In foto Emma Marrone vincitrice festival 2012 In foto Emma Marrone vincitrice festival 2012

Terza figlia del talent di Maria De Filippi, Amici, a partecipare al Festival e ad aggiudicarsi la vittoria dopo i compagni Marco Carta e Valerio Scanu, Emma Marrone è la vincitrice della 62ma edizione del Festival della musica italiana, grande favorita già dall’inizio.
La salentina ha vinto con il brano Non è l’inferno, scritto a sei mani da Francesco “Kekko” Silvestre, frontman dei Modà, con cui la cantante aveva già collaborato lo scorso anno partecipando al Festival con il brano Arriverà, e da altri due che nemmeno la cantante ricorda chi sono (facendo, ovviamente, una magra figura), quindi non vedo perché io debba disturbarmi a cercare i nomi nell’abisso che è il web.*
Il testo parla della difficile situazione economica e sociale italiana, a cui però si guarda con ottimismo. Una canzone populista dunque, fatta solo di luoghi comuni per catturare consensi. E a quanto pare l’artista è riuscita nell’intento.

Come è ormai da consuetudine, il diffondersi delle solite voci che indicano il Festival della canzone italiana come truccato e che siano le case discografiche ad accaparrarsi il premio a rotazione non si è fatto attendere.

Sul podio, tutto al femminile, anche Arisa, seconda classificata e vera rivelazione di questo Festival che l’ha vista crescere e trasformarsi dopo la sua prima partecipazione nel 2009 che la declamò vincitrice della categoria Nuove proposte con Sincerità. L’artista si è anche aggiudicata il Premio della Sala Stampa. Terza Noemi, in cima alla classifica dei brani più scaricati da iTunes con la canzone Sono solo parole, scritta per lei dal cantautore Fabrizio Moro, che potrebbe sembrare banale solo se cantate da chiunque altro che non sia lei. La rossa, infatti, la interpreta a meraviglia.

Samuele Bersani ha invece vinto il Premio della Critica Mia Martini e, se esistesse, vincerebbe anche quello di artista meglio vestito e più sexy della manifestazione.

Durante la finale c’è stato anche un momento dedicato alla premiazione ufficiale del vincitore della categoria Sanremo Giovani: Alessandro Casillo, di cui vorrei sottolineare l’acuta ignoranza in fatto di Musica (sì, con la “M” maiuscola) italiana: sconoscere brani come Nel blu dipinto di blu basterebbe già a precludergli l’accesso alle selezioni preliminari del rassegna musicale canora.

Sul palco di ieri sera anche Adriano Celentano. La seconda e attesissima apparizione del Molleggiato è stata continuamente interrotta dal pubblico che si divideva tra applausi e fischi. Celentano è entrato in scena cantando Thirteen Women di Bill Haley per poi dare il via ad un monologo tutto sulle invettive ricevute in seguito alla sua prima performance durante la serata di debutto del Festival e per ribadire quando già aveva detto, a conferma che lui se ne infischia del potere dei media e dice comunque quello che pensa. Si è poi esibito con due brani del suo ultimo album La cumbia di chi cambia, scritta da Lorenzo “Jovanotti” e Ti penso e cambia il mondo in duetto con un Morandi emozionatissimo. Questo il momento che ha registrato il picco di ascolti: un bell’81% di share, alla faccia degli ospiti internazionali il gruppo irlandese Cranberries. L’italiano quindi non vuole le grandi ospitate, sembra invece che voglia fare il pieno di polemiche per rimanere incollato alla TV. Ma questo già si sapeva e lo sapeva anche il sindaco di Sanremo, Maurizio Zoccarato, accorso sul palco per consegnare il premio ad Emma che ha approfittato della vetrina offertagli dal Festival per denunciare il malcontento della sua città in mondovisione.

Mattatrice della serata la comica sarda Geppi Gucciari, che quasi messa lì per colmare le mancanze della valletta ufficiale, la modella ceca Ivana Mrazova, ha divertito il pubblico già dalla sua prima entrata in scena: scalza, perché a suo dire: “In questo Festival per rimanere impressi bisogna scendere le scale senza qualcosa”, in chiaro riferimento all’ancora chiacchieratissima assenza dell’intimo di Belen della seconda puntata. Grandioso anche il suo monologo che ha citato alcuni dei nomi che hanno fatto parlare di questo Festival, dimenticando volutamente l’argentina Belen per citare Rossella Urru volontaria italiana rapita in Algeria. Una degna nota di merito per Geppi.

Tirando le somme, la 62ma edizione del Festival di Sanremo è stata finalmente caratterizzata dalla presenza di buone canzoni, certo, non proprio tutte, ma questo potrebbe essere un inizio. In quanto alla conduzione qualcosa in più da dire ci sarebbe, Morandi, infatti, non era proprio sciolto come la scorsa edizione e questo ha un po’ frenato gli artisti-spalla che erano lì in suo soccorso, anche se in un momento “vuoto” della serata, l’eterno ragazzo di Monghidoro ha intrattenuto il pubblico in sala con uno dei suoi vecchi successi ricevendo un vero e proprio bagno di folla, e questo è davvero significativo da suggerire a Morandi di tornare a fare il cantante se proprio non vuole ritirarsi dalle scene. Tanti comunque i gossip che hanno ruotato intorno a questa edizione, e anche se moralmente discutibili non importa, d’altronde la parola d’ordine in questi casi è fare spettacolo!

*Enrico Palmosi e Luca Sala, li ricordo perché è giusto che vengano nominati, visto il loro lavoro. Insomma, le canzoni vengono ricordate per le interpretazioni ma a vincere sono anche gli autori.

Anna Floridia

Anna Floridia

Facoltà : Lettere e Filosofia
Corso: Lingue e culture euroamericane e orientali
Anno : secondo
Ruolo: autrice e blogger Nerosubianco

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