Articoli filtrati dai tag: la sicilia

Ieri, 25 gennaio, si è tenuto il primo dei cinque incontri organizzati e ospitati da La Feltrinelli di Catania, coordinati dalla giornalista Rosa Maria Di Natale, docente della Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, in collaborazione con UPress CTA.
Obiettivo di questo ciclo di  incontri è quello di analizzare, con la guida di giornalisti e docenti ogni volta diversi, la rassegna stampa mensile italiana, alla ricerca di quelle notizie che sono state volontariamente celate all’opinione pubblica o, al contrario, di quelle che dominano prepotentemente i media di tutto il Paese.

Ospiti dell’incontro di ieri sono state Graziella Proto, giornalista catanese de I Siciliani di Pippo Fava e fondatrice di Casablanca, bimestrale virtuale noto per le battaglie contro la criminalità organizzata, i disagi dei giovani e degli immigrati, e Giulia Martorana, giornalista ennese, corrispondente dell’Agenzia di Stampa Agi e del quotidiano La Sicilia, recentemente condannata a venti giorni di carcere, con la sospensione condizionale della pena, per non aver voluto rivelare la fonte di una notizia.

I temi affrontati sono stati la Riforma della Giustizia ad opera del Governo Monti ed il caos, prima regionale e poi nazionale, generato dal Movimento dei Forconi.
Attraverso la lente d’ingrandimento sono stati esaminati l’operato superficiale delle testate giornalistiche e dei programmi televisivi d’approfondimento e la conseguente informazione di secondo ordine che da essi ne è derivata: se da un lato, infatti, le gravi conseguenze dovute alla soppressione dei tribunali minori non sono ancora ben chiare al popolo italiano nonostante esso legga il giornale, dall’altro lato, limpido è il quadro che l’opinione pubblica si è fatta riguardo alle infondate macchinazioni mafiose dietro il Movimento dei Forconi.

 Ciò che è violentemente emerso è il generale appiattimento dell’informazione, che ormai è diventata solo una merce da dover saper vendere bene. Spetta quindi al lettore trovare la capacità di districarsi tra i luoghi comuni e la stampa strumentalizzata.

Dopo che le ospiti hanno esposto il loro punto di vista si è aperto il dibattito con il pubblico presente, composto da giovani e meno giovani. Ciò che ne è risultato è stato un faccia a faccia con una generazione che è pronta a sovvertire l’ordine, ormai immorale, delle cose, vedendo nel futuro dell’informazione solo il giornalismo d’inchiesta.

Illuminante e valido, quindi, questo progetto. Peccato che il tempo a disposizione sia stato poco, considerato che non si è riusciti ad affrontare l’ultimo tema previsto in scaletta: il linciaggio mediatico contro il Comandante della nave Concordia, Francesco Schettino, utile a sottolineare quanto la stampa si sia ormai sottomessa ai signori che vogliono distrarre il popolo dai problemi reali, proponendo quindi sulle prime pagine una tragedia che ormai è diventata il solito caso da analizzare con modellini in scala e la scusa per fare gite fuori porta.

Votantonio la TrippaLe elezioni studentesche sono ormai vicinissime. Il 12 e 13 maggio gli universitari andranno alle urne per il rinnovo dei consigli di Facoltà di Ateneo. Lo dico a titolo informativo anche se, ovviamente, chiunque sia universitario avrà sorbito l'estenuante campagna elettorale fatta da amici, amici di amici, parenti, parenti di amici, amici di parenti e così via.

Da cosa si differenzia, in effetti, un'elezione studentesca da una "normale"? Da quello che si vede in questi giorni si potrebbe dire che non vi sia una differenza sostanziale, perché, è triste dirlo, ma i politicanti universitari (non tutti, sia ben chiaro) a volte prendono la forma inquietante dei politici di casa nostra; così c'è quello che non mette la faccia nei volantini, il partito che si presenta senza un effettivo programma, un altro che punta sulla bellezza e sul carisma ecc.

Seconda cosa che mi stupisce e non poco è l'incredibile frammentazione dei partiti (ed in questo, bisogna dirlo, battono la politica nazionale): per fare un esempio, vi sono partiti che sembrano di destra, ma sono di centro, e ricordano vagamente il logo del PDL, incredibile dono dell'obiquità, non c'è che dire; il PDL viene citato in modo più o meno velato in molti partiti, così come il fronte autonomista di Lombardo ha visto quest'anno un grande emergere di liste simili a quella MPA; poi si possono trovare partiti che hanno simboli esplicitamente di una corrente appunto, ma che rievocano contemporaneamente anche un'altra ideologia, oppure ancora partiti che cercano di non essere troppo inclinati verso un' pensiero o una corrente ben precisa: insomma, ce n'è per tutti i gusti.
Degna di nota è anche la fantasia degli "aspiranti consiglieri": si passa dalla lista "Abbasso i baroni rossi" all'enigmatica "La tana del lupo" in Ingegneria, la lista international "To care" di Medicina, la nichilista (speriamo solo nel nome) "No stress", la geniale "I decentrati" di Architettura (a cui dovrebbero fare un pensierino i colleghi di lingue, ahimè), fino ad arrivare all'emblematica "Laureati ma asini".

Non dobbiamo dimenticare nemmeno che vi sono state le classiche polemiche pre-elezioni (sarebbe strano il contrario). Polemiche nate riguardo una lista, la neonata "Università libera ed eccellente" (lista numero 1 in tutte le facoltà, già questo è strano), la quale molti sostengono sia "vicina al Rettore Recca". Il Magnifico, dal canto suo, ha smentito su "La Sicilia".

Ma quali sono i motivi per cui queste elezioni possano essere davvero interessanti, aldilà di una lista dal nome esotico o da persone che offrono caffè?
Il primo motivo, senza dubbio, quello dell'astensionismo, incubo di ogni candidato. Se le elezioni regionali nel resto d'Italia hanno mostrato un'incredibile tendenza al "non voto", figuriamoci quanta possa essere la voglia di uno studente medio di recarsi ad un seggio.
Secondo motivo, sicuramente più allarmante, è il clima di tensione che sta vivendo in questi mesi l'Ateneo catanese, con il paventato spostamento della sede di Lingue a Ragusa, il decentramento di Architettura, la dichiarata "rivoluzione" dei programmi di Lettere e Filosofia, il caso Farmacia con i suoi interrogativi ancora irrisolti, il caso Rossitto a Scienze Politiche e, come una mannaia, i tagli imposti dalla coppia Gelmini-Tremonti.
Quale sarà la risposta degli studenti? I manifestanti, che non sono pochi, diserteranno oppure reagiranno andando in massa a votare?
L'unica risposta che mi viene in mente, essendo Maggio, è quella forse più scontata: "Ai posteri l'ardua sentenza".

Promuovere, valorizzare e sviluppare il territorio della Sicilia orientale tramite iniziative eco-sostenibili realizzate da un “centro di coordinamento” costituito da enti pubblici e privati. È il progetto che il Cutgana dell’Università di Catania ha presentato stamattina, nel corso del convegno nei locali del Comune di Melilli sul tema “Attività al servizio della natura, dell’ambiente e del territorio”, che prevede iniziative in campo turistico, della ricerca, della formazione e della tutela ambientale.

“Dopo 15 anni di attività nel territorio siciliano riteniamo necessario realizzare un Centro di eccellenza universitario nella Sicilia orientale per migliorare la formazione in campo ambientale dei nostri studenti e laureati coinvolgendo anche le aziende del Petrolchimico, l’Autorità portuale, il Comando Militare marittimo e tutte le forze locali per creare anche uno sviluppo socio-economico del territorio – hanno spiegato il delegato del rettore, Angelo Messina, e il direttore del Cutgana, Concetto Amore.

Un centro collegato al progetto di divulgazione ambientale ScuolAmbiente, rivolto agli studenti di ogni ordine e grado che ogni anno richiama oltre 60 mila visitatori provenienti anche dall’estero nelle riserve e laboratori etnei e siracusani compreso l’Ecomuseo di Melilli, al Master in giornalismo ambientale in corso di attivazione, e al Progetto Faro Blu sul controllo e garanzia della qualità ambientale nel territorio siciliano e calabrese”.

Sulla stessa linea il sindaco Giuseppe Sorbello: “Occorre attivare un coordinamento tra tutti gli enti, pubblici e privati, per focalizzare al meglio i punti di forza e le problematiche del territorio da valorizzare, promuovere e da sviluppare sul piano occupazionale. Ritengo necessario poi una rivisitazione dei vincoli delle aree protette, in particolar modo dei siti d’importanza comunitaria e delle zone di protezione speciale”.

Aldo Garozzo, presidente Autorità portuale di Augusta, ha posto l’attenzione “sulla scarsa disponibilità di risorse economiche da investire nel tempo al fine di sviluppare un turismo rilevante” e sul fatto che ancora “oggi la Sicilia è indietro in questo campo visto che il numero di turisti che vengono in Sicilia è pari a quelli di Viareggio”.

Nel corso del convegno è stato presentato l’Ecomuseo dei Monti Climiti a 10 anni di distanza dalla realizzazione nell’ambito di un accordo tra il Comune e il Cutgana. “L’Ecomuseo ha registrato negli ultimi anni oltre 15 mila visitatori – ha spiegato il direttore del Museo, Pietro Pitruzzello – e di recente è stato dotato di una Stazione clima per la raccolta e la storicizzazione di dati relativi alla pioggia, umidità, temperatura, velocità e direzione del vento e di Rilevatori di concentrazione di sostanze inquinanti nell’area melillese utilizzati per fini didattici e informativi”.

Un Ecomuseo in cui sono esposte rocce tipiche degli Iblei, campioni di fossili e diorami degli ambienti mediterranei che ricostruiscono gli aspetti geologico-floristico-faunistico del territorio ibleo inserito nel progetto ScuolAmbiente che prevede visite guidate alle riserve naturali “Grotta Palombara” e “Complesso speleologico Villasmundo-S. Alfio” gestite dal Cutgana, alla Pirrera di S. Antonio, alla Grotta Mastro Pietro, alla Chiesa Madre e alla Cava dei Molini.

Ai lavori sono intervenuti anche Antonino Cuspilici (dirigente Assessorato regionale Territorio e ambiente), Mariella Muti (Soprintendente per i Beni culturali e ambientali di Siracusa), Andrea Toscano (Comandante Comando militare marittimo autonomo in Sicilia) e Mario Sedita (docente dell’Università di Catania).

Blog Sicilia © Riproduzione consentita

Linkare premia, citare abbellisce” Chi fa giornalismo 
online deve offrire all’utente un prodotto sempre più completo. Linkare 
le fonti e citarle permette di conoscere direttamente e più ampiamente i
 temi di cui si dibatte