Angela Rosalia Digrigorio
Facoltà : Lettere e Filosofia
Corso: Lettere Moderne
Anno : terzo
Ruolo: Autrice
Leo Gullotta - La cultura è vivere
da Concetta Lombardo e Angela Rosalia Digrigorio. Dal “Più si è passivi, meno si pensa” alla “Catania, città ca pasta chi brocculi affugati”, quattro chiacchiere al tavolo con Leo Gullotta, ospite alla Feltrinelli di Catania il 13 Febbraio 2012, per presentare lo spettacolo che sta portando in tutti i teatri italiani, “Le allegre comare di Windsor” opera di William Shakespeare.
L’attore catanese, con la sua solita ironia e simpatia, ci parla dell’opera facendo notare i vari aspetti in comune con l’attuale situazione italiana. Dopo una serie di domande dal pubblico, per la maggior parte gente che si ricordava di lui da giovane, Leo si siede al tavolo insieme a noi, rispondendo ad alcune domande.
«Com’è l’esperienza di recitare in un opera “brillante” di William Shakespeare nei teatri italiani?»
R: «Com’è per chi fa il proprio lavoro. Brillante o non brillante l’importante è offrirlo al meglio, o almeno fai di tutto per avere un buon risultato col pubblico. Del lavoro quello che conta è il come lo fai, come lo offri, come lo scegli. Come scegli di essere onesto con lo spettacolo agli spettatori.»
«Com’è tornare nei teatri siciliani con la consapevolezza di esser visto con occhi diversi dai propri conterranei?»
R: «Ritorno qua perché c’è un teatro che va preso. Certo, c’è anche la stima, ma nella vita vale tutto quello che si è riuscito a dare dal punto di vista di onestà. Mi ritrovo che magari c’è una stima alla persona, l’interprete, alla persona che si è sempre offerta, non ha mai preso in giro il pubblico. A Catania poi ritorni e ovviamente, tralasciando il lavoro che continui a fare in tutta l’Italia, ci sono i “broccoli affugati”, la parmigiana, la pasta col sugo e le melanzane. »
«Preferisce recitare in dialetto oppure in italiano?»
R: «E’ come dire ad un medico “Preferisce curare un raffreddore oppure fare un’operazione al cuore?”. Tutte e due le cose vanno fatte nella mia professione. Il giuramento di Ippocrate dei medici è quello di essere pronto a curare e ad essere utile a chi sta male, il mio compito è quello di cercare di essere il più vicino a quello che il testo richiede nell’interpretazione di quel personaggio. »
«Si è ispirato durante la sua carriera a qualche attore? »
R: «No. Apprezzo tanti interpreti, ma non mi ispiro a nessuno. »
«Ha parlato durante la presentazione del Governo che non aiuta i giovani, ad esempio con i tagli alle università. Cosa consiglia di fare ai giovani per non perdere i propri sogni e il proprio futuro a causa di chi crede di essere più “forte”? »
R: «Intanto c’è da dire che l’ex Governo non ha mai fatto nulla se non affari personali. Se avesse fatto una cosa di quella che in due mesi ha fatto il Governo tecnico di Monti, qualcuna discutibile, non avremmo avuto nulla di tutto quello che stiamo attraversando. Sono stati dei cialtroni, per essere con un linguaggio elegante. Riguardo ai giovani, oggi come oggi tutte le categorie, giovane o non giovane, ci hanno fatto arrivare fino a questo punto dicendoci che tutto era apposto, non hanno mai fatto nulla, le cose sono quelle che sono e dobbiamo affidarci all’idraulico, visto che “rumperu u tubu”, l’idraulico sa fare l’idraulico e dobbiamo fare sacrifici tutti. Questa è la realtà del Paese, tutti dobbiamo fare sacrifici, tutti insieme stringendo i denti, cercando di adoperarci. Sicuramente l’avvento di questi due ultimi mesi anziché corna, bunga bunga, toccate di culo e quant’altro, l’istituzione, grazie al Governo Monti che si è presentato con garbo, si è riappropriata dell’eleganza, della parola, dell’istruzione, della Costituzione, e questo è importante.»
«Lei ha parlato di cultura per i giovani anche. Cos’è per lei la cultura? »
R: «La cultura è vivere, l’arancino e anche il piatto nobile. La cultura è leggere Topolino. La cultura è guardare, vedere, arricchirsi. »

«Ci sono molti giovani che però non fanno nulla per difendere il proprio diritto alla cultura, che ne pensa? »
R: «Ho parlato anche prima di un paese antropologizzato, che è molto grave poiché il danno è antropologico. Quindi le ultime generazioni sono state annullate, annientate, schiaffeggiati scolasticamente e a livello universitario. Hanno tolto delle cose importanti e quindi prima che si ricostruisca il valore di tante cose, occorreranno parecchi e parecchi anni, ammesso che tutto vada per il meglio.
I giovani si devono incazzare, se non si incazzano non succede niente. Bisogna cercare di capire, andare oltre, c’è la rete, bisogna guardare le notizie, leggere, partecipare, cercare di prendere coscienza di molte cose. Significa rispettare se stessi.
Studiare significa anche capire i diritti dell’uomo, dell’individuo, della persona, del lavoratore. Un Paese democratico è fatto di diritti. Se poi i giovani fanno finta, con frasi anche scolastiche come “Io devo studiare soltanto, non perdete tempo con altro”, la verità è che non “studiano”. »
«Perché in Italia non c’è un avanzamento culturale come invece accade in molti Paesi europei? »
R: «Perché la politica si è infilata dappertutto. Vuole soltanto prendere denaro, trovare scuse, non ha costruito, non vuole costruire. Parlo sempre degli ultimi 15 anni, il cavaliere, le corna. Ovviamente anche gli studenti devono muoversi, non esiste solo la stanza con internet e cliccare.»
Premiazione 1° Premio Letterario "L' attualità del pensiero di Luigi Pirandello"
Emozionante, gratificante e commovente la premiazione del primo Premio Letterario “L’ attualità del pensiero di Luigi Pirandello” tenutasi ieri 16 dicembre nell’ Aula Magna dell’ Università di Catania. A presiedere la cerimonia, oltre ai componenti della giuria, le professoresse Padovani, Sardo e l’ autorevolissima Zappulla Muscarà, Roberto Tufano e il cantautore Vincenzo Spampinato, la pro-rettrice Maria Luisa Carnazza, il Capo Ufficio Stampa dell’ ERSU Giampiero Panvini, che anche a nome del presidente Gianni Silvia ringrazia la numerosa partecipazione al premio da parte degli studenti di tutto l’ Ateneo catanese. Ospite d’ onore il celebre attore Leo Gullotta, che il 19 dicembre riceverà il premio “Domenico Danzuso” in onore del grande critico teatrale catanese, ma l’ attore ci tiene a precisare che la serata non è dedicata a lui, ma agli studenti partecipanti e ai vincitori.
Quasi 150 le richieste di partecipazione al premio Pirandello
Si è tenuta oggi una conferenza stampa sul primo Premio Letterario, dedicato a Luigi Pirandello, indetto dall’ E.R.S.U. di Catania in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia, che nutre un costante interesse verso l’ autore.
Guida alla semplicità
Grande e interessante iniziativa quella promossa dall’ Ittig (Istituto di Teoria e Tecniche dell’ Informazione Giuridica del Cnr) che nasce nel 1968 come costola dell’ Accademia della Crusca, collaboratrice anch’ essa insieme all’ Università di Catania, rappresentata dalle professoresse Gabriella Alfieri e Rosaria Sardo, l’ Università di Modena e Reggio Emilia e altri enti: quella di creare una guida per permettere al cittadino di muoversi all’ interno degli atti amministrativi: “Guida alla redazione degli atti amministrativi”, suddivisa in tre parti con un preambolo e gli allegati, in particolare i linguisti si sono occupati della redazione del preambolo, della prima parte e del glossario linguistico; i giuristi e gli informatici hanno curato la presentazione, la seconda e la terza parte. È proprio su questa figura, quella del linguista-giurista, che la dottoressa Nicoletta Maraschio pone l’accento, durante l’ incontro che si è tenuto lunedì 7 Novembre alla Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, coordinato dalla professoressa Gabriella Alfieri, docente nella stessa di Storia della lingua italiana. In Italia quest’ importante figura viene a mancare, grande lacuna, visto che esso svolge il ruolo di mediatore essenziale all’ interno dell’ ambito linguistico-amministrativo. E anche il segretario generale del comune di Catania, Gaspare Nicotri, ne sottolinea l’ importanza, soprattutto perché oggi è essenziale comunicare, e nonostante gli atti amministrativi, le leggi e quant’ altro sono consultabili dal cittadino sulla rete, la comunicazione incontra delle difficoltà, e questo anche per il fatto che nella nostra cultura è presente solo la figura del giurista; la figura del linguista è poco valutata e remunerata, mentre dovrebbe avvalersi di riconoscimenti professionali per l’ efficienza comunicativa che svolge. Le difficoltà emergono anche dal fatto che esiste quasi una barriera tra l’ Istituzione che emette gli atti giuridici e il cittadino che ne è il destinatario. È anche vero che non si può pretendere una radicale semplificazione del linguaggio giuridico, in quanto, sottolinea il dottor Valerio Ferlito, Direttore Capo Area Comune di Catania, rispetto a tutti gli altri linguaggi specifici, esso tocca tutti gli interessi generali della collettività. E quindi quale criterio bisogna adottare in quest’ operazione di semplificazione? Semplice: fare in modo che la modificazione di parole o frasi non faccia perdere al linguaggio la sua funzionalità e precisione semantica.
Anche il linguaggio giuridico, nonostante il suo rigido e quadrato aspetto, comunica con molti mezzi per far capire al cittadino, non solo ciò che vuole dire, ma anche che dietro c’ è un’ autorità, uno status, una ritualità, e la forma del testo è la prima a doverne dare testimonianza.
La verità è sulla superficie...ma nessuno la vede
Ad introdurre "Maledetta università" di Girolamo editore, nuovo lavoro del professore Francesco Coniglione, docente di Storia della Filosofia nella Facoltà di Scienza della Formazione di Catania, oltre che Vice Presidente nazionale della Società Filosofica Italiana e Presidente della sezione di Catania, è la giornalista Pinella Leocata, intervenuta all’ incontro che si è tenuto alla Feltrinelli di Catania, insieme al professore di Scienze Politiche Tino Vittorio.
La Leocata lo elogia subito per importanza e chiarezza, utile sia ai professionisti del settore che ai comuni cittadini, perché aiuta a capire cosa succede e cosa succederà nel nostro Paese, ma soprattutto ne aiuta a capire la vita culturale. Il suo maggior pregio è quello di smontare molti luoghi comuni, basandosi su dati certi, e La Leocata ne sottolinea l’ attendibilità citando Popper: “La verità è sulla superficie” per ribadire che questi dati sono sempre stati sotto gli occhi di tutti (presi dal web “L’ Italia che affonda”).
Il discorso di Coniglione sull’ Università Italiana, ma soprattutto sulla cultura, si colloca nell’ odierno contesto socio-economico e socio-politico per documentarne come si correlano i cambiamenti economici e come influiscono sulla cultura.
Cita appunto alcuni luoghi comuni ribaltati, presi dal volumetto:
- L’ Università non è squalificata, con ricerche e fonti internazionali ci troviamo tra le prime 100 al mondo con la Statale di Milano;
- L’ Italia non ha perso la sua cultura scientifica, vi sono 4 facoltà scientifiche tra le migliori 50 in tutto il mondo;
- Se è vero che ad andare avanti sono le università private,esse non si piazzano nemmeno tra le prime 100 al mondo;
- I ricercatori in Italia sono pochissimi eppure molto validi, all’ 8° posto per articoli e al 18° per citazioni;
- Non è vero che la ricerca non è più finanziata dallo Stato e che anche in America è finanziata dal privato (il 60% è finanziato dallo Stato Federale, il 20% dagli stessi enti, il 14% da altri stati e solo il 6% dall’ industria).
Un po’ contraria a Coniglione la Leocata lo è riguardo l’ affermazione che buona responsabilità hanno i mass media, con i loro scandali ingigantiti, che giustificano e preparano il terreno alle politiche di governo di tagli all’ Università, in disaccordo per il rischio di uno scardinamento del ruolo e dell’ importanza dei giornalisti. E provoca lo scrittore in modo retorico: non si dovrebbe denunciare l’ Università di Catania che non si è costituita parte civile per il caso di Laura Salafia? Non si doveva denunziare il caso Rossitto? Il caso Farmacia? E dunque, se la stampa parlasse solo positivamente dell’Università, ne farebbe il suo bene? Conclude con una nota amara la giornalista: i tagli dei fondi faranno morire l’ Università fino a ché essa si pieghi ai politici che ne prenderanno il potere … timore non molto lontano.
Ma il professore sottolinea che si riferisce a quelle campagne di stampa dei grandi mass media che si basano su dati truccati, non considerando che le storture avvengono in un Corpo che ha ancora un valore. Come anche tutte quelle riforme, fatte solo per sfacciarsi come Riforme Epocali, ma in realtà inutili, e in un dialogo con una studentessa confessa che spesso i professori sono bloccati nel voler dare una mano a tutti quegli studenti smarriti nell’ ormai troppa e inutile burocrazia!
Un libro “ben confezionato e con una forte struttura interna che si scaglia su chi vorrebbe fare disinformazione … prende di petto il problema e ne squaderna gli aspetti più importanti …” ecco come, dopo un’ attenta e interessata lettura , lo ha definito l’amico e professore Tino Vittorio.
È un libro di antropologia, sottolinea Vittorio, quando l’ autore parla di Crisi Cognitiva e si riferisce al momento in cui i somari hanno preso il potere, scherzandoci sopra dicendo che è proprio qui in Italia che il detto “Il raglio dell’ asino non arriva in cielo” non vale! Nel nostro Paese c’ è infatti una difficoltà a transitare verso la conoscenza, a prendere coscienza delle nuove sfide che la società globalizzata propone. Sia la destra che la sinistra tendono alla svalutazione del capitale umano, la vera crisi che ci attraversa è una crisi ANTROPOLOGICA.
L’ Università dovrebbe essere, oltre che istruzione, divulgazione dei temi e delle nozioni sociali, luogo dove l’ intelligenza sia resa elastica!
Oggi la società si fonda sull’ INNOVAZIONE, e la crisi da noi è la normalità, e se da noi non c’ è innovazione significa che siamo vicini alla mummificazione.
Ma il professore Coniglione propone comunque una soluzione, poco disincantata e molto concreta che si trova appunto nelle ultime pagine del libro con “un ottimismo che si colora di pessimismo, a causa della pochezza della classe sociale, dell’ imbarbarimento della vita associata, della lontananza della cultura e della ricerca dagli interessi dei partiti e dei suoi esponenti… tutti fattori che pesano sul futuro di un’ economia fondata sulla conoscenza e sull’ innovazione tecnologica, in grado di affrontare le sfide dell’ età contemporanea…”
Non è un caso che il Premio per l’ Innovazione Tecnologica, nato da 9 anni, non è mai andato ad aziende italiane, ciò ci dà il senso di quello che è l’ Italia oggi!
Stranieri in casa!

“Essendo l'unica rivista in Italia a non occuparsi solo di informazione su mostre ed eventi artistici, ma che anche li recensisce, e avendoli in casa, mi è sembrato giusto organizzare un evento nella nostra Accademia…” Esordisce così il professore Lombardo, docente di pittura e videoistallazione, presentando lo scopo di quest'incontro con Tribeart.
Era prevista anche la presenza di Vanessa Viscogliosi, redattrice e cofondatrice della rivista, che però non ha potuto prendervi parte.
Alessandro Fangano, redattore e fondatore, inizia la breve presentazione della rivista con una nota dolente: l'Accademia di Belle Arti di Catania, nonostante sia una delle più importanti in Italia con circa 2000 iscritti, conta una bassissima partecipazione agli eventi artistici a cui la rivista prende parte, al contrario di Palermo che invece è molto attiva, seppur con 1000 iscritti in meno. Argomento che riprende, con un intervento, anche un altro docente dell'Accademia, Giuseppe Frazzetto, spiegando che la causa è la diversa struttura sociale e culturale: infatti, mentre Palermo è caratterizzata da piccoli focolari in grado di resistere alle avversità e di creare grande interesse tra i giovani, a Catania chi fa arte non è il piccolo centro/focolare, ma il singolo. Manca l'idea del “fare RETE/SISTEMA”, non basta dire “io voglio essere quello che sono”, bisogna essere se stessi ed avere le proprie radici, ma confrontarsi allo stesso tempo con il mondo.
L'avventura, o meglio la “crociata”, inizia 12 anni fa con tre studenti ventenni ed è stata sempre caratterizzata da una piccola e continua crescita, da scelte oculate senza troppi entusiasmi né demoralizzazioni, nonostante i vari ostacoli soprattutto burocratici! Si è sempre mossa con IMPEGNO, COSTANZA e COERENZA.
Questo è anche motivo di esempio e stimolo per tutte le piccole, ma “grandi” redazioni, come la nostra! Occhiolino, quello di Tribeart è un percoso inverso rispetto agli altri giornali, dal web al cartaceo:
Nel 1999 nasce a Roma il Tribenet.
Nel 2001 la redazione catanese del sito Tribeart.
Nel Febbraio 2003 il cartaceo Tribeart-La guida, sul modello di Art Guide di Roma.
Da sempre la rivista ha dovuto scavalcare alti muri, primo tra tutti quello dei grandi gruppi industriali che non possono permettersi di perdere dal 5 all' 8% di pubblicità a causa di un prodotto free-press, sentendosi anche domandare “Ma voi quando morite?” a pochi mesi dalla fondazione.
Hanno sempre mantenuto la scelta di non svendere gli spazi creati all'interno delle 16 pagine di giornale, che si caratterizzano per la convergenza di attività editoriali e promozioni di eventi, libri, cataloghi…
Gli artisti ormai collaborano gratuitamente con il progetto e autonomamente ogni mese distribuiscono, all'interno del proprio ambito, copie della rivista.
Tribeart sa su chi contare! Alcuni scelgono addirittura di abbonarsi a pagamento, pur di avere la possibilità di reperirne gratuitamente una copia sotto casa.
Da Catania il progetto si è allargato in tutta la Sicilia e importanti istituzioni palermitane e agrigentine cominciano a coinvolgerli.
Hanno avuto anche la possibilità di collaborare su RAI 2 ad un programma sull'arte contemporanea con dei servizi sulla Sicilia, ma nessun centro artistico è stato trovato attivo. L'esperienza d'arte più interessante è stata allora reputata quella di Marella Ferrera. Dalla Sicilia sono dunque partite Fiere d'Arte che si sono diffuse poi in tutta Italia.
Questo è stato un enorme stimolo per Tribeart, che ha iniziato così ad evolversi anche nella forma.
Tra i vari punti di distribuzione, di recente ne è nato uno ai Magazzini Milanesi, a Palazzo Riso, in cui è presente un archivio di artisti “Made in Sicily”.
Tra i vari argomenti della rivista, viene affrontato quello sempre attuale dei musei siciliani e dello STOP al consumo del territorio.
Ad intervenire è stata anche un’altra docente, la professoressa Giuseppina Radice che spinge semplicemente i giovani a non farsi scoraggiare dai grandi, perché ormai nell'arte tutto è stato fatto, tutto è nato come anticonformismo per poi diventare conformismo! Bisogna solo rifiutare il paternalismo e la sufficienza.
Il professore Lombardo propone in esclusiva ad Alessandro Fangano una sua idea che coinvolge anche gli studenti dell'Accademia, quella cioè di creare uno sportello di relazione con la rivista che riporti all'Accademia gli eventi e le mostre, per beneficiare di un rapporto diretto e per darsi così reciproca visibilità.
Ansiosi di vedere maturare i frutti riconsideriamo, anzi consideriamo, l'arte contemporanea, che viene vista sempre con sospetto!
L' altrove sedotto dall' uomo
Un nuovo appuntamento si è tenuto Mercoledì 4 Maggio alla Libreria Cavallotto di Catania. Già ospite lo scorso anno con la presentazione del libro “La ragazza di via Maqueda”, Dacia Maraini è felice di ritrovarsi nella nostra città per presentare il suo nuovo libro “La seduzione dell’ altrove”.
In realtà si tratta, come la stessa scrittrice afferma, di un insieme di articoli e racconti su viaggi compiuti dalla stessa, dall’ Africa nera alle savane, passando per le baraccopoli,per l’ Europa dei vecchi e recenti stati,per l’ Oriente, fino ai ricchi campus degli Stati Uniti. Viaggi che compie confrontando situazioni e problemi, indagando i rapporti fra i paesi più lontani e quelli più vicini.
Per l’ autrice la cultura e la conoscenza passano anche dal saper confrontare e ascoltare quello che non ci piace. Pone infatti l’ accento sulla scomparsa di molte popolazioni a causa dell’ espansionismo e dell’ industrializzazione che portano inoltre omologazione e degrado, anche se contribuiscono positivamente al benessere e alla comodità. Filo conduttore del libro è la guerra, presente dappertutto con tutte le atrocità che comporta.
Ma più che proporre soluzioni o dare delle risposte, guarda senza voler costringere, ci mette semplicemente di fronte ai problemi!
Presenti tra le pagine del libro anche personaggi-mito che la Maraini ha incontrato, con i quali ha lavorato e che appartengono a pezzi della sua vita, tra cui Alberto Moravia, di cui parla con note certamente particolari.
A venir fuori in questo viaggio, che si può compiere comodamente da casa, è la paura del diverso, che invece dovrebbe essere stimolo a esplorare, condividere e arricchire l’ uomo e il suo universo. Scrive le seduzioni dell' altrove ma in realtà è l' altrove a essere sedotto da noi...
Abituata dalla più tenera età a viaggiare, il suo spostarsi da un paese all’ altro le ha permesso di studiare più nel profondo l’ uomo, perché è di questo che alla fine ci parla.
L’uomo ha bisogno di trovare la sua IDENTITA’, il nostro futuro sta in questo e nel rapporto che l’ uomo stesso ha con essa. Ormai la primitività non esiste più, l’ uomo è lacerato: da una parte l’ attaccamento al passato, dall' altra “dobbiamo trovare un modo per far nascere una nuova pianta da queste radici”. La scrittrice ci ammonisce affermando la necessità di eliminare tutte le forme di immobilizzazione della vita, la mobilità non si può fermare come non si può fermare la vita! Anche la memoria dev’ essere in movimento, perché perseguire il movimento non significa distruggere il passato ma metabolizzarlo. A tal proposito la professoressa Rosamaria Monastra chiede un parere sull’ introduzione dell’ apprendimento dei dialetti nelle scuole: l’ autrice è d’ accordo perché bisogna tenere vivo il passato e le radici, ma dev’ essere un progetto consapevole.
Tra i vari aneddoti che ci racconta, spinta anche dalla curiosità degli ascoltatori, ve ne sono molti legati al padre, figura presente sempre, in un modo o nell’ altro, nei suoi libri; e compare anche Pasolini, grande regista col quale ha lavorato in film come “Mille e una notte”.
Ci parla anche dei suoi viaggi in Giappone, ma soprattutto del periodo in cui è stata rinchiusa in un campo di concentramento con la famiglia; a colpirla dei paesi orientali è il loro rapporto con la morte, completamente diverso dal nostro, di serenità e non di paura, per loro esiste un dialogo tra morti e vivi.
Spinta dai ricordi di una lettrice sui movimenti femminili degli anni '70 in riferimento al fatto che sembra non si sia tramandato nulla alle nuove generazioni, risponde che non bisogna colpevolizzarsi, anche se sicuramente una parte di responsabilità c' è. Si avverte sempre uno scontento ma non si trovano gli strumenti per esprimerlo e debellarlo!
A interpretare alcuni brani è stata l’ attrice Raffaella Esposito.
Nel corso della serata è stato anche consegnato il Secondo Premio di Laurea Vito Cavallotto.
A conclusione dell' incontro la scrittrice si è fermata ad autografare le copie degli entusiasti lettori.
Un filo d' olio aggiusta tutto
Ancora una volta la Feltrinelli di Catania ospita un'artista di riguardo che riscuote molti apprezzamenti, soprattutto in questo caso, visto che si tratta di una scrittrice conterranea: Simonetta Agnello Hornby, nata a Palermo nel 1945, vive a Londra dal 1972, dove ha fondato uno studio legale a Brixton che si occupa delle comunità immigrate musulmane e nere; è inoltre presidente del Tribunale di Special Educational Needs and Disability. Ha esordito con “La Mennulara”, libro tradotto in 12 lingue e dal quale è stata tratta anche un'opera teatrale che, come precisa l'autrice stessa, doveva essere messa in scena al Teatro Stabile di Catania dal 29 Aprile al 22 Maggio, e che invece verrà rappresentata a fine Novembre.
Ci confessa che con “Un filo d'olio”, libro presentato oggi, fa una cosa strana: scrive su se stessa. Infatti, finora, ha scritto di cose e persone che di certo non può affermare di conoscere realmente, ma delle quali esprime soltanto una sua visione. Ci parla di se stessa attraverso la madre Elena e la zia Teresa, alle quali il libro è dedicato. Inizia col narrarci la sua infanzia trascorsa a Palermo, in Via XX Settembre, e delle vacanze trascorse nella campagna a Mosè, contrada che si trova tra Agrigento e Favara. Ci racconta di come le due sorelle, Elena e Teresa appunto, pur avendo vite e caratteri diversi, pur trattandosi come due estranee, sempre piene di convenevoli, facevano tutto insieme, ma soprattutto cucinavano insieme! E’ proprio di questo che il libro parla: della cucina che ha accompagnato l'infanzia dell'autrice. La Hornby ci dice che non si può parlare di cucina senza insegnarla, ed è per questo che il libro è composto anche di ricette, e scherzosamente precisa che queste sono intere, non manca nessun ingrediente, come spesso accade nel passaggio tra vicine! Sono state addirittura sottoposte alla critica di cuochi stranieri, che tuttavia conoscono bene l'italiano. Quello che vuole sottolineare la scrittrice è che bisogna celebrare queste persone nelle proprie famiglie, per mantenere vive le tradizioni, perché la vita è troppo veloce e ormai non ci sono più i racconti della nonna; quindi quello che vuole fare è tramandarle ai nipoti, che, precisa, sono siciliani per ¼.
Protagonisti del libro sono anche i contadini che erano al servizio della famiglia Agnello, per i quali nutre un profondo rispetto.
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Barricati sul tetto del teatro Bellini. “Ci hanno tolto il lavoro e la dignità”
di: Vania CuppariCommenta per primo!
Più o meno nell’indifferenza generale, a eccezione di qualche curioso, al centro di Piazza Teatro si trova un bellissimo e grandissimo “materasso gonfiabile” circondato da auto e…
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"Missione Ammissione" alle librerie Cavallotto
di: Federica Mottain Speciale Numero Chiuso Letto 730 volte
La libreria Cavallotto di Catania (corso sicilia 91), giovedì 17 Maggio alle ore 16.30, aderirà all’iniziativa “Missione ammissione 2012”. Di cosa si tratta? In tutte le maggiori librerie italiane, in collaborazione con Alpha Test, si stanno svolgendo degli incontri tra docenti e giovani maturandi pronti a svolgere i test d’ammissione…
Da Bollettino d'Ateneo
- Una terapia rock per Laura
Sabato 26 maggio (BarbaraDiscoLab), serata organizzata dagli studenti per raccogliere fondi a sostegno di Laura... - Paleodays 2012
Da giovedì 24 a sabato 26 maggio (Palazzo delle Scienze), 12a edizione delle Giornate di Paleontologia - Diritto e politica
Martedì 22 maggio alle 15:30, nel Coro di Notte del Monastero dei Benedettini, secondo appuntamento del ciclo di...

