito anche agli uomini.
- 4 /20 serata omaggio per tutte le donne, uomini 5 euro dopo la mezzanotte. Per la prima volta a Catania "uomini in burlesque".
- NoName, il famoso locale dei pensierini a tema chiude fino all'una ai maschietti. Ingresso gratuito
- Hot Event by The stag'head, cenone con piatti afrodiasiaci, e super cocktail original preparati dai Barman del locale (per l'occasione tutti nudi), dj residents (officina silenziosa) , spettacolo comico, e dulcis in fundo Strip Performer Adrenalinico con ♥ MrJsex ♥ (Mister Strip Sicilia). Super Ospite della serata Gionata Gianotti (uomini e donne). Dopo la mezzanotte ingresso uomini ( selezionati e rigorosamente eleganti).
- Waxy o'Connor's: serata all'insegna del rock della Mustang Band che eseguirà le cover di Negrita, Vasco, Litfiba
- Festa della donna al BOH Music - Ingresso 10 euro (riservato solo donne) da mezzanotte ingresso per tutti.
Ristoranti, Pizzerie
- Taarna Irish pub, grazie al coupon di Sconton, potrete godervi il clima frizzante della serata che verrà esaltato dall'animazione, dai festeggiamenti e da una piccante sorpresa finale che allieterà la serata. Dunque lasciate gli uomini a casa sul divano e preparatevi a una serata di sano divertimento tra amiche!! Acquista il Coupon a prezzi stracciati.
- U' Peccu, lontano dalle luci della città, in un posto bellissimo nell'incantevole cittadina di Nicolosi. Grazie al coupon messo a disposizione a soli 16 euro dal team di Sconton, potrai goderti una meravigliosa serata all'insegna del divertimento e del buon cibo.
Altr
e iniziative
- Cura e salute al Centro Sicilia - alle ore 11:00 incontro con Andos ( associazione donne operate al seno); alle ore 18:00 incontro con LIONS (associazione umanitaria) - Le tematiche di approfondimento saranno destinate alla problematica della malattia al seno.
- Valorizzare la ricerca femminile nella ricerca e nell'innovazione: appuntamento il 7 marzo presso la facoltà di Lettere e filosofia.
- Scienze Matematiche, fisiche e naturali: i ricercatori e la vita privata, incontro con Maria Antonietta Buccheri in occasione della festa delle donne. Qui maggiori informazioni
- Manifestazione della donna, iniziativa contro la violenza: 8 marzo fiaccolata alle ore 18:30 all'ingresso della Villa Bellini, si proseguirà fino a piazza Università. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione donne in Azione Onlus di cui è presidente Laura Iraci Sareri
- Una stanza per tutte Noi - organizzato dall'Associazione città Felice, ore 18 presso Libreria Feltrinelli di Catania ( altre info).
Non ho mai amato le celebrazioni a posteriori, né tantomeno la corsa al morto. Scrivere di Lucio Dalla oggi, perché in un periodo di profonda crisi musicale una perdita di questa levatura artistica non può passare inosservata. Dalla non può essere considerato un altro personaggio famoso da mettere sull'immagine personale di Facebook con la scritta “Ciao Lucio”. Lucio Dalla era un rivoluzionario, uno di quelli silenziosi. Uno dei migliori, dei più autentici. Sapeva interpretare il tempo, senza esserne schiavo. Mantenendo sempre integrità e fedeltà a ciò in cui credeva. Alla possibilità, al valore che potesse avere chiunque. Devo la mia passione a mio padre, che ha usato la sua discografia come leit motiv della mia intera infanzia. Tutta musica leggera, ma travolgentemente vera, perchè con lui la forma diventava uno schiaffo capace di catapultarti nelle realtà più atroci. Con la delicatezza tipica di uno dei suoi sguardi più furbi. Incapace di scendere a patti musicalmente: quasi 50 anni di sperimentazioni continue, azzardate. Ha saputo vivere l' Italia e se stesso, con l'ironia beffarda della vita di cui amava cantare nelle sue canzoni. Irriverente, come solo chi ha vissuto osservando il mondo sa fare. Oggi salutiamo un grande interprete della storia di noi italiani, siamo uniti nel ricordare le sue poesie su spartito che hanno il sapore di inno, inno al sadismo della vita, inno agli italiani. Anche i più cinici e snob musicomani, rendono omaggio al suo estro inchinandosi al genio di un uomo che ha interpretato l'italia, anche semplicemente sfruttando i suoni onomatopeici della quotidianità, del suo ritmo serrato e incessabile. Noi ci uniamo al coro, certi che non possa spettargli altro che l'eternità.
Terza figlia del talent di Maria De Filippi, Amici, a partecipare al Festival e ad aggiudicarsi la vittoria dopo i compagni Marco Carta e Valerio Scanu, Emma Marrone è la vincitrice della 62ma edizione del Festival della musica italiana, grande favorita già dall’inizio.
La salentina ha vinto con il brano Non è l’inferno, scritto a sei mani da Francesco “Kekko” Silvestre, frontman dei Modà, con cui la cantante aveva già collaborato lo scorso anno partecipando al Festival con il brano Arriverà, e da altri due che nemmeno la cantante ricorda chi sono (facendo, ovviamente, una magra figura), quindi non vedo perché io debba disturbarmi a cercare i nomi nell’abisso che è il web.*
Il testo parla della difficile situazione economica e sociale italiana, a cui però si guarda con ottimismo. Una canzone populista dunque, fatta solo di luoghi comuni per catturare consensi. E a quanto pare l’artista è riuscita nell’intento.
Come è ormai da consuetudine, il diffondersi delle solite voci che indicano il Festival della canzone italiana come truccato e che siano le case discografiche ad accaparrarsi il premio a rotazione non si è fatto attendere.
Sul podio, tutto al femminile, anche Arisa, seconda classificata e vera rivelazione di questo Festival che l’ha vista crescere e trasformarsi dopo la sua prima partecipazione nel 2009 che la declamò vincitrice della categoria Nuove proposte con Sincerità. L’artista si è anche aggiudicata il Premio della Sala Stampa. Terza Noemi, in cima alla classifica dei brani più scaricati da iTunes con la canzone Sono solo parole, scritta per lei dal cantautore Fabrizio Moro, che potrebbe sembrare banale solo se cantate da chiunque altro che non sia lei. La rossa, infatti, la interpreta a meraviglia.
Samuele Bersani ha invece vinto il Premio della Critica Mia Martini e, se esistesse, vincerebbe anche quello di artista meglio vestito e più sexy della manifestazione.
Certo che per essere la futura classe dirigente, la speranza dell’umanità, il domani di chi muore ieri, il Tantum Gola di chi non ha voce, noi “giovani d’oggi” ce ne sentiamo dire di tutti i colori. Visto che il termine bamboccioni era ormai datato, il viceministro del Welfare Michel Martone, proprio qualche giorno fa, ha pensato di rinfrescarci la memoria, e devo ancora decidere se sfigati è più o meno offensivo. C’è poco da fare, per il trentottenne docente, avvocato e giurista italiano – insomma, che non sia proprio un comune mortale non è difficile da intuire – chi passa dieci anni all’università per una semplice laurea quinquennale è uno sfigato.
La cosa più divertente di sentire le dichiarazioni scomode di queste figure di spicco è poi ammirare il giorno dopo la loro faccia sbigottita quando si vedono criticati. Strabuzzano gli occhi ed aprono la boccuccia formando una perfetta O tanta è la sorpresa. “Non pensavo davvero di sollevare un tale vespaio di polemiche, le mie parole sono state senz’altro fraintese”, quante volte l’abbiamo sentito? Ed ecco arrivare puntuale la rettifica. Siamo sempre i soliti maligni. Michel non parlava mica di tutti! Si riferiva solo a quei ragazzi che nonostante non abbiano alcun impedimento familiare o lavorativo impiegano comunque un lasso di tempo ingiustificatamente lungo per laurearsi; consiglia, inoltre, senza troppi giri di parole, una bella scuola professionale a chiunque raggiunta l’età di 16 anni non si senta particolarmente tagliato per la carriera accademica. E qui posso iniziare a condividere, anche se, in quanto personaggio pubblico, avrei scelto un termine più delicato, un concetto più amabile, un poco di zucchero per fare andare giù la pillola. Anche perché, Mickey, informati bene. La quinquennale è andata fuori moda già da parecchio tempo. Certo, sopravvive ancora in qualche Ateneo, la si trova di tanto in tanto, ma non è specie protetta. Inoltre, l’ultimo rapporto del consorzio universitario Almalaurea ci comunica che l’età media dei laureati triennali è pari 25,9 anni. Insomma, a meno di 26 anni, in generale, ormai un pezzo di carta in mano ce lo abbiamo tutti. Anch’io qui userei un termine poco scientifico e delicato ma molto anatomico e mi chiedo a 23 anni (anno più, anno meno!) cosa farò della mia stupenda laurea triennale in Lingue e Culture Europee, Euroamericane ed Orientali. Temete tanto la fuga dei cervelli? Peccato, io mi sentirei davvero sfigata ad arrivare ai 28 anni ancora disoccupata in Italia, magari lavorando in un call center, nonostante laurea triennale, specialistica, master e stage. Questo è essere sfigati, Michel! Non amo i fannulloni, non sarò la paladina dei mammoni, ma considerando quello che il nostro Paese attualmente ci offre, a volte mi sento sfigata leggendo sulla mia carta d’identità “Cittadinanza: Italiana”, e non pensando che mi mancano ancora 13 materie per la Laurea.
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Revisione della pianta organica, abbassamento del quorum demografico per le aperture di nuove sedi farmaceutiche, liberalizzazione dei farmaci di fascia C. E' questo quello che prevede il decreto sulle liberalizzazioni (bozza) che rivoluzionerà il sistema legislativo farmaceutico nazionale, modificato l'ultima volta nel 2006 dal Ministro Bersani.
Secondo l'articolo 11, la revisione della pianta organica prevede l'abbassamento del quorum di abitanti necessario per l'apertura di una nuova sede farmaceutica. Il numero di autorizzazioni - si legge nel testo - è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 3.000 abitanti. "La popolazione eccedente rispetto a questo parametro "consente l'apertura di un'ulteriore farmacia, qualora sia superiore a 500 abitanti; nei Comuni fino a 9.000 abitanti l'ulteriore farmacia puo' essere autorizzata soltanto qualora la popolazione eccedente rispetto al parametro sia superiore ai 1.500 abitanti".
Zero farmacie in più a Catania, infatti la città etnea con le sue oltre 100 farmacie non rientra nella revisione della pianta organica; o meglio rientra, ma essendo il numero di farmacie in eccedenza rispetto ai parametri stabiliti (le autorizzazioni attualmente sono regolamentate in modo che vi sia una farmacia ogni 5.000 abitanti nei comuni con popolazione fino a 12.500 abitanti e una farmacia ogni 4.000 abitanti negli altri comuni.) non verrà istituita nessun'altra concessione governativa.
La città di Catania dunque, con i suoi 292.743 abitanti, attualmente non trae vantaggi dalla manovra imposta dal governo e come tale, non ricevera alcun benefit, nè tantomeno l'apertura di nuove sedi farmaceutiche. Nessun pericolo da questo punto di vista per gli attuali titolari di farmacie. Sul piede di guerra invece i cosidetti titolari di "corner", usualmente chiamate parafarmacie, che recriminano ad alta voce una maggiore considerazione della professione;
Ben diverso il discorso sui farmaci di fascia C: infatti per il vice Presidente della Federfarma di Catania Gioacchino Nicolosi - «si è messa in dubbio la nostra sopravvivenza. Non possiamo accettare altri cambiamenti, sulla fascia C » dice a Italpress. «Siamo stati gli unici a subire già la prima liberalizzazione, contenuta nel decreto Salva Italia di dicembre: è stato previsto che la fascia C è fuori dalla farmacia, solo che da questa uscita sono stati tolti gli ormoni, gli iniettabili e tutti quei farmaci per i quali entro 90 giorni l'Agenzia Italiana del Farmaco deve stabilire l'obbligo di ricetta o meno. Siamo disponibili a portare avanti questa misura, e pure a quella sugli sconti sulla fascia C, ma non accetteremo nessun altro cambiamento. Di tutto si parla in Europa, tranne che di farmacie».
Nel frattempo i farmacisti non titolari e dipendenti di Farmacia, si organizzano per manifestare a favore dei provvedimenti del governo Monti e dare il sostegno completo per far sì il decreto venga approvato, come si evince dalle parole del dott. G. L. d'O. «Adesso basta! Si può provare a dare una bella spallata al "sistema farmacia", visto che in questo momento è in difficoltà!». sul gruppo Coordinamento farmacisti dipendenti di farmacia privata. «Propongo di marciare a Montecitorio e con camici e striscioni, provare ad incatenerci in segna di protesta. I tassisti hanno schierato le loro auto e noi che facciamo? Non voglio essere considerato un mediocre e minorato. Allora, chi è con me? Si accettano proposte concrete, ma organizziamoci velocemente!»
Una petizione online ospitata su firmiamo.it è un altro dei provvedimenti dei farmacisti non titolari o titolari di parafarmacie. Oltre ad organizzarsi per esercitare il loro sostegno per la manovra presentata dal Ministro Balduzzi , faranno sì che chi dovere, possa leggere che non tutta la fetta dei farmacisti si rivede nelle posizioni del FOFI.
Dello stesso parere il dott. G.G, che sempre nel gruppo del coordinamento farmacisti dipendenti dichiara - «E' vero in nessun paese i collaboratori di farmacia guadagnano 1300 per 40 ore settimanali, in nessun paese al mondo un professionista non è libero di poter esercitare liberamente per scienza e coscienza, in nessun paese al mondo, i contratti applicati ad un professionista in ambito sanitario ha un contratto del commercio come se vendesse porchetta, in nessun paese al mondo i contratti si rinnovano... quando va bene di 30 euro di tanto in tanto, in nessun paese al mondo il farmacista collaboratore non ha dignità sociale ne un organo atto a tutelare i propri interessi. Se l'unica via di libertà sono i supermercati ben venga! La verità è che a qualsiasi farmacista laureato e abilitato deve essere consentito di aprire una propria farmacia stabilendo un numero minimo di farmacie e non un numero massimo per far mangiare la torta sempre ai soliti. In nessun stato una concessione governativa viene ereditata perché è dello statoI»
Questa invece la posizione degli studenti di Farmacia, che tramite la parola del presidente Lorenzo Manca dell'AISFA (Associazione Italiana Studenti di Farmacia) comunicano al presidente del consiglio Mario Monti. «gli esercizi abilitati dal decreto anticrisi per la dispensazioni dei farmaci, sacrificheranno la professionalità che intendiamo acquisire mediante gli studi universitari a vantaggio di un indirizzo mercatistico» segue «a nome del Consiglio Nazionale dell’Aisfa (Associazione Italiana Studenti di Farmacia), come futuri farmacisti riteniamo che i forti sacrifici, richiesti al nostro Paese dal decreto “Salva Italia”, debbano essere mirati a garantire le prospettive delle future generazioni. La liberalizzazione dei farmaci proposta non sembra orientata verso questi orizzonti. La Sanità Italiana è un vanto riconosciuto in sede internazionale e questo grazie anche all’assistenza farmaceutica sul territorio, molto apprezzata dai cittadini e riconosciuta tra i più importanti servizi alla salute.
L’articolo 32 dell’emendamento, a nostro parere, sacrifica la professionalità che intendiamo acquisire con i nostri studi universitari a vantaggio di un indirizzo mercatistico.
Aisfa concorda con quanto espresso dall’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) e dalla Federazione Europea dei Farmacisti (Pgeu) in merito all’unicità dell’iniziativa italiana, evidenziando essere una grande responsabilità accentuarne gli aspetti commerciali.
Il vero farmaco, individuato con la prescrizione medica, ha un prezzo che deve riflettere la professionalità di chi lo vende, sia esso farmacista o industria e non mercanteggiato.
Proponiamo l’incremento del numero delle sedi farmaceutiche in rapporto alla popolazione, in ragione di un migliore e più capillare servizio al cittadino, a fronte della decisone di dare istituzionalità a “farmacie di secondo livello”, limitate nell’espletamento di atti professionali.
L’istituzione di nuove sedi farmaceutiche attraverso l’immediata riapertura dei concorsi, rivisti i criteri di valutazione, consentirebbe di premiare i giovani meritevoli e non solo quelli che hanno disponibilità finanziarie.»
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