La satira in versi (1)
di Davide Maugeri Campagiorni
Quintiliano la definì "tota nostra" con orgoglio e vanto. La satira fu infatti l'unico genere letterario che i Romani non presero in prestito dal mondo greco. Oggi, tra corsi e ricorsi storici, sembra un valido mezzo per riflettere, tutti insieme, con un pizzico di sarcasmo. Le vie per esprimersi sono infinite, ma nessuna riesce ad essere così diretta, pungente e, allo stesso tempo, divertente come la satira. Se a questo ingrediente, già prelibato, aggiungiamo l'estro della poesia, il mix si spera possa essere davvero vincente. "Satira in versi" è servita: buona lettura.
La nebbia agli irti Monti
speculando sale
e sotto il quirinale
c'è la crisi da
pagare;
ma lungo l'Eurozona
dal piano di austerità
va la nuova manovra
i mercati a rallegrar.
Si scaldano gli animi accesi
dei Partiti per un lungo viaggio:
stà, a Villareal, giocando il Napoli
tano, invece, fermo a rimirar
Tra i default multipli
stormi di rating rapaci
com' esuli immigrati
che la fortuna speran di cercar.
