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(Adnkronos) - "La Sicilia manifesta grande interesse per il bando pubblicato dal Miur che si rivolge a Universita', centri di ricerche, consorzi e imprese, erogando considerevoli risorse: sono sicuro che i progetti presentati avranno ottime possibilita' di successo". Lo ha detto l'assessore regionale per l'Istruzione e la Formazione professionale della Sicilia, Mario Centorrino, partecipando in rappresentanza del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, alla presentazione dell'avviso pubblicato dal ministero per l'Innovazione, la Ricerca e l'Universita' relativo al progetto "Smart Cities and Communities and Social Innovation" rientrante nel Pon "Ricerca e Competitivita'" 2007/2013 per le Regioni della Convergenza (Sicilia, Campania, Calabria e Puglia).

La tappa siciliana del road show organizzato dal Miur e' stata ospitata, oggi pomeriggio, nella sede di Catania della Presidenza della Regione. All'incontro hanno partecipato, fra gli altri, il ministro per l'Istruzione, Francesco Profumo, l'assessore regionale alle Funzione pubblica e alle Autonomie locali, Caterina Chinnici, e il prefetto di Catania, Francesca Cannizzo. Sono intervenuti anche il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, i rettori delle Universita' di Palermo, Catania e Messina, rispettivamente Roberto La Galla, Francesco Tomasello e Antonino Recca. "Sono avvisi - ha continuato Centorrino - che portano innovazione nelle citta' del Mezzogiorno, offrono sostegno alle politiche di ricerche e rappresentano uno strumento essenziale per collegare la Sicilia a queste incisive azioni di governo. La visita del ministro Profumo e' un importante momento di confronto fra le politiche di ricerche avviate a livello nazionale e regionale. Valuto fondamentale - ha concluso - anche la presenza dei rettori delle Universita' e dei rappresentanti degli enti di ricerca perche' rappresenta la concretizzazione di questo interesse verso i progetti di innovazione delle citta', con riferimento ai temi della salute, dell'energie rinnovabili e del turismo, che fanno parte integrante della politica economica siciliana".

Le attese degli studenti dell'Ateneo catanese. Presentati i risultati dell'indagine dell'Istituto Demopolis per la valutazione dei servizi didattici e logistici. File htm Fonte BDA

Gli studenti dell'Ateneo di Catania promuovono a pieni voti il corpo docente, dichiarandosi soddisfatti della qualità della didattica, ma avanzano, nel contempo, specifiche richieste finalizzate a rendere più funzionale e stimolante la vita universitaria alle falde dell'Etna.

È molto positivo, nel complesso, il giudizio che deriva dall'indagine "L'Università che Vorrei", realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis su un campione di 1.010 intervistati, statisticamente rappresentativo dell'universo degli iscritti all'Ateneo di Catania.
I dati, che emergono dall'ascolto degli studenti delle undici Facoltà attive nella Città etnea, permettono di misurare la qualità percepita della didattica e della logistica, ma anche di delineare un quadro complessivo delle aspettative dei giovani universitari, fornendo interessanti ed inedite indicazioni per l'ottimizzazione dell'offerta dell'Ateneo e il progressivo miglioramento dei servizi erogati.

Si rileva una considerevole quota di criticità in tema di infrastrutture e dotazioni logistiche. Sono per lo più di natura esogena al contesto didattico i punti di maggiore insoddisfazione evidenziati dagli iscritti: carenza di aree di parcheggio (61%), insufficienza del trasporto pubblico (83%), ma soprattutto la difficoltà percepita per il futuro inserimento in un mondo del lavoro che in Sicilia - come nel resto del Sud - offre oggi poche opportunità di sbocco ai neo-laureati.

I giovani, intervistati dall'Istituto Demopolis, promuovono in pieno il portale Internet d'Ateneo e i servizi bibliotecari, auspicano un potenziamento dei servizi di segreteria online, dei laboratori, delle mense ed un serio intervento degli enti locali preposti sul sistema di mobilità urbana.
"La ricerca - afferma il direttore dell'Istituto Demopolis Pietro Vento - contiene molti dati inediti ed interessanti sul vissuto e la quotidianità di chi sceglie Catania come sede di studi e racconta delle fondate preoccupazioni dei giovani per il futuro e le prospettive occupazionali dopo la laurea. Gli studenti, evidenziando la propria soddisfazione per la formazione ricevuta (76%) e per la competenza dei docenti dell'Università etnea (80%), chiedono in modo prioritario - conclude Pietro Vento - di incrementare l'attività di orientamento per agevolare il futuro inserimento nel mondo del lavoro ed il raccordo con il tessuto produttivo dell'Isola".

L'indagine fotografa il vissuto degli studenti dell'Ateneo catanese in una congiuntura economica nazionale di fragilità estrema, ed in un tempo di incertezze profonde - in termini di prospettive professionali e di occupazione - per le nuove generazioni dell'Isola.

L'indagine demoscopica, diretta e coordinata da Pietro Vento con la collaborazione di Giusy Montalbano, Marco Tabacchi e Maria Sabrina Titone, è stata realizzata dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demopolis su un campione di 1.010 intervistati, rappresentativo dell'universo degli iscritti all'Università degli Studi di Catania, stratificato in base al sesso, alla tipologia del corso di laurea ed alla Facoltà di appartenenza.

Le interviste della fase quantitativa sono state condotte dall'1 al 20 dicembre, utilizzando le postazioni e i software esclusivi CATI-CAWI di rilevazione demoscopica dell'Istituto Demopolis, da personale qualificato, con tecniche operative rodate, e con la supervisione ed il controllo continuativo della struttura di ricerca. La rilevazione quantitativa è stata preceduta da una fase di ricerca qualitativa realizzata dal 15 al 30 novembre tramite focus group e colloqui diretti in profondità con gli studenti dei corsi di laurea attivati presso le sedi del capoluogo etneo.

PROFILO DEGLI STUDENTI: CHI SONO E PERCHÉ SCELGONO L'ATENEO DI CATANIA

L'indagine, condotta dall'Istituto Nazionale di Ricerche Demòpolis, analizza il segmento di popolazione che sceglie Catania come sede di studi, raccontandone aspettative, quotidianità, preoccupazioni ed istanze per la vita oltre la laurea.

Gli iscritti all'Università degli Studi di Catania si suddividono, in termini quasi equi, fra residenti in città (35%), domiciliati nel centro etneo per frequentare i corsi (27%) e pendolari (38%). È fra questi ultimi - studenti fuori sede che percorrono oltre 15 km per raggiungere le facoltà - che si riduce la frequenza dei corsi. Tuttavia, la presenza regolare a lezione rivela tassi considerevoli fra gli iscritti all'Ateneo catanese: il 48% dichiara di frequentare tutti i corsi; 4 su 10 sono presenti regolarmente a lezione, ma solo per alcuni corsi; appena il 12% - iscritti prevalentemente a percorsi formativi senza obbligo di frequenza - segue le lezioni di rado.

L'indagine dell'Istituto Demopolis definisce uno scenario composito delle variabili dirimenti per la scelta di Catania come sede accademica. Il 61% afferma di essersi iscritto all'Università degli Studi di Catania in ragione della comodità e vicinanza della sede rispetto al proprio luogo di residenza. Prevalente, fra le motivazioni di scelta, risulta anche la validità percepita dell'offerta formativa: la maggioranza assoluta degli intervistati (56%) afferma di essere stata influenzata, nella definizione della sede di studi, da peculiarità ed interesse dei corsi di laurea attivi a Catania. Sulla scelta dell'iscrizione universitaria incidono anche - secondo le dichiarazioni degli studenti - la qualità della didattica e del corpo docente (31%) e la buona fama dell'Ateneo (22%).

Di particolare interesse risultano i dati dell'indagine relativi agli strumenti di informazione impiegati dagli studenti per la selezione, a conclusione della Scuola Secondaria, di corso e sede di studi universitari. Gli intervistati dichiarano di aver scelto prevalentemente sulla base di processi di auto-orientamento, alimentati per lo più dalla consultazione del Web. Il 52% ha infatti cercato informazioni su Internet, mentre il 38% ha acquisito indicazioni da amici e conoscenti. Un terzo degli intervistati dichiara di avere invece consultato guide, giornali e pubblicazioni specializzate. Anche fra gli iscritti all'Ateneo catanese, si conferma la funzionalità solo parziale dei canali ufficiali ed istituzionali di informazione sui corsi di studio, che dovrebbero essere invece i più efficaci nell'orientamento dei giovani fra le maglie di un'offerta formativa complessa e variegata.

Code chilometriche e ressa per accaparrarsi carburante ai distributori. Questa la nottata dei catanesi davanti ai distributori di benzina della città.

Succede a Catania, ed è una conseguenza del blocco da parte del "Movimento dei forconi"; dopo aver visto le strade completamente deserte, nella serata di ieri tutti i catanesi si sono riversati nelle strade, facendo interminabili file nei distributori di benzina. Addirittura alcuni hanno passato la notte davanti al distributore, aspettando il carburante che poi non è arrivato.

Solo in mattinata alcuni distributori sono riusciti ad avere il carburante, ma le code chilometriche e la disperazione della gente continuano a creare il caos.

La situazione in Sicilia, dunque, resta difficile. Gli automobilisti sono in coda dall'alba, aspettano il caro petrolio. Le auto sono in fila, centinaia di persone a piedi sono accalcate alle varie pompe, in mano hanno bidoni e bottiglie in plastica. Chi riesce a riempire il contenitore fugge di corsa, come per proteggere il bene, che dopo cinque giorni di blocchi, è ritenuto prezioso.

Il reportage girato da Fabio Patanè, nella notte del 22 gennaio 2011

 

Segnalate fra i commenti i rifornimenti dove è disponibile il carburante

Riportiamo un importante pubblicazione del 2010 dell'Università di Catania, che è riuscita a provare scientificamente la validità del "Principio di incompetenza" formulato nel 1969 dallo psicologo canadese Laurence J.Peter.

« In ogni gerarchia, un dipendente tende a salire fino al proprio livello di incompetenza. »
  « Con il tempo ogni posizione lavorativa tende ad essere occupata da un impiegato incompetente per i compiti che deve svolgere. »
  « Tutto il lavoro viene svolto da quegli impiegati che non hanno ancora raggiunto il proprio livello di incompetenza. »

Il principio è un caso speciale della generalizzazione:

  « Ogni cosa che funziona per un particolare compito verrà utilizzata per compiti sempre più difficili, fino a che si romperà. »

L'equipe di ricerca, composta dai docenti Alessandro Pluchino, Cesare Garofalo e Andrea Rapisarda, ritiene che il sistema meritocratico è talmente inefficace che per assurdo sarebbe più proficuo premiare il "peggiore", cosicché si andrebbe a liberare il peggiore da un ruolo che non sa ricoprire o che ricopre male; il "migliore" invece, lo si lascerebbe nella posizione dove riesce a dare il meglio di se.

In pratica, durante le carriere vengono premiati e promossi coloro che hanno delle capacità migliori nel ruolo che ricoprono. Durante questo processo, come sostenuto dalla ricerca, coloro capaci di ricoprire il ruolo vengono trasclocati in un ruolo nuovo, con buone possibilità di non saper ricoprire bene la nuova posizione come avveniva in quella precedente.

Il principio di incompetenza analizzato dai tre ricercatori dell'Ateneo catanese è considerabile come un paradosso, poichè i tre ricercatori tentano di giustificare la teoria di Peter, con il fatto che non è giusto premiare i peggiori, considerando il fatto che debbano essere premiati i migliori; come tale, confutano come soluzione meritocratica il cosidetto paradosso di Parrondo, dove di fronte a due giochi perdenti la strategia vincente è quella di provarne prima uno e poi l'altro. Promuovono invece la cosidetta "promozione a caso", facendo attenzione ad incentivare i migliori che devono essere comunque premiati.

Le opere di Frida Kahlo non sono mai state di facile comprensione:donna tanto poliedrica quanto tormentata è stata da sempre un valido esempio di integrità artistica, oltre che di pura e sensuale femminilità. Una simile intuizione probabilmente, l’avrà avuta anche Julie Taymor che nel 2002 dedicò un film all’artista messicana. Ma ho valide ragioni per pensare che questa è stata anche l’intuizione dei Frida, band siciliana formata da Giancarlo “Thor” Sciacca alla voce, Arturo “King” Scala alla chitarra, Bon D’angelo al basso, Salvo Testa alla batteria e Adrian Rus alla tastiera. A metà strada tra l’hard rock vecchia scuola ed il pop odierno, attualmente stanno lavorando al loro album d’esordio come ci ha raccontato lo stesso chitarrista della band (http://www.myspace.com/fridaonweb)

Iniziamo da una domanda semplice:come nascono i Frida?

I Frida nascono nel 2003 ad opera di Giancarlo Sciacca, alias “Thor”. L’obiettivo era quello di mettere su un progetto di inediti che avesse come anima e come motore portante lo spirito combattivo e la sensibilità artistica di Frida Kahlo. L’aneddoto vede protagonista Thor che, per via di un esame universitario conobbe per la prima volta la pittrice messicana e le sue opere, innamorandosi della sua tenacia e della sua voglia di vivere e andare avanti a tutti i costi. La band nel corso degli anni ha subito dei cambiamenti, fino al definitivo ingresso mio (chitarra) e di Bob nel 2006 e quello di Adrian nel 2009.

Oltre a far parte di questa band siete anche studenti. Sappiamo tutti che l'ateneo catanese sta attraversando una fase problematica di cui il caso della facoltà di lingue è solo la punta di un iceberg più profondo. Qual è la vostra posizione a riguardo?

L’essere membri di un collettivo così vasto e pieno di controparti ci dà motivo di credere che l’idea di democrazia non debba limitarsi solo a un concetto astratto e fine a se stesso. Siamo impegnati nella musica, non nel sociale e crediamo che il messaggio di giustizia non debba arrivare da noi, poiché non siamo nati come band dai fini sociopolitici, ma per il diletto e per affrontare tematiche più leggere. Tuttavia non rimaniamo sordi di fronte alle proteste degli studenti di Lingue o di Farmacia, dove io studio, le cui voci sono surclassate talvolta da un sistema organizzativo poco chiaro, oscuro oserei dire. Le menti siciliane meritano sicuramente di più.

Sempre nella facoltà di lingue è stato organizzato un concerto gratuito per far conoscere a più gente possibile ciò che sta succedendo.In quanto studenti e musicisti allo stesso tempo,che ruolo ha la musica nel dare una scossa all'opinione pubblica?

La musica è stata il megafono degli studenti. Pienamente d’accordo con il concerto in sé e con il fine dell’evento stesso. Mobilitare band provenienti da diversi paesi è servito a mobilitare le masse e creare tutto un dinamismo che ha reso l’evento ancora più grande, risonante ed efficace. Ma per nostra esperienza sappiamo che non è tutto oro quello che luccica.

Tornando a parlare di musica:il vostro nome è chiaramente ispirato alla figura di Frida Kahlo. In che modo la vostra musica sposa il pensiero artistico della pittrice messicana?

L’incontro con Frida, la sua vita e le sue opere è stato illuminante per ciascuno di noi. Oltre alla suddetta tenacia e voglia di vivere, siamo rimasti affascinati dal suo tramutare le esperienze di vita in forti messaggi contenuti nelle sue tele. Frida artista. Frida amante. Frida sposa. Un intrigante mix di arte, coraggio, resistenza, seduzione e intensa sessualità vissuta senza le catene del bigottismo. Credo che puoi trovare un po’ tutto questo, ma sia chiaro che l’<<essere Frida>> è un carattere di gruppo, è uno stile di vita più che un dettaglio da ricercare in un brano.

A livello puramente musicale,ci sono artisti a cui sentite di dover dare un ringraziamento speciale?

Beh le ispirazioni sono diverse e riguardano diversi settori, dal look alla musica, dall’impatto scenico al modo di lavorare. Il grazie va agli Aerosmith, ai Queen, ai Red Hot, ai Bonjovi, agli italiani Ligabue e Vasco Rossi..Sarebbero troppi e troppo scontati..Tutti questi artisti ci hanno indirizzato verso il modo di fare musica che più si addice a noi.

In "Pillola Blu" affermate che "Nel sesso c'è il complesso della mia generazione";pensate che tutt'oggi,sebbene sia ormai un tema di cui i mass media facciano quasi abuso,sia un argomento pieno di tabù?

Sì, il sesso è un argomento tabù. Ma mi chiedo cosa sarebbe se non lo fosse. Probabilmente perderebbe d’importanza e diverrebbe un bisogno fisiologico routinario. Il panegirico sul sesso me lo risparmio. Dopo qualche anno e circa 200 concerti con questa ultima formazione ci siamo resi conto che ovunque andiamo è il tabù preferito, quello gradito da tutti. Sarà che di notte i tabù crollano..

Avete inciso una cover di "Chi mi aiuterà'" dei Ribelli, gruppo in voga negli anni 60 e 70. Ma quali sono i vostri rapporti con la musica italiana del 2010?

Il 2010 italiano non dà un ampia gamma di ispirazioni. In generale vale la regola del più forte o, se preferisci, dell’etichetta discografica più grossa. Vero è che i talent show e il seguito che riescono a fare in pochi mesi non aiutano per niente. Occhio di riguardo va all’estero, Inghilterra e USA in particolare. Fare rock in Italia nel 2010 è molto difficile, ma è ancora più stimolante rendere un brano al meglio, in modo che esecutore ed ascoltatore siano soddisfatti allo stesso modo. D’altronde il fine primo è la comunicazione, con tutti i mezzi a disposizione e fallire in questo significa perdere in partenza.

Cosa prevedono i vostri progetti futuri?

Il primo obiettivo è quello di completare il CD, che uscirà definitivamente fra qualche mese. Sul resto meglio tacere...

Per concludere,come definireste la vostra musica

Un amico una volta mi disse :”Io non riesco ad accostarti a nessun altro artista, hai un po’ di tutto ma non assomigli a nessuno”. Può andare come risposta?


Lasciamo ai posteri l’ardua sentenza allora.

 

CAPCOM PLAYSTATION-DREAMCAST-PC 1996 SURVIVAL HORROR


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Nel lontano 1996 mi trovavo a casa di mio cugino , appena possessore anche lui di Playstation, alle prese con un gioco noleggiato.. Resident Evil! Mi ricordo che lo aveva noleggiato per pagare di meno per 24 ore, pagandolo quindi 1500 lire.. evidentemente sconosceva il tipo di gioco che aveva davanti (pensate io ben più piccolo di lui!).

Metto le mani avanti e mi paro anche un po’ il culo: questa non è una recensione. O almeno non nell’accezione classica del termine. Recensire un disco dei radiohead con due soli giorni d’ascolto è improponibile e degradante nei confronti dell’arte che i cinque di Oxford ci regalano da circa diciotto anni con una nonchalance paralizzante.

Carisma,entusiasmo,voglia di divertirsi e di far divertire.

Sono questi gli ingredienti giusti per far trasformare una piccola band emergente in una band di successo e gli eros e thanatos stanno già cominciando la loro avventura.
La storia della loro band è molto lunga e travagliata perché,si sa,come tutte le band emergenti non è facile trovare un equilibrio tra i componenti:all’inizio infatti basta pochissimo per far scatenare una lite e distruggere una band appena formata.

Ma cominciamo dal principio. Chi sono gli Eros e thanatos?


Gli eros e thanatos si sono formati in una piovosa giornata di novembre,non a caso il loro nome iniziale era “kiss by rain” con riferimento alle giornate piovose che li hanno accompagnati fin dal principio.
Dopo varie disavventure e discussioni tra i componenti finalmente la svolta:trovano un nuovo batterista,S tefano Ricciardi, il quale inizia ad impegnarsi seriamente fin da subito. Dopo il ritorno della cantante,Simona,da un periodo di pausa le cose iniziano ad andare per il meglio:cominciano ad aumentare sia il coinvolgimento che il numero delle cover.
Così i kiss by rain decidono di ricominciare da capo cambiando per prima cosa il nome del gruppo che diventa “eros e thanatos” cioè amore e morte,due aspetti che si contrappongono ma che allo stesso tempo caratterizzano la vita di ognuno di noi in ogni singolo giorno.

Gli eros e thanatos subiscono molte influenze musicali tra cui quella dei famosissimi guns’n roses e i metallica,ma nonostante questo hanno realizzato molti inediti sfruttando al meglio le loro capacità e la particolare voce femminile .I componenti degli eros e thanatos fino ad oggi sono:Roberto Pace (chitarra elettrica),Luigi Scirocco (basso),Stefano Ricciardi (batteria) e Simona Gangemi (voce).L’amore per la musica ha fatto non solo si che gli eros e thanatos venissero invitati a radio zenith ,ma anche che aumentassero il numero dei live nei vari locali di Messina.

Il 14 maggio 2009 alle ore 22 per la prima volta suoneranno a Catania, al Ramblas. L’entrata è libera! Noi saremo già li per fare il tifo per loro !!Siete tutti invitati :l’unico pass per la serata è la voglia di diverirsi!

Nel frattempo potete sempre dare un’occhiata all’indirizzo Myspace

Oppure se volete maggiori info potete aggiungere su msn il seguente indirizzo

 

Nuova “scoperta” di notevole rilievo per la promettente musica acese, e di notevole coinvolgimento per lo stesso Davide Di Mauro, già nei Blind Spirits. Le atmosfere della ex band abbandonano i lidi di questo progetto, caratterizzato da una darkwave raffinata ed ispiratissima, capace in certi momenti di trasudare disperazione ed angoscia per poi immeditamente chetarsi e cullarsi nel ricordo e nella nostalgia. Weltschmerz, d’altra parte, significa esattamente questo. Il “dolore universale”, caro alla poetica tedesca dello Sturm und Drang, rivive qui nell’acese  mescolando sapientemente l’impronta evocativa dei Dream theater meno acusticheggianti con il pathos degli Evanescence, alcune atmosfere doomeggianti in odore di Iron Maiden e il goth rock più classico dei Nightwish – rigorosamente periodo “The Phantom Of The Opera” – piuttosto che degli “antichi” Pink Floyd.

Nella giornata di sabato siamo stati ospiti in sala prove, e tra un brano ed un altro ci è stata raccontata la storia di questa giovane – ma straordinaria – band.
Il 12 febbraio il desiderio di Nadia Orlando, poter cantare finalmente un genere che soddisfi il suo gusto musicale e la sua predisposizione vocale, incontra la chitarra del nostro Davide Di Mauro; parte quindi la ricerca degli altri componenti.

Il primo ad unirsi ai due sarà la batteria di Nicholas (L’Ossesso) Carpinato, che già in precedenza aveva espresso il desiderio di suonare con l’amico Davide; subito dopo fu il turno del basso di Emanuele Battiato, appena tornato da Brescia; per ultimo, ma non per importanza, fu il turno della tastiera di Enrico Puglisi, inizialmente scettico a quest’iniziativa. Quest’ultimo aveva già in progetto di suonare con il nostro chitarrista, preferibilmente in una cover band dei Pink Floyd, dei quali i due sono grandissimi fan.
Il 23 dello stesso mese con la prima prova in sala diviene “ufficiale” la nascita dei Weltschmerz.
Nadia: “Il nome nacque quel giorno su mia iniziativa, che immediatamente gli altri membri accolsero entusiasti...”
Enrico: “Quel giorno stesso nacque pure il soprannome del nostro batterista. Durante le prove il proprietario della sala, notando notevole “fracasso”, intervenne indirizzandosi al nostro Nicholas:
«STAI PICCHIANDO COME UN OSSESSO!!» Da allora gli venne quindi affibiato il nome “L’Ossesso!””


Per via della componente progressiva, atmosferica e specialmente della voce della nostra Nadia, sono principalmente un gruppo symphonic/melodic metal, ma con moltissime influenze diverse, il che è riscontrabile nella scelta dei loro primi quattro brani:
What Have You Done dei Within Temptation, My Immortal degli Evanescence, Nemo dei Nightwish e Killing Me, Killing You dei Sentenced.

Le opere di Frida Kahlo non sono mai state di facile comprensione:donna tanto poliedrica quanto tormentata è stata da sempre un valido esempio di integrità artistica, oltre che di pura e sensuale femminilità. Una simile intuizione probabilmente, l’avrà avuta anche Julie Taymor che nel 2002 dedicò un film all’artista messicana. Ma ho valide ragioni per pensare che questa è stata anche l’intuizione dei Frida, band siciliana formata da Giancarlo “Thor” Sciacca alla voce, Arturo “King” Scala alla chitarra, Bon D’angelo al basso, Salvo Testa alla batteria e Adrian Rus alla tastiera. A metà strada tra l’hard rock vecchia scuola ed il pop odierno, attualmente stanno lavorando al loro album d’esordio come ci ha raccontato lo stesso chitarrista della band (http://www.myspace.com/fridaonweb)

Iniziamo da una domanda semplice:come nascono i Frida?

I Frida nascono nel 2003 ad opera di Giancarlo Sciacca, alias “Thor”. L’obiettivo era quello di mettere su un progetto di inediti che avesse come anima e come motore portante lo spirito combattivo e la sensibilità artistica di Frida Kahlo. L’aneddoto vede protagonista Thor che, per via di un esame universitario conobbe per la prima volta la pittrice messicana e le sue opere, innamorandosi della sua tenacia e della sua voglia di vivere e andare avanti a tutti i costi. La band nel corso degli anni ha subito dei cambiamenti, fino al definitivo ingresso mio (chitarra) e di Bob nel 2006 e quello di Adrian nel 2009.