A Maggio venne il momento della prima serata:
Davide: “La prima nostra serata fu al Bambuddha (noto pub acese, ndr), stavamo rischiando di non suonare a causa di problemi interni al gruppo che ci precedeva, ma le cose andarono nel migliore dei modi…l’esibizione su spettacolare!”
Nadia: “Personalmente la considero la serata più emozionante che abbiamo fatto!”
Con il successo di quell’esibizione arrivano le prime serate e le rassegne musicali in giro per i locali.
Al repertorio di brani sopraccitati venne aggiunto un discreto numero di altre cover, particolarmente degni di nota Peruvian Skies dei Dream Theater (versione live, in cui possiamo anche riconoscere tendenze pinkfloydiane) e la storica Confortably Numb dei sopracitati Pink Floyd.
Eccellente il lavoro di Davide alle chitarre, eccellenti le backing vocals femminili di Nadia, oltre alla sua eleganza nel dominare la scena, che assurge – più che meritatamente – ad un ruolo quasi comprimario nelle loro esibizioni.
Tra le citazioni di Arthur Schopenhauer (vedi a pagina MySpace del gruppo) e la messa in musica del “Pessimismo Cosmico” di Giacomo Leopardi, il progetto Weltschmerz dimostra uno spessore artistico non comune che emerge pressochè da tutti i punti di vista: la cura dei suoni, le liriche e la loro interpretazione, un buon senso della melodia. Tutto concorre a dipingere, brano per brano, attimo per attimo, atmosfere diverse dalle diverse sfumature: ora cupe e claustrofobiche, ora più rilassate ma non per questo meno sofferte, in un alzarsi e abbassarsi continuo della tensione emotiva. Una band quasi perfetta nel suo genere. Un maggiore uso della splendida voce di Nadia potrebbe probabilmente aggiungere nuove dimensioni alla musica dei Weltschmerz.
Ringraziamo Nadia, Davide, Emanuele, Nicholas, Enrico (e la sala prove di casa Carpinato) per l’ospitalità.
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Weltschmerz : una delle risposte dell'uomo al Dolore
Scritto da Anthony Consolo
Nuova “scoperta” di notevole rilievo per la promettente musica acese, e di notevole coinvolgimento per lo stesso Davide Di Mauro, già nei Blind Spirits. Le atmosfere della ex band abbandonano i lidi di questo progetto, caratterizzato da una darkwave raffinata ed ispiratissima, capace in certi momenti di trasudare disperazione ed angoscia per poi immeditamente chetarsi e cullarsi nel ricordo e nella nostalgia. Weltschmerz, d’altra parte, significa esattamente questo. Il “dolore universale”, caro alla poetica tedesca dello Sturm und Drang, rivive qui nell’acese mescolando sapientemente l’impronta evocativa dei Dream theater meno acusticheggianti con il pathos degli Evanescence, alcune atmosfere doomeggianti in odore di Iron Maiden e il goth rock più classico dei Nightwish – rigorosamente periodo “The Phantom Of The Opera” – piuttosto che degli “antichi” Pink Floyd.
Nella giornata di sabato siamo stati ospiti in sala prove, e tra un brano ed un altro ci è stata raccontata la storia di questa giovane – ma straordinaria – band.
Il 12 febbraio il desiderio di Nadia Orlando, poter cantare finalmente un genere che soddisfi il suo gusto musicale e la sua predisposizione vocale, incontra la chitarra del nostro Davide Di Mauro; parte quindi la ricerca degli altri componenti.
Il primo ad unirsi ai due sarà la batteria di Nicholas (L’Ossesso) Carpinato, che già in precedenza aveva espresso il desiderio di suonare con l’amico Davide; subito dopo fu il turno del basso di Emanuele Battiato, appena tornato da Brescia; per ultimo, ma non per importanza, fu il turno della tastiera di Enrico Puglisi, inizialmente scettico a quest’iniziativa. Quest’ultimo aveva già in progetto di suonare con il nostro chitarrista, preferibilmente in una cover band dei Pink Floyd, dei quali i due sono grandissimi fan.
Il 23 dello stesso mese con la prima prova in sala diviene “ufficiale” la nascita dei Weltschmerz.
Nadia: “Il nome nacque quel giorno su mia iniziativa, che immediatamente gli altri membri accolsero entusiasti...”
Enrico: “Quel giorno stesso nacque pure il soprannome del nostro batterista. Durante le prove il proprietario della sala, notando notevole “fracasso”, intervenne indirizzandosi al nostro Nicholas:
«STAI PICCHIANDO COME UN OSSESSO!!» Da allora gli venne quindi affibiato il nome “L’Ossesso!””
Per via della componente progressiva, atmosferica e specialmente della voce della nostra Nadia, sono principalmente un gruppo symphonic/melodic metal, ma con moltissime influenze diverse, il che è riscontrabile nella scelta dei loro primi quattro brani: What Have You Done dei Within Temptation, My Immortal degli Evanescence, Nemo dei Nightwish e Killing Me, Killing You dei Sentenced.
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