-Nostradamus e “La flotta libica che fa tremare malta e le isole vicine”
“ Dall'Oriente verrà il Cuore Punico
Che ingannerà l'Adria e gli eredi di Romolo
Accompagnata dalla Flotta Libica
Tremare Malta e isole vicine vuotate”
Leggere oggi queste parole fa un certo effetto. Si parla di flotta libica, di Malta e altre isole e inesorabilmente il pensiero va alla nostra incolumità. Parliamoci chiaro: ci troviamo in guerra contro la Libia e Sigonella e Trapani sono diventati gli ultimi avamposti dell’esercito della coalizione occidentale. Da qui, cioè, partono in notturna gli aerei per infliggere massicci bombardamenti contro l’esercito di Gheddafi. Sapere che Nostradamus aveva previsto una cospicua invasione fatta dalla flotta libica delle principali isole del Mediterraneo ci preoccupa alquanto. E che dire dell’”inganno all’Adria e agli eredi di Romolo”, ossia dell’inganno alle popolazioni che attualmente vivono nei territori di antica conquista romana (ai tempi di Cartagine) ossia tunisini, marocchini, algerini. Qual è il messaggio? Che verrano coinvolte tutte le popolazioni del Nord Africa in una possibile guerra santa anti-Occidente? I presupposti di un evento colossale del genere sono lontanissimi, ma chi avrebbe mai ipotizzato fino a qualche mese fa un conflitto armato di un esercito occidentalista contro l’inaffidabile Gheddafi e le sue convinzioni dittatoriali? Nessuno. Prepariamoci al peggio, anche perché Nostradamus continua con:
“II Principe Libico iniquo spingendo in Occidente
II Franco d'Arabia verrà tanto infiammare
Sapient in Lettere sarà condiscendente
La Lingua Araba in Franco traslare.”
Così viene evidenziata la scalata al potere di un principe Libico (Gheddafi o un suo successore) che farà “infiammare” i territori di antico dominio francese (Algeria, Marocco, Tunisia), cioè sarà in grado di mettere dalla sua parte le popolazioni nord-africane con i suoi slogan anti-occidente che porteranno ad un vero e proprio terzo conflitto mondiale fra Islam e paesi evoluti dell’ovest. E la forza dell’impatto sarà tale che questo condottiero libico riuscirà a “traslare la lingua araba in Francia”: in poche parole riuscirà a vincere gli Europei e a risalire fino al territorio francese.
Tutto questo ad oggi sembra assurdo. Ma, come ripeto, le circostanze attuali possono rapidamente modificarsi come in tutti i grandi conflitti del passato. Basterebbe un paese in aiuto del capo libico. E’ lunga la lista degli ostili agli americani e agli europei: Iran, Corea del Nord, Cina in primis (anche se va detto che i cinesi non hanno opposto un veto chiaro alla prima invasione francese), e che dire degli inaffidabili Russi sempre in cerca di uno scontro con gli U.S.A. Quindi aspettiamoci di tutto, ricordando che nulla è impossibile in guerra. E soprattutto ricordiamo le parole di questo illustre profeta che conclude il suo pensiero con altre terzine “incriminate”, nelle quali prevede una rapida risalita europea dell’espansionismo maomettanico, con una iniziale invasione parallela di Spagna e Italia, accompagnata da una sconvolgente guerra trentennale: Le popolazioni arabe infatti verranno respinte dall’Europa solo 27 anni dopo l’inizio del conflitto libico!!! Prepariamoci…
I cicli vitali sulla Terra. L'Apocalisse e il Giudizio Divino sono già in corso e stanno per giungere a compimento?
di S.Taormina
La lettura del Libro dell’Apocalisse di S.Giovanni (chiamato anche Libro della Rivelazione) sembra confermare la teoria della predestinazione, cioè che sarebbe già deciso, ancor prima dell'inizio del mondo, chi si salverà e chi no. Inoltre, ci darebbe una chiara chiave di lettura della storia, facendoci rendere conto che il Giudizio universale è già cominciato da secoli così come l’Apocalisse che, soltanto adesso, potrebbe giungere al suo compimento.
Come per Nostradamus, anche nei versi di San Giovanni sarebbero contenute delle profezie che già si sono realizzate durante il corso della storia, mentre altre devono ancora realizzarsi.
Il libro che viene menzionato nei versi "Vidi nella mano destra di Colui che era assiso sul trono un libro a forma di rotolo, scritto sul lato interno e su quello esterno, sigillato con sette sigilli” rappresenterebbe il libro del dispiegarsi della storia che nessuno è in grado di leggere, eccetto l’Agnello.
“«Chi è degno di aprire il libro e scioglierne i sigilli?». Ma nessuno né in cielo, né in terra, né sotto terra era in grado di aprire il libro e di leggerlo”. Ciò significherebbe che nessun uomo può comprendere lo scopo della vita umana senza l’aiuto dell’Agnello.
L’Agnello rappresenta Gesù, il Figlio di Dio, venuto in terra per togliere “il peccato del mondo”.
Questo peccato non sarebbe altro che la volontà dell’uomo di voler interpretare e spiegare la storia e viene risolto con la venuta dell’Agnello (Gesù, “ritto […] immolato” = resuscitato) che con la sua venuta, morte e resurrezione spiegherebbe il segreto della storia. Il segreto sarebbe, appunto, il perpetuarsi di questo ciclo che si concluderà ancora una volta con la venuta di Dio in terra per concludere il Giudizio universale e per ristabilire l’opera di grazia del creato. Il Messia non va inteso in ottica cristiana come il Figlio di Dio, ma come un simbolo per individuare la fine della nostra era, dove potrà giungere a compimento quello che i cristiani chiamano Giudizio Divino, ossia la traslazione del nostro mondo nella dimensione parallela (Chiamata dai cristiani come Paradiso).
Ciò che ci interessa, al di là della simbologia Cristiana, è la profezia che si celerebbe nei versi di San Giovanni, similmente alle profezie nascoste nei versi del celebre Nostradamus.
Infatti, l’apertura dei sette sigilli del libro è già avvenuta e come segno indicatore viene utilizzato il manifestarsi di Gesù Cristo (l'Agnello sopra citato) che nei testi sacri delimita i diversi cicli vitali (o archi temporali) vissuti sulla terra. L’avvento di Gesù dà il via al terzo arco temporale e quindi alla terza vita del pianeta Terra dopo la prima vita, che finisce col diluvio universale, e la seconda che finisce con l’avvento di Gesù.
Attraverso i sigilli, San Giovanni spiegherebbe ciò e nei cavalieri dell'Apocalisse identificherebbe i mali della storia che hanno afflitto e affliggeranno l’esistenza umana e, inoltre, ci fa capire che il nostro pianeta vive ciclicamente questo perpetuarsi della storia.
- I cavalieri dell’Apocalisse
“un cavallo bianco e colui che lo cavalcava aveva un arco, gli fu data una corona e poi egli uscì vittorioso per vincere ancora”
In questi versi sarebbe rappresentato il primo dei cavalieri, cioè Cristo vittorioso che inseguirà gli altri tre cavalieri col suo arco per assicurare la salvezza all’umanità e dare loro la vita. Ciò rappresenterebbe lo spartiacque che individua l’inizio di una nuova era terrestre e volutamente viene utilizzata la parola “arco”, non per indicare un’arma, ma per indicare un “arco” di tempo.
Gli altri tre cavalieri versano il sangue degli uomini, desiderando la loro fine, e rappresentano guerra, inferno e morte, ovvero i mali che colpiranno l’uomo durante la sua storia.
Il secondo cavaliere è rappresentato nei versi “uscì un altro cavallo, rosso fuoco. A colui che lo cavalcava fu dato potere di togliere la pace dalla terra perché si sgozzassero a vicenda e gli fu consegnata una grande spada”. Egli rappresenta la violenza fra gli umani che segnerà le diverse guerre, comprese le guerre mondiali e la futura terza guerra mondiale.
“apparve un cavallo nero e colui che lo cavalcava aveva una bilancia in mano. E udii gridare una voce in mezzo ai quattro esseri viventi: «Una misura di grano per un danaro e tre misure d'orzo per un danaro! Olio e vino non siano sprecati».”
In questi versi, con l’apertura del terzo sigillo e la rappresentazione del terzo cavaliere, vengono invece predetti l’ingiustizia e i soprusi che condizioneranno la vita degli esseri umani.
Invece, con la rappresentazione del quarto cavaliere nei versi “apparve un cavallo verdastro. Colui che lo cavalcava si chiamava Morte e gli veniva dietro l'Inferno. Fu dato loro potere sopra la quarta parte della terra per sterminare con la spada, con la fame, con la peste e con le fiere della terra (Ap 6, 1-8)”, vengono predette fame, morte e malattie che hanno devastato la nostra esistenza. I versetti infatti prevedono le epidemie di peste citate anche dal Manzoni ne “I Promessi Sposi”, oltre alle “fiere della terra”, ovvero i grandi terremoti e gli sconvolgimenti naturali e atmosferici del nostro tempo.
- Una dimensione parallela
Nei restanti tre sigilli viene predetto ciò che sta avvenendo e ciò che deve ancora avvenire nel nostro arco temporale.
Infatti, il quinto sigillo, che va visto in sincronia con l’apertura degli altri, poiché San Giovanni vuole solo dare un significato simbolico e non una determinata cronologia degli eventi, simboleggerebbe le anime che sono già defunte (comprese quelle dei profeti) e che vivono in una dimensione parallela alla nostra in attesa del Giudizio Universale. Qui viene descritta l’esistenza, appunto, di una dimensione parallela:“Allora venne data a ciascuno di essi una veste candida e fu detto loro di pazientare ancora un poco, finché fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli che dovevano essere uccisi come loro (Ap 6, 9-11)”.
La “veste bianca” data a ciascuno di essi (gli spiriti in attesa), secondo noi, consisterebbe in uno stato extrafisico percettibile sottoforma di spirito che, in attesa del compimento del giudizio, quando giungerà al termine il nostro ciclo vitale al quale seguiterà un nuovo ciclo di vita terrestre, viene generato da una collisione del nostro spazio temporale con quello dell'altra dimensione a causa degli sconvolgimenti naturali.
Questo spiegherebbe il perché si possa entrare in contatto con i nostri cari defunti attraverso reali sedute spiritiche o manifestazioni di diverso tipo.
- La questione libica e la prospettiva di una Terza Guerra Mondiale
Dobbiamo intendere in sincronia anche lo scioglimento del Sesto e Settimo sigillo.
In questi ultimi due sigilli sono evidenti le analogie con quanto sta accadendo sulla Terra e con quanto è accaduto recentemente. I terremoti (“vidi che vi fu un violento terremoto”), gli tsunami (“il cielo si ritirò come un volume che si arrotola e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto”), le catastrofi naturali (“ne seguirono scoppi di tuono, clamori, fulmini e scosse di terremoto”), la guerra (“le stelle del cielo - le bombe - si abbatterono sopra la terra, come quando un fico, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i fichi immaturi”).
In tutto questo, secondo molti, viene predetto anche ciò che deve ancora accadere con proporzioni gigantesche, ovvero la Terza Guerra Mondiale (la guerra anti-occidente predetta da Nostradamus).
Nel vangelo di Matteo è contenuta una frase che darebbe all’uomo la chiave per individuare se la cosiddetta Apocalisse con il Giudizio Universale siano davvero vicini al proprio compimento. La frase è questa:“Nessuno sa il giorno o l'ora, neanche gli angeli nel cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre la conosce”.
L’uomo, rappresentato come “il Figlio”, e gli spiriti della dimensione parallela, rappresentati come “angeli in cielo”, non possono conoscere quando il nostro ciclo terreno terminerà. Infatti, con la parola “Padre” non sarebbe indicato il Cristo, ma il pianeta Terra e quindi la frase starebbe a significare che solo gli stravolgimenti naturali segneranno la fine della nostra era e che nei primi cambiamenti del pianeta possiamo trovare l’inizio della fine.
IL CONFLITTO LIBICO è SOLO L’INIZIO