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Quale futuro per il giornalismo? Perché la crisi dell’informazione? C’è ancora bisogno di giornalisti? Cos’è una notizia? Chi è un buon giornalista?
Queste sono le domande che quotidianamente si pone chi come Giuseppe Di Fazio, Orazio Vecchio e Giorgio Paolucci, sta dalla parte di coloro che vogliono informare, dare delle notizie o, ancora meglio, raccontare la realtà.
Il libro “Dove sta la notizia” (ed. Lussografica-Centro Studi Cammarata), frutto del lavoro dei giornalisti Di Fazio e Vecchio, presentato e commentato da Giorgio Paolucci alla libreria Cavallotto di Catania, ha fatto riflettere giovani lettori, ma anche i più maturi, sul vero ruolo del giornalista e su come questi sia ancora indispensabile nell’era della concorrenza delle molteplici tecnologie.
Premettendo che fin quando ci saranno notizie, ci sarà bisogno di giornalisti, e quindi il futuro per questi ultimi è garantito! Ci chiediamo: Chi è il vero giornalista? Esiste un prototipo standard del secondo mestiere più ambito dai giovani italiani?
Il vero giornalista, come in teoria il vero medico, è Uomo prima di tutto. Colui che ha la missione di raccontare la realtà nella sua complessità, verificando e scegliendo ciò che veramente si ritiene meritevole di notizia. La capacità di giudizio deve essere una costante nel Giornalista-Uomo, non ci sarebbe altrimenti differenza alcuna tra il racconto della signora che affacciata al balcone “vede” i vicini di casa, o il comunicato stampa di un’agenzia informativa. Il giornalista deve sapere individuare la notizia e ricordare che questa verrà letta da uomini, che non sono solo lettori, non sono numeri e non meritano il copia/incolla.
Ma dov’è allora il problema? Sicuramente oggi in Italia, ma non solo, molti giornalisti non hanno la “vocazione” per questo mestiere, e chi la possiede è spesso vincolato da una linea editoriale più attenta all’audience che alla stessa notizia.
Il consiglio che gli autori vogliono dare ai giornalisti e a chi spera di diventarlo, è quello di raccontare sempre la verità che è indagabile, prestando attenzione a tutte le sfumature, ma con la consapevolezza che la “Vera-Verità” non si può mai conoscere.
Occorrono Uomini-Giornalisti con due principali prerogative: la passione per la verità e quella per l’umanità. Questa la soluzione per un’informazione di qualità, lontana dalla crisi.

Appena conclusa la serata al teatro Morlacchi di Perugia in compagnia di Caparezza. Sull'onda di alcuni successi tra cui "Iodellavitanonhocapitouncazzo" e il tormentone "fuori dal tunnel", il rapper italiano ha colpito nel segno grazie all'arma più pungente che possa esistere: l'ironia.

Tutti i suoi pezzi, tutta la sua storia si contraddistinguono per una forte comicità intrisa di spirito critico e artistico. “Gioco e fantasia fanno parte del mio modo di essere. Per questo ho cercato sempre di riproporli nei miei pezzi e nelle mie canzoni” ha dichiarato durante il corso della serata. In un contesto opaco, travagliato e instabile la genuinità dell’artista Caparezza ha colpito e colpisce non soltanto la città di Perugia, ma l’Italia intera.

Si conclude una mattinata calda al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia. A tenere banco il face to face Mentana - Bruno Vespa, l'evento più interessante del programma odierno. Due cardini del giornalismo televisivo che hanno ripercorso l'intreccio tra politica e informazione, alla luce degli ultimi 20 anni di storia italiana. Dibattito acceso sul ruolo della Lega dagli anni 90 sino ad oggi, ma non solo. Disputa accesa anche sul nuovo personaggio della politica sul web, Grillo. Per quanto riguarda il programma pomeridiano ulteriore panel discussion che Liveunict seguirà, dal tema "Prodotto interno mafia", un viaggio trasversale che illustrerà il mondo nella mafia in prima linea nel nuovo business globale. Inteverrà il giovane giornalista della Gazzetta di Modena, Giovanni Tizian.

 

Ieri, 25 gennaio, si è tenuto il primo dei cinque incontri organizzati e ospitati da La Feltrinelli di Catania, coordinati dalla giornalista Rosa Maria Di Natale, docente della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, in collaborazione con UPress CTA.
Obiettivo di questo ciclo di  incontri è quello di analizzare, con la guida di giornalisti e docenti ogni volta diversi, la rassegna stampa mensile italiana, alla ricerca di quelle notizie che sono state volontariamente celate all’opinione pubblica o, al contrario, di quelle che dominano prepotentemente i media di tutto il Paese.

Ospiti dell’incontro di ieri sono state Graziella Proto, giornalista catanese de I Siciliani di Pippo Fava e fondatrice di Casablanca, bimestrale virtuale noto per le battaglie contro la criminalità organizzata, i disagi dei giovani e degli immigrati, e Giulia Martorana, giornalista ennese, corrispondente dell’Agenzia di Stampa Agi e del quotidiano La Sicilia, recentemente condannata a venti giorni di carcere, con la sospensione condizionale della pena, per non aver voluto rivelare la fonte di una notizia.

I temi affrontati sono stati la Riforma della Giustizia ad opera del Governo Monti ed il caos, prima regionale e poi nazionale, generato dal Movimento dei Forconi.
Attraverso la lente d’ingrandimento sono stati esaminati l’operato superficiale delle testate giornalistiche e dei programmi televisivi d’approfondimento e la conseguente informazione di secondo ordine che da essi ne è derivata: se da un lato, infatti, le gravi conseguenze dovute alla soppressione dei tribunali minori non sono ancora ben chiare al popolo italiano nonostante esso legga il giornale, dall’altro lato, limpido è il quadro che l’opinione pubblica si è fatta riguardo alle infondate macchinazioni mafiose dietro il Movimento dei Forconi.

 Ciò che è violentemente emerso è il generale appiattimento dell’informazione, che ormai è diventata solo una merce da dover saper vendere bene. Spetta quindi al lettore trovare la capacità di districarsi tra i luoghi comuni e la stampa strumentalizzata.

Dopo che le ospiti hanno esposto il loro punto di vista si è aperto il dibattito con il pubblico presente, composto da giovani e meno giovani. Ciò che ne è risultato è stato un faccia a faccia con una generazione che è pronta a sovvertire l’ordine, ormai immorale, delle cose, vedendo nel futuro dell’informazione solo il giornalismo d’inchiesta.

Illuminante e valido, quindi, questo progetto. Peccato che il tempo a disposizione sia stato poco, considerato che non si è riusciti ad affrontare l’ultimo tema previsto in scaletta: il linciaggio mediatico contro il Comandante della nave Concordia, Francesco Schettino, utile a sottolineare quanto la stampa si sia ormai sottomessa ai signori che vogliono distrarre il popolo dai problemi reali, proponendo quindi sulle prime pagine una tragedia che ormai è diventata il solito caso da analizzare con modellini in scala e la scusa per fare gite fuori porta.

Giovedì 15 dicembre scorso si è conclusa la “Giornata di studi per la professione di giornalista” presso la Sala Museion della Residenza Universitaria “Centro” (Via Verona, 25/A).
L’evento, promosso dall’ERSU di Catania in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo catanese, ha offerto agli 82 studenti ammessi una seduta incentrata sul tema “Stampa, TV: la declinazione della notizia oggi”.

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Peppino ImpastatoE' Federico Alagna uno dei vincitori della quinta edizione del Festival Internazionale del Giornalismo, con il concorso giornalistico "Una storia ancora da raccontare: Peppino Impastato".
La Rassegna, tenutasi dal 13 al 17 aprile a Perugia, ha dato l'opportunità a molti giovani studenti universitari di confrontarsi con il mondo del giornalismo e partecipare a dei concorsi come, per l'appunto, "Una storia ancora da raccontare: Peppino Impastato" ed "Eretici digitali".
La Giuria, composta da personalità autorevoli del panorama giornalistico internazionale, ha decretato come vincente della SEZIONE A – carta stampata, l'elaborato di Federico Alagna, messinese che vive a Bologna, dove si è laureato in Scienze Politiche e si sta specializzando in Relazioni Internazionali. E' il coordinatore dell'associazione "Rete NoName - Antimafia in movimento". Collaboratore di LiberaInformazione, ha all'attivo pubblicazioni su Narcomafie e Antimafia Duemila.
Una menzione speciale è stata assegnata all’elaborato di Mohsin Iqbal, Mayam Farooq, Syed Uzair Ahsan, Imran Ahmad Khan (Pakistan).

Per quando riguarda la SEZIONE B – video sono stati premiati i seguenti video:
Peppino Impastato di Enrico Tata e Ruggero Spataro (video) mentre è stata assegnata una menzione speciale al video Peppino: tutta un’altra storia del catanese Marco Pirrello.

Il Festival intanto si è concluso e la VI edizione si terrà sempre a Perugia dal 25 – 29 aprile.

Segue l'articolo, gentilmente concesso da Federico.

Medianet LogoL’associazione Medianet, con il patrocinio della Provincia presieduta dal presidente Giuseppe Castiglione - assessorato provinciale alle Politiche del lavoro e formazione retto da Giuseppe Ciancitto e dal dirigente Antonio Ligresti - in collaborazione con l’Università, organizza il decimo corso di "Teoria e tecniche del linguaggio giornalistico". Per partecipare al corso, gratuito e riservato a 12 studenti universitari e 12 laureati - selezionati attraverso bando di concorso - è necessario inviare, solo per posta, il curriculum vitae (comprensivo di voto di diploma, del numero degli esami conseguiti con la media dei voti, del voto di laurea) entro sabato 16 aprile 2011 (farà fede il timbro postale) al seguente indirizzo: "Associazione Medianet" presso "I Press", viale XX Settembre 45, 95129 Catania. Tra i requisiti per partecipare, la residenza nella provincia di Catania e lo stato di disoccupazione. Per ulteriori informazioni sarà possibile a breve consultare il bando sul sito dell’Università, www.unict.it, sul sito della Provincia, www.provincia.ct.it, e all’indirizzo www.i-press.it.:

Bando di selezione

si svolgerà in due fasi:

• La prima fase di preselezione si baserà esclusivamente su criteri oggettivi, con la verifica dei requisiti richiesti per l’ammissione alla selezione finale;

• La seconda fase di selezione - che verrà espletata solo fra i soggetti che avranno superato la prima fase - farà riferimento a un giudizio valutativo espresso dalla Commissione interna. Quest’ultima procederà all’assegnazione per ciascun candidato di un punteggio derivante dall’esame dei titoli richiesti e di un punteggio assegnato al termine del colloquio motivazionale.

• La Commissione procederà a stilare due graduatorie finali, sommando per ogni candidato i punteggi in precedenza ottenuti, una per i laureati ed una per i laureandi.