Anna Floridia
Facoltà : Lettere e Filosofia
Corso: Lingue e culture euroamericane e orientali
Anno : secondo
Ruolo: autrice e blogger Nerosubianco
Dentro e dietro la notizia che fa la mafia
Al terzo appuntamento con l’approfondimento delle notizie nazionali, mercoledì 21 marzo, si è giunti a metà degli incontri previsti con il laboratorio “Dentro e dietro la notizia”, curato dalla prof.ssa Di Natale con la collaborazione de La Feltrinelli di Catania e UPress CTA, associazione senza fini di lucro nata per sostenere le esperienze giornalistiche studentesche all’interno dell’Università di Catania secondo i principi del diritto alla libertà di critica e del rispetto della pluralità delle opinioni.
Ospiti dell’incontro Antonio Condorelli, giornalista catanese che si occupa unicamente di inchieste su mafia, ambiente e pubblica amministrazione. Corrispondente del Fattoquotidiano e di Reportime e collaboratore, da tre anni, con la trasmissione Report di Rai Tre, e Antonio Spitaleri, giornalista anch’egli catanese, collabora dal 2008 con l’emittente televisiva Antenna Sicilia, presso la quale, oltre che occuparsi di cronaca nera e giudiziaria, conduce Sicilia Mattina, trasmissione d’informazione con rassegna stampa.
Per gli addetti ai lavori o semplicemente per chi segue spesso e molto da vicino la cronaca di casa nostra e quella nazionale, la compresenza di questi due grandi giornalisti catanesi, che principalmente si occupano di cronaca, non poteva far altro che suggerire un unico grande tema per questo terzo incontro: il ruolo delle associazioni a delinquere nella stampa italiana.
E’ così, infatti, è stato. L’abbinamento chiaramente non è stato casuale, così come la stessa prof.ssa Di Natale ha confermato.
Nel corso dell’incontro i due argomenti trattati sono stati: le recenti rivelazioni sul delitto di Paolo Borsellino e la dicotomia tra etica e politica.
Antonio Spitaleri ha voluto porre l’accento su quanto ci sia da dire sul “caso Borsellino” e quanto superficiale sia stato invece il lavoro dei media a proposito. Solo il web, a suo dire, ha saputo trattare l’argomento meglio delle testate cartacee. La causa di ciò è da ricercare forse nella complessità del caso in sé che, con la verità uscita fuori a rate, resta una delle pagine peggiori della nostra cronaca per l’ombra che continua a diffondersi sulla verità.
Antonio Condorelli, invece, ha messo in chiaro le differenze che intercorrono nel sistema delle verità tutto italiano: la verità storica, giornalistica e processuale e su quanto sia fondamentale tale distinzione in fatto di politica. Il giornalista ha offerto anche alcuni esempi pratici, ovviamente fatti di cronaca, per chiarire meglio l’ostico concetto, valendosi anche delle famose parole che il magistrato Paolo Borsellino pronunciò durante un intervento in una scuola di Bassano del Grappa, risalente a tre anni prima della sua uccisione ad opera della mafia.
L’incontro come sempre è stato molto appassionante e, soprattutto, molto seguito; gli astanti, infatti, aumentano di volta in volta. Manchevole invece la partecipazione attiva degli studenti presenti, in netto contrasto con gli habituè non più giovani che ormai intervengono con piacere e, a volte, con prolissità.
Ma tale atteggiamento passivo non è da attribuire al disinteresse degli studenti, quanto alla portata degli argomenti trattati che meritano più di qualche minuto per assimilarli in pieno e per poterne quindi parlare con coscienza. Quindi, ancora poco il tempo messo a disposizione per questa rassegna di incontri che nonostante tutto continua a piacere sempre più.
Profumo di referendum? Ma anche no...
A partire da ieri, 22 marzo, sul sito web del MIUR (Ministero Istruzione Università Ricerca) è partita una consultazione pubblica on-line sul valore legale del titolo di studio.
La consultazione durerà un mese circa, il termine ultimo per partecipare è fissato, infatti, a giorno 24 aprile.
L’opinione è richiesta direttamente agli italiani che, in prima persona interessati o meno, potranno rispondere ai quesiti elaborati dal Ministero dell’Istruzione.
Cliccando sul banner in basso a destra si potrà accedere al questionario, introdotto da una presentazione sugli obiettivi che il nuovo strumento messo in campo dal Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Francesco Profumo, si è prefissato e circa i dettagli tecnici che ne avvolgono la idealizzazione.
In questa prefazione ai quesiti in seguito proposti, il Governo auspica ad una nuova e tanto inneggiata trasparenza che questa operazione di consulta popolare sicuramente porterà, un’iniziativa certamente finalizzata ad un netto contributo per una ripresa economica, impegnata nella crescita e nello sviluppo del Paese. Una conquista quindi sia per le istituzioni sia per i cittadini.
Questo Governo, autodefinitosi come "promotore della voce dei cittadini", ha deciso quindi di ascoltare ciò che il proprio popolo ha da dire.
Peccato che tutta questa propensione all’ascolto è intaccata dalla faziosità delle domande stilate e dal linguaggio adottato che risulta essere abbastanza complesso. In aggiunta, alcuni dei quesiti proposti non lasciano un gran margine di scelta alle domande presentate che indirizzano quindi a preferire l’abolizione del valore legale del titolo di studio.
Il sindacato studentesco dell’Udu (Unione degli universitari) si è già messo in moto chiedendo il ritiro immediato di questa consultazione e la formazione di una commissione creata ad hoc per riformulare le domande.
Nonostante oggi il valore in sé della Laurea, quello del prestigio, sia andato perduto, e ciò è ampiamente dimostrato dalla dilagante ignoranza che regna nelle menti, e soprattutto nelle bocche, di chi una Laurea ce l’ha ma come accessorio, ammettere che anche il “pezzo di carta” sia superfluo, a mio avviso, è esigere troppo. Che siano messe al bando, invece, tutte quelle classifiche che coronano i migliori Atenei nostrani (per lo più privati o “liberi”) per far posto a chi il riconoscimento se lo merita davvero, al di là dell’Ateneo di appartenenza. Quindi che sia analizzato nel dettaglio il percorso di studi di ogni singolo studente, piuttosto che un turpe e distaccato calcolo dei voti collezionati che altro non sono che numeri. Soprattutto alla luce dei nuovi cambiamenti che vedono la riduzione dei punti assegnati al momento della tesi. Arrivare al 110 e lode sarà molto difficile, e forse è giusto così, però resta il fatto che sono cifre che in sostanza non sono garanzia di preparazione “lodevole”: bisogna valutare la persona e basta, non il libretto dei voti.
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Secondo appuntamento con la rassegna stampa firmata Unict
Dopo il successo del primo incontro di mercoledì 25 gennaio, Dentro e Dietro la notizia rinnova il suo appuntamento con l’analisi nel dettaglio della rassegna stampa italiana.
Gli ospiti di ieri, venerdì 24 febbraio, sono stati Fabio Albanese e Carmela Marino.
I due vantano un Curriculum di tutto rispetto. Il primo, infatti, ha cominciato la sua attività giovanissimo a Telejonica, ha lavorato per l’emittente televisiva Telecolor, prima come redattore poi come capo servizio. E' corrispondente del quotidiano La Stampa di Torino per la Sicilia orientale e collaboratore del TG La7, dopo essere stato per molti anni collaboratore di Tele Montecarlo. Ha insegnato "Sistemi europei dell'informazione" all'Università di Catania. Attualmente è anche capo ufficio stampa del Teatro Massimo Bellini di Catania. La seconda, invece, è nota per la conduzione dei telegiornali di Antenna Sicilia e Teletna. E’ inoltre vincitrice del premio “Maugeri-Amenano d’Argento” 2005.
I fatti di cronaca trattati ieri sono stati diversi tra loro sia per la differente radice nazionale sia per le conseguenze che da essi sono scaturite: le dimissioni del Capo di Stato tedesco Christian Wulff e le dichiarazioni dei politici italiani nei confronti della popolazione che li ha eletti e che da loro è stata definita, tra le altre cose, “sfigata”.
Sincere e sentite le opinioni dei due giornalisti ospiti, che hanno ampiamente espresso il loro punto di vista sulle due questioni mettendo in luce quanto sia superficiale il lavoro delle testate giornalistiche italiane nei confronti dei fatti di cronaca estera e quanto considerevole sia il ruolo di certe dichiarazioni scomode dette con noncuranza che in pochissimo tempo fanno il giro di tutti i mass media possibili.
Verità oggettive che hanno poi visto l’apporto dell’auditorio presente oltre a quello dei due relatori ospiti coordinati dalla simpatia e professionalità della prof.ssa Di Natale, che insieme a UPress CTA e La Feltrinelli di Catania, è riuscita ancora una volta a rendere evidente quanto sia critica la situazione giornalistica italiana, un’argomentazione ostica resa però con chiarezza e allo stesso tempo con acceso spirito critico.
Sanremo 2012: vince Emma
Terza figlia del talent di Maria De Filippi, Amici, a partecipare al Festival e ad aggiudicarsi la vittoria dopo i compagni Marco Carta e Valerio Scanu, Emma Marrone è la vincitrice della 62ma edizione del Festival della musica italiana, grande favorita già dall’inizio.
La salentina ha vinto con il brano Non è l’inferno, scritto a sei mani da Francesco “Kekko” Silvestre, frontman dei Modà, con cui la cantante aveva già collaborato lo scorso anno partecipando al Festival con il brano Arriverà, e da altri due che nemmeno la cantante ricorda chi sono (facendo, ovviamente, una magra figura), quindi non vedo perché io debba disturbarmi a cercare i nomi nell’abisso che è il web.*
Il testo parla della difficile situazione economica e sociale italiana, a cui però si guarda con ottimismo. Una canzone populista dunque, fatta solo di luoghi comuni per catturare consensi. E a quanto pare l’artista è riuscita nell’intento.
Come è ormai da consuetudine, il diffondersi delle solite voci che indicano il Festival della canzone italiana come truccato e che siano le case discografiche ad accaparrarsi il premio a rotazione non si è fatto attendere.
Sul podio, tutto al femminile, anche Arisa, seconda classificata e vera rivelazione di questo Festival che l’ha vista crescere e trasformarsi dopo la sua prima partecipazione nel 2009 che la declamò vincitrice della categoria Nuove proposte con Sincerità. L’artista si è anche aggiudicata il Premio della Sala Stampa. Terza Noemi, in cima alla classifica dei brani più scaricati da iTunes con la canzone Sono solo parole, scritta per lei dal cantautore Fabrizio Moro, che potrebbe sembrare banale solo se cantate da chiunque altro che non sia lei. La rossa, infatti, la interpreta a meraviglia.
Samuele Bersani ha invece vinto il Premio della Critica Mia Martini e, se esistesse, vincerebbe anche quello di artista meglio vestito e più sexy della manifestazione.
Sanremo tutto italiano e la differenza si vede
Nerosubianco - Dopo le polemiche scatenate dall’intervento di Celentano, gli slip fantasma di Belen, il bacio gay tra Morandi e “Fabio” dei Soliti Idioti, la quarta serata vede Sabrina Ferilli al centro di un momento abbastanza opinabile della TV nostrana.
Come sempre genuina, la prosperosa attrice ha intrattenuto il pubblico con un triste siparietto dotato anche di un’arringa difensiva per la TV pubblica. La teledipendente ha avuto il coraggio di dichiarare che la televisione italiana è la migliore al mondo. Cara Sabrina, faccia all’antica: spenga la TV e si intrattenga più sotto le lenzuola.
Dopo lo splendido inizio della serata con la performance di David Garrett al violino e Simona Atzori in un’emozionante coreografia, momento caratterizzato dalla fusione tra eleganza e arte (cosa difficilmente riscontrabile sul palco dell’Ariston di questi ultimi tempi), la Ferillona nazionale ha, infatti, offerto un ulteriore momento basso della TV italiana quasi a riprova, come se ce ne fosse bisogno, che davvero ciò che la televisione nostrana offre è il miglior prodotto al mondo. Sì, il miglior prodotto indecente.
Peccato comunque che la meravigliosa esibizione del violinista tedesco e della ballerina diversamente abile che ha coraggio da vendere sia stata confinata proprio all’inizio, certo un grande inizio, ma troppo poco considerato. Purtroppo a performance del genere non si da lo spazio che si dovrebbe, meglio se le fosse stato concesso un momento nel vivo dello spettacolo.
Ospiti della serata anche la boy band inglese amatissima dalle giovani: i One direction, che ha detta di Morandi sono in testa alle classifiche. …Solo io non ho mai sentito parlare di questi tizi?
Dentro e dietro la notizia con l'Università di Catania
Ieri, 25 gennaio, si è tenuto il primo dei cinque incontri organizzati e ospitati da La Feltrinelli di Catania, coordinati dalla giornalista Rosa Maria Di Natale, docente della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, in collaborazione con UPress CTA.
Obiettivo di questo ciclo di incontri è quello di analizzare, con la guida di giornalisti e docenti ogni volta diversi, la rassegna stampa mensile italiana, alla ricerca di quelle notizie che sono state volontariamente celate all’opinione pubblica o, al contrario, di quelle che dominano prepotentemente i media di tutto il Paese.
Ospiti dell’incontro di ieri sono state Graziella Proto, giornalista catanese de I Siciliani di Pippo Fava e fondatrice di Casablanca, bimestrale virtuale noto per le battaglie contro la criminalità organizzata, i disagi dei giovani e degli immigrati, e Giulia Martorana, giornalista ennese, corrispondente dell’Agenzia di Stampa Agi e del quotidiano La Sicilia, recentemente condannata a venti giorni di carcere, con la sospensione condizionale della pena, per non aver voluto rivelare la fonte di una notizia.
I temi affrontati sono stati la Riforma della Giustizia ad opera del Governo Monti ed il caos, prima regionale e poi nazionale, generato dal Movimento dei Forconi.
Attraverso la lente d’ingrandimento sono stati esaminati l’operato superficiale delle testate giornalistiche e dei programmi televisivi d’approfondimento e la conseguente informazione di secondo ordine che da essi ne è derivata: se da un lato, infatti, le gravi conseguenze dovute alla soppressione dei tribunali minori non sono ancora ben chiare al popolo italiano nonostante esso legga il giornale, dall’altro lato, limpido è il quadro che l’opinione pubblica si è fatta riguardo alle infondate macchinazioni mafiose dietro il Movimento dei Forconi.
Ciò che è violentemente emerso è il generale appiattimento dell’informazione, che ormai è diventata solo una merce da dover saper vendere bene. Spetta quindi al lettore trovare la capacità di districarsi tra i luoghi comuni e la stampa strumentalizzata.
Dopo che le ospiti hanno esposto il loro punto di vista si è aperto il dibattito con il pubblico presente, composto da giovani e meno giovani. Ciò che ne è risultato è stato un faccia a faccia con una generazione che è pronta a sovvertire l’ordine, ormai immorale, delle cose, vedendo nel futuro dell’informazione solo il giornalismo d’inchiesta.
Illuminante e valido, quindi, questo progetto. Peccato che il tempo a disposizione sia stato poco, considerato che non si è riusciti ad affrontare l’ultimo tema previsto in scaletta: il linciaggio mediatico contro il Comandante della nave Concordia, Francesco Schettino, utile a sottolineare quanto la stampa si sia ormai sottomessa ai signori che vogliono distrarre il popolo dai problemi reali, proponendo quindi sulle prime pagine una tragedia che ormai è diventata il solito caso da analizzare con modellini in scala e la scusa per fare gite fuori porta.
“Giornata di studi per la professione di giornalista”: l’ERSU presenta.
Giovedì 15 dicembre scorso si è conclusa la “Giornata di studi per la professione di giornalista” presso la Sala Museion della Residenza Universitaria “Centro” (Via Verona, 25/A).
L’evento, promosso dall’ERSU di Catania in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo catanese, ha offerto agli 82 studenti ammessi una seduta incentrata sul tema “Stampa, TV: la declinazione della notizia oggi”.
Signore e signori: Fiorello!
Se le prime due puntate del nuovo show televisivo di Fiorello sono state un successo, la terza è stata un trionfo.
I dati Auditel confermano un sempre più crescente livello di ascolti. Il terzo appuntamento con il Varietà alla Fiorello ha registrato, infatti, più del 43% di share, con un picco del 50%!.
Lavori stage e opportunità
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Nasce la prima accademia delle editorie. Prospettive lavorativo per i laureati in Lettere
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Tirocinio in amministrazione. Offerta per i laureati in Economia,Scienze Politiche, Giurisprudenza e Ingegneria
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Se sei laureato in economia, scienze politiche, giurisprudenza, o ingegneria e non aspetti altro che l’occasione…
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