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INTERVISTA AD ALDO FERRENTE, VIOLINISTA E SINDACALISTA DEL TEATRO MASSIMO BELLINI


In  seguito ai tagli, quanti soldi verrebbero destinati ai teatri e quali sono le conseguenze di questi tagli?

“Verrebbero destinati 12milioni e 700mila euro ma  gli stipendi sono intorno ai 14 milioni. L’economia del teatro è messa in ginocchio per cui a Giugno rischiamo di perdere tutti i precari e ad Agosto chiudiamo totalmente”

Quanti sono i precari ?

“Una settantina tra contrattisti, lavoratori a tempo determinato e professionisti”

Ad Agosto? Sarebbe inevitabile la chiusura?

“Sì, perché tutti i soldi sarebbero spesi per la stagione in corso”

Cosa vuol dire per una città come Catania restare senza teatro?

“ E’ proprio questa la cosa bella: i politici dovrebbero pensare di utilizzare queste risorse umane per creare sviluppo come fanno tante  città europee. Edimburgo ne è un esempio poiché la sua economia ruota tutta attorno al “Festival di Edimburgo”. Stessa cosa avviene a Salisburgo, in cui attorno all’icona di Mozart viene allestito un festival e tutto l’indotto che si crea in tutta l’area produce ricchezza.

Catania potrebbe e dovrebbe sfruttare il nome di Bellini per creare un festival che in passato esisteva, aumentando il turismo poiché  a Catania giungeva gente da tutta Italia e  anche dall’estero appositamente per questa ragione. Germania e Francia investono circa 8 miliardi di euro in arte e l’Italia appena un miliardo, sebbene sia la culla della cultura. La Sicilia possiede circa l’80% del patrimonio archeologico nazionale e non viene sfruttato. Manca una sinergia tra le componenti politiche Siciliane e si ritiene la cultura solo un fatto effimero.”


Il numero degli abbonamenti resta costante?

“Quest’anno è aumentato molto. Ci sono stati 1700 abbonamenti in più. Siamo quasi a 8000 unità. Siamo in controtendenza con tutto ciò che succede in Italia perché negli altri teatri gli abbonamenti sono diminuiti. Ciò che ci spaventa realmente è la mancanza di un progetto che unisca tutte queste realtà, un progetto organico che possa rilanciare questa terra, dandole sviluppo.”
Qual è il rapporto dei giovani con la musica lirica?

“I giovani non hanno un grande interesse ma sembra che esso si stia risvegliando. Dovrebbero capire che la lingua italiana è conosciuta in tutto il mondo proprio grazie alla lirica. E’ stata la prima educatrice e divulgatrice nel mondo della lingua italiana. Questo è compreso di più da chi viene dall’estero che non dagli stessi italiani ed è per questo motivo che il patrimonio deve essere salvaguardato.

Vengono comunque organizzati diversi spettacoli rivolti proprio ai giovani, le scuole portano i ragazzi ad uno spettacolo e inoltre tramite l’Ersu ci sono delle riduzioni per gli universitari”


Come reagiscono i cittadini?

“L’incremento degli abbonamenti dimostra il loro interesse a riguardo, ma Catania è una città con molti problemi e ciò fa sì che questo possa sembrare un problema secondario, ma non lo è, infatti esso è al pari dell’istruzione dei nostri figli. Il teatro nella sua forma più nobile rappresenta una città, rappresenta un popolo. La lirica rappresenta l’Italia ma siamo noi che dovemmo riuscire a sensibilizzare tutti.” 

INTERVISTA AL SINDACO STANCANELLI 

Cosa vuol dire per la città di Catania se dovessero chiudere questi teatri?

“Mi auguro che ciò non accada perché significherebbe la morte della città. Ci sarebbe infatti il grande problema di tutti questi lavoratori che perderebbero il lavoro e inoltre queste due istituzioni culturali di eccellenza di Catania rappresentano un faro non soltanto di cultura, ma un vero e proprio riferimento forte. Si pensi che siamo riusciti in due anni, dopo un periodo di grave crisi in cui c’era il degrado dal punto di vista dello sperpero, ad avere il 30 % di abbonati in più, quindi c’è un’attesa da parte della città e non solo. Quest’anno il teatro Massimo Bellini ha avuto un  grande direttore artistico cinese, Xu Zhong, e ciò dimostra la grande attesa che anche l’estero ha verso di noi..”

Un concerto di ottoni al centro di Piazza Università ha introdotto alla 10,00 di questa mattina  la manifestazione contro i tagli alla cultura. L’Assemblea Regionale Siciliana ha infatti previsto una diminuzione dei fondi per il teatro Stabile e il teatro Massimo Bellini di Catania, pari al 30 % del contributo ricevuto l’anno precedente. 5 milioni e 400 mila euro in meno per il teatro Bellini. Ciò determinerà sicuramente a Giugno  la perdita di tutti i lavoratori precari e a tempo determinato e ad Agosto potrebbero indurre alla chiusura effettiva del teatro, perché i fondi non basterebbero per la realizzazione di una nuove stagione concertistica.

Sebbene quest’anno si sia assistito ad un aumento di  abbonamenti, l’Assemblea Regionale Siciliana, ha deciso di vanificare tutti i sacrifici intrapresi da questi due enti, incurante della maggiore sensibilità mostrata dai cittadini catanesi e della loro richiesta. Laddove nel resto d’Italia il numero di abbonamenti diminuisce, a Catania aumenta, e in tutta risposta la regione mette in ginocchio i nostri teatri, costringendoli a interrompere il loro lavoro. Sono seicento i lavoratori che rischiano di perdere il loro posto tra artisti e amministrativi.


Catania nelle scorse settimane è stata derubata! Catania ha subito un umiliante latrocinio. Centinaia di persone rischiano di non ricevere uno stipendio, rischiano di non avere più un luogo in cui lavorare. Ma non si tratta della solita azienda chiusa, dei soliti lavoratori che lottando continuamente con la crisi si vedono sconfitti e costretti ad una vita di stenti.. Catania non è stata derubata solo di soldi, ma dalla possibilità di fare cultura e questi teatri sono il suo simbolo a Catania. Quando a subire le conseguenza di una soffocante e tragica crisi, non è una semplice azienda, ma un teatro, le vittime non sono più i soli lavoratori, ma i cittadini tutti. Oggi le strade di Catania si sono riempite di musica, di opera lirica, di arte, ma anche di richieste, di ricerca di attenzione e quasi come un grido misto a preghiera i manifestanti ripetevano a gran voce:  "Cittadini cittadini, per lo Stabile e Bellini! Cittadini Cittadini per lo stabile e Bellini!”.

Oggi le strade di Catania, però, sarebbero dovute essere piene di cittadini, non solo di artisti. Ciò che indigna è la mancata indignazione! Ma come possiamo aspettarci che i cittadini che a fatica arrivano a fine mese, si sentano i primi messi in causa a seguito di questi tagli? Perché in tempi di crisi, i cittadini dovrebbero preoccuparsi della sorte della cultura, se sono già abbastanza impegnati a pensare  al dissolvimento dei propri stipendi, alla perdita del loro posto di lavoro? Non possiamo mai aspettarci che un popolo comprenda il valore della cultura se prima di tutto sono i politici a non attribuire alcun valore ad essa! I nostri politici hanno dato un prezzo a tutto, all’arte, alla cultura e quindi anche alla nostra coscienza popolare, alla nostra tradizione, alla nostra storia.  La cultura non vale niente se non serve a fare soldi! E’ questo il messaggio che si evince dalle scelte della politica. Togliere fondi destinati alla cultura vuol dire mandare un messaggio chiaro: la cultura non ha valore. E’ per questo che oltre a questi due teatri, siamo stati derubati pure tutti noi, perché è stato svilito il valore del nostro popolo, è stato svilito il valore della cultura. E in più siamo stati offesi e oltraggiati perché è stato inviato un messaggio diseducativo per noi e per i più giovani. Ancora una volta è stato detto che la cultura non serve più, è ormai passata di moda.

Bufalino diceva che l’unica arma contro i mali della società è il libro! Oggi per le strade di Catania i manifestanti hanno usato le loro armi: il teatro, la musica. In un momento tanto delicato come quello che sta attraversando l’Italia è infamante che non si sostenga l’arte. La nostra è una società malata in cui  la gente è disperata e ha perso il senno: chi ha paura del futuro, si uccide; chi è frustrato, uccide. In una società come questa, c’è chi si permette di togliere i mezzi per creare armi pacifiche, per ricreare una coscienza nel singolo uomo, una coscienza sociale e civile, per ricordare all’uomo che in quanto uomo è dotato di ragione, di capacità di discernimento, di umanità, pietà. Solo la cultura e la conoscenza possono permettere all’uomo di ragionare, di avere una vista che vada al di là del proprio orticello, la frase retorica “ la cultura apre la mente” ha un grande fondo di verità. Cultura e conoscenza offrono le armi per un confronto costruttivo, per una crescita personale e sociale. La cosa che più “fa ridere” è che oltre a tutte queste belle parole i politici non comprendono che i  teatri sono fonte di denaro. Due teatri aperti corrispondono a stipendi per i lavoratori, ma anche abbonamenti, turisti, guadagno per i locali che si trovano nei paraggi del teatro. Investire nella cultura equivale a fare girare l’economia e Catania è la patria di Vincenzo Bellini; la Sicilia è la patria di Verga, Pirandello. Il nostro patrimonio culturale potrebbe renderci ricchi e invece viene mortificato ogni giorno di più. 

INTERVISTA AL SINDACO STANCANELLI ED AL VIOLINISTA ALDO FERRENTE

Lo scorso anno in 15 mila hanno partecipato al “Corri Catania”, evento di solidarietà che anche quest’anno si rinnova, aperto a tutti i cittadini che vogliono ritrovarsi per una corsa/camminata lungo le strade del centro storico.
Numerosi progetti sono stati realizzati con il ricavato delle scorse tre edizioni (ultimo l’acquisto di un’ambulanza donata al comitato di Catania della Croce Rossa Italiana) e il proposito del 2012 è il progetto “Oltre le Barriere”, per l’Unità Spinale Unipolare dell’Ospedale Cannizzaro; ciò significa che con i 3 euro di quota richiesti per partecipare (comprensivi di T-shirt e assistenza medica durante la manifestazione), si acquisteranno attrezzature specialistiche per la cura dei pazienti del reparto.
La 4^ edizione del Corri Catania si svolgerà domenica 15 Aprile (inizio ore 9.00), con quartier generale sempre in Piazza Università; a variare rispetto agli altri anni sarà il percorso: da via Etnea, per via Umberto, poi giù per via Ventimiglia, si attraverserà Piazza Teatro Massimo, fino a tornare in Piazza Duomo e così fino al traguardo (vedi mappa) per un totale di 4 Km.
Maglie e pettorali saranno in vendita a partire dal 1^Marzo presso i Corri Catania Point presenti in città, oppure nei giorni prossimi all’evento nello stand del "Corri Catania Village" ( Venerdi 13 aprile 2012 Ore 16.30– Inaugurazione con musica, danza, sport e intrattenimento) allestito in Piazza Università.
E allora? Riuscirà quest’anno Catania a battere quel record di 15 mila? “Catania corre per Catania”, un modo di fare sport e divertirsi, anche per aiutare chi non può farlo.

Atleti di punta dello sport siciliano, molti dei quali protagonisti a livello nazionale e internazionale, saranno anche quest’anno testimonial d’eccezione della “Corri Catania”.

Dal campione del Mondo di scherma Paolo Pizzo agli olimpionici Antonio Scaduto (canoa); Giusi Malato (pallanuoto); Maria Cocuzza (ginnastica artistica) e Salvo Campanella (lotta); dalle squadre di rugby dell’Amatori Catania e del San Gregorio all’Erg Priolo di Serie A 1 di basket femminile, ai campioni dell’atletica leggera, Claudio Licciardello; Francesco Scuderi; Rosario La Mastra; Mimmo Rao e della boxe Valeria Calabrese; Danilo D'Agata e Giuseppe Brischetto.

Il prof. Filippo Di Mulo, Tecnico settore velocità e ostacoli della nazionale di atletica, ha stilato una scheda di allenamento per prepararsi al meglio all'evento. La scheda, che prevede 24 allenamenti per un totale di 8 settimane, garantirà agli "atleti" di esser competitivi e magari battere goliardicamente l'amico od il familiare accanto a sè. Lo scopo, in realtà,  "sarà quello di abituare il proprio fisico con calma all'adattamento aerobico (fiato) e poi, muscolare" come scrive lo stesso prof. Di Mulo. Per scaricare la scheda cliccare quì.

MAPPA

Piazza Università --> Via Etnea; Via Umberto; Via Ventimiglia; Via Teatro Massimo; Piazza Vincenzo Bellini; Via Landolina; Via Vittorio Emanuele; Piazza San Placido; Via Porticello; Via Dusmet; Porta Uzeda; Piazza Duomo; Via Etnea --> Piazza Università.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto della 3° edizione (2011)

Christmas For Friends memorial Antonino BasileDieci in pagella per Gionatha Spinesi, Marco Onorati e Fabio Sciacca. Sono loro i protagonisti del “Christmas For Friends memorial Antonino Basile”. L’evento di natura benefica si è svolto il 22 Dicembre al comunale “Giulio Nicosia” di Tremestieri Etneo. Il rettangolo di gioco, per l’occasione, ha ospitato un match all’insegna della solidarietà. La vittoria finale è andata agli undici capitanati dall’ex gabbiano rossazzurro. Ma non è questo il verdetto più importante. La vera partita, infatti, si è giocata fuori dal campo. Uno soltanto l’obiettivo: raccogliere offerte per il V.O.I ( Volontari Ospedalieri Italiani). L’associazione organizzerà il pranzo di Natale, offrendolo ai più bisognosi. Tra gli “atleti per un giorno” il presidente del consiglio comunale di Tremestieri Etneo e personalità del mondo artistico, giornalistico. Tutti insieme per beneficenza. Ha seguito e sponsorizzato l’iniziativa anche il team della trasmissione “Penalty”, in onda sul canale Sestarete. Visibile l’entusiasmo del testimonial ufficiale della manifestazione, Gionatha Spinesi. Il calcio, tra le pagine nere del mondo scommesse, svela ancora momenti di sana cultura sportiva e sociale.

 

 

Manca poco tempo a lunedì sera, a I cento passi in piazza Dante. Sono stati giorni di frenetici preparativi, ma alla fine potremo dire di aver fatto un buon lavoro. Willem Kleijn Hesselink sta ultimando le prove dello schermo e delle altre attrezzature, giovedì notte Sergio La Rosa ha ideato l’immagine dell’evento e venerdì mattina io e Anna Catinoto abbiamo stampato migliaia di volantini e distribuiti all’università, per le strade del quartiere e altrove. In più sarà presente il giornalista Pino Maniaci, che da anni denuncia la mafia con la sua emittente TeleJato, nonostante minacce e aggressioni...

Alcune persone avevano già sentito parlare dell’iniziativa, i parcheggiatori hanno mostrato curiosità, ma in generale nel quartiere c’è indifferenza. Io sono più confusa che persuasa. Sono una ragazza che studia, legge e và al cinema. Per me è facile parlare e dire: lottiamo contro la mafia, lottiamo contro l’illegalità e la corruzione, contro tutte le infamie...ma esistono persone che vivono secondo le necessità di ogni giorno e se ne fregano delle parole degli idealisti, perchè con la mafia hanno un rapporto diretto, ci convivono da sempre e per questo ci spiazzano con la loro distorta ma logica praticità. La mafia, cosa posso saperne io della mafia...è così subdola e invisibile che è quasi legittimo pensare: non esiste e se esiste io comunque non ho un contatto diretto con implicazioni ed effetti concreti nella mia esistenza. Tuttavia tento in tutti i modi di non cadere nel tranello...perché tanta gente è morta per combatterla e perchè tutti noi veniamo ogni giorno umiliati dalle sue logiche di potere. La scelta del film vuole essere un primo approccio alla condizione della nostra città, alla condizione dei suoi stessi cittadini che la lasciano in balia di poteri oscuri. Io spero che lunedì 12 saranno presenti persone che hanno voglia di comunicare e interagire con il territorio, per migliorarlo concretamente, non solo per vedere il film e così sentirsi migliori. Per farlo dobbiamo collaborare insieme. L’idea è una rassegna di film di animazione in piazza Dante (come, ad esempio Up, Wall-e) da organizzare per il mese di ottobre, per adulti e bambini. Naturalmente siamo alla ricerca di fondi, l’università non può permettersi di metter mano al portafoglio, quindi se l’idea piace lavoriamo per costruirla.

Progetto coordinato Catania-Leccel progetto nasce nel 1997 nell'ambito dei Piani per lo sviluppo delle Università di Catania e di Lecce e ha come obiettivo primario la cura del patrimonio delle due strutture che operano parallelamente ma indipendentemente.

Il Progetto Catania-Lecce contribuirà al potenziamento della ricerca e delle attività didattiche dell'Università, in primo luogo formando nuove professionalità nate da un rapporto coerente e di scambio tra le discipline umanistiche e quelle scientifiche.
Sempre nell'ambito del progetto è previsto il recupero della struttura Ex Casa degli esercizi Spirituali per la realizzazione della "città delle scienze" per il comune di Catania luogo di sperimentazione per studenti e non, nell'edificio saranno realizzate più di dieci sale, collegate interattivamente e che saranno dedicate alla robotica, astronomia, biologia, virtualità ed arte contemporanea.
E' infine obiettivo strategico del piano, fornire le opportunità a tutti, studenti, docenti, cittadini, per una crescita culturale complessiva che guardi alla scienza, alla tecnologia, alla storia, alla città, come ad aspetti che concorrono unitariamente alla formazione della coscienza civile ....
Per maggiori informazioni sul progetto leggete il resto dell'articolo e visitate: http://siba3.unile.it Per le foto sui lavori edilizi "città della scienza" vi rimando alla ImgGallery. Gentile concessione Skyscrapercity.

L'Università di Catania, fondata nel 1434, ha acquisito nel corso del tempo edifici e collezioni storiche, artistiche e scientifiche di un certo pregio che riflettono il suo peso nelle vicende politiche e culturali della città e la sua ascendenza sulle altre istituzioni, la Diocesi e la Municipalità innanzitutto, ma anche i notabili, i collezionisti, e i centri di studio e di ricerca. Recuperare questi beni attraverso il restauro, anche solo virtuale, il riordino e l'archiviazione, è una tappa necessaria per raggiungere il fine ultimo del progetto, ovvero la più alta fruibilità, reale o attraverso i media, dello stesso patrimonio per il vasto pubblico e per quello di addetti ai lavori. Ciò sarà reso possibile grazie alle innovazioni tecnologiche nate dalla collaborazione tra la tecnologia informatica e multimediale e il più ampio ambito delle discipline umanistiche e scientifiche.

Elementi qualificanti del Piano sono:

Ricerche negli ambiti sopra citati sono attualmente in corso presso le due Università e verranno ulteriormente sviluppate presso i Servizi e Laboratori del Piano, orientando le scelte tematiche verso il potenziamento dei servizi alla Didattica ed alla Ricerca.
In definitiva il Piano si presenta come un originale, anche se complesso, strumento per un Osservatorio interessato a cogliere e valorizzare le connessioni con il sistema "virtuoso" dell’innovazione:

formazione, ricerca e sperimentazione, innovazione-trasferimento all’impresa-prodotto, utilizzo

riferita ai servizi. Anche in questa ottica sono stati evidenziati tutti gli elementi che rendono il Piano "riproducibile" in settori analoghi di altre realtà territoriali. Occorre anche precisare che per molti aspetti esso potrà essere preso in considerazione anche da una pluralità di settori (trasversalità) in cui distretti geograficamente distinti necessitano di integrazione a vari livelli (culturale, scientifico, tecnologico, etc.).
Occorre qui porre nella dovuta evidenza come le due Università siano sensibili al trasferimento della innovazione: l’Università di Catania opera attraverso il Consorzio Catania-Ricerche (MEDIA Innovation Relay Center della Unione Europea), l’Università di Lecce attraverso il PASTIS-CNRSM, il Patto Territoriale della Provincia di Lecce e entrambe attraverso le convenzioni con le Associazioni degli Industriali.
Infine è importante sottolineare che la valorizzazione e la fruizione del Patrimonio storico-artistico delle Università con la creazione di Musei e della Città della Scienza (quest’ultima luogo di sperimentazione per studenti e non) e con il largo uso di tecniche moderne di gestione delle informazioni, oltre a rappresentare un servizio alla didattica e ricerca Universitarie, rappresentano per la loro valenza esterna, una occasione per favorire "l’innovazione sociale e l’innovazione tecnologica in settori vicini al cittadino" (Libro verde sull’innovazione - linea d’azione 2) il quale si avvia ad essere così un elemento attivo di una "società cognitiva" (ibidem).
Va infine posto in evidenza come la suddetta valorizzazione del patrimonio storico scientifico culturale delle Università costituirà un nucleo museale e scientifico destinato a sviluppare uno dei settori tradizionali dell’economia quale il turismo; l’iniziativa suddetta si integra nelle strategie di sviluppo territoriale, come testimoniato nel paragrafo sulle ricadute economiche.


 

  • Il coordinamento fra due aree culturali (Catania e Lecce) rappresentanti due realtà con aspetti complementari;
  • La costituzione di servizi specialistici (S1 ed S2) rivolti all’utilizzo, potenziamento e sviluppo dei sistemi informatici ed all’utilizzo, potenziamento e sviluppo di tecnologie analitiche.

    Questi servizi hanno una doppia valenza: da un lato sono indirizzati al pieno raggiungimento degli obiettivi globali del Piano, dall’altro sono direttamente rivolti ai docenti ed agli studenti, quali servizi specialistici per la didattica e la ricerca, come ad esempio i laboratori multimediali, il laboratorio di analisi non distruttiva e il laboratorio di datazione con metodo nucleare.
    innovazione è così legata a tre aspetti.

  • Il primo coinvolge tutto il Piano nella sua globalità in quanto proposta e sperimentazione di un nuovo ed originale servizio che integra nella continua pratica ed utilizzo la cultura umanistica con quella scientifica e tecnologica di due distretti culturali diversi ( quello di Catania e quello di Lecce), anche attraverso i moderni mezzi informatici.

     

  • Il secondo si qualifica come sperimentazione di sistemi avanzati di gestione e trattamento dati e di uso di reti ad alta velocità. I numerosi aspetti innovativi dell’uso delle tecnologie informatiche e telematiche evidenziati dai vari interventi concernono due aspetti essenziali:

     

    1.

    La prima categoria di innovazioni è legata alle proporzioni del progetto nel suo complesso. Se è vero, infatti, che molte tecnologie informatiche stanno consolidando il loro ruolo nel panorama dell’utilizzo, è anche vero che la scalabilità del loro uso, sia in termini di numero dei fruitori dei servizi, che in termini di vastità del materiale interessato alla fruizione, presenta ancora numerosi problemi tecnici se le proporzioni sono quelle raggiunte dal caso qui rappresentato. Se - per fare un esempio - realizzare un CD-ROM contenente materiale librario e permetterne la lettura da un singolo computer è operazione acquisita allo stato dell’arte, lo stesso non può dirsi della fruizione di un intero fondo librario o di un’emeroteca da parte di decine o centinaia di utenti contemporanei distribuiti in reti locali e geografiche. In questo caso infatti la necessità di servire contemporaneamente il contenuto di un gran numero di CD-ROM, il traffico di rete che l’operazione genera, la difficoltà di acquisire su CD-ROM grandi quantità di dati di natura spesso particolarissima (è tipico il caso dei papiri antichi), configurano nel complesso una sfida tecnologica non indifferente, che per essere vinta necessita del meglio delle conoscenze tecnologiche e della capacità di ricerca ed innovazione.

     

    2.

    La seconda categoria di innovazioni è di carattere più specifico e riguarda singoli aspetti delle tecnologie utilizzate nell’ambito del progetto.
    Possono essere fatti diversi esempi:

     

  • Le enormi quantità di dati serviti in rete nello stato di regime del progetto richiedono una progettazione accurata ed innovativa delle reti telematiche che gli fanno da supporto. Le tecnologie prescelte non devono limitarsi ad offrire un banda trasmissiva adeguata (obbiettivo di non facile realizzazione se si tiene presente la necessità di una integrazione LAN-WAN praticamente trasparente e la eterogeneità delle infrastrutture destinate alla fruizione dei servizi), ma supportare le caratteristiche particolari delle applicazioni in gioco (non è ad esempio pensabile la fruizione di applicazioni multimediali in rete senza l’uso di protocolli capaci di fornire QOS (Quality of Service) differenziate per ciascun servizio. Altra questione rilevante dal punto di vista progettuale, e ancora oggi aperta alla sperimentazione, è lo studio delle possibilità di trasporto di differenti protocolli di rete da parte dell’infrastruttura di comunicazione.

     

  • Altro settore nel quale sono richieste tecnologie informatiche sofisticate e capacità di sperimentazione è quello dell’acquisizione digitale di documenti dotati di particolari caratteristiche di vulnerabilità meccanica o termica, di grandi dimensioni o di scarsa leggibilità. In quest’ultimo caso sono richiesti interventi di restauro digitale che implicano l’uso innovativo di tecniche di elaborazione d’immagini.

     

  • Lo sviluppo di applicazioni multimediali richiede lo studio di metodi per la presentazione razionale delle informazioni e di paradigmi di navigazione che consentano l’ottimale fruizione di un complesso di nozioni in forma multimediale.

     

  • Il terzo aspetto è strettamente legato alle specifiche attività di ricerca finalizzate all’innovazione dei servizi S1 ed S2 nel settore della didattica e della ricerca.

     

    1.

    Il laboratorio di analisi non distruttiva svilupperà ulteriormente per es. i metodi di standardizzazione nelle determinazioni analitiche non distruttive degli elementi in traccia caratterizzanti i manufatti costituenti il patrimonio storico artistico.

     

    2.

    Il Centro per la datazione al Radiocarbonio con metodologie nucleari metterà a punto un servizio tecnologicamente innovativo di datazione praticamente non distruttiva e ad elevata precisione, velocità ed affidabilità, di materiale di natura organica (legno, fossili, ossa pigmenti, etc.) di notevole rilevanza per la ricerca in campo archeologico e storico-artistico, ma anche geologico e ambientale.

     

    3.

    I laboratori multimediali sperimenteranno la integrazione delle competenze tecniche (per lo sviluppo del software) con quelle scientifiche (per i contenuti) e con quelle pedagogiche (per l’efficacia didattica) ed artistiche (per la presentazione del prodotto). L’utilizzo dei prototipi nelle attività didattiche istituzionali permetterà di esaminare e valutare l’impatto delle nuove tecnologie nella didattica

    Progetto coordinato Catania-Leccel progetto nasce nel 1997 nell'ambito dei Piani per lo sviluppo delle Università di Catania e di Lecce e ha come obiettivo primario la cura del patrimonio delle due strutture che operano parallelamente ma indipendentemente.

    Il Progetto Catania-Lecce contribuirà al potenziamento della ricerca e delle attività didattiche dell'Università, in primo luogo formando nuove professionalità nate da un rapporto coerente e di scambio tra le discipline umanistiche e quelle scientifiche.
    Sempre nell'ambito del progetto è previsto il recupero della struttura Ex Casa degli esercizi Spirituali per la realizzazione della "città delle scienze" per il comune di Catania luogo di sperimentazione per studenti e non, nell'edificio saranno realizzate più di dieci sale, collegate interattivamente e che saranno dedicate alla robotica, astronomia, biologia, virtualità ed arte contemporanea.
    E' infine obiettivo strategico del piano, fornire le opportunità a tutti, studenti, docenti, cittadini, per una crescita culturale complessiva che guardi alla scienza, alla tecnologia, alla storia, alla città, come ad aspetti che concorrono unitariamente alla formazione della coscienza civile ....
    Per maggiori informazioni sul progetto leggete il resto dell'articolo e visitate: http://siba3.unile.it Per le foto sui lavori edilizi "città della scienza" vi rimando alla ImgGallery. Gentile concessione Skyscrapercity.

    L'Università di Catania, fondata nel 1434, ha acquisito nel corso del tempo edifici e collezioni storiche, artistiche e scientifiche di un certo pregio che riflettono il suo peso nelle vicende politiche e culturali della città e la sua ascendenza sulle altre istituzioni, la Diocesi e la Municipalità innanzitutto, ma anche i notabili, i collezionisti, e i centri di studio e di ricerca. Recuperare questi beni attraverso il restauro, anche solo virtuale, il riordino e l'archiviazione, è una tappa necessaria per raggiungere il fine ultimo del progetto, ovvero la più alta fruibilità, reale o attraverso i media, dello stesso patrimonio per il vasto pubblico e per quello di addetti ai lavori. Ciò sarà reso possibile grazie alle innovazioni tecnologiche nate dalla collaborazione tra la tecnologia informatica e multimediale e il più ampio ambito delle discipline umanistiche e scientifiche.

    Elementi qualificanti del Piano sono:

    Ricerche negli ambiti sopra citati sono attualmente in corso presso le due Università e verranno ulteriormente sviluppate presso i Servizi e Laboratori del Piano, orientando le scelte tematiche verso il potenziamento dei servizi alla Didattica ed alla Ricerca.
    In definitiva il Piano si presenta come un originale, anche se complesso, strumento per un Osservatorio interessato a cogliere e valorizzare le connessioni con il sistema "virtuoso" dell’innovazione:

    formazione, ricerca e sperimentazione, innovazione-trasferimento all’impresa-prodotto, utilizzo

    riferita ai servizi. Anche in questa ottica sono stati evidenziati tutti gli elementi che rendono il Piano "riproducibile" in settori analoghi di altre realtà territoriali. Occorre anche precisare che per molti aspetti esso potrà essere preso in considerazione anche da una pluralità di settori (trasversalità) in cui distretti geograficamente distinti necessitano di integrazione a vari livelli (culturale, scientifico, tecnologico, etc.).
    Occorre qui porre nella dovuta evidenza come le due Università siano sensibili al trasferimento della innovazione: l’Università di Catania opera attraverso il Consorzio Catania-Ricerche (MEDIA Innovation Relay Center della Unione Europea), l’Università di Lecce attraverso il PASTIS-CNRSM, il Patto Territoriale della Provincia di Lecce e entrambe attraverso le convenzioni con le Associazioni degli Industriali.
    Infine è importante sottolineare che la valorizzazione e la fruizione del Patrimonio storico-artistico delle Università con la creazione di Musei e della Città della Scienza (quest’ultima luogo di sperimentazione per studenti e non) e con il largo uso di tecniche moderne di gestione delle informazioni, oltre a rappresentare un servizio alla didattica e ricerca Universitarie, rappresentano per la loro valenza esterna, una occasione per favorire "l’innovazione sociale e l’innovazione tecnologica in settori vicini al cittadino" (Libro verde sull’innovazione - linea d’azione 2) il quale si avvia ad essere così un elemento attivo di una "società cognitiva" (ibidem).
    Va infine posto in evidenza come la suddetta valorizzazione del patrimonio storico scientifico culturale delle Università costituirà un nucleo museale e scientifico destinato a sviluppare uno dei settori tradizionali dell’economia quale il turismo; l’iniziativa suddetta si integra nelle strategie di sviluppo territoriale, come testimoniato nel paragrafo sulle ricadute economiche.


     

  • Il coordinamento fra due aree culturali (Catania e Lecce) rappresentanti due realtà con aspetti complementari;
  • La costituzione di servizi specialistici (S1 ed S2) rivolti all’utilizzo, potenziamento e sviluppo dei sistemi informatici ed all’utilizzo, potenziamento e sviluppo di tecnologie analitiche.

    Questi servizi hanno una doppia valenza: da un lato sono indirizzati al pieno raggiungimento degli obiettivi globali del Piano, dall’altro sono direttamente rivolti ai docenti ed agli studenti, quali servizi specialistici per la didattica e la ricerca, come ad esempio i laboratori multimediali, il laboratorio di analisi non distruttiva e il laboratorio di datazione con metodo nucleare.
    innovazione è così legata a tre aspetti.

  • Il primo coinvolge tutto il Piano nella sua globalità in quanto proposta e sperimentazione di un nuovo ed originale servizio che integra nella continua pratica ed utilizzo la cultura umanistica con quella scientifica e tecnologica di due distretti culturali diversi ( quello di Catania e quello di Lecce), anche attraverso i moderni mezzi informatici.

     

  • Il secondo si qualifica come sperimentazione di sistemi avanzati di gestione e trattamento dati e di uso di reti ad alta velocità. I numerosi aspetti innovativi dell’uso delle tecnologie informatiche e telematiche evidenziati dai vari interventi concernono due aspetti essenziali:

     

    1.

    La prima categoria di innovazioni è legata alle proporzioni del progetto nel suo complesso. Se è vero, infatti, che molte tecnologie informatiche stanno consolidando il loro ruolo nel panorama dell’utilizzo, è anche vero che la scalabilità del loro uso, sia in termini di numero dei fruitori dei servizi, che in termini di vastità del materiale interessato alla fruizione, presenta ancora numerosi problemi tecnici se le proporzioni sono quelle raggiunte dal caso qui rappresentato. Se - per fare un esempio - realizzare un CD-ROM contenente materiale librario e permetterne la lettura da un singolo computer è operazione acquisita allo stato dell’arte, lo stesso non può dirsi della fruizione di un intero fondo librario o di un’emeroteca da parte di decine o centinaia di utenti contemporanei distribuiti in reti locali e geografiche. In questo caso infatti la necessità di servire contemporaneamente il contenuto di un gran numero di CD-ROM, il traffico di rete che l’operazione genera, la difficoltà di acquisire su CD-ROM grandi quantità di dati di natura spesso particolarissima (è tipico il caso dei papiri antichi), configurano nel complesso una sfida tecnologica non indifferente, che per essere vinta necessita del meglio delle conoscenze tecnologiche e della capacità di ricerca ed innovazione.

     

    2.

    La seconda categoria di innovazioni è di carattere più specifico e riguarda singoli aspetti delle tecnologie utilizzate nell’ambito del progetto.
    Possono essere fatti diversi esempi:

     

  • Le enormi quantità di dati serviti in rete nello stato di regime del progetto richiedono una progettazione accurata ed innovativa delle reti telematiche che gli fanno da supporto. Le tecnologie prescelte non devono limitarsi ad offrire un banda trasmissiva adeguata (obbiettivo di non facile realizzazione se si tiene presente la necessità di una integrazione LAN-WAN praticamente trasparente e la eterogeneità delle infrastrutture destinate alla fruizione dei servizi), ma supportare le caratteristiche particolari delle applicazioni in gioco (non è ad esempio pensabile la fruizione di applicazioni multimediali in rete senza l’uso di protocolli capaci di fornire QOS (Quality of Service) differenziate per ciascun servizio. Altra questione rilevante dal punto di vista progettuale, e ancora oggi aperta alla sperimentazione, è lo studio delle possibilità di trasporto di differenti protocolli di rete da parte dell’infrastruttura di comunicazione.

     

  • Altro settore nel quale sono richieste tecnologie informatiche sofisticate e capacità di sperimentazione è quello dell’acquisizione digitale di documenti dotati di particolari caratteristiche di vulnerabilità meccanica o termica, di grandi dimensioni o di scarsa leggibilità. In quest’ultimo caso sono richiesti interventi di restauro digitale che implicano l’uso innovativo di tecniche di elaborazione d’immagini.

     

  • Lo sviluppo di applicazioni multimediali richiede lo studio di metodi per la presentazione razionale delle informazioni e di paradigmi di navigazione che consentano l’ottimale fruizione di un complesso di nozioni in forma multimediale.

     

  • Il terzo aspetto è strettamente legato alle specifiche attività di ricerca finalizzate all’innovazione dei servizi S1 ed S2 nel settore della didattica e della ricerca.

     

    1.

    Il laboratorio di analisi non distruttiva svilupperà ulteriormente per es. i metodi di standardizzazione nelle determinazioni analitiche non distruttive degli elementi in traccia caratterizzanti i manufatti costituenti il patrimonio storico artistico.

     

    2.

    Il Centro per la datazione al Radiocarbonio con metodologie nucleari metterà a punto un servizio tecnologicamente innovativo di datazione praticamente non distruttiva e ad elevata precisione, velocità ed affidabilità, di materiale di natura organica (legno, fossili, ossa pigmenti, etc.) di notevole rilevanza per la ricerca in campo archeologico e storico-artistico, ma anche geologico e ambientale.

     

    3.

    I laboratori multimediali sperimenteranno la integrazione delle competenze tecniche (per lo sviluppo del software) con quelle scientifiche (per i contenuti) e con quelle pedagogiche (per l’efficacia didattica) ed artistiche (per la presentazione del prodotto). L’utilizzo dei prototipi nelle attività didattiche istituzionali permetterà di esaminare e valutare l’impatto delle nuove tecnologie nella didattica

    Riportiamo una lettera aperta  creata dal Coordinamento dei Ricercatori Universitari di  Catania e Coordinamento dei Precari della  Ricerca di Catania rivolta alla  popolazione studentesca e alle loro famiglie.


    Cara studentessa/caro studente,
    Gentile genitore,

    come probabilmente sapete l’università italiana vive una fase di tremenda crisi.
    Il governo, con le ultime leggi finanziarie, ha ridotto del 20% i finanziamenti all’università. Del 20% !!! C’è da chiedersi: quale altra parte del sistema statale – Trasporti, Sanità, Giustizia – potrebbe reggere un taglio di questo tipo? Basta pensare che la scuola italiana è in una crisi estrema con dei tagli del 10% circa.

    fonte facebookVenerdì 28 Maggio 2010, Piazza Università, ore 9.30 – 13.00
    FLC-CGIL Catania


    AUMENTO
    delle tasse universitarie e del numero dei corsi di laurea a numero chiuso;
    CHIUSURA O ACCORPAMENTO di corsi di laurea, facoltà, dipartimenti, scuole di specializzazione e di dottorato;
    RIDUZIONE dei fondi, già insufficienti, per la ricerca scientifica, le borse di studio e i servizi agli studenti;
    LICENZIAMENTO di tutti i precari docenti, ricercatori e tecnico-amministrativi;
    CANCELLAZIONE di tutte le opportunità per i giovani ricercatori e docenti;
    BLOCCO generazionale nella didattica e nella ricerca;
    LIMITAZIONE della partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie al governo dell’ateneo;
    DISTRUZIONE del sistema universitario pubblico statale.

    Non è il progetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il futuro dell’Università di Catania, è già l’attualità.

    L’ateneo di Catania si trova oggi in una condizione di crisi profonda, colpito dagli effetti deleteri delle politiche del Governo e stretto nella morsa di una riduzione indifferenziata delle risorse economiche travestita da razionalizzazione della spesa. Nel frattempo sta per essere approvato dal Parlamento il Disegno Di Legge “Gelmini”, la riforma «a costo zero» che pretende di risolvere tutti i problemi del sistema universitario senza alcun investimento e senza alcuna riflessione sulle priorità e le emergenze: la difesa del diritto allo studio e la valorizzazione del patrimonio nazionale delle professionalità scientifiche.

    L’Università pubblica subisce in queste settimane un attacco frontale gravissimo nel silenzio dei media e nell’indifferenza del dibattito politico.

    fonte facebookVenerdì 28 Maggio 2010, Piazza Università, ore 9.30 – 13.00
    FLC-CGIL Catania


    AUMENTO
    delle tasse universitarie e del numero dei corsi di laurea a numero chiuso;
    CHIUSURA O ACCORPAMENTO di corsi di laurea, facoltà, dipartimenti, scuole di specializzazione e di dottorato;
    RIDUZIONE dei fondi, già insufficienti, per la ricerca scientifica, le borse di studio e i servizi agli studenti;
    LICENZIAMENTO di tutti i precari docenti, ricercatori e tecnico-amministrativi;
    CANCELLAZIONE di tutte le opportunità per i giovani ricercatori e docenti;
    BLOCCO generazionale nella didattica e nella ricerca;
    LIMITAZIONE della partecipazione democratica di tutte le componenti universitarie al governo dell’ateneo;
    DISTRUZIONE del sistema universitario pubblico statale.

    Non è il progetto del Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per il futuro dell’Università di Catania, è già l’attualità.

    L’ateneo di Catania si trova oggi in una condizione di crisi profonda, colpito dagli effetti deleteri delle politiche del Governo e stretto nella morsa di una riduzione indifferenziata delle risorse economiche travestita da razionalizzazione della spesa. Nel frattempo sta per essere approvato dal Parlamento il Disegno Di Legge “Gelmini”, la riforma «a costo zero» che pretende di risolvere tutti i problemi del sistema universitario senza alcun investimento e senza alcuna riflessione sulle priorità e le emergenze: la difesa del diritto allo studio e la valorizzazione del patrimonio nazionale delle professionalità scientifiche.

    L’Università pubblica subisce in queste settimane un attacco frontale gravissimo nel silenzio dei media e nell’indifferenza del dibattito politico.
    Se non respingiamo questo attacco oggi, domani avremo un’università solo più vecchia e reazionaria, in cui si negano diritti fondamentali agli studenti e ai ricercatori, in cui si rompe la solidarietà tra tutte le componenti universitarie e si confinano al margine del sistema le forze più vitali: i giovani e i meritevoli.
    Un balzo all’indietro notevole e per di più spacciato per riforma.

    È tempo di reagire con fermezza a questa beffa, di mobilitarsi per salvare l’Università di Catania, di denunciare la situazione insostenibile in cui si trova oggi e gli ulteriori rischi a cui va incontro. È tempo di impegnarsi in prima persona per chiedere un’università migliore, capace di formare tutte le nuove generazioni, senza distinzione di reddito. Un’università delle opportunità che produca cultura e ricerca, un’università delle professionalità che ampli i diritti di cittadinanza. Un’università in cui ridurre i fondi sia uno spreco e in cui l’obbiettivo dell’efficienza non sia un alibi per comprimere gli spazi di democrazia. Un’università pubblica e pluralista a Catania: la nostra.

    Tutti gli studenti, i ricercatori, i docenti e i lavoratori dell’Università di Catania e tutti i cittadini che hanno un altro progetto per il proprio futuro si danno appuntamento per Venerdì 28 maggio a Piazza Università