Catania è viva; Catania aiuta. A dimostrare queste due affermazioni è la serata che sabato 26 Maggio gli studenti universitari stanno organizzando per aiutare la loro collega Laura Salafia, che, rientrata lo scorso Dicembre a Catania in sedia rotelle, ha bisogno di una casa apposita per le sue necessità. Ebbene, la serata benefica “Una TERAPIA ROCK per LAURA SALAFIA” è stata realizzata con l’intento di devolvere tutto il ricavato proprio a Laura. L’evento si svolgerà al Barbara Disco Lab, con un contributo d’ingresso di 5€, interamente devoluto alla causa e versato direttamente nel conto corrente di Laura aperto presso l'Istituto Bancario Monte dei paschi di Siena. Coloro che invece vorranno devolvere qualcos'altro, indipendentemente dalla serata, potranno farlo versando il proprio contributo alle seguente coordinate bancarie:
IT 85F01030 16918 00000 1267 714
A farci passare un magnifico sabato, oltre ad un ampio djset rock, ci penseranno quattro live band emergenti: Uaripat, Maggie in the box, Miqrà, Run Away From Home pronte a deliziarci con la loro musica. LiveUnict ha intervistato proprio quest'ultimi:
Runaway from home, i cosìddetti 'scappati ra casa'. Curiosa la scelta di questo nome, come l’avete pensato?
L'idea è nata davanti a un panino, dopo le prime prove. Il fatto di non essere professionisti, ma di suonare solo per passione, ci imponeva un nome goliardico. Dopo vari tentativi, qualcuno dei presenti ci ha affibbiato l'appellativo di "scappati di casa". A quel punto, cercando una sfumatura, nacque l'idea di tradurre il tutto in lingua inglese.
La vostra band è formata da 5 elementi. Presentatevi e diteci come vi siete conosciuti e da dove è venuta l'idea di suonare insieme.
L'idea di creare una band è nata nella lontana estate del 2009. Essendo già amici di vecchia data, si è cercato di far nascere qualcosa di genuino e divertente. Le prime prove ci hanno visto essere solo in quattro. Poi per esigenze di sound, si è deciso di puntare su un altro chitarrista. Per mantenere lo spirito "familiare", abbiamo puntato su un 5° amico. Ognuno di noi svolge diverse attività: Luigi il batterista è dottore in Giurisprudenza (aspirante Avvocato), Marco il chitarrista è dottore in scienze biologiche, Saro il chitarrista (l'ultimo arrivato) è dottore in Economia, Pierluigi il bassista è medico (specializzando in ortopedia) ed Enzo il cantante è uno studente di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche.
Voi siete originari di Siracusa, è la prima volta che vi esibite in terra catanese?
Si è la prima volta fuori dalle "mura amiche". Onestamente viviamo il debutto in terra catanese come se fosse il primo concerto in assoluto. L'evento, oltre ad essere un elevato momento di solidarietà, in fin dei conti rappresenta un’ottima vetrina. Ci auguriamo possa essere il nostro trampolino di lancio.
La vostra è musica che ha fatto cantare e ballare intere generazioni! Riesce ad avere un impatto positivo anche tra i giovani di oggi che vi ascoltano?
Dalla nostra attuale esperienza, seppur limitata, abbiamo riscontrato un feedback positivo da parte del pubblico. Puntiamo molto sui medley. Ma oltre ad unire canzoni dell'epoca tra loro, cerchiamo di unire le note di canzoni straniere a testi italiani, senza stravolgere più di tanto le canzoni originali. Ovviamente, il tutto è riarrangiato con un sound più rock, per rendere più movimentate le nostre serate.
Giorno 1 Luglio 2010 si è scritta una brutta pagina per l'ateneo catanese, in pochi la dimenticheranno; come avete accolto la notizia di poter partecipare alla serata di beneficenza per Laura?
Per noi rappresenta l'essenza del divertirsi, sapendo di fare qualcosa di davvero utile e importante. Poter essere presenti ad un evento così significativo per noi è oggetto di vanto. Faremo il possibile per onorare al meglio ciò per cui siamo stati chiamati: divertire!
"Una terapia rock per Laura Salafia", questo il titolo della serata. Bisognerà farle suonare tanto queste chitarre per richiamare i giovani catanesi.
Siamo pronti a scatenare l'inferno! A parte le frasi celebri, siamo emozionati ed elettrici al tempo stesso. Dato il tempo limitato per l'esibizione, diciamo che concentreremo i nostri pezzi migliori in una mezz'oretta. Di sicuro sarà uno spettacolo!
STUDENTI CATANESI, LAURA VUOLE SENTIRE LA NOSTRA VOCE ED IL NOSTRO SOSTEGNO. AIUTIAMOLA!

“Da qui non ce ne andiamo finché non otteniamo risposte, una soluzione”, dicono. I manifestanti hanno cominciato la protesta Sabato, in seguito ad una gara d’appalto con la quale hanno subito un ulteriore ribasso del 35 %.
Sono ventuno e svolgono il servizio di pulizie da venticinque anni. Otto mesi fa, a Settembre avevano subito un ribasso del 40%: le loro ore lavorative vennero diminuite e così anche gli stipendi. Prendevano cinquecento euro al mese. Fecero qualche manifestazione, si rivolsero ai sindacati ma fu loro assicurato che, in seguito alla gara d’appalto sarebbero ritornati alle condizioni precedenti. La gara d’appalto però, oltre a non sistemare la situazione, l’ha resa del tutto inaccettabile: le ore lavorative si sono ridotte ad un’ora e mezza e lo stipendio che spetta loro è pari a duecentotrenta euro.
Di fronte a queste condizioni inaccettabili per ogni lavoratore e ancor di più per ogni uomo che ha diritto a mantenere la propria famiglia e a condurre una vita dignitosa, non hanno potuto firmare e si sono organizzati per questa protesta. Hanno dai quaranta ai sessant’anni circa. Quasi tutti hanno famiglia, figli da mantenere: << La famiglia è a casa- dice un signore - che devono fare? Sono preoccupati, si appoggiano da qualche fratello, parente. Stanno a casa con quei soldi che hanno>>. <<Fino a quando bastano>> , risponde un altro. Un signore abbastanza giovane ha la fronte completamente spellata e rossa, un altro solleva la manica della giacca per mostrare la pelle che sta cadendo a causa del sole troppo forte. Ieri invece pioveva. Qualche sedia attorno ad un tavolo, un ombrellone blu, una tenda azzurra, due donne riposavano a terra accanto a qualche busta, acqua, qualche felpina e un giubbotto per la notte che fa freddo; nessun tetto sulla testa, solo il cielo nuvoloso e qualche goccia d’acqua.
<<Non ci siamo abituati noi a queste cose - dice il signore che più di tutti si è intrattenuto a parlarmi - Noi siamo lavoratori, non siamo abituati a queste cose, ma siamo stati costretti non sappiamo come fare. Noi abbiamo la terza media, ma i conti abbiamo saputo farli meglio di loro : guadagneremmo otto euro al giorno, non riceveremmo neanche più l’assegno familiare, e i contributi poi? Per maturare i contributi che un normale lavoratore matura in un anno, a noi servono tre anni di lavoro!>>.
Fanno i turni per far sì che si possa tornare a casa giusto il tempo di sistemare qualcosa in famiglia : va via qualcuno e gli altri restano là. Non lasciano mai la terrazza del teatro. Una signora è andata via di corsa perché un figlio stava poco bene, dicendo che appena avesse potuto sarebbe tornata. Qualcuno di loro è stato male nei giorni precedenti: tutto il giorno sotto il sole e la notte è “fredda, troppo fredda; è Maggio ma sembra Marzo”. Ormai la gente li ha notati, i vigili del fuoco cominciano a stancarsi di dare informazioni. “E’ una protesta dicono i vigili, non si buttano davvero”. La situazione sopra è però diversa “ Oggi qualcuno voleva fare qualche pazzia. Siamo stanchi, nervosi e ci sono momenti in cui si pensa di commettere atti che in realtà non vorremmo fare”.
Resta molta indifferenza a piazza teatro soprattutto tra i giovani. Molti ridono, scherzano, gridano” dai buttati , buttati”. Un signore commenta :“non lo capiscono cosa vuol dire avere problemi economici, non sapere come mantenere una famiglia”. Tantissimi si dimostrano del tutto disinteressati, insensibili. Un manifestante, abbassando un po’ il tono di voce, come a non voler essere sentito, mi confessa:<<Una ragazza che era ubriaca ci ha pure detto “se ti mostro le tette, ti butti?” e si è alzata la maglietta. Ma era ubriaca. >>, sottolinea , quasi volendola giustificare.
Ognuno continui a pensare ai problemi suoi, semmai si prenda beffa di quelli altrui, sembra questo lo slogan di chi passeggia per piazza teatro Massimo.
Discutendo giunge una buona notizia per il teatro Massimo: saranno reintegrati tre milioni di euro, dunque il taglio economico previsto è stato dimezzato. “Se sono riusciti a trovare tre milioni di euro, perché non riescono a trovare cinquemila euro per noi? In fondo si tratterebbe solo di cinquemila euro per mantenere a ciascuno lo stipendio che abbiamo ora! Allora lo fanno apposta, è che nessuno ha interessi in questo caso!”, è il commento spontaneo di un “puliziere”. Questa mattina è previsto l’incontro col sindaco al comune. “Abbiamo diritto ad un lavoro!”, esclamano.
In Italia si combatte per far sì che questo nostro diritto sia rispettato,si fatica per esso come se fosse un lusso. E pensare che solo qualche anno fa, nel 1776, nella Dichiarazione di Indipendenza americana, qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere che l’uomo ha anche il diritto alla felicità.
Le immagini
Più o meno nell’indifferenza generale, a eccezione di qualche curioso, al centro di Piazza Teatro si trova un bellissimo e grandissimo “materasso gonfiabile” circondato da auto e camion dei vigli del fuoco. E’ già da cinque giorni che i dipendenti della ditta di pulizie del Teatro Massimo Bellini di Catania sono barricati all’interno e sono saliti sul tetto. Stanno chiusi là, sembra impossibile accedere, neanche molto semplice parlare con loro, se non tramite un referente che gira per Piazza Teatro Massimo dando informazioni, chiamandoli e contattando esponenti politici che potrebbero risolvere la situazione.
I dipendenti di questa ditta, in seguito ad una gara d’appalto, hanno assisto al ribasso delle ore lavorative e di conseguenza degli stipendi che, riferisce un vigile del fuoco, dovrebbero essere miseri “circa duecento euro”. E’ questa la ragione della protesta. Un lenzuolo che , appeso sul tetto del Bellini sorprendentemente illuminato recita “Ci hanno tolto il lavoro e la dignità”, fa compagnia al vecchio “Un popolo senza teatro è un popolo morto”. I disagi dunque aumentano e investono sempre più categorie e dipendenti. I vigili del fuoco hanno dovuto intervenire con la procedura obbligatoria e quindi tengono da giorni la zona bloccata e fanno turni da dodici ore l’uno, giorno e notte. Ciò che stupisce è la generale indifferenza dei ragazzi che trascorrono serenamente la serata a Piazza Teatro tra coktail e locali. Solo qualcuno incuriosito si avvicina e domanda ai vigili del fuoco o agli addetti al servizio di vigilanza che provano a dare qualche risposta, fin dove possono e fin dove sanno. Tanti altri invece ci scherzano su e si sente gridare “si butti, si butti” e una risata generale. Una protesta comprensibile per molti, per alcuni da criticare, per altri addirittura motivo di ilarità. Certo è che questa gente cerca attenzione, probabilmente spinta dalla disperazione. Ancora nella cronaca italiana c’è una richiesta di ascolto e di aiuto mentre il mondo di internet questa volta non sembra interessato e tace.
Si sta svolgendo a Messina l'edizione 2012 dei CNU (Campionati Nazionali Universitari), in programma dal 18 al 27 maggio, indetti dal CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano) e organizzati con la collaborazione dei CUS (Centri Universitari Sportivi) e delle FSN (Federazioni Sportive Nazionali).
A prendere parte alle competizioni sono gli studenti che hanno un'età compresa tra i 18 e i 28 anni e che sono iscritti ad un corso di laurea presso un'università italiana. Per quanto riguarda, nello specifico, i campionati 2012 di Messina, la partecipazione è riservata ad atleti di qualsiasi nazionalità ma nati tra il 1° gennaio 1984 ed il 31 dicembre 1994.
Un padre, un figlio e l'omofobia. E' un triangolo spesso ricorrente nelle famiglie siciliane che vivono nel pregiudizio, nella discriminazione. Lo sa bene Luca, un giovane siciliano che proviene proprio da una di queste, e che, a causa della sua omosessualità, da due giorni vive nella sua auto, una vecchia fiat panda.
Buttato fuori di casa, il venticinquenne vittima dell'omofobia paterna, dopo un duro, l'ennesimo, scontro con il padre, che descrive come un uomo all'antica e molto violento, è adesso ospitato dall'associazione GayLib Sicilia al quale si è rivolto. Il genitore, che ha costretto il ragazzo, primo di quattro figli, a lasciare gli studi per lavorare in campagna, al culmine di una banale lite lo ha apostrofato come uno "difettoso". E, quando a capo di una famiglia c'è un uomo così severo, a poco vale la comprensione materna.
Ma non è la prima volta che il padre di Luca ha atteggiamenti violenti nei suoi riguardi. Sandro Mangano, il coordinatore regionale dell'associazione, ci racconta: ‹‹Con i miei occhi ho potuto constatare che il giovane porta ancora sull'addome i segni di un cacciavite scagliatogli addosso dal padre in un momento di rabbia qualche tempo fa. Gesto che non è stato denunciato per ritrosia del ragazzo, ma che non può e non deve passare sotto traccia. Spero con forza che non si abbassi mai la guardia su un problema serio e preoccupante come l'omofobia. La nostra associazione conta tantissimi casi come quello di Luca. E' l'ora della sveglia, o sarà un gioco al massacro››.
Luca adesso è in cerca di un lavoro, pronto a svolgere qualsiasi tipo di impiego, rivolge un appello a chiunque possa aiutarlo ‹‹voglio costruirmi una vita tutta mia, voglio essere felice››.
Promosso e organizzato dalla cattedra di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi del corso di laurea in Sociologia, Giovedì 24 maggio alle 9:30, nell'aula B della facoltà di Scienze Politiche (via Vittorio Emanule 49, II piano), la prof.ssa Marina Maestrutti, docente di Sociologia all'Università Paris 1 "Panthéon-Sorbonne" terrà un seminario sul tema L'immaginario delle nanotecnologie. Miti e finzioni dell'infinitamente piccolo. L'incontro darà il diritto di acquisizione di 1 credito formativo universitario (CFU).
L'incontro sarà aperto dai saluti del prof. Giuseppe Vecchio, direttore del dipartimento di Analisi dei processi politici, sociali e istituzionali, introduce il prof. Guido Nicolosi.
La prof.ssa Maestrutti è autrice dell'omonimo volume (Imaginaires des nanotechnologies. Mythes et fictions de l'infiniment petit) edito da Vuibert nel 2011. Nel libro si descrive come le nanotecnologie occupino da qualche anno un posto importante nel discorso pubblico, essendo divenute oggetto di numerosi articoli, saggi, forum, dibattiti che focalizzano l'attenzione dei media, dell'opinione pubblica oltre che delle istituzioni politiche. Le applicazioni previste o prospettate lasciano libero corso a speculazioni tecno-scientifiche in vari campi, dalla salute, all'ecologia, dalla sicurezza all'esercito. Quest'opera analizza come l'immaginario legato alle nanotecnologie sia radicato nella società e contribuisca alla loro integrazione. A partire dalle origini della narrazione storica, quasi mitica, di una tecnologia in grado di padroneggiare l'invisibile, passando per il ruolo fondamentale della nozione di futuro, le nanotecnologie suscitano grandi promesse così come minacce apocalittiche.
Se sei laureato in economia, scienze politiche, giurisprudenza, o ingegneria e non aspetti altro che l’occasione di incominciare ad avere esperienze nel mondo del lavoro, la tua occasione è arrivata: la CONSULBROKERS & PARTNERS cerca un tirocinante per l'area Amministrazione- Marketing- Vendita che conosca la lingua inglese e il pacchetto office e che abbia iniziativa, predisposizione al lavoro in team e buone capacità relazionali. L'offerta prevede uno stage di 6 mesi part time a Catania (con inizio a fine maggio) e il rimborso spese. Gli interessati potranno candidarsi inviando un dettagliato curriculum vitae con autorizzazione al trattamento dei dati personali (D.Lgs. 196/03) a
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, entro il 28 maggio, indicando in oggetto “stage Consulbrokers & Partners – tirocinio amministrazione". Si ricorda che il titolo di studi deve essere conseguito presso l’Università degli Studi di Catania da non oltre 12 mesi alla data dell’avvio dello stage (ex D.L. n. 138 del 13/08/2011).
Il progetto, organizzato dall’ente di formazione LC | Lavoro Competenze, in collaborazione con Adecco Formazione e finanziato attraverso il Fondo FormaTemp, si sviluppa attraverso la realizzazione di micro-interventi di orientamento, della durata di 2 ore ciascuno, destinati a disoccupati,studenti delle scuole superiori ed universitari con l’obiettivo di fornire loro un quadro completo degli strumenti per la ricerca attiva del lavoro.
I percorsi di orientamento, totalmente gratuiti,sono strutturati in modo tale che i partecipanti possano comprendere i meccanismi, i canali e gli strumenti di accesso al mercato del lavoro alla luce dell’attuale scenario di riferimento e mirano,altresì, a far prendere coscienza delle proprie competenze personali, sviluppare la propria capacità di ricercare informazioni utili per orientarsi nel mercato del lavoro e creare una propria strategia utile per la ricerca del lavoro.
I percorsi di orientamento
- Il Curriculum Vitae e la lettera di presentazione. Come preparare il CV, la struttura di base per esporre le informazioni (es. il formato europeo), come personalizzarlo in funzione dell’offerta di lavoro, la lettera di presentazione.
- Il Colloquio di lavoro.Come prepararsi, come comunicare, come presentarsi, cosa dire e cosa non dire, come concludere.
- Gli strumenti per la ricerca attiva del lavoro. I canali per entrare in contatto con le aziende e gli enti che offrono occupazione: internet, portali del lavoro, siti web aziendali, career day, strutture accreditate per l’intermediazione del lavoro, agenzie per il lavoro, società di ricerca e selezione del personale, Gazzetta Ufficiale per la partecipazione a concorsi pubblici.
- Career coaching, strumenti e percorsi per trovare il lavoro. Esplorare se stessi e mettere in luce i propri punti di forza, definire l’obiettivo di carriera, sviluppare la progettualità personale e professionale, sviluppare le competenze di comunicazione, ascolto attivo e strategie di networking, la gestione degli obiettivi con le tecniche di Goal Setting.
24 Maggio 2012 | ore 10.00 - 18.00
Facoltà di Economia - Catania
(ed. Studenti Corsi Lauree Magistrali)
29 - 30 Maggio 2012 | ore 10.00 - 18.00
Facoltà di Lettere e Filosofia
Monastero dei Benedettini - Catania
31 Maggio 2012 | ore 10.00 - 18.00
Facoltà di Economia - Catania
(ed. Studenti Corsi Lauree Triennali)
23 e 31 Maggio 2012 | ore 15.00 - 19.00
Facoltà di Giurisprudenza - Aula 6
Via Gallo n.24 - Catania
Viene scritta una brutta pagina di storia sportiva che, ancora una volta, vede catanesi e palermitani protagonisti di un'accesa rissa.
E' successo a Capo d'Orlando, durante la finale della Coppa Trinacria, che vede protagoniste le squadre di Seconda Categoria, disputata tra la formazione catanese della Maniacese (di Maniaci) e quella palermitana della Colomba Bianca.
La Maniacese conduceva la partita con il risultato di 1-0, grazie al gol di Proietto, ma al 41' del secondo tempo si è scatenata una rissa furibonda dopo l'espulsione di due giocatori, Lupica Rinato Valerio (Maniacese) e Martino Ivan.
(Colomba Bianca), che ha visto partecipi la dirigenza e i calciatori di entrambe le squadre; poco hanno potuto fare i dirigenti federali e le forze dell'ordine presenti in campo.
Questo il comunicato del giudice sportivo: "Al 41′ del s.t. dopo l'espulsione per reciproci gravi atti di violenza dei calciatori Lupica Rinato Valerio (Maniacese) e Martino Ivan (Colomba Bianca), si scatenava una violenta rissa che coinvolgeva calciatori e dirigenti di entrambe le squadre. A tal punto vista la situazione determinatasi e impossibilitato a porre fine alla rissa che invece continuava in più zone del terreno di gioco coinvolgendo sempre più persone nonostante la presenza della forza pubblica, l'arbitro decideva di sospendere definitivamente la gara. Considerato che la rissa non ha consentito la regolare conclusione della gara così come l'eventuale espulsione di tutti i calciatori partecipanti, identificati e non, stante il mancato raggiungimento, da parte di entrambe le Società, del numero minimo necessario per la prosecuzione della stessa e sancita pertanto la responsabilità delle Società Colomba Bianca e Maniacese alle quali va addebitata la sospensione della gara per effetto di quanto ascrivibile ai propri tesserati la cui condotta è assolutamente in antitesi con i principi di lealtà e correttezza che sono a fondamento dell'attività sportiva delibera di infliggere sia alla Società Colomba Bianca che alla società Macianese la punizione sportiva della perdita della gara per 0-3 e l'ammenda di Euro 500,00 e di non assegnare la Coppa Trinacria Regionale 2011/2012".
Il giudice sportivo ha quindi deciso di non assegnare la coppa e di squalificare i giocatori: Salvatore Emanuele Tarantino e Ivan Martino fino al 31 gennaio 2013; Gaetano Adelfio e Cosimo Dilani fino al 15 novembre, Pietro Abbate, Antonino Balistreri e Alessio Marino Gamazza fino al 30 ottobre; Pasquale Nasca, Francesco Conti Taguali e Nunzio Baturi Proietto fino al 15 ottobre; Salvatore Zerbo fino al 15 settembre. Inibito il dirigente Tarantino Emanuele fino al 30 settembre 2012.
Un'altra triste pagina di sport che vede coinvolte le città di Catania e Palermo, quando cesserà del tutto l'inciviltà che in serie A, dopo quel tragico 2 febbraio 2007, sembra essere stata eliminata?
Mafia e Società a Catania. Assemblea organizzata dal Movimento Studentesco Giurisprudenza. L'evento è fissato per lunedì 21 maggio alle ore 17.00, presso l'aula 1 della facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Catania ( Villa Cerami)
Presiederanno e interverranno la dottoressa Agata Santonocito, Sostituto procuratore Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, il dott. Piergiorgio Morosini (Giudice per le indagini preliminari di Palermo), Salvatore Grosso (Presidente associazione AddioPizzo di Catania) e Giovanni Caruso appartenente all'Associazione Giovani Assolutamente per Agire.
Come si legge dall'evento creato su facebook, vi sarà l'esposizione di alcune immagine che raccontano storie di magia, tratte da "I Siciliani" il giornale che fu curato da Giuseppe Fava. Non sarà la solita assemblea sulla mafia, quest'ultima non è un convegno di cravatte accademiche, nè una piazza di comici che inveiscono contro la politica, non ci sarannò banalità presentate come verità rivelate. Con la partecipazione di due magistrati in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, e dei rappresentanti di due associazioni che costruiscono ogni giorno una storia siciliana diversa, fattà di legalità e di solidarietà.
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