Federica Campilongo
Facoltà : Lettere e filosofia
Corso: Scienze della Comunicazione (editing)
Anno : terzo
Ruolo: Intervistatrice, autrice
Minaccia il figlio con delle forbici e lo butta fuori di casa: Luca colpevole d'essere gay
Un padre, un figlio e l'omofobia. E' un triangolo spesso ricorrente nelle famiglie siciliane che vivono nel pregiudizio, nella discriminazione. Lo sa bene Luca, un giovane siciliano che proviene proprio da una di queste, e che, a causa della sua omosessualità, da due giorni vive nella sua auto, una vecchia fiat panda.
Buttato fuori di casa, il venticinquenne vittima dell'omofobia paterna, dopo un duro, l'ennesimo, scontro con il padre, che descrive come un uomo all'antica e molto violento, è adesso ospitato dall'associazione GayLib Sicilia al quale si è rivolto. Il genitore, che ha costretto il ragazzo, primo di quattro figli, a lasciare gli studi per lavorare in campagna, al culmine di una banale lite lo ha apostrofato come uno "difettoso". E, quando a capo di una famiglia c'è un uomo così severo, a poco vale la comprensione materna.
Ma non è la prima volta che il padre di Luca ha atteggiamenti violenti nei suoi riguardi. Sandro Mangano, il coordinatore regionale dell'associazione, ci racconta: ‹‹Con i miei occhi ho potuto constatare che il giovane porta ancora sull'addome i segni di un cacciavite scagliatogli addosso dal padre in un momento di rabbia qualche tempo fa. Gesto che non è stato denunciato per ritrosia del ragazzo, ma che non può e non deve passare sotto traccia. Spero con forza che non si abbassi mai la guardia su un problema serio e preoccupante come l'omofobia. La nostra associazione conta tantissimi casi come quello di Luca. E' l'ora della sveglia, o sarà un gioco al massacro››.
Luca adesso è in cerca di un lavoro, pronto a svolgere qualsiasi tipo di impiego, rivolge un appello a chiunque possa aiutarlo ‹‹voglio costruirmi una vita tutta mia, voglio essere felice››.
ADAS - Il coraggio di vivere: se n'è parlato ieri a Catania
“Questa serata è un inno al coraggio. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a decine e decine di suicidi, queste persone, nonostante le difficoltà della loro malattia, invece, - ha dichiarato la Dott.ssa Marisa Acagnino, magistrato - ci invitano a sorridere, a lottare, a non perdere la speranza”. Andare al cinema, fare acquisti per centri commerciali, abbracciare un amico, sono gesti apparentemente banali che compiamo quotidianamente, senza pensare, però, che per molte persone si tratta di vere e proprie utopie.
Gente affetta da patologie poco conosciute, e spesso costretta a vivere dietro una mascherina che se da una parte li isola, dall'altra li protegge da tutte quelle sostanze chimiche che il loro organismo non è in grado di assimilare, come profumi, detersivi e lacche. «Il nemico è dietro l'angolo, siamo costretti a rinunciare ai ostri affetti, al nostro lavoro. Non c'è cura, per questo ci battiamo costantemente con lo scopo di sensibilizzare le Istituzioni, affinché ci sia prevenzione, ad esempio nelle scuole, perché si tratta di patologie che quando vengono diagnosticate ormai sono in fase avanzata e quindi irreversibili - ha dichiarato l'Avv. Marisa Falcone, Presidente A.D.A.S. associazione in difesa dell'ambiente e della salute - dobbiamo fare in modo che chi ne è affetto non arrivi ad isolarsi totalmente, il rischio è davvero alto».
Anche e soprattutto per queste ragioni l'A.D.A.S. per il secondo anno consecutivo ha deciso di organizzare a Catania per il 12 maggio, ieri, in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Immunologiche e Neurologiche l'Incontro di consapevolezza e solidarietà. Una manifestazione dal carattere scientifico con tanti momenti musicali e di cultura, che ha offerto spunti di riflessione sui "malati d'ambiente". «La nostra attenzione è rivolta in particolar modo ai malati affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Fibromialgia (FM), Encefalomielite Mialgica-Sindrome da Fatica Cronica (ME-CFS), patologie immuno-tossico-infiammatorie a carattere degenerativo, che colpiscono soprattutto il sistema nervoso centrale - ha continuato l'Avv. Marisa Falcone - ma che, progressivamente, non risparmiano tutti gli altri apparati ed organi. Queste patologie insorgono in maniera subdola per rivelarsi poi devastanti».
I pronto Soccorso, ad esempio, nel corso della serata, si sono rivelati i luoghi, paradossalmente più rischiosi. “Siamo pronti a stipulare un protocollo di intesa affinché la salute, la dignità dell’uomo siano messi al primo posto. C’è poca informazione, ma insieme possiamo farcela” Prof.ssa Natalina Costa – Consigliera Parità Regione Sicilia.
Un evento che ha registrato ampia partecipazione di pubblico e che è stato seguito da più di trenta diversi organi di informazione locale e nazionale.
Medicina,cultura e solidarietà giorno 12 al Teatro Sangiorgi
Medicina, Cultura e Solidarietà. In occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Immunologiche e Neurologiche l'Associazione no-profit in Difesa dell'Ambiente e della Salute A.D.A.S. Vi invita giorno 12 maggio dalle ore 19 a prender parte all' Incontro di consapevolezza e solidarietà al Teatro Sangiorgi in via A.di San Giuliano, a Catania. Un incontro di carattere scientifico con tanti momenti musicali e di cultura. Per riflettere insieme sulla condizione dei "malati d'ambiente". A.D.A.S. è un'associazione che promuove e sostiene la ricerca medico-scientifica finalizzata allo studio del rapporto tra inquinamento ambientale e patologie consequenziali e che svolge attività di informazione e prevenzione.
E' impegnata a combatte ogni forma di emarginazione e di isolamento ed a tal fine mira a realizzare progetti di solidarietà ed inclusione sociale in favore dei malati di patologie ambientali. «La nostra attenzione è rivolta in particolar modo verso i malati affetti da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Fibromialgia (FM), Encefalomielite Mialgica-Sindrome da Fatica Cronica (ME-CFS), patologie immuno-tossico-infiammatorie a carattere degenerativo, che colpiscono soprattutto il sistema nervoso centrale - spiega la Presidente Avv. Marisa Falcone -ma che non risparmiano altri apparati ed organi.
Queste patologie, che spesso sono presenti contemporaneamente, insorgono in maniera subdola per rivelarsi poi devastanti. Sono ancora poco note e pertanto vengono diagnosticate quando ormai sono in fase avanzata e quindi irreversibili».
Del messaggio d'allarme di tale condizione se ne parlerà dunque giorno 12 maggio. Vi aspettiamo numerosi al Teatro Sangiorgi in via A. di San Giuliano
Evento su facebook
Ciclone su Catania: il giorno dopo
Qui le foto di Catania dopo il "ciclone" É stato battezzato con il nome di ciclone mediterraneo il forte vortice di vento che dal Sahara ieri si è abbattuto sulla Sicilia orientale colpendo principalmente Catania, Siracusa e Agrigento. E mentre nel resto d’Italia il sole splendeva a picco, gran parte dei siciliani hanno dovuto fare i conti con i danni causati dal maltempo. Scuole chiuse a Catania, Siracusa e Ragusa, così come deciso venerdì dai rispettivi sindaci, a Catania prevista anche per la giornata odierna la chiusura del cimitero, dove ieri la caduta di alcuni cipressi avrebbe causato dei danni a delle tombe, e di tutti i polmoni verdi cittadini.
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Qui il vento, che ha superato anche i 145km/h ha provocato la caduta di alberi, segnali stradali, cartelloni pubblicitari. I Vigili del fuoco sono a lavoro da più di 48h con turni raddoppiati, il 115, così come il centralino delle Protezione Civile regionale è in tilt, centinaia le segnalazioni.
Nei quartieri di Zia Lisa e S. Giorgio alcuni rami sono finiti su dei cavi elettrici, in via Fornaciari, nel quartiere Angelo custode il tetto di un palazzo di 4 piani è finito sull'edificio accanto «sono rimasto senza casa, non so cosa fare adesso - ci dice uno degli inquilini, anche in questo caso i cittadini lamentano l'inefficienza dei soccorsi - i bambini erano terrorizzati, abbiamo transennato noi stessi la strada per evitare che passassero automobili e che ci fossero ulteriori danni».
A Lineri una struttura è finita sui binari della circumetnea, semafori piegati un po' ovunque, in via Passo Gravina due impianti semaforici si sono staccati, nel quartiere di Monte Po alcuni alberi sono caduti su delle auto posteggiate, senza provocare danni a persone. Il corso indipendenza sembra un campo di battaglia, rami ingombrano un po' tutta la strada, cartelloni pubblicitari traballanti, quando non già caduti a terra, qui incontriamo una squadra della Multiservizi impegnata nella messa in sicurezza di un grosso tronco che minacciava la palazzina alle sue spalle, ma che tuttavia, sdradicandosi ha spaccato parte del marciapiede «siamo a lavoro dalle 6:00 di questa mattina (ieri, ndr) - ci dice uno di loro - i danni sono tanti, tantissime le segnalazioni, gli interventi più signficativi sono stati effettuati qui al corso indipendenza e in piazza Europa». E proprio a pochi passi dal centralissimo corso Italia, in piazza Europa un grosso albero è caduto sfiorando una vicina edicola per fortuna chiusa e che quindi ha subito lievi danni. Questa ondata di maltempo era già stata prevista, l'allerta della Protezione civile parlava chiaro «Rimanete in casa», ed è per questo che la città si presentava semideserta. Il centro Commerciale Ikea ha deciso di anticipare la chiusa alle ore 12.00 dei propri locali, a causa della situazione critica registratasi anche nella zona Industriale; il distacco delle parti di copertura di protezione della Piscina comunale di Nesima ha fatto sì che venisse disposta l'immediata chiusura per la messa in sicurezza al pubblico.
Quella di ieri è stata una giornata particolarmente intensa anche per la Guardia Costiera di Catania. Mareggiate, con onde alte anche più di 8 metri, il Cap. Corv. Roberto D'Arrigo fa sapere di due importanti interventi, «alle 7 del mattino un primo soccorso in mare a favore di una barca a vela di nazionalità tedesca con 6 persone a bordo, che ha lanciato sos per una avaria al radar, l'imbarcazione si trova adesso all'ormeggio nel porto di Catania e i 6 passeggeri sono in ottime condizioni di salute; un secondo intervento - particolarmente complesso continua D'Arrigo - è stato invece eseguito a favore di un mercantile di bandiera italiana, di nome Gelso M., con 19 persone di equipaggio, diretto ad Augusta che probabilmente a causa delle pessime condizioni meteorologiche, si è incagliato nei pressi di Siracusa».
Ad Acireale grosse onde si infrangono lungo la costa così come documentato dalla fotografia di Michele Alì «questo è ciò che si vede dal mio balcone, la mia stazione casalinga riporta un aumento di pressione, io sono parecchio esposto perchè abito proprio sui palazzoni sopra la timpa». E rimanendo sulle province etnee sulla statale 417 tra Catania e Gela, all’altezza di Caltagirone caduti alcuni alberi che occupando parte della carreggiata hanno provocato un rallentamento del traffico; Caltagirone, Adrano e Paternò i paesi più colpiti. MeteoSicilia per oggi annuncia una giornata instabile, con debole pioggia, venti variabili e mari molto mossi. Previsto un piccolo miglioramento nel corso del pomeriggio con temperature minime di 6°-7° e max di 18°-19°.
Su facebook parte una maratona di solidarietà, e spicca l'iniziativa di Alfio Platania il quale, per far fronte all'Emergenza Maltempo, ha disposto l'apertura anche di notte del proprio locale - in Via Fiume numero 100. Belpasso (CT) - per ospitare i senza fissa dimora, distribuendo cibo e bevande calde, «per segnalarci persone in difficoltà - si legge nella pagina di Platania - siete pregati di chiamare il numero 3452712735»
* Video di Fabio Patanè
Una scuola di cinema per una città da Oscar
Il Comune di Catania sposa le idee di Alfredo Lo Piero, la quinta edizione del workshop “I Mestieri del Cinema” decollerà il prossimo 22 gennaio,
anche quest’anno Maestri di fama nazionale e internazionale
Dopo il successo delle scorse stagioni sta per prendere il via la quinta edizione del workshop interdisciplinare “I Mestieri del Cinema” firmato dal Centro Studi Laboratorio d’Arte di via Caronda n. 316/ 318, Catania.
E se gli scorsi anni gli allievi della Scuola hanno preso parte alla realizzazione di corti e documentari d’importanza nazionale - ultimo il film documentario “Gran Ballo dell’unità d’Italia Celebrando il Gattopardo” - o sono stati impiegati per set cinematografici importanti, quest’anno la formazione interesserà il progetto internazionale “Bellini il mistero di Puteaux”, un film sul compositore catanese che racconterà i giorni precedenti alla sua morte «una fine straziante e prematura, per molti versi, oggi, ancora ammantata di mistero» parola dell’ideatore e regista Alfredo Lo Piero.
Un’originale e fantasiosa pellicola che ricostruirà in maniera minuziosa, ciò che accadde in quella casa fuori Parigi. Ma attraverso flashback si farà luce anche sui momenti più salienti della breve vita del cigno catanese. Una sceneggiatura nella quale ha creduto fortemente anche Pio Angeletti, produttore cinematografico di capolavori quali Profumo di donna, C’eravamo tanti amati e componente della giuria del David di Donatello.
Una proposta che, tra l’altro, già ha ottenuto il coinvolgimento di Paesi quali la Francia, Germania e Austria.
Un film, dunque, che è anche un modo per promuovere Catania nel Mondo e per la cui realizzazione lo sceneggiatore e regista Lo Piero gode della sensibilità del Sindaco On. Raffaele Stancanelli e del sostegno della Regione Sicilia.
La Sicilia alla riconquista della dignità
Sapevate che il 75% del pesce che trovate in commercio proviene da coste asiatiche e africane? E che la Sicilia ha il tasso più alto di disoccupazione? E sapevate che pur comprando la benzina a 1,80euro al litro proprio nella nostra Terra ci sono le raffinerie che soddisfano il 40% dell'intera richiesta nazionale? Sono soltanto alcune delle motivazioni che domenica scorsa hanno spinto migliaia di siciliani a scendere in campo. Autotrasportatori, agricoltori, pescatori, ma anche giovani e disoccupati. Hanno deciso di bloccare le più importanti vie di comunicazione: porti, ferrovie, autostrade; e i disagi per la popolazione già sono notevoli. Il 95% dei distributori di benzina siciliani hanno finito le scorte, e nei supermercati alcuni prodotti sono diventati introvabili. Così, abbiamo deciso di parlare con una parte degli scioperanti, li abbiamo incontrati ieri sera al casello autostradale di San Gregorio sulla A18 in uno dei presidi più imponenti. «Nessun colore politico - ci tengono a precisare - l'unica bandiera che sventola qui è quella della Sicilia».
Video di Fabio Patanè
Pulizia straordinaria notturna a Catania (video)
Da due settimane il Comune di Catania ha deciso di far partire un piano di pulizia straordinaria delle strade del centro storico con cadenza settimanale. Al momento ecco i tratti interessati: via Umberto, da piazza Galatea a viale Libertà, Corso Sicilia comprese piazza Stesicoro e piazza della Repubblica, Corso Martiri della Libertà e piazza Giovanni XXIII. In queste strade è stato istituito il divieto di sosta con rimozione forzata dalle ore 22,00 di ogni mercoledì alle 8,00 del giorno dopo, per permettere ai mezzi della ditta appaltatrice del servizio di N.U. di entrare in azione. Ieri, abbiamo seguito da vicino le operazioni...
Riprese di Fabio Patanè
La voce delle immagini: quando le parole non bastano
Piccoli cadaveri accatastati l’uno sull’altro. Buste di plastica e lenzuola sporche di sangue e terra cercano di nascondere i segni della cattiveria umana. Corpi insanguinati, mutilati, sfregiati. Siamo a Beslan, repubblica autonoma nella federazione russa, luogo diventato tragicamente noto per il massacro avvenuto fra il 1° e il 3 settembre 2004, quando un gruppo di ribelli fondamentalisti islamici e separatisti ceceni occupò un edificio scolastico, portando alla morte di centinaia di persone, fra le quali 186 bambini. Attraverso le fotografie, abbiamo visto con i nostri occhi, bambini dagli esili corpicini straziati, con ancora il viso segnato dal terrore; abbiamo letto nei loro occhi la paura. Paura di non rivedere più la propria mamma, di non poter più ritornare nelle loro casa, paura di non poter più riabbracciare il proprio papà. Credo esistano casi, come questo, in cui le parole, anche le più belle, non bastino. E così, in ausilio di banali lettere che poste l’una dopo l’altra forse risulterebbero essere soltanto segni superflui, entrano in scena le immagini. Per Beslan come per tanti altri luoghi divenuti tragicamente palcoscenico di orrori. Immagini di stragi, omicidi, attentati. Immagini necessarie per scuotere le coscienze di tutti, apparentemente mute, ma che in realtà parlano più di quanto si possa pensare. Perché quando vedi il volto straziato di una madre che disperata piange in ginocchio su un marciapiede divenuto camera mortuaria per centinaia di bambini innocenti, mentre abbraccia il bianco cadavere del figlioletto nudo, vestito di solo sangue, sporco di terra e di ingiustizia, ti rendi conto che neanche mille parole sarebbero riuscite a farti capire cosa è successo tanto quanto quella sola immagine che non ha bisogno di commento e che probabilmente non dimenticherai più. E il non dimenticare è il primo comandamento per l’uomo che sente il bisogno di tirarsi fuori dal vortice della violenza e di lottare perché certi gesti non accadano più. Perché l’uomo si vergogni di essere uomo. Guardando le fotografie di stragi, genocidi e attentati un lungo brivido ti percorre la schiena, ti deve percorrere la schiena, capisci quanto l’uomo possa essere crudele e bastardo, e allora lì si che rifletti. Vesti i panni in prima persona di chi è diventato, suo malgrado, protagonista di una tragedia, pensi che sarebbe potuto capitare a te, a tuo figlio a un tuo caro anche se vivi a migliaia di kilometri dal luogo della strage.
Sarebbe facile occultare fotografie solo perché troppo dure, non sarebbe come se si volesse nascondere la realtà di ciò che, ormai, è accaduto? Forse è il voler far finta di niente, il voler credere che quanto accaduto sia solo la sceneggiatura di un film troppo violento a cui non vogliamo fare da spettatore. Ma anche se fa male, bisogna guardare in faccia la realtà. L’uomo ha il diritto e il dovere morale di sapere, per capire. L’uomo ha bisogno di guardare con i propri occhi, per riuscire ad aprirli davvero.
Scheletri allo Specchio
Blog, forum, chat, community e siti che esaltano l’anoressia e la bulimia, si chiamano “pro Ana”: lo scopo? Diventare un perfetto modello di anoressia o bulimia. Sono difficili da trovare poiché sono considerati illegali ma questo non scoraggia le sostenitrici, si organizzano nel silenzio, vivono nel grigiore della loro stessa fredda ombra. Come avviene per i club clandestini e per le sette sataniche entrare nel loro mondo è quasi impossibile. Per accedere si può contattare la proprietaria che a sua scelta accetterà di ammettere la nuova suicida alla cerchia. E proprio allora, quando si riesce a scavalcare la muraglia di cemento che si costruiscono intorno,si può assistere ad uno spettacolo inquietante,scivolando in un baratro di sofferenza, tristezza e morte. Donne (dai 12 ai 40anni) a favore dell’anoressia e della bulimia,che raccontando con fierezza i risultati raggiunti sperano di sciogliersi, di scomparire giorno dopo giorno.. I suggerimenti sono semplici: «Non ti preoccupare, ecco cosa devi fare quando ti viene fame: pensa a qualcosa di schifoso, tipo pulire il water». Come racconta una ragazza dal nick “Hate the mirror” (odio lo specchio) «si spiegano rituali da praticare nelle proprie camere da letto‚ circondati da candele‚ incensi e musica stile chill-out il tutto condito da questa frase come epilogo del tutto: ” I am ana and proud of it” (sono ana e sono orgogliosa di esserlo).E’ considerata una “moda”, nata negli Stati Uniti, e oggi, in Italia sarebbero 500.000 le ragazze malate, ma contente di questo, contente di vedersi sempre più ossa che pelle, contente di salire ogni mattina su quella bilancia che, ogni grammo in meno, rappresenta una gioia e una conquista. Per molte di queste non si tratta di una malattia, ma è una vera e propria filosofia di vita. Una ricerca spirituale di cui la magrezza ne è la Dea.
«La mai vita è controllata da due personalità: Ana e Mia», scrive Stella nel suo forum privato « Ana (anoressia) mi fa stare bene, mi fa sentire bella, mi fa sentire importante, mi fa sentire libera. Mia (bulimia) mi uccide dentro, mi fa sbagliare, mi rende brutta, mi rende cattiva, mi rende un fallimento. Due personalità contrastanti ma così legate l’una all’altra…Si alternano, si intrecciano, mi fanno diventare pazza. Devo uccidere mia prima che lei uccida a me e la ucciderò grazie ad ana». E si susseguono dati agghiaccianti “ho 15 anni, sono alta 1.69 cm, peso 35 chili.”, “Ho 19 anni, sono alta 1.67 cm, peso 37 chili.” “Ho 19 anni, sono alta 1.77, peso46kg“. Testimonianze di una realtà orribile e disumana «Vomito incessantemente tutto il giorno», scrive una ragazza bulimica (pro-Mia), «e più vomito più mi sento in colpa più mi faccio schifo più mangio e più vomito». Parlano delle loro famiglie, talvolta inconsapevoli, «preparo il pranzo per tutta la famiglia», scrive Iris, «preparo la pasta e fagioli, la cucino io, la mangio tutta, la vomito fino alla bile. Compro un gelato, ne compro due, al terzo comincio a vomitare. Passo per il supermarket a comprare l’acqua. Compro un pacco di biscotti, e dei kinder fetta a latte, e un duplo. Mangio tutto in macchina. Vomito tutto in palestra, nel bagno, con la gente che fa la fila fuori per entrare.
Vedo ancora un pezzo di buccia di mela. Rosso. O era un pezzo di stomaco? Non lo saprò mai» e ancora «Se non sei magra non sei attraente, essere magra è più importante di stare in salute, devi comprare vestiti, tagliarti i capelli, prendere lassativi e fare tutto quello che ti faccia sentire magra». Sul web è facilissimo, tuttavia, conoscere le diete utilizzate durante questo cammino, forse un eufemismo chiamarle così,come compare scritto all’interno del forum “Aracnohating and other fears” grazie al quale è stato possibile raccogliere questi dati,perché in realtà sono veri e propri digiuni : 1 mandarino, 1 arancia, 1 biscotto. «A colazione bevo un thè al finocchio (0 kcal)», scrive un’altra ragazza, indicando anche il numero di calorie ingerite, «a pranzo 2 yogurt al kiwi (220 kcal), a cena un cappuccino (50 kcal), spuntino un litro e mezzo di the senza zucchero (7kcal). Calorie totali: 277 kcal». Per fortuna per combattere il fenomeno è nato Anad , l’Associazione Nazionale per l’Anoressia Nervosa e i Disturbi Associati che ha lanciato un grido d’allarme. Inoltre su internet ci sono siti in tutte le lingue come Stop Pro Ana.Chi invece è dentro al problema e non sa come uscirne scrive anche vere e proprie dichiarazioni di guerra come questa di Iris: « Cara Mia . Ecco. Soddisfatta? Ci sei riuscita. Ora sono sola. Sola con te. [...] Credi di aver vinto? No, mia cara. Ti sbagli. Ora sono nuda. Sola come un cane. Rotta e stanca . Ora non sono più niente. E sai qual è il punto? Che ora non ho niente da perdere. Ora che mi hai tolto tutto posso fare solo una cosa. Morire? Oh, no mia cara…troppo facile, scontato. L’unica cosa che posso fare ora è riprendermi tutto. Rivoglio tutto indietro. Rivoglio la mia vita. Il mio studio. Rivoglio i miei viaggi. I miei sogni. Le mie poesie. Rivoglio l’amore. E sta tranquilla mia cara, mi riprenderò tutto quello che mi hai tolto. Ora sono nel fondo. Posso solo risalire. L’hai voluto tu. Ora beccati me, solo me, tutta me, nient’altro che me. E contro di me non hai via di scampo. Io sono più forte. Morirai». Nella speranza che queste donne si sveglino dall’incubo in cui si sono rinchiuse, riprendendo in mano la loro vita.
Caro Blog..
Il 1997 è l’anno del suo debutto, in America la sua patria d’origine, dove Dave Winer ne permise la nascita; in pochi anni è riuscito a fare il giro del Mondo, come ben pochi, per diventare oggi uno tra i fenomeni più diffusi; stiamo parlando del Blog. Ma cos’è un blog? Il termine è la contrazione di web-log, ovvero “traccia su rete”; si tratta, infatti, di una sorta di diario in rete che offre la possibilità di pubblicare gratuitamente sul web documenti di ogni tipo, video e fotografie, creando dei veri e propri album in completa autonomia: cosa non da poco. Come afferma Carlo Sorrentino, ne “Il campo giornalistico”, un blog è uno strumento di personal publishing. È scritto in prima persona, viene aggiornato periodicamente, ed è costituito da articoli chiamati “post”, ognuno legato ad un thread (filo del discorso), in cui i lettori possono scrivere commenti e lasciare messaggi all’autore.
Lo stile easy, il linguaggio familiare e diretto coinvolge tutti; esprimere la propria creatività è adesso possibile liberamente, come diventa possibile interagire in modo diretto ed in tempo reale con gli altri “blogger“. Quest’ultimo non è l’unico tra i termini coniati proprio a seguito di questa invasione; oggi si parla ad esempio di blogroll (la sezione all’interno di un blog che contiene link per accedere con un solo click ad altri blog) o blogsfera (l’insieme di tutti i blog). Per poter accedervi, l’unico requisito è la connessione internet. Ogni giorno, infatti, secondo Technorati, uno dei motori di ricerca del settore più importanti, si registrano dai 30 mila ai 40 mila nuovi blog, e pensare che il fenomeno approdò in Italia solo nel 2001! I maggiori fruitori di tale successo sono gli adolescenti: da una parte ci sono le ragazze, che hanno deciso di lasciare nel cassetto il vecchio “Caro diario” con tanto di lucchetto e chiave, per far conoscere al mondo intero la propria vita come se, di punto in bianco, volessero far sentire la loro voce prima ammutolita dall’inchiostro nero di una vecchia penna stilografica e dall’altra parte, invece, ci sono i ragazzi, sempre più numerosi, che si dedicano al culto di tematiche sportive, musicali, digitali ed informatiche.
Sono molto diffusi anche i blog tenuti da giornalisti che, nel tempo libero, si dedicano alla scrittura, senza dover però rispettare tutti quei caratteri fondamentali che contraddistinguono, invece, il giornalismo tradizionale (l’obiettività, il linguaggio formale, le scadenza di consegna, ecc). Tuttavia in Italia sono sorte non poche polemiche se il mondo dei blog debba essere considerato un vero e proprio Giornalismo. Come riporta Wikipedia, l’enciclopedia libera del web, nell’ottobre del 2007 il Governo ha presentato un disegno di legge sulla riforma dell’editoria, in cui aveva stabilito per i blog l’obbligo della registrazione. La dura replica del mondo web ha portato alla precisazione da parte del sottosegretario Levi che la norma non avrebbe trovato applicazione ai blog. Come si concluse la questione? Beh…la disputa si è trasferita sul piano giudiziario non appena il tribunale di Modica condannò lo storico Carlo Ruta per il reato di stampa clandestina!
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Barricati sul tetto del teatro Bellini. “Ci hanno tolto il lavoro e la dignità”
di: Vania CuppariCommenta per primo!
Più o meno nell’indifferenza generale, a eccezione di qualche curioso, al centro di Piazza Teatro si trova un bellissimo e grandissimo “materasso gonfiabile” circondato da auto e…
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"Missione Ammissione" alle librerie Cavallotto
di: Federica Mottain Speciale Numero Chiuso Letto 730 volte
La libreria Cavallotto di Catania (corso sicilia 91), giovedì 17 Maggio alle ore 16.30, aderirà all’iniziativa “Missione ammissione 2012”. Di cosa si tratta? In tutte le maggiori librerie italiane, in collaborazione con Alpha Test, si stanno svolgendo degli incontri tra docenti e giovani maturandi pronti a svolgere i test d’ammissione…
Da Bollettino d'Ateneo
- Una terapia rock per Laura
Sabato 26 maggio (BarbaraDiscoLab), serata organizzata dagli studenti per raccogliere fondi a sostegno di Laura... - Paleodays 2012
Da giovedì 24 a sabato 26 maggio (Palazzo delle Scienze), 12a edizione delle Giornate di Paleontologia - Diritto e politica
Martedì 22 maggio alle 15:30, nel Coro di Notte del Monastero dei Benedettini, secondo appuntamento del ciclo di...

