Passiamo ai Big. Serata tutta dedicata ai duetti nostrani. Pochi quelli che meritano una menzione: molto bello quello tra la rossa Noemi e il cantante degli Stadio; Pierdavide Carone duetta con Grignani che non si risparmia nel dire la sua su questa edizione del Festival: una delle peggiori a suo dire; impeccabile quello tra Dolcenera e Gazzè; Nina Zilli duetta con Giuliano Palma, collega con cui ha già lavorato, e l’alchimia è tangibile, e con il trombettista Bosso; affiatatissime le salentine Marrone e Amoroso, ma perbacco, improponibile il look della seconda; il preistorico gruppo italiano, parlo dei Matia Bazar, si rinnova grazie alla collaborazione con Mauro Coruzzi, meglio conosciuto come Platinette.
Assolutamente da dimenticare la “performance” pseudo-disco ad opera del duo Berté-D’Alessio, accompagnati dal non più giovane DJ Fargetta, che hanno messo in scena un vero e proprio circo del grottesco e del cattivo gusto: Gigi D’Alessio vestito come un poco probabile biker con tanto di cappello da poliziotto, giacca di pelle nera fashion e occhiali da sole a goccia e la Berté che si esibisce in un presunto playback che potrebbe far rischiare ai due l’eliminazione definitiva, nonostante il ripescaggio. Ma, infatti, qualcuno mi spiega perché sono stati ripescati questi?
Da relegare in un angolo anche l’esibizione di Samuele Bersani e Paolo Rossi. Nulla da dire sull’artista in gara e le sue immancabili scarpette da calcio, ma il comico poteva almeno imparare il testo della canzone.
La serata è stata anche la decisiva per i giovani in gara. Premiato come vincitore il quindicenne Alessandro Casillo con il brano E’ vero (che ci sei). Niente di particolare nel panorama musicale italiano, solo un altro “talento” venuto a galla dopo la partecipazione ad un talent.
Vero mattatore della serata Alessandro Siani, reduce dal grande successo dei suoi due ultimi film che ritraggono gli italiani nei loro più classici stereotipi. L’attore ha proposto un brillante monologo denso d’attualità, dalla crisi che imperversa il Paese agli slip di Belen. Ovazione da parte del pubblico che si è anche alzata per applaudirlo. Solo la valletta ceca Ivana Mrazova, che continua a rimanere più tempo dietro le quinte che in scena, sembra non averci capito niente di quello che l’attore napoletano ha detto. Ma gli organizzatori del Festival quando si decideranno a scegliere come valletta una ragazza italiana doc che meriti di calcare un palco così importante? La Mrazova, bella per quanto sia, sembra un asino che raglia quando ride.
