Dopo l'entrata della Santa la mattina di giorno 6, sono uscito avvicinandomi alla vara per chiedere un fiore da poter portare a mia nonna, malata di cancro da diversi anni, ma anche qui ho assistito a delle scene riprovevoli. La mia ragazza, avvicinatasi con me alla vara, protende la mano verso uno dei devoti sul fercolo e prontamente riceve una spinta da un "devoto" vicino che gli sposta la mano per poi inveire contro, con soavi parole:"au! chi a fari ah? Avi du uri ca aspettu! Ciu sta rannu a tutti tranni a mia, fozza viri d'aiutariti!". Successivamente una ragazza riceve un fiore ed un altro "devoto" dietro lo strappa dalle sue mani, spezzandolo. La ragazza si gira e molto pacatamente gli si rivolge dicendogli "perché lo hai fatto? perché me lo hai strappato dalle mani e spezzato se ce lo avevo io? Perché?", purtroppo ricevendo indifferenza e non curanza. Vista questa scena mi allontano disgustato, se per loro è così importante un fiore al cospetto della devozione allora che lo prendano questi. A me è bastato pregare in chiesa e salutare la mia Patrona.
Ho assistito a delle parole di un componente delle forze dell'ordine che con veemenza tuonava: "questi non sono devoti sono animali!".
Questo è solo una parte di ciò che può accadere durante una qualsiasi manifestazione e durante le festività Agatine.
Non voglio giudicare nessuno ma dopo quella frase pronunciata da un membro delle forze dell'ordine ho voglia di dire basta! Sono stanco di essere aggettivato come delinquente o come animale solo perché alcuni delinquenti indossano come me il "sacco" bianco.
Sono stanco di vedere armi da fuoco all'interno di una chiesa.
Sono stanco di leggere puntualmente, dopo le festività Agatine, articoli di giornaletti online scritti da pseudogiornalisti, spesso di estrema sinistra (preciso che non mi schiero mai politicamente a priori), che quasi premono per la chiusura della festa insinuando che non porti introiti alla città ma, che comporti solo spese che loro vorrebbero evitare. Addirittura c'è chi scrive canzoni ed ogni anno utilizza la festa come spot pubblicitario.
A questi tizi mi rivolgo invitandoli a parlare con ristoratori, hotel, B&B, i vari commercianti del centro storico, tassisti, venditori ambulanti (regolari), guide turistiche, agenzie viaggi, proprietari di mezzi di trasporto ecc ecc. Chiedo: "Siete sicuri che vale la pena abolire una festa solo perché non credete e ciò debba permettervi di non rispettare nemmeno il bisogno ed il vantaggio che la gente onesta ottiene dalla terza festa religiosa più grande del mondo?". La mafia ed i delinquenti sono ormai un luogo comune per loro, e per molti altri, purtroppo utilizzato per identificare i devoti e così anch'io, quando indosso il mio sacco, devo sentirmi additato come uno di loro. Gli stessi che scrivono di mafia e delinquenza solo per procurarsi una manciata di visualizzazioni, mentre è in tribunale che si sta lottando per ripulire una così bella festa da una montagna di merda come la mafia! Scrivono che la festa lascia solo immondizia e pericoli, ma poi dimenticano di lodare il lavoro fatto dal comune di Catania e dai suoi dipendenti, che quest'anno, subito dopo il passaggio della processione, hanno ripulito le strade e registrato zero incidenti causati dalla cera.
Riporto le parole di un mio amico che sposano in pieno ciò che penso in merito a quanto detto pocansi: "Non bisogna guardare la festa nè con i paraocchi del devoto nè con quelli del pregiudizio. Fare i moralisti su una festa che non è perfetta ma, quanto meno, regala emozioni e speranze ai credenti e indubbiamente respiro alle tasche di un intera città, non è corretto. Soprattutto quando tutti i giorni non si rimane indignati del posteggiatore abusivo, del negoziante che non ti fa lo scontrino, dall’evasore ecc ecc..."
Non voglio giudicare o fare il moralista, riporto solo quello alla quale ho assistito e che sono stanco di rivedere ogni anno.
Ed è per questo motivo che sposo la sua idea, Sindaco, di studiare una sorta di ‘tessera del devoto’ per allontanare la delinquenza, che spesso va a braccetto con l'ignoranza, dalla festa di Sant'Agata.
Spero che Voi, Sindaco e comitato organizzatore, insieme a chiunque altro possa realmente varare un regolamento della festa e misure contro la delinquenza, ascoltiate questo mio appello e sfogo da vero devoto alla mia Santuzza ed alla mia città. Amo la mia Catania ed i suoi colori, perché è la mia famiglia, è la mia mamma, è il mio amore, è la mia fede.
Concludo rivolgendomi a quei delinquenti:
Noli Offendere Patriam Agathae, Quia Ultrix Iniuriam Est - Non offendere la patria di Agata, perché ella ne vendica le ingiustizie.

