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Si è tenuta oggi una conferenza stampa sul primo Premio Letterario, dedicato a Luigi Pirandello, indetto dall’ E.R.S.U. di Catania in collaborazione con la Facoltà di Lettere e Filosofia, che nutre un costante interesse verso l’ autore.

Proteste al rettorato di Catania (MSC)Nella giornata del 11 Febbraio 2011 per la prima volta si insediava la commissione statuto, che avrà il compito di ridisegnare le regole per il futuro dell’Ateneo, attraverso la stesura del nuovo regolamento.

Gli studenti appartenenti al Movimento Studentesco catanese, si sono riuniti presso i locali del Rettorato ed hanno contestato vivacemente la commissione, che secondo le loro considerazioni è stata delegata ad hoc dal Magnifico Rettore.

Le protesta (come è possibile vedere dal video), promuove le dimissioni immediate del Magnifico, che per l'occasione viene anche definito "Il re di Unict".
Dalle immagini è possibile cogliere attimi salienti, seppur concitati dei manifestanti e delle reazioni dei rappresentanti della commissione che vengono definiti "gli amici del re".

Nella contestazione viene criticato il metodo di elezione dei 15 delegati, in particolare vengono notificate le elezioni anti democratiche dei rapprentanti degli studenti Buceti e Maniscalco, rei di essere "fieri" sostentitori del decreto Gelmini.

Il Rettore, bloccato da un uscita secondaria non ha rilasciato dichiarazioni ed ha replicato alle proteste degli studenti con un secco "andate a studiare". Assenti i Presidi e, in generale, i membri contrari ai metodi di composizione della Commissione.


Eccovi il video della protesta di ieri inviato dal Movimento Studentesco Catanese.

Meno guadagni, più paghi. Questo è il criterio su cui si basano le nuove fasce “contributive” per l’anno accademico 2010-2011 dell'Università di Catania, calcolate ad hoc per preservare i ricchi "affossando" i poveri; il nuovo sistema di tassazione, decisamente evoluto nella sua implementazione, si baserà su una metologia di calcolo assolutamente strana e bislacca.

Poco amato l’aumento delle tasse. Poco apprezzato da molti. Ignorato da alcuni e detestato dai più.
Così poco discusso da non esser riuscito a sensibilizzare gli studenti, che con la classica frase, “ ho i miei impegni, se manco io non cambia nulla” o “ tanto anche se siamo 100, 1000 o 10000 l’aumento lo faranno lo stesso ” o ancora “ non mi hanno fatto sapere nulla, ho giocato tutta la notte su facebook a farmville” si sono astenuti a discapito di una mattinata di sonno << grazie mille cari rappresentanti per averci fatto togliere le lezioni >> FREGANDOSENE altamente del loro futuro e del futuro dell’interà comunità studentesca.

Tutti in fila a manifestare, tutti al rettorato, protestiamo, occupiamo, la lotta è dura e non ci fa paura, sembrava (e risottolineo, sembrava) il preludio ad un azione studentesca senza precedenti, tutti uniti per un unico obiettivo. Sembrava.

Niente lotta, niente slogan, niente mobilitazione, i soliti 50 (qualcuno sostiene che fossero 100) si sono dati appuntamento davanti al rettorato per protestare, cercando di ottenere la deroga per non pagare l’aria che respirano, o quanto meno pagarla a metà prezzo.
Assemblee, dibattiti, proposte, arrivano dritte ai senatori accademici, coloro che teoricamente dovrebbero (uso il condizionale) rappresentare gli studenti.

Ore 8.00 del 28 maggio 2010, il senato accademico si riunisce, la “popolazione studentesca” si riversa in p.zza Università aspettando la fumata bianca. Megafoni, slogan, proposte e chi più ne ha più ne metta.
Finisce la seduta, ecco subito il comunicato stampa del Magnifico che annuncia l’aumento delle rate universitarie e la ripartizione delle fasce di reddito.

Iup! Esclama uno studente che aggiunge: <<Ma dai, non è così elevato l’aumento, se lo sapevo rimanevo a dormire come hanno fatto tutti i miei colleghi>>; altri avvilendosi si dirigono mestamente verso le loro abitazioni; solo in pochi, presa coscienza della gravità della situazione, cominciano a studiare il cosiddetto piano B.

Numeri da capogiro, si parla di ulteriori contribuzioni (personalmente ho subito un aumento di oltre il 40%, e lo chiamano contributo), si parla di soluzioni alternative mirate alla salvaguardia dei ricchi (che per non fare distinzione non saranno penalizzati, e pagheranno tutti la stessa cifra). Si parla di provvedimenti mirati alla debellazione dei "poveri".
O siamo tutti ricconi, e questa cosa mi rende perplesso, oppure siamo tutti così coglioni ( e questo mi rende ancora più perplesso) che non ci rendiamo conto che ci hanno fatto girare ed hanno preso 420 metri di rincorsa.

Nell’ambito della settimana di mobilitazioni indetta da tutte le organizzazioni sindacali e associazioni della docenza contro il DDL sull’Università
http://www.flcgil.it/notizie/news/2010/maggio/ddl_gelmini_sull_universita_e_il_momento_di_contrastare_una_vera_e_propria_contro_riforma

la FLC-CGIL di Catania convoca un’assemblea straordinaria di tutte le componenti dell’ateneo per Martedì 18 Maggio dalle ore 11.00, presso l’aula 2 del Rettorato dell’Università di Catania.

Il punto di partenza dell’iniziativa è una riflessione sulla condizione di crisi dell’università in Italia, non solo per effetto del DDL “Gelmini” ancora in discussione al Senato, ma anche a seguito delle politiche di tagli indiscriminati al finanziamento ordinario che hanno già avviato una vera e propria demolizione del sistema pubblico di alta formazione, a Catania come in tutti gli altri atenei italiani.

In queste condizioni, ogni soluzione specifica ai problemi che interessano le diverse categorie professionali e gli studenti rischia di essere parziale ed inefficace, poiché il quadro di progressiva inagibilità gestionale e finanziaria non lascia margini alla sostenibilità del sistema.
Inoltre il DDL non affronta il problema del precariato della didattica e della ricerca se non con formule vuote – in un contesto di riduzione di risorse – e alimentando una vana competizione con i ricercatori strutturati. Insieme ai precari, questi saranno tra i più colpiti dal DDL in quanto, tra l’altro, verranno equiparati ai professori solo per i carichi didattici obbligatori, senza che venga loro riconosciuto uno status giuridico ed economico adeguato; vedranno cioè aumentare i loro doveri ma non i loro diritti. A ciò si aggiungerà il blocco del turn-over che renderà impossibile la progressione delle carriere e l’accesso ai ruoli a tempo indeterminato per un’intera generazione di giovani ricercatori precari.

La drammaticità di questa situazione si paleserà nel prossimo biennio. In una recente conferenza stampa il Rettore dell’Ateneo di Catania ha illustrato dettagliatamente quali saranno le conseguenze dei tagli imposti dal Governo per il funzionamento del nostro Ateneo. Ne è venuto fuori un panorama sconfortante: dal 2009 al 2011 il FFO, a livello nazionale, subirà una decurtazione del 18,17%, pari a un 1 miliardo e 361 milioni di euro. Tagli che incideranno in particolare sui fondi destinati ai giovani ricercatori e agli interventi per il sostegno al diritto allo studio. Si calcola che nei prossimi anni si perderanno circa 45 mila borse di studio, precludendo a molti un diritto fondamentale quale quello all’istruzione universitaria.
Avremo un’università con più precari e meno docenti, con tasse più elevate e minore qualità della didattica e della ricerca. Avremo un’università più classista. Un balzo all’indietro notevole.

Il caso dell’eventuale chiusura della Facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Catania è un altro esempio degli effetti che produrrà questo DDL. Nonostante il provvedimento sia ancora in discussione in Parlamento è già cominciata la corsa alla “riduzione preventiva” e una facoltà con migliaia di iscritti, con un indiscutibile patrimonio scientifico e culturale, rischia di essere soppressa in nome della riorganizzazione complessiva dell’Ateneo ed in funzione della nascita in Sicilia di un quarto polo universitario pubblico statale, di cui al momento si sconoscono obiettivi e risorse.
ll DDL prevede per Atenei come quello catanese un tetto massimo di 9 facoltà; quali saranno le candidate all’estinzione? Lingue? Scienze Politiche? Architettura?
Chi e come governerà questa “razionalizzazione” imposta dall’alto?

L’assemblea straordinaria di ateneo di martedì 18 maggio vuole rilanciare:

• un’opposizione decisa alle politiche sull’università di questo Governo;
• l’appoggio alla lotta dei ricercatori che in queste settimane stanno dichiarando la propria indisponibilità a ricoprire incarichi didattici non obbligatori per il prossimo anno accademico;
• la richiesta del ripristino di un dialogo costante tra gli organi di governo dell’Ateneo, i sindacati, le associazioni di categoria e le rappresentanze studentesche sulle politiche di gestione dell’università, in particolare su quelle che hanno ricadute sulle condizioni e sul destino dei suoi lavoratori.

Martedì 18 Maggio ore 11.00 -14.00
Aula 2 Rettorato di Catania
ASSEMBLEA DI TUTTE LE COMPONENTI DELL’ATENEO
contro il DDL “Gelmini” sull’Università
Fonte

Completiamo il nostro ciclo giornaliero intervistando un altra studentessa di Lingue. Ha risposto alle nostre domande Maria Stefania Musumeci studentessa iscritta al primo anno della Laurea Specialistica in Lingue e Culture Europee ed Extraeuropee.

Domani sarà il turno di Noemi Conti e Giovanni Amato

-Perchè hai scelto la Facoltà di Lingue di Catania?
Ho deciso di iscrivermi alla Facoltà di Lingue a Catania perché sono sempre stata interessata allo studio della letteratura e delle lingue straniere. In realtà desideravo iscrivermi in un corso di laurea con un indirizzo più specifico (ad esempio in traduzione) ma, non avendo la possibilità economica di spostarmi altrove, ho scelto di iscrivermi a Catania (io abito nella provincia).

In seguito all'incontro tenutosi tra il Magnifico Rettore prof. Antonino Recca e una delegazione composta dai rappresentanti della Facoltà di Lingue e Letterature straniere di Catania e da sette studenti della medesima facoltà,considerate insoddisfacenti le risposte del Magnifico Rettore circa la chiusura della Facoltà di Lingue dell'Università di Catania,considerata l'assenza di un reale dibattito sul tema («i Rappresentanti dovrebbero occuparsi esclusivamente della sorte dei loro corsi di studio e non di quella della Facoltà» - ha affermato il Magnifico Rettore):è convocata CON LA MASSIMA URGENZA un'Assembla Studentesca da tenersi LUNEDÌ 10 MAGGIO 2010 ALLE ORE 9:30 NELL'AULA MAGNA DELL'EX MONASTERO DEI BENEDETTINI.
All'Assemblea sarà presente il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli.
Il Magnifico Rettore ha dichiarato che la delegazione studentesca ricevuta oggi rappresenterebbe solo «cinquanta, quaranta persone». Dimostriamogli che HA TORTO! CONTIAMOCI E NON MANCHIAMO!

Di seguito vi riportiamo il comunicato stampa del movimento studentesco catanese inviatoci da Arturo Mannino.

Catania 04\06\2010

Stamane alle ore 8.00, circa 200 studenti si sono dati appuntamento davanti al Rettorato di piazza Università per portare al consiglio d’amministrazione dell’ateneo una proposta di modifica (approvata durante un’assemblea degli studenti) al testo approvato il 28\05\2010 al senato accademico sull’aumento delle tasse universitarie.

Ciò non è stato possibile se non dopo la fine delle votazioni e quindi l’approvazione dell’aumento: tutta la mattina il rettorato è stato chiuso e piantonato da un ingente spiegamento di forze dell’ordine che ha impedito a CHIUNQUE DI ENTRARE ED USCIRE dall’edificio (compresi impiegati al rettorato, studenti che si trovavano dentro per svolgere esami e che volevano accedere alla biblioteca regionale che si trova all’interno della struttura e quindi interrompendo il pubblico servizio).

La richiesta degli studenti era unicamente quella di portare la loro proposta alla seduta del CdA PRIMA CHE QUESTO APPROVASSE in via definitiva l’aumento delle tasse.

La nostra proposta, supportata da una petizione firmata da più di mille studenti, prevede un aumento del numero di fasce di reddito per la determinazione delle tasse in modo da aumentare la fascia più alta almeno a 65.000 €, così che non paghino la stessa cifra studenti, ad esempio, con reddito familiare di 51.000 € e studenti con reddito di 100.000 € (situazione prevista dal disegno approvato oggi).

Realizzato da © Liveunict | 2006 - 2010. Tutti i diritti riservati.Questa lettera aperta arriva dagli Studenti dell'Università di Catania, che in questi giorni, decisamente rimasti perplessi per la situazione venutasi a creare nel nostro Ateneo con l'aumento delle tasse, hanno deciso di dire la loro.

Il 28 Maggio 2010 segna la fine del diritto allo studio per l’Università di Catania: il Senato Accademico, nonostante le incessanti pressioni da parte degli studenti e, a volte, dei suoi rappresentanti, ha schiacciato ogni ipotesi di mediazione e di dialogo con 300 studenti che, nonostante il periodo di esami, hanno manifestato al Rettorato. Una delegazione di 7 studenti è stata accettata ma è stata praticamente privata della possibilità di esprimersi eccetto che nella lettura del documento di proposta di tassazione (il Rettore si è  categoricamente rifiutato di dare la parola ad uno degli studenti salito in delegazione) ed è stata licenziata dall’aula del Senato Accademico con l’accusa di essere una minoranza studentesca (facendo intendere implicitamente che il resto della comunità studentesca sia favorevole all’aumento delle tasse).
La nuova proposta di tassazione è sì minore rispetto alla prima proposta esposta dai vertici dell’Ateneo (quella che ipotizzava i 500 euro per tutti) ma, in realtà, è comunque insostenibile per le tasche degli studenti: la tassa per l’iscrizione, ipotizzata a 420 euro, verrà “spalmata” tra ottobre e marzo, dando l’impressione che l’aumento per l’iscrizione sia di soli 20 euro (ad ottobre tassa da 300 euro circa) mentre, in realtà, il contributo restante (120 euro) verrà aggiunto nella seconda rata, insieme ai contributi per fasce di reddito.
E’, come i Senatori Accademici stessi hanno detto, il “male minore”;  ma, a nostro avviso, sempre un male rimane: con le tabelle alla mano, infatti, (reperibili qui) ogni studente può adesso calcolare quale sarà l’aumento che gli spetta e rendersi conto che questo male ha ben poco di “minore”.

fonte facebookVenerdì 28 Maggio 2010, Piazza Università, ore 9.30 – 13.00
FLC-CGIL Catania


AUMENTO
delle tasse universitarie e del numero dei corsi di laurea a numero chiuso;
CHIUSURA O ACCORPAMENTO di corsi di laurea, facoltà, dipartimenti, scuole di specializzazione e di dottorato;
RIDUZIONE dei fondi, già insufficienti, per la ricerca scientifica, le borse di studio e i servizi agli studenti;
LICENZIAMENTO di tutti i precari docenti, ricercatori e tecnico-amministrativi;
CANCELLAZIONE di tutte le opportunità per i giovani ricercatori e docenti;
BLOCCO generazionale nella didattica e nella ricerca;
LIMITAZIONE della partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie al governo dell’ateneo;
DISTRUZIONE del sistema universitario pubblico statale.

Non è il progetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il futuro dell’Università di Catania, è già l’attualità.

L’ateneo di Catania si trova oggi in una condizione di crisi profonda, colpito dagli effetti deleteri delle politiche del Governo e stretto nella morsa di una riduzione indifferenziata delle risorse economiche travestita da razionalizzazione della spesa. Nel frattempo sta per essere approvato dal Parlamento il Disegno Di Legge “Gelmini”, la riforma «a costo zero» che pretende di risolvere tutti i problemi del sistema universitario senza alcun investimento e senza alcuna riflessione sulle priorità e le emergenze: la difesa del diritto allo studio e la valorizzazione del patrimonio nazionale delle professionalità scientifiche.

L’Università pubblica subisce in queste settimane un attacco frontale gravissimo nel silenzio dei media e nell’indifferenza del dibattito politico.

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