Egregi Signor (vale per tutti) sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, presidente del comitato dei festeggiamenti Luigi Maina, responsabile dell’ufficio amministrativo del Comitato per le feste agatine Giampaolo Adonia, arcivescovo della diocesi di Catania Mons. Salvatore Gristina, parroco della cattedrale Mons. Barbaro Scionti, capovara Claudio Baturi e tutti i cittadini catanesi compresi il prefetto e le cariche ecclesiastiche coinvolte nelle festività Agatine, i devoti ed i non credenti.

Con la presente mi rivolgo a Voi ed all'intera città di Catania per esprimere, sia da devoto che da cittadino catanese, ciò che penso riguardo quanto visto in tanti anni di festività Agatine ed in particolar modo su quanto avvenuto durante l'ingresso in Cattedrale del busto reliquiario e dello scrigno durante la mattina del 6 febbraio 2012.

Sento la necessità di scrivere una lettera aperta perché sono stanco. Stanco di assistere a scene come quella consumatasi davanti il busto reliquiario della nostra Santuzza.

Ero seduto nella sesta panca vicino l'altare sul lato destro della navata centrale e, purtroppo, ho potuto vedere quanto successo con i miei occhi. Ho visto uomini in borghese, che non so se siano membri della sicurezza, mescolarsi ai devoti per spostarli e lasciare passare Sant'Agata ma, di fatto, contribuendo a generare quel caos di spintoni divampato tra devoti esagitati.
Sono uscito disgustato dalla Cattedrale, deluso per come sia finita la festa più attesa dell'anno. A contribuire a ciò sono state anche le diverse scene a cui devo assistere ogni anno e che puntualmente ho assistito durante le recenti festività.

Ho assistito ancora una volta a devoti che minacciano il capovara di lasciare il cordone a terra e sedersi se costui non avesse approvato la prosecuzione della processione per via S. Giuliano. Ho assistito ad insulti e atti di violenza nei confronti dei devoti che si ribellavano a questa situazione surreale.
Ho assistito, all'interno del cordone, ad urla del tipo: "ppì tutti i caccerati ca non si ponu avviriri a sant'aituzza bedda" o a "devoti" che si dirigono in cattedrale con cocktail in mano, come se non fossero nel bel mezzo di una processione religiosa ma in un happy hour!
Ho assistito a "devoti" e cittadini seduti sopra la teca in cui riposa il cardinale Dusmet, un simbolo della fede per la nostra città, così come fanno con i diversi altari presenti in cattedrale.
Ho assistito a scene di esibizionismo nel portare un cero a mò di candelora con tanto di fischetto ed estintore ed a vedere portarlo in otto persone, quando un voto puoi farlo anche con un fiore, una candela, una preghiera.
Ho assistito anche a non credenti venuti alla festa solo per farsi gioco della festa stessa. Ho visto i “devoti re bummi”, i “devoti ra canni di cavaddu” ed i “devo da ‘cchianata di San Giuliano”. Ho assistito ad uno di questi fare lo sgambetto ad un devoto con un grande cero, che per poco non stava per cadere…ma in silenzio ha continuato la sua penitenza e la sua promessa alla Santa.


 Dopo l'entrata della Santa la mattina di giorno 6, sono uscito avvicinandomi alla vara per chiedere un fiore da poter portare a mia nonna, malata di cancro da diversi anni, ma anche qui ho assistito a delle scene riprovevoli. La mia ragazza, avvicinatasi con me alla vara, protende la mano verso uno dei devoti sul fercolo e prontamente riceve una spinta da un "devoto" vicino che gli sposta la mano per poi inveire contro, con soavi parole:"au! chi a fari ah? Avi du uri ca aspettu! Ciu sta rannu a tutti tranni a mia, fozza viri d'aiutariti!". Successivamente una ragazza riceve un fiore ed un altro "devoto" dietro lo strappa dalle sue mani, spezzandolo. La ragazza si gira e molto pacatamente gli si rivolge dicendogli "perché lo hai fatto? perché me lo hai strappato dalle mani e spezzato se ce lo avevo io? Perché?", purtroppo ricevendo indifferenza e non curanza. Vista questa scena mi allontano disgustato, se per loro è così importante un fiore al cospetto della devozione allora che lo prendano questi. A me è bastato pregare in chiesa e salutare la mia Patrona.


Ho assistito a delle parole di un componente delle forze dell'ordine che con veemenza tuonava: "questi non sono devoti sono animali!".
Questo è solo una parte di ciò che può accadere durante una qualsiasi manifestazione e durante le festività Agatine.

Non voglio giudicare nessuno ma dopo quella frase pronunciata da un membro delle forze dell'ordine ho voglia di dire basta! Sono stanco di essere aggettivato come delinquente o come animale solo perché alcuni delinquenti indossano come me il "sacco" bianco.
Sono stanco di vedere armi da fuoco all'interno di una chiesa.
Sono stanco di leggere puntualmente, dopo le festività Agatine, articoli di giornaletti online scritti da pseudogiornalisti, spesso di estrema sinistra (preciso che non mi schiero mai politicamente a priori), che quasi premono per la chiusura della festa insinuando che non porti introiti alla città ma, che comporti solo spese che loro vorrebbero evitare. Addirittura c'è chi scrive canzoni ed ogni anno utilizza la festa come spot pubblicitario.
A questi tizi mi rivolgo invitandoli a parlare con ristoratori, hotel, B&B, i vari commercianti del centro storico, tassisti, venditori ambulanti (regolari), guide turistiche, agenzie viaggi, proprietari di mezzi di trasporto ecc ecc. Chiedo: "Siete sicuri che vale la pena abolire una festa solo perché non credete e ciò debba permettervi di non rispettare nemmeno il bisogno ed il vantaggio che la gente onesta ottiene dalla terza festa religiosa più grande del mondo?". La mafia ed i delinquenti sono ormai un luogo comune per loro, e per molti altri, purtroppo utilizzato per identificare i devoti e così anch'io, quando indosso il mio sacco, devo sentirmi additato come uno di loro. Gli stessi che scrivono di mafia e delinquenza solo per procurarsi una manciata di visualizzazioni, mentre è in tribunale che si sta lottando per ripulire una così bella festa da una montagna di merda come la mafia! Scrivono che la festa lascia solo immondizia e pericoli, ma poi dimenticano di lodare il lavoro fatto dal comune di Catania e dai suoi dipendenti, che quest'anno, subito dopo il passaggio della processione, hanno ripulito le strade e registrato zero incidenti causati dalla cera.

Riporto le parole di un mio amico che sposano in pieno ciò che penso in merito a quanto detto pocansi: "Non bisogna guardare la festa nè con i paraocchi del devoto nè con quelli del pregiudizio. Fare i moralisti su una festa che non è perfetta ma, quanto meno, regala emozioni e speranze ai credenti e indubbiamente respiro alle tasche di un intera città, non è corretto. Soprattutto quando tutti i giorni non si rimane indignati del posteggiatore abusivo, del negoziante che non ti fa lo scontrino, dall’evasore ecc ecc..."

Non voglio giudicare o fare il moralista, riporto solo quello alla quale ho assistito e che sono stanco di rivedere ogni anno.
Ed è per questo motivo che sposo la sua idea, Sindaco, di studiare una sorta di ‘tessera del devoto’ per allontanare la delinquenza, che spesso va a braccetto con l'ignoranza, dalla festa di Sant'Agata.
Spero che Voi, Sindaco e comitato organizzatore, insieme a chiunque altro possa realmente varare un regolamento della festa e misure contro la delinquenza, ascoltiate questo mio appello e sfogo da vero devoto alla mia Santuzza ed alla mia città. Amo la mia Catania ed i suoi colori, perché è la mia famiglia, è la mia mamma, è il mio amore, è la mia fede.

Concludo rivolgendomi a quei delinquenti:
Noli Offendere Patriam Agathae, Quia Ultrix Iniuriam Est - Non offendere la patria di Agata, perché ella ne vendica le ingiustizie.

Ultima modifica Giovedì 09 Febbraio 2012 21:05
Salvo Taormina

Salvo Taormina

Facoltà : Farmacia
Corso: Farmacia
Anno : quarto
Ruolo: Coordinatore, autore e blogger della rubrica Quelli del 46'

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