È un tranquillo pomeriggio di quel marzo pazzerello che ci costringe a portare con noi l’ombrello malgrado ci sia il sole, poiché capita spesso che improvvisamente il cielo si riempia di nuvoloni passeggeri. Ho appena finito di leggere Todo Modo, celebre romanzo dello scrittore siciliano Leonardo Sciascia (Racalmuto 8-01-1912; Palermo 20-11-1989) ma non sono ancora riuscita ad abbandonare il mondo raccontato in quel libro. E se potessi intervistare il pittore protagonista del romanzo? Impossibile nella realtà ma non nella mia mente. Allora cosa aspetto? Lo aspetterei impaziente in un bar per approfondire la sua storia; si farebbe attendere, forse di proposito. Inizierei subito chiedendogli: “Per quale motivo si trovava nell’Eremo di Zafer 3?” “Non perde tempo lei!” mi risponderebbe “Possiamo darci del tu, vero?”. Annuirei timidamente. Cogliendo il mio bisogno di sapere risponderebbe senza perder tempo “Non avendo particolari impegni, decisi di prendere la mia automobile e di andare in giro in totale libertà. Non guidavo ad alta velocità e quindi colsi l’insegna che indicava la direzione dell’Eremo. Fui colpito dal particolare nome: Eremo di Zafer 3. Mi suggestionò il numero 3 perché erano tre giorni che vagavo liberamente; la tipologia del posto, l’eremo, in quanto luogo di solitudine intrisa di sentimento, meditazione, forse di follia;e il nome Zafer a cui non riuscivo a dare un’identità precisa. Decisi di andare a dare un’occhiata. Fui deluso alla vista di quella mostruosa costruzione e indeciso se restare o meno, ma fui vinto dalla curiosità di sapere chi avesse piantato lì quel casermone e perché.” “Cosa hai pensato di Don Gaetano durante il vostro primo incontro?” “Ciò che più mi colpì di don Gaetano fu che pareva si sdoppiasse fisicamente: un don Gaetano pareva respingermi al di là dell’orizzonte del suo sguardo, un altro invece pareva pieno di benevolenza. Fu una sensazione, quella del suo sdoppiamento, che provai ad ogni nostra conversazione” “Ecco perché spesso usi i verbi sparire e apparire” “Già. Quando andava via la sua immagine persisteva come negli occhi chiusi o nel vuoto e non si riusciva quindi a cogliere il momento reale in cui si allontanava.” “Concentriamoci su ciò che è successo durante il tuo soggiorno all’eremo. Si succedono tre omicidi nel giro di pochi giorni. Hai mai avuto il timore, soprattutto dopo i primi due omicidi, di essere in pericolo?” “Se devo essere sincero no perché ero convinto, e lo sono tuttora, che fosse tutto un piano ben organizzato in cui era già stato deciso chi dovesse morire. L’onorevole Michelozzi venne ucciso durante la cerimonia serale del rosario, in modo che con il buio nessuno avrebbe potuto capire chi fosse l’esecutore dell’omicidio. L’unico che forse avrebbe potuto testimoniare sull’accaduto, l’avvocato Voltrano, venne spinto giù dal balcone” “a proposito di questi due delitti, secondo te chi ha ucciso Michelozzi e Voltrano” “Le ipotesi sono tante ed è praticamente impossibile capirlo. Potrebbero essere stati uccisi dalla stessa mano, oppure potrebbe essere stato Voltrano ad uccidere Michelozzi, o ancora potrebbe essere che Voltrano, essendo un presunto testimone dell’omicidio di Michelozzi, sia stato ucciso per metterlo a tacere. Potrebbe anche essere stato don Gaetano il mandante per entrambi gli omicidi …” A questo punto gli domanderei con un pizzico di rabbia: “E dell’uccisione di don Gaetano cosa mi dici? Tu scompari dalle scene per una ricerca sul bosco, che stranamente è il luogo in cui viene ritrovato il cadavere di don Gaetano, e torni sul tardo pomeriggio. E questa non è l’unica stranezza: non ti ha fatto molta impressione ‘rivederlo’ morto e il verbo che hai usato presuppone che tu lo abbia già visto morto; per di più alla domanda del tuo ex compagno di scuola procuratore ‘dove sei stato’ rispondi ‘ad uccidere don Gaetano’. Non ti pare un po’ ambiguo il tuo comportamento?” “Si è fatto tardi” mi direbbe “meglio che mi avvii per tornare a casa. Rileggi il romanzo e troverai la risposta …” Mi lascerebbe così, con l’amaro in bocca. Ed io rimarrei, stupita, con i miei dubbi. Qualcosa mi è sfuggito, dunque. Devo capire cosa! Domani mi cimenterò nuovamente nella lettura del romanzo, ma voglio ancora stare a pensare a quest’impossibile incontro che mi ha stravolto la giornata.
- n.5 rappresentanti in seno al Senato accademico;
- n.5 rappresentanti in seno al Consiglio di amministrazione dell'Università, di cui n. 4 studenti di primo livello e n.1 studente di secondo livello;
- n.3 rappresentanti in seno al Comitato per le Attività sportive e ricreative;
- n.9 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Giurisprudenza;
- n.9 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Scienze politiche;
- n.9 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Economia;
- n.9 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Lettere e filosofia;
- n.7 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Medicina e chirurgia;
- n.7 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Scienze mat., fis. e nat.li;
- n.7 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Farmacia;
- n.5 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Agraria;
- n.9 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Ingegneria;
- n.7 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Scienze della formazione;
- n.9 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Lingue e letterature straniere;
- n.5 rappresentanti in seno al Consiglio della Facoltà di Architettura.
Decreto d'indizione
* * * *
Nei giorni 12 e 13 maggio 2010 avranno luogo le votazioni per le elezioni dei due rappresentanti degli studenti in seno al Comitato per lo Sport universitario, per il biennio accademico 2010/2011 - 2011/2012.
Decreto d'indizione
* * * *
Nei giorni 12 e 13 maggio 2010 avranno luogo le votazioni per le elezioni delle seguenti rappresentanze in seno al Consiglio di amministrazione dell'E.R.S.U., per il biennio accademico 2010/2011 - 2011/2012:
a) n.3 rappresentanti degli studenti di 1° livello;
b) n.1 rappresentante degli studenti di 2° livello;
c) n.1 rappresentante degli studenti dei corsi di studio attivati nelle sedi decentrate.
Decreto d'indizione
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