Non ho mai amato le celebrazioni a posteriori, né tantomeno la corsa al morto. Scrivere di Lucio Dalla oggi, perché in un periodo di profonda crisi musicale una perdita di questa levatura artistica non può passare inosservata. Dalla non può essere considerato un altro personaggio famoso da mettere sull'immagine personale di Facebook con la scritta “Ciao Lucio”. Lucio Dalla era un rivoluzionario, uno di quelli silenziosi. Uno dei migliori, dei più autentici. Sapeva interpretare il tempo, senza esserne schiavo. Mantenendo sempre integrità e fedeltà a ciò in cui credeva. Alla possibilità, al valore che potesse avere chiunque. Devo la mia passione a mio padre, che ha usato la sua discografia come leit motiv della mia intera infanzia. Tutta musica leggera, ma travolgentemente vera, perchè con lui la forma diventava uno schiaffo capace di catapultarti nelle realtà più atroci. Con la delicatezza tipica di uno dei suoi sguardi più furbi. Incapace di scendere a patti musicalmente: quasi 50 anni di sperimentazioni continue, azzardate. Ha saputo vivere l' Italia e se stesso, con l'ironia beffarda della vita di cui amava cantare nelle sue canzoni. Irriverente, come solo chi ha vissuto osservando il mondo sa fare. Oggi salutiamo un grande interprete della storia di noi italiani, siamo uniti nel ricordare le sue poesie su spartito che hanno il sapore di inno, inno al sadismo della vita, inno agli italiani. Anche i più cinici e snob musicomani, rendono omaggio al suo estro inchinandosi al genio di un uomo che ha interpretato l'italia, anche semplicemente sfruttando i suoni onomatopeici della quotidianità, del suo ritmo serrato e incessabile. Noi ci uniamo al coro, certi che non possa spettargli altro che l'eternità.
Nerosubianco - Dopo le polemiche scatenate dall’intervento di Celentano, gli slip fantasma di Belen, il bacio gay tra Morandi e “Fabio” dei Soliti Idioti, la quarta serata vede Sabrina Ferilli al centro di un momento abbastanza opinabile della TV nostrana.
Come sempre genuina, la prosperosa attrice ha intrattenuto il pubblico con un triste siparietto dotato anche di un’arringa difensiva per la TV pubblica. La teledipendente ha avuto il coraggio di dichiarare che la televisione italiana è la migliore al mondo. Cara Sabrina, faccia all’antica: spenga la TV e si intrattenga più sotto le lenzuola.
Dopo lo splendido inizio della serata con la performance di David Garrett al violino e Simona Atzori in un’emozionante coreografia, momento caratterizzato dalla fusione tra eleganza e arte (cosa difficilmente riscontrabile sul palco dell’Ariston di questi ultimi tempi), la Ferillona nazionale ha, infatti, offerto un ulteriore momento basso della TV italiana quasi a riprova, come se ce ne fosse bisogno, che davvero ciò che la televisione nostrana offre è il miglior prodotto al mondo. Sì, il miglior prodotto indecente.
Peccato comunque che la meravigliosa esibizione del violinista tedesco e della ballerina diversamente abile che ha coraggio da vendere sia stata confinata proprio all’inizio, certo un grande inizio, ma troppo poco considerato. Purtroppo a performance del genere non si da lo spazio che si dovrebbe, meglio se le fosse stato concesso un momento nel vivo dello spettacolo.
Ospiti della serata anche la boy band inglese amatissima dalle giovani: i One direction, che ha detta di Morandi sono in testa alle classifiche. …Solo io non ho mai sentito parlare di questi tizi?
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