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A partire da venerdì 11 giugno il Sudafrica farà da scenario al più bel gioco del mondo, ospitando i mondiali di calcio 2010, e in attesa di vedere i migliori giocatori in azione e il bel gioco, impariamo a conoscere alcuni usi e costumi locali allo stadio, che di certo daranno un tocco di originalità al primo mondiale disputato nel continente africano.
ZAKUMI è la mascotte del mondiali di calcio sudafricano, un leopardo con la criniera verde è già popolarissimo tra i bambini di tutto il mondo.Il suo nome unisce il prefisso ZA che in lingua afrikaans vuol dire Sudafrica e KUMI che vuol dire dieci nei molti dialetti locali, il numero della maglia dei grandi giocatori del passato. Zakumi ama giocare a pallone, per incontrare gli altri e per abbattere le barriere linguistiche. Porta sempre con sé un pallone da calcio, che gli serve per invitare le persone a giocare con lui.
Per interpretare la canzone ufficiale dei Mondiali di calcio che si disputeranno in Sudafrica è stata scelta Shakira. La cantautrice colombiana canterà "Waka Waka (This Time For Africa)", che vuol dire letteralmente cammina cammina o più semplicemente dire “do it/do it”, come Nike insegna, di sicuro presto diventerà il tormentone dell’estate, peccato che esprima poco il vero spirito africano.
JABULANI è il pallone ufficiale del mondiale, la parola "Jabulani" viene dalla Lingua Zulu, il cui significato è "esultare festeggiare, il nome di questo nuovo pallone vuole simboleggiare la grande festa calcistica che si celebrerà nel continente africano tra pochi giorni.
Il design, creato appositamente con l’utilizzo di undici colori vivaci , vuole richiamare all’unità pur nelle molte differenze di un paese così variegato, rappresenta undici tribù sudafricane (questo paese, infatti, è uno dei più etnicamente variegati dell’intero continente africano) così come le lingue ufficiali.Secondo i più forti portieri, ci sarà poco da festeggiare visto che il pallone super tecnologico crea non pochi problemi di traiettoria, che bei tempi quando si giocava con il pallone di cuoio.
Si chiama VUVUZELA, chiamata anche lepatata in lingua tswana o tromba da stadio, la trombetta che colorerà gli stadi sudafricani, ad aria della lunghezza approssimativa di un metro, e che i tifosi del bafana bafana ( la selezione sudafricana chiamata così in lingua locale letteralmente “ i nostri ragazzi”) utilizzano durante le partite di calcio e che disturberà secondo molti la concentrazione dei giocatori in campo e persino del telespettatore comodamente seduto a casa propria.Il termine vuvuzela prende spunto dal suono emesso, un vuvu vuvu continuo che moltiplicato al suono di migliaia di trombette presenti allo stadio assomiglia al suono di uno sciame d’api, ma potrebbe derivare anche da un termine zulu che significa "fare rumore".
Io, la trovo divertente, e non credo molto alla veridicità di recenti studi secondo cui addirittura danneggerebbe l’udito. Ci lamentiamo per il rumore delle nostre amate città? Non mi stupirei poi, se presto vedessimo spuntare le vuvuzelas in giro per i negozi o alla fiera di Catania.


Per cui Waka Waka con Zakumi e il suo Jabulani verso Sudafrica 2010 tutti in coro facendo vuvu vuvu, e forza azzurri!

Ci sono modi e modi per essere pop. Puoi scegliere di ricoprirti di ridicolo e paillettes danzando fino allo sfinimento (tuo e di chi ti ascolta) su mtv sperando di diventare il nuovo tormentone dell’estate. Puoi prendere i beatles, emularli fino al paradosso e finire comunque nel dimenticatoio perché tanto la storia, non permetterà mai una replica del suddetto gruppo. Oppure puoi fare come Andy Warhol e rendere popolare la tua arte senza però svalutarla. In fondo pop è l’abbreviazione di popular, tocca a te decidere se vuoi ispirarti a “waka waka”o “hey jude”. A noi umili ascoltatori, non rimane altro che attendere ad orecchie aperte le sporadiche eccezioni che la fortuna ci concede. In questo caso la fortuna è stata così generosa da donare all’italico popolo un gruppo che non ha nulla da invidiare agli illustri colleghi inglesi.