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Ogni giorno il Monastero dei Benedettini accoglie gente di tutti i tipi: studenti, ricercatori, appassionati d'arte e di storia, scolaresche in gita scolastica e dottori coinvolti in vari meeting. Il 25 Maggio invece avrà un ospite particolare: accoglierà il diverso, l'altro. Colui che fa paura. Ma chi è l’altro? È il criminale, che è stato giudicato, condannato e adesso sconta una pena, chiuso in cella, in una realtà fatta di grate e isolamento, di scontri e di diffidenza. Grazie alla rassegna "Cinema segre(ga)to", che vedrà la proiezione del film "L’amore buio" di Antonio Capuano, finalmente verrà alla luce. Il cinema dedicato al micromondo delle prigioni avrà la sua "ora d'aria".

Alla serata saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni: il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli, il Garante per la Tutela dei diritti dei detenuti della Regione Siciliana Salvo Fleres, il vicepresidente della Commissione Giustizia del Senato della Repubblica Roberto Centaro e l’avvocato Vito Pirrone, membro della Commissione Diritti umani del Senato. A fare gli onori di casa il presente e il futuro dei benedettini, rispettivamente il preside della Facoltà di Lettere e Filosofia Enrico Iachello e il direttore del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania Carmelo Crimi.Finalmente l’opinione pubblica e gli studenti dell'ateneo avranno modo di interrogarsi su un tema tanto scottante quanto poco discusso qual è quello delle carceri e delle condizioni di vita dei detenuti. Alla potenza espressiva del cinema viene affidata la responsabilità di illuminare una realtà segreta e rimossa dalla nostra società. Questa rimozione collettiva passa attraverso due peculiarità della rappresentazione dei mezzi di comunicazione di massa. Il carcere è segno e manifestazione di un insuccesso sociale ed economico, determina una sorta di invisibilità, prodotta dalla stessa segregazione. Per questo il tema del carcere viene automaticamente ridotto, attraverso i mezzi di comunicazione di massa, a un problema di ordine pubblico. Sovraffollamento, violenza intramuraria, mancanza di servizi e suicidi, vengono superficialmente messi sullo stesso piano.

Ma occorre non dimenticare che il carcere è anche trattamento sanitario e psicologico, rieducazione, riabilitazione, in certi casi rinascita sociale. Può divenire un nuovo inizio, una seconda possibilità.

Quale obiettivo quindi? Avviare un dialogo con le istituzioni affinché il circuito virtuoso della comunicazione si attivi, affinché ci sia un confronto costruttivo. Prima di tentare di risolvere i problemi, è necessario che tutti li conoscano. Solo in questo modo le idee un giorno saranno - è il proprio caso di dirlo - finalmente libere.

Catania è viva; Catania aiuta. A dimostrare queste due affermazioni è la serata che sabato 26 Maggio gli studenti universitari stanno organizzando per aiutare la loro collega Laura Salafia, che, rientrata lo scorso Dicembre a Catania in sedia rotelle, ha bisogno di una casa apposita per le sue necessità. Ebbene, la serata benefica “Una TERAPIA ROCK per LAURA SALAFIA” è stata realizzata con l’intento di devolvere tutto il ricavato proprio a Laura. L’evento si svolgerà al Barbara Disco Lab, con un contributo d’ingresso di 5€, interamente devoluto alla causa e versato direttamente nel conto corrente di Laura aperto presso l'Istituto Bancario Monte dei paschi di Siena. Coloro che invece vorranno devolvere qualcos'altro, indipendentemente dalla serata, potranno farlo versando il proprio contributo alle seguente coordinate bancarie:

 IT 85F01030 16918 00000 1267 714

A farci passare un magnifico sabato, oltre ad un ampio djset rock, ci penseranno quattro live band emergenti: Uaripat, Maggie in the box, Miqrà, Run Away From Home pronte a deliziarci con la loro musica. LiveUnict ha intervistato proprio quest'ultimi:

Runaway from home, i cosìddetti 'scappati ra casa'. Curiosa la scelta di questo nome, come l’avete pensato?

L'idea è nata davanti a un panino, dopo le prime prove. Il fatto di non essere professionisti, ma di suonare solo per passione, ci imponeva un nome goliardico. Dopo vari tentativi, qualcuno dei presenti ci ha affibbiato l'appellativo di "scappati di casa". A quel punto, cercando una sfumatura, nacque l'idea di tradurre il tutto in lingua inglese.

La vostra band è formata da 5 elementi. Presentatevi e diteci come vi siete conosciuti e da dove è venuta l'idea di suonare insieme.

L'idea di creare una band è nata nella lontana estate del 2009. Essendo già amici di vecchia data, si è cercato di far nascere qualcosa di genuino e divertente. Le prime prove ci hanno visto essere solo in quattro. Poi per esigenze di sound, si è deciso di puntare su un altro chitarrista. Per mantenere lo spirito "familiare", abbiamo puntato su un 5° amico. Ognuno di noi svolge diverse attività: Luigi il batterista è dottore in Giurisprudenza (aspirante Avvocato), Marco il chitarrista è dottore in scienze biologiche, Saro il chitarrista (l'ultimo arrivato) è dottore in Economia, Pierluigi il bassista è medico (specializzando in ortopedia) ed Enzo il cantante è uno studente di Chimica e Tecnologie Farmaceutiche.

Voi siete originari di Siracusa, è la prima volta che vi esibite in terra catanese?

Si è la prima volta fuori dalle "mura amiche". Onestamente viviamo il debutto in terra catanese come se fosse il primo concerto in assoluto. L'evento, oltre ad essere un elevato momento di solidarietà, in fin dei conti rappresenta un’ottima vetrina. Ci auguriamo possa essere il nostro trampolino di lancio.

La vostra è musica che ha fatto cantare e ballare intere generazioni! Riesce ad avere un impatto positivo anche tra i giovani di oggi che vi ascoltano?

Dalla nostra attuale esperienza, seppur limitata, abbiamo riscontrato un feedback positivo da parte del pubblico. Puntiamo molto sui medley. Ma oltre ad unire canzoni dell'epoca tra loro, cerchiamo di unire le note di canzoni straniere a testi italiani, senza stravolgere più di tanto le canzoni originali. Ovviamente, il tutto è riarrangiato con un sound più rock, per rendere più movimentate le nostre serate.

Giorno 1 Luglio 2010 si è scritta una brutta pagina per l'ateneo catanese, in pochi la dimenticheranno; come avete accolto la notizia di poter partecipare alla serata di beneficenza per Laura? 

Per  noi rappresenta l'essenza del divertirsi, sapendo di fare qualcosa di davvero utile e importante. Poter essere presenti ad un evento così significativo per noi è oggetto di vanto. Faremo il possibile per onorare al meglio ciò per cui siamo stati chiamati: divertire!

"Una terapia rock per Laura Salafia", questo il titolo della serata. Bisognerà farle suonare tanto queste chitarre per richiamare i giovani catanesi.

Siamo pronti a scatenare l'inferno! A parte le frasi celebri, siamo emozionati ed elettrici al tempo stesso. Dato il tempo limitato per l'esibizione, diciamo che concentreremo i nostri pezzi migliori in una mezz'oretta. Di sicuro sarà uno spettacolo! 

STUDENTI CATANESI, LAURA VUOLE SENTIRE LA NOSTRA VOCE ED IL NOSTRO SOSTEGNO. AIUTIAMOLA!

UNA TERAPIA ROCK PER LAURA SALAFIA

Arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia delle Elezioni Universitarie 2012, che vedranno eleggere i nuovi rappresentanti nei nuovi Dipartimenti (che subentreranno a quelli attuali di facoltà) e soprattutto agli organi superiori (Senato, Amministrazione, Ersu, CASR, CUS). Il Magnifico Rettore Antonino Recca, ha oggi annunciato che l'11 ed il 12 Luglio si voterà, così da "consentire l'immediata partecipazione della componente studentesca all'attività dei nuovi organi collegiali di governo".

Ed altrettanto immediata è stata la risposta da parte di fronte universitario che con un comunicato stampa ha reso pubblico quanto segue:

ELEZIONI UNIVERSITARIE, FRONTE UNIVESITARIO: ATTENZIONE AGLI SPRECHI

E’ stato un fulmine a ciel sereno. Dopo l’accordo raggiunto tra tutti i rappresentanti degli Studenti in Consiglio d’amministrazione e in Senato Accademico di rinviare le elezioni delle componenti studentesche ad ottobre, arriva ieri la notizie che il Rettore ha indetto le elezioni per il 11 e 12 luglio. Pare che la decisione presa dall’ateneo sia dovuta alla contestazione di presunta illegittimità mossa da qualche studente.

<< Capisco il punto di vista del Rettore e dell’Ateneo, - commenta Carmelo Toscano, rappresentante degli studenti in Cda - la richiesta di non far coincidere le elezioni con il periodo della pausa estiva è stata avanzata da noi rappresentanti degli Studenti. E’ logico che se la richiesta viene avanzata dagli studenti l’ateneo non può non disporre un atto dovuto dalla legge e dallo statuto. La nostra proposta di rinviare le elezioni ad ottobre era indirizzata a non farle coincidere con il periodo di appelli e di vacanze, crediamo fortemente che la rappresentanza studentesca non possa essere lasciata a degli studenti “indietro” con gli studi ma vogliamo che i rappresentanti degli studenti siano persone qualificate che prima di tutto adempiano al loro dovere di studenti.>>

<< I tempi di approvazione dello statuto e laquerelle tra Ateneo e Ministero – commentano i Coordinatori del Fronte Universitario - hanno fatto si che si indicessero le elezioni  nel periodo meno consigliabile. Ci rendiamo conto che la decisione del Rettore sia una scelta forzata, ma svolgere le elezioni 11 e 12 luglio è impensabile. Proprio in quel periodo parte degli studenti è impegnato con gli esami della sessione estiva e l’altra parte che ha finito difficilmente sarà in sede per andare ad eleggere i propri rappresentanti. Il rischio di non raggiungere il quorum del 15% fissato dallo statuto , cioè circa 10mila studenti, quindi di dover ripetere tutte le elezioni di voto ad ottobre, è molto alto. Le elezioni universitarie hanno un costo sulle casse dell’ateneo che si aggira intorno ai 150mila euro, questo vuol dire che dover ripetere le operazioni di voto a luglio e poi ad ottobre potrebbe avere uno costo di circa 300mila euro per il nostro ateneo. Saremmo pronti alla competizione elettorale, ma il rischio di non raggiungere il quorum e conseguentemente di sprecare del danaro pubblico caricando di quest’onere aggiuntivo le tasche dei nostri colleghi e delle loro famiglie, soprattutto in un momento come questo di forte crisi economica  , è inaccettabile. Per questo lanciamo un appello a tutte le associazioni universitarie a prendere una decisione coscienziosa e non partecipare a queste elezioni di luglio in modo da rinviare tutto ad ottobre. Qualora anche una sola associazioni presenti le liste, l’ateneo non potrà che mettere in moto tutta la macchina burocratica, e questo comporterà una spesa inutile che graverà sulle tasse di quegli studenti che proponiamo di tutelare.>> 

LEGGI ANCHE: "ELEZIONI UNIVERSITARIE: SI VOTA L'11 E 12 LUGLIO. GLI STUDENTI NON CI STANNO!"

 

Da qui non ce ne andiamo finché non otteniamo risposte, una soluzione”, dicono. I manifestanti hanno cominciato la protesta  Sabato,  in seguito ad una gara d’appalto con la quale hanno subito un ulteriore ribasso del 35 %.

Sono ventuno e svolgono il servizio di pulizie da venticinque anni. Otto mesi fa, a Settembre avevano subito un ribasso del 40%: le loro ore lavorative vennero diminuite e così anche gli stipendi. Prendevano cinquecento euro al mese.  Fecero qualche manifestazione, si rivolsero ai sindacati ma fu loro assicurato che, in seguito alla gara d’appalto sarebbero ritornati alle condizioni precedenti. La gara d’appalto però, oltre a non sistemare la situazione, l’ha resa del tutto inaccettabile: le ore lavorative si sono ridotte ad un’ora e mezza e lo stipendio che spetta loro è pari a duecentotrenta euro.

Di fronte a queste condizioni inaccettabili per ogni lavoratore e ancor di più per ogni uomo che ha diritto a mantenere la propria famiglia e  a condurre una vita dignitosa, non hanno potuto firmare e si sono organizzati per questa protesta. Hanno dai quaranta ai sessant’anni circa. Quasi tutti hanno famiglia, figli da mantenere: << La famiglia è a casa- dice un signore - che devono fare? Sono preoccupati, si appoggiano da qualche fratello, parente. Stanno a casa con quei soldi che hanno>>.  <<Fino a quando bastano>> , risponde un altro.  Un signore abbastanza giovane ha la fronte completamente spellata e rossa, un altro solleva la manica della giacca per mostrare la pelle che sta cadendo a causa del sole troppo forte. Ieri invece pioveva. Qualche sedia attorno ad un tavolo, un ombrellone blu, una tenda azzurra, due donne riposavano a terra  accanto  a qualche busta, acqua, qualche felpina e un giubbotto per la notte che fa freddo; nessun tetto sulla testa, solo il cielo nuvoloso e qualche goccia d’acqua.                                                                                                                                               

<<Non ci siamo abituati noi a queste cose - dice il signore che più di tutti si è intrattenuto a parlarmi - Noi siamo lavoratori, non siamo abituati a queste cose, ma siamo stati costretti non sappiamo come fare. Noi abbiamo la terza media, ma i conti abbiamo saputo farli meglio di loro : guadagneremmo otto euro al giorno, non riceveremmo neanche più l’assegno familiare, e i contributi poi? Per maturare i contributi che un normale lavoratore matura in un anno, a noi servono tre anni di lavoro!>>. 

 

Fanno i turni per far sì che si possa tornare a casa giusto il tempo di sistemare qualcosa in famiglia : va via qualcuno e gli altri restano là. Non lasciano mai la terrazza del teatro.  Una signora è andata via di corsa perché un figlio stava poco bene, dicendo che appena avesse potuto sarebbe tornata. Qualcuno di loro è stato male nei giorni precedenti: tutto il giorno sotto il sole e la notte è “fredda, troppo  fredda; è Maggio ma sembra Marzo”. Ormai la gente li ha notati, i vigili del fuoco cominciano a stancarsi di dare informazioni. “E’ una protesta dicono i vigili, non si buttano davvero”. La situazione sopra è però diversa “ Oggi qualcuno voleva fare qualche pazzia. Siamo stanchi, nervosi e ci sono momenti in cui si pensa di commettere atti che in realtà non vorremmo fare”.

Resta molta indifferenza a piazza teatro soprattutto tra i giovani. Molti ridono, scherzano, gridano” dai buttati , buttati”. Un signore commenta :“non lo capiscono cosa vuol dire avere problemi economici, non sapere come mantenere una famiglia”. Tantissimi si dimostrano del tutto disinteressati, insensibili. Un manifestante, abbassando un po’ il tono di voce, come a non voler essere sentito, mi confessa:<<Una ragazza che era ubriaca ci ha pure detto “se ti mostro le tette, ti butti?e si è alzata la maglietta. Ma era ubriaca. >>, sottolinea , quasi volendola giustificare.

Ognuno continui a pensare ai problemi suoi, semmai si prenda beffa di quelli altrui, sembra questo lo slogan di chi passeggia per piazza teatro Massimo.

Discutendo giunge una buona notizia per il teatro Massimo: saranno reintegrati tre milioni di euro, dunque il taglio economico previsto è stato dimezzato. “Se sono riusciti a trovare tre milioni di euro, perché non riescono a trovare cinquemila euro per noi? In fondo si tratterebbe solo di cinquemila euro per mantenere a ciascuno lo stipendio che abbiamo ora! Allora lo fanno apposta, è che nessuno ha interessi in questo caso!”, è il commento spontaneo di un “puliziere”. Questa mattina è previsto l’incontro col sindaco al comune.  “Abbiamo diritto ad un lavoro!”, esclamano.

In Italia si combatte per far sì che questo nostro diritto sia rispettato,si fatica per esso come se fosse un lusso. E pensare che solo qualche anno fa, nel 1776, nella Dichiarazione di Indipendenza americana, qualcuno ha avuto il coraggio di scrivere che l’uomo ha anche il diritto alla felicità. 

Le immagini

 

Più o meno nell’indifferenza generale, a eccezione di qualche curioso, al centro di Piazza Teatro si trova un bellissimo e grandissimo “materasso gonfiabilecircondato da auto e camion dei vigli del fuoco. E’ già da cinque giorni  che i dipendenti della ditta di pulizie del Teatro Massimo Bellini di Catania sono barricati all’interno e sono saliti sul tetto. Stanno chiusi là, sembra impossibile accedere, neanche molto semplice parlare con loro, se non tramite un referente che gira per Piazza Teatro Massimo dando informazioni, chiamandoli e contattando esponenti politici che potrebbero risolvere la situazione.

I dipendenti di questa ditta, in seguito ad una gara d’appalto, hanno assisto al ribasso delle  ore lavorative e di conseguenza degli stipendi che, riferisce un vigile del fuoco, dovrebbero essere miseri “circa duecento euro”.  E’ questa la ragione della protesta. Un lenzuolo  che ,  appeso sul tetto del Bellini sorprendentemente illuminato recita “Ci hanno tolto il lavoro e la dignità”, fa compagnia al vecchio “Un popolo senza teatro è un popolo morto”. I disagi dunque aumentano e investono sempre più categorie e dipendenti. I vigili del fuoco hanno dovuto intervenire con la procedura obbligatoria e quindi tengono da giorni la zona bloccata e fanno turni da dodici ore l’uno, giorno e notte. Ciò che stupisce  è la generale indifferenza dei ragazzi che trascorrono serenamente la serata a Piazza Teatro tra coktail e locali. Solo qualcuno incuriosito si avvicina e domanda ai vigili del fuoco o agli addetti al servizio di vigilanza che provano a dare qualche risposta, fin dove possono e fin dove sanno.  Tanti altri invece ci scherzano su e si sente gridare “si butti, si butti” e una risata generale. Una protesta comprensibile per molti, per alcuni da criticare, per altri addirittura motivo di ilarità. Certo è che questa gente cerca attenzione, probabilmente spinta dalla disperazione.  Ancora nella cronaca italiana  c’è una richiesta di ascolto e di aiuto mentre il mondo di  internet questa volta non sembra interessato e tace.

Mercoledì 23 Maggio 2012 17:06

Liveunict ricorda la strage ventennale di Capaci

Scritto da Vania Cuppari

23 Maggio 1992 la lotta alla mafia riceve una tra le più grandi sconfitte, che è costata la vita al magistrato Giovanni Falcone, la moglie  Francesca Morvillo e i tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Cinquecento chili di tritolo erano stati messi in una galleria sotto l’autostrada A29 nei pressi dello svincolo di Capaci.m Le manifestazioni di commemorazione sono già cominciate da giorni in tutta Italia e culmineranno oggi. A Catania si terrà un incontro al Palazzo di Giustizia alle ore 17,00. A Palermo invece sono previste le manifestazioni più importanti per le quali  giungerà il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Da Civitavecchia sono partite le due Navi della Legalità  con 2600 studenti che parteciperanno a Palermo alle manifestazioni, ma quest’anno il loro pensiero è rivolto anche a Melissa, la giovane ragazzina morta a Brindisi, per la quale hanno preparato diversi cartelloni. Si prevedono i due cortei tradizionali che partono dall’aula Bunker e da via D’Amelio per riunirsi sotto l’albero Falcone dove sarà celebrato il momento di Silenzio, alla presenza della sorella Maria Falcone e Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia.

Alle celebrazioni, però, non è stato invitato Raffaele Lombardo, Presidente della Regione, accusato dalla procura di concorso esterno all’associazione mafiosa. Maria Falcone afferma: “Abbiamo invitato tutte le principali autorità locali “ , ma prosegue: “Lombardo è imputato per mafia. La Fondazione Falcone, per lo spirito che la anima, non può invitare un esponente politico che ha avuto contatti di questo tipo”. E lo stesso Lombardo ha così risposto: “Ho deciso di non prendere parte alla celebrazioni in ricordo del magistrato Falcone per evitare imbarazzi, soprattutto miei e per rispetto alle vittime della mafia che si ricordano”.

Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, invece ritiene non gradita la presenza del procuratore Pietro Grasso che aveva proposto un premio a Silvio Berlusconi per il suo impegno contro la mafia, e ha affermato : «Dopo questo attacco faticherei a stringergli la mano. Se si presenta agli anniversari di Falcone e Borsellino? Dopo questa esternazione non è più persona gradita”, e poi continua su Berlusconi dicendo “ Lui la mafia l’ha favorita, basta guardare molte delle leggi che ha fatto. Si è solo preso il merito di operazioni di polizia e magistrati, successi ottenuti nonostante le azioni del suo Governo.

Proprio il 21 Maggio inoltre è diventato nuovamente sindaco di Palermo Leoluca Orlando, famoso anche per le accuse rivolte a Falcone, sebbene in passato fossero stati amici. Tali accuse rivolte in televisione nei programmi di Santoro e Maurizio Costanzo e tramite stampa si possono trovare facilmente anche su youtube.  «Diede inizio a una vera e propria campagna denigratoria contro mio fratello, sfruttando le proprie risorse per lanciare accuse attraverso i media» ha scritto in seguito Maria. Orlando infatti accusava che ci fossero documenti chiusi dentro il Palazzo di Giustizia che avrebbero potuto fare chiarezza su vari delitti e insinuava che Giovanni Falcone volesse diventare l’unico paladino della lotta antimafia. Oggi, si legge sul blog di Benny Calasanzio Borsellino, sul lato destro dedicato a twitter:” Maria Falcone :  "Al neosindaco di Palermo Leoluca Orlando "chiedo tre parole, anzi quattro: con Falcone ho sbagliato" .

Nel giorno dedicato alla commemorazione di Giovanni Falcone, un uomo che ha perso la vita, insieme ad altre quattro persone, per combattere la mafia, appare davanti ai nostri occhi una situazione di certo poco gradevole: chi dovrebbe combattere contro la mafia è accusato di esserne complice; i politici e le istituzioni che dovrebbero essere nostri garanti non sembrano del tutto  puliti; chi si batte ancora oggi per perpetuare e mantenere puro il ricordo di questi grandi uomini, si trova costretto a prendere le distanze da chi ci rappresenta, in cui dovremmo riporre la nostra fiducia. Tutte queste affermazioni sembrano dimostrare che Stato e legalità spesso, e sebbene sia triste affermarlo, specialmente in Sicilia, trovano ancora difficoltà a combaciare. In compenso sono tantissime le associazioni antimafie che quotidianamente fanno guerra ad ogni forma di mafia, dalla più alla meno aggressiva e visibile. Inoltre la loro battaglia più importante consiste nello risvegliare le coscienze e nell’invitare tutti i cittadini a non restare schiacciati da mentalità e atteggiamenti mafiosi, a volte difficili anche da riconoscere, perché si è portati ingiustamente a legittimarli. La mafia si nasconde nei silenzi di chi paga il pizzo, nella paura, nei silenzi riguardo a compromessi elettorali,alle compravendite di voti.

La mafia uccide e il vostro silenzio anche” diceva Peppino Impastato.
 Roberto Scarpinato, procuratore generale di Caltanissetta nella sua prefazione  a "Le ultime parole di Falcone e Borsellino" afferma:
La retorica di Stato ha i suoi rigidi protocolli ed esige che il discorso pubblico venga epurato da ogni sconveniente riferimento alle travagliate vicende che segnarono le vite di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino, preparandone lentamente la morte.
Relegando nel fuori scena della storia quelle vicende, questa forma di autocensura consegna così alla memoria collettiva una narrazione tragica e, nello stesso tempo, semplice e pacificata, che si può riassumere nei seguenti termini: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino furono assassinati perché con il loro lavoro di integerrimi magistrati, culminato nelle condanne inflitte con il maxiprocesso, erano il simbolo di uno Stato che aveva sferrato un colpo mortale a Cosa nostra, mandando in frantumi il mito della sua invincibilità (…) Secondo questa rappresentazione, la mafia è costituita da una minoranza di criminali che (..) costituisce una sorta di fungo malefico, di tumore all’interno di una società costituita da un’assoluta maggioranza di onesti. (…)
Si ritorna quindi a casa e coloro che, come me e pochi altri, hanno vissuto queste vicende in prima persona, portandone dentro segni indelebili, vengono colti da un senso di spaesamento per l’impossibilità di riconoscersi in una simile narrazione degli eventi. (…) Il peso del rimosso, della parte della storia relegata nel fuori scena, è infatti tale da stravolgerne completamente la chiave di lettura e il senso globale.
La realtà che abbiamo vissuto e sofferto con Giovanni e Paolo racconta che, diversamente da quanto si ripete nelle cerimonie ufficiali, il male di mafia non è affatto solo fuori di noi, è anche «tra noi
».Racconta che gli assassini e i loro complici non hanno solo i volti truci e crudeli di coloro che sulla scena dei delitti si sono sporcati le mani di sangue, ma anche i volti di tanti, di troppi sepolcri imbiancati. Un popolo di colletti bianchi che hanno frequentato le nostre stesse scuole e che affollano i migliori salotti.

 

In un mercato del lavoro sempre più in crisi, si asprono nuove opportunità per i cultori delle materie umanistiche. Fare formazione editoriale e creare figure professionali qualificate in grado di svolgere un ruolo fondamentale nel management di settore. Sono questi gli obiettivi della prima Accademia delle Editorie che nasce dalla pluriennale esperienza di Villaggio Maori Edizioni e del Festival DeScritto.

Insegnanti come Andrea Gentile de Il Saggiatore, Milano, Angelo Di Benedetto RTL 102,5, Loredana Rotondo RAI,  Maria Ida Gaeta Festival Internazionale delle Letterature di Roma, Paolo Di Paolo La Repubblica e altri specialisti del settore editoriale, accompagneranno gli allievi dell’Accademia in tutto il loro percorso didattico che si concluderà con uno stage formativo di quattro mesi. I corsisti avranno, pertanto, modo di ricevere una formazione concretamente spendibile e competitiva nelle migliori aziende del settore italiano di editoria e giornalismo.

I corsi proposti dall’Accademia spaziano dalla scrittura creativa al desktop publishing, al marketing e alla Grafica Editoriale e Photo Editing e le figure professionali formate, saranno in grado di ricoprire ruoli professionali importanti che vanno dal redattore editoriale all‘esperto di comunicazione e marketing, dal consulente editoriale all’esperto di editing.

“L'accademia delle Editorie (non a caso si è scelto di utilizzare il plurale) – spiegano gli ideatori - nasce dalla volontà di creare a Catania un percorso di formazione per giovani menti che intendono impiegare la loro intelligenza nei vari campi dell'editoria professionale (libraria, musicale etc). I corsi di formazione sono stati studiati per integrare e ottimizzare al meglio il percorso didattico (previsto a Catania con docenti d'eccezione) e quello professionale con stage in aziende (Milano, Roma e Catania)”.

Per info su corsi http://www. accademiaeditorie. it/

Il quarto incontro del Cutgana Talk, ciclo immancabile di incontri di carattere scientifico e culturale organizzati dalla Fondazione Cutgana continuano a rendere protagonista Città della Scienza riscuotendo sempre più successo. E’ stato Marco Martuzzi, programme manager dell’Oms, ospite d’eccezione dell’aspettato incontro che ha riempito ieri l’auditorium di Città della Scienza, che ha fatto da teatro d’eccezione oramai conosciuto, accogliendo una numerosa platea, colta e interessata alle problematiche previste dalla conferenza tenuta da Martuzzi dal titolo “Oms e risanamento ambientale”.

Già dall’apertura dell’incontro si è respirata un’aria di esclusività accompagnata da un solenne minuto di silenzio dedicato all’innocente perdita di Melissa Bassi, a seguito dell’attentato di Brindisi verificatosi nei giorni scorsi che hanno colpito l’intera nazione italiana. Onore del gesto solenne proposto e apertura dell’incontro non poteva che essere affidato al presidente della Fondazione Cutgana Angelo Messina e dal moderatore Piero Maenza, direttore responsabile della testata “Cutgana Bollettino”.
Siti contaminati, tasso di mortalità, accanimento industriale (inquinamento), effetti e condizioni della salute dei residenti delle Aree del Siracusano, di Gela e Val della mela (Milazzo) e molti altri fattori di rischio ambientale sono i temi sulla quale Martuzzi ha voluto soffermarsi. Un approccio di tipo olistico è stato quello di questo incontro, la richiesta di una collaborazione sinergica tra la comunità scientifica e quella amministrativa delle varie istituzioni è ciò che deve essere realizzato per ottenere risultati rosei nel futuro. “In Italia esistono 44 aree ad elevato rischio di crisi ambientale” – ha sottolineato Martuzzi – “ di cui 19 riportano una mortalità in eccesso e 10 restano al di sotto della media nazionale”. E’ un dato certificato dall’Istituto superiore della sanità che collabora con l’Oms, ed inoltre le pubblicazioni mostrati dall’Iss, principale centro di ricerca, controllo e consulenza scientifico-tecnica in materia di sanità pubblica in Italia, mostrano risultati non dei migliori. L’inquinamento provocato dal territorio e dall’accanimento industriale chiaramente non sono gli unici fattori che vanno presi in considerazione o addirittura presi di mira poiché ad influire sulla situazione difficile che viene fuori dagli accertamenti fatti nei diversi territori, incidono anche i fattori socio-economici dei residenti” - ha sottolineato Marco Martuzzi. “Più scende il livello socio-economico più è elevato il tasso di mortalità” – “le condizioni economiche più svantaggiate o più vicini agli impianti industriali” sono quelli che mostrano criticità maggiore.

Principalmente questo studio è stato mirato al territorio siciliano delle aree a rischio tra Siracusa, Milazzo e Gela, che prevedono un forte interesse da asportare al livello Europeo grazie alla collaborazione multidisciplinare tra il Cutgana, l’Università di Catania (che si sono mostrati aperti e collaborativi in merito) e altri enti quali tra i più importanti, l’Arpa (l'Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente). Un progetto ambizioso fatto di piani di risanamento e interventi,  immediati e a lungo termine,  è quello presentato e descritto sia da Marco Martuzzi che dai diversi interventi a seguire, tra questi Antonino Cuspilici, direttore dello Sportello unico per le aree ad elevato rischio di crisi ambientale, Agenda 21 e Amianto della Regione Siciliana, che riprendendo le tematiche di Martuzzi ha aggiunto: “In Sicilia, grazie al Cutgana dell’Università di Catania, sono stati aggiornati i Piani di risanamento delle aree stabilite, stiamo lavorando sul turismo sostenibile dei siti industriali, sull’abbassamento dei livelli di inquinamento industriale grazie anche alle collaborazioni con gli altri Atenei siciliani ed il Cnr”. Cuspilici ha inoltre onorato i presenti con un annuncio di elevata importanza: “Proprio qui a Catania, via Etnea ospiterà una sede dell’Oms, sede unica in Italia dopo la chiusura avvenuta di quella di Roma”. Infine l’intervento di Salvatore Cocina, commissario straordinario dell’Arpa, ha suscitato clamore soffermandosi sulle difficoltà della Regione Siciliana nell’effettuare i controlli ambientali e sull’applicazione dei Piani di risanamento finalizzati a sanare danni creati da altri e che si riversano sulla popolazione. Un connubio “tra bene economico e bene comune” – afferma Cocina – è ciò che si deve realizzare per lasciare un futuro più roseo alle future generazioni. Lo scenario del bene economico prevede infatti anche un piano di rilancio basato sull’imprenditorialità  giovanile. A chiudere l’incontro, l’intervento del prof. Francesco Basile, ordinario di chirurgia generale, che ha evidenziato, da buon chirurgo, le problematiche relative ai tumori dicendo: “oggi siamo in grado di valutare il rischio, verificare la situazione e gli impatti ambientali, ma facciamo poco per evitare il rischio e prevenire l’insorgenza delle malattie” - “Occorre una maggiore organizzazione tra i dati del Registro tumori e le strutture sanitarie e programmare screening anche gratuiti sulla popolazione creando, insieme con l’Oms, un modello Sicilia da esportare”. Salute e ambiente sono due fattori dipendenti, bisognano interventi a 360°, si ha la necessità di collaborare, di far comprendere sia agli enti sia ai cittadini l’importanza della prevenzione e del rispetto ambientale.

Promosso e organizzato dalla cattedra di Sociologia dei Processi culturali e comunicativi del corso di laurea in Sociologia, Giovedì 24 maggio alle 9:30, nell'aula B della facoltà di Scienze Politiche (via Vittorio Emanule 49, II piano), la prof.ssa Marina Maestrutti, docente di Sociologia all'Università Paris 1 "Panthéon-Sorbonne" terrà un seminario sul tema L'immaginario delle nanotecnologie. Miti e finzioni dell'infinitamente piccolo. L'incontro darà il diritto di acquisizione di 1 credito formativo universitario (CFU).

L'incontro sarà aperto dai saluti del prof. Giuseppe Vecchio, direttore del dipartimento di Analisi dei processi politici, sociali e istituzionali, introduce il prof. Guido Nicolosi

La prof.ssa Maestrutti è autrice dell'omonimo volume (Imaginaires des nanotechnologies. Mythes et fictions de l'infiniment petit) edito da Vuibert nel 2011. Nel libro si descrive come le nanotecnologie occupino da qualche anno un posto importante nel discorso pubblico, essendo divenute oggetto di numerosi articoli, saggi, forum, dibattiti che focalizzano l'attenzione dei media, dell'opinione pubblica oltre che delle istituzioni politiche. Le applicazioni previste o prospettate lasciano libero corso a speculazioni tecno-scientifiche in vari campi, dalla salute, all'ecologia, dalla sicurezza all'esercito. Quest'opera analizza come l'immaginario legato alle nanotecnologie sia radicato nella società e contribuisca alla loro integrazione. A partire dalle origini della narrazione storica, quasi mitica, di una tecnologia in grado di padroneggiare l'invisibile, passando per il ruolo fondamentale della nozione di futuro, le nanotecnologie suscitano grandi promesse così come minacce apocalittiche.

Si sta svolgendo a Messina l'edizione 2012 dei CNU (Campionati Nazionali Universitari), in programma dal 18 al 27 maggio, indetti dal CUSI (Centro Universitario Sportivo Italiano) e organizzati con la collaborazione dei CUS (Centri Universitari Sportivi) e delle FSN (Federazioni Sportive Nazionali).
A prendere parte alle competizioni sono gli studenti che hanno un'età compresa tra i 18 e i 28 anni e che sono iscritti ad un corso di laurea presso un'università italiana. Per quanto riguarda, nello specifico, i campionati 2012 di Messina, la partecipazione è riservata ad atleti di qualsiasi nazionalità ma nati tra il 1° gennaio 1984 ed il 31 dicembre 1994.

Arriva come un fulmine a ciel sereno la notizia delle Elezioni Universitarie 2012, che vedranno eleggere i nuovi rappresentanti nei nuovi Dipartimenti (che subentreranno a quelli attuali di facoltà) e soprattutto agli organi superiori (Senato, Amministrazione, Ersu, CASR, CUS). Il Magnifico Rettore Antonino Recca, ha oggi annunciato che l'11 ed il 12 Luglio si voterà, così da "consentire l'immediata partecipazione della componente studentesca all'attività dei nuovi organi collegiali di governo".

Ed altrettanto immediate sono state le lamentele da parte degli studenti che gridano vendetta, vuoi per il periodo non proprio consono a questo tipo di iniziative, vuoi per la mancanza degli studenti, impegnati tra esami e perché no vacanze estive.

"Non si è mai visto nulla del genere, si è arrivati alla follia più totale - tuona un attuale rappresentante degli studenti - In quel periodo la maggior parte del popolo studentesco è impegnato con esami ed a prepararli, sicuramente non avrà la testa per affrontare nè un'eventuale campagna elettorale nè andare a votare da semplice studente avente diritto. Non considerando il fatto che molti studenti pendolari saranno nei propri comuni".

"Ci aspettavamo le elezioni per la fine di Settembre, adesso dovrà esser fatto tutto di corsa, con il rischio che il quorum non venga raggiunto!", dice un altro studente indispettito.

Alberto, studente della Facoltà di Economia pensa invece che "Non è assolutamente il periodo adatto per poter improntare queste elezioni. Noi studenti andremo ad eleggere coloro che ci rappresenteranno nei piani alti e la maggior parte di noi sarà impegnato a studiare, magari al proprio paese e costretto ad andare a votare a Catania in un periodo poco felice. Sicuramente ci sarà molta difficoltà da parte degli elettori, che dovranno scendere a compromessi. In questo modo si facilita la politica degli scambi di favore e saliranno pur sempre i raccomandati!".

"Non è altro che la solita trovata politica del Rettore, abilissimo a sfruttare le sue pedine e muoverle come meglio crede. Siamo alle solite!" si legge in un account del social network Facebook.

Come l'ago nel pagliaio, si trova anche il favorevole a queste date: "Sono molto felice che siano state scelte queste date insolite. Solo così si vedrà chi è interessato a votare e chi invece continuerà a fregarsene come ha sempre fatto. Votare è un diritto ed un dovere di ogni studente, mi aspetto il massimo impegno da parte loro, ma capisco anche che sarà sempre e solo una chimera".

Tra considerazioni positive e negative, parte ufficialmente da oggi la corsa al voto. Studenti, munitevi di buona volontà, partecipate a comizi e soprattutto siate pronti a bere i famosi e ben noti caffè offerti dai candidati consiglieri! 

LEGGI ANCHE: "ELEZIONI UNIVERSITARIE: NON PARTECIPARE SOLUZIONE MIGLIORE AGLI SPRECHI"

 

Anche quest'anno, come più volte ricordato, il Palio delle Facoltà ricorderà Pierpaolo Pulvirenti, giovane studente della Facoltà di Farmacia scomparso nel mese di Aprile dello scorso anno in un tragico incidente avvenuto nelle raffinerie Saras di Sarroch (Cagliari). Pier verrà ricordato con il torneo di calcio a 5 intitolato "Secondo Memorial Pierpaolo Pulvirenti", vinto lo scorso anno dalla Facoltà di Scienze Politiche. Per l'occasione, abbiamo chiesto a Valentina, persona molto cara e vicina a Pierpaolo, di parlarci ancora una volta di lui, per lasciare vivo il suo ricordo ed il suo sorriso.

Valentina, come ti senti ad un anno dal tragico evento?

Indubbiamente è stato un fulmine a ciel sereno, tutto inaspettato. E' stata un'esperienza che mi ha cambiato molto, che ha cambiato il mio modo di affrontare e vedere le situazioni di sempre sotto un'altra prospettiva. Quando si vivono vicende così estreme ci si sente “piccoli” e  “impotenti” ma, se mi rivedo adesso e ripenso  a quei giorni, mi rendo conto di aver fatto dei passi avanti che non mi sarei ma immaginata di riuscire a fare. Tutto questo grazie alla mia famiglia che mi è sempre stata accanto, ai miei amici che non mi hanno mai perso di vista e a tutti i familiari di Pier che, nonostante il loro dolore, hanno saputo lenire il mio. I momenti di sconforto, di malinconia e tristezza non mancano, anzi si fanno sentire quando meno te l'aspetti, però so che devo andare avanti per LUI e per me.

E’ passato un anno dalla vicenda, il mondo universitario è stato vicino a te ed alla sua famiglia?

Sono rimasta positivamente sorpresa dalla vicinanza di colleghi e di molti professori che ancora oggi lo ricordano. Posso dire che, anche se non tutti hanno avuto la fortuna di conoscerlo di persona, magari hanno avuto  solo la possibilità di scambiare 4 chiacchiere o condividere delle ore  in laboratorio didattico, sono rimasti colpiti non dalla vicenda in sé, ma da LUI. E' riuscito a lasciare un segno a tutti, che fosse un sorriso, una battuta o un semplice gesto ed è questo ciò che è importante.

L’idea di continuare con il secondo “Memorial Pierpaolo Pulvirenti” è stata una scelta vostra o venuta dagli organi dell’ateneo?

Già dall'anno scorso si pensava di continuare a dedicare il Memorial a Pier, proprio per mantenerne vivo il ricordo durante una giornata di allegria, comunione e spensieratezza come quella del Palio. Quest'anno l'idea è stata riproposta dall'ateneo e dal CUS che hanno riconfermato la voglia di dedicare uno spazio a Pier all'interno della manifestazione. Sono contenta che i miei colleghi abbiano avuto l'idea di ricordarlo anche quest'anno con le magliette della facoltà, mi fa piacere sentire da parte loro la voglia di fare qualcosa per lui.

Perché la scelta di intitolare il torneo di calcetto? Pierpaolo era legato a questo sport? Aveva mai partecipato al Palio delle Facoltà?

Pier non era appassionato al mondo del calcio, anzi...è stato scelto di intitolargli il torneo di calcetto proprio perché è quello po' più sentito all'interno del palio e che ha una maggiore visibilità. L'anno scorso i colleghi di Farmacia si sono classificati 2°, spero che anche quest'anno riescano ad ottenere un così bel risultato e perché no anche di arrivare 1°, quindi gli faccio un grande in bocca al lupo!

Tu e la sua famiglia, come prendere parte all’evento organizzato dal CUS?

Avrei voluto partecipare al palio in prima persona ma mi rendo conto che è meglio dare spazio a chi è più allenato e più competente di me. Però sarò sicuramente lì tutto il giorno, incrociando le dita per i miei colleghi,facendogli il tifo  e seguendo soprattuto il Memorial, il trofeo che mi sta più a cuore.

Avete portato avanti altri progetti oltre al “Memorial Pierpaolo Pulvirenti”?

La famiglia di Pier ha fatto delle proposte che coinvolgono la facoltà di Farmacia. Ancora è tutto da stabilire e definire ma so che sicuramente ci saranno dei progetti che andranno a buon fine.

Hai qualcosa da aggiungere in ricordo di Pierpaolo?

Pier mi è entrato subito nel cuore, riuscendo a riservarsene una parte con dolcezza e rispetto per poi riempirlo tutto con amore e gioia. Io sono sicura che il cuore di tutti noi ha uno spazio a lui dedicato e nessuno potrà mai levarlo. Ho provato bellissime emozioni con e grazie a lui, momenti che non dimenticherò mai e che terrò sempre custoditi gelosamente. Basterà chiudere gli occhi per ricordare quel sorriso e quello sguardo che subito mi davano serenità e sicurezza ed è questo quello che non smetterò mai di fare. In me , nonostante la sua “lontananza” lo sento sempre vicino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un padre, un figlio e l'omofobia. E' un triangolo spesso ricorrente nelle famiglie siciliane che vivono nel pregiudizio, nella discriminazione. Lo sa bene Luca, un giovane siciliano che proviene proprio da una di queste, e che, a causa della sua omosessualità, da due giorni vive nella sua auto, una vecchia fiat panda.

Buttato fuori di casa, il venticinquenne vittima dell'omofobia paterna, dopo un duro, l'ennesimo, scontro con il padre, che descrive come un uomo all'antica e molto violento, è adesso ospitato dall'associazione GayLib Sicilia al quale si è rivolto. Il genitore, che ha costretto il ragazzo, primo di quattro figli, a lasciare gli studi per lavorare in campagna, al culmine di una banale lite lo ha apostrofato come uno "difettoso". E, quando a capo di una famiglia c'è un uomo così severo, a poco vale la comprensione materna.

Ma non è la prima volta che il padre di Luca ha atteggiamenti violenti nei suoi riguardi. Sandro Mangano, il coordinatore regionale dell'associazione, ci racconta: ‹‹Con i miei occhi ho potuto constatare che il giovane porta ancora sull'addome i segni di un cacciavite scagliatogli addosso dal padre in un momento di rabbia qualche tempo fa. Gesto che non è stato denunciato per ritrosia del ragazzo, ma che non può e non deve passare sotto traccia. Spero con forza che non si abbassi mai la guardia su un problema serio e preoccupante come l'omofobia. La nostra associazione conta tantissimi casi come quello di Luca. E' l'ora della sveglia, o sarà un gioco al massacro››.

Luca adesso è in cerca di un lavoro, pronto a svolgere qualsiasi tipo di impiego, rivolge un appello a chiunque possa aiutarlo ‹‹voglio costruirmi una vita tutta mia, voglio essere felice››.

Solo due settimane alla scadenza dei termini previsti per l’iscrizione alle selezioni di ammissione ai corsi TFA attivati dall’Università degli Studi di Catania. Poche informazioni e tanta attesa che finalmente è stata colmata a coloro che intendono partecipare ai corsi di preparazione all’insegnamento nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, della durata di un anno, che attribuiscono il titolo di abilitazione per il ruolo dell’insegnante. E’ il prossimo 4 Giugno 2012 infatti il termine prestabilito da rispettare, senza nessuna eccezione, per la partecipazione al test preliminare predisposto dal Miur. Finalizzato alla valutazione delle conoscenze disciplinari relative alle materie oggetto di insegnamento di ciascuna classe di abilitazione e le competenze linguistiche di lingua italiana, il contenuto del test sarà infatti identico su tutto il territorio nazionale per ciascuna classe di abilitazione (in allegato al bando è disponibile il calendario di tutte le classi di abilitazione attivate a Catania). Per le notizie relative al bando di ammissione e per tutte le informazioni necessarie in merito alla partecipazione, occorre semplicemente cliccare sul portale dell’Ateneo di Catania www.unict.it/tfa dove è riportato integralmente il bando di ammissione. Sotto predisposizione del  Cineca (Consorzio interuniversitario per la gestione del centro di calcolo elettronico dell’Italia Nord-orientale) è disponibile inoltre un ulteriore sito internet, che fornisce istruzioni dettagliate per la candidatura. Ulteriormente è disponibile anche il numero verde dell’Ateneo 800 894 327 o è possibile mandare una e-mail presso il seguente indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Per la partecipazione al test l’iscrizione avviene esclusivamente online, collegandosi al seguente indirizzo: https://tfa.cineca.it/, entro le ore 24 di lunedì 4 giugno 2012, ed inserendo i propri dati.

E’ poi necessario versare una quota pari a € 100 per ciascuna classe di abilitazione, tramite il portale studenti dell’Università di Catania (http://portalestudente.unict.it). I candidati possono concorrere per più classi di abilitazione, osservando le medesime procedure per l’iscrizione. In caso di collocazione in posizione utile in graduatoria relativa a classi di abilitazione diverse, devono comunque optare per la frequenza di un solo corso di Tfa. Appena eseguita la registrazione e dunque ogni candidato sarà in possesso del proprio Pin, il login al portale vi permetterà di poter procedere per il versamento della quota citata sopra relativa alla classe di interesse, attraverso la dicitura “Tfa” e a seguire che "generazione versamenti". Seguendo le istruzioni per il pagamento si otterranno i relativi moduli da stampare. In caso di presenza alla candidatura di soggetti diversamente abili o con disturbi specifici di apprendimento devono integrare la domanda di iscrizione con una comunicazione al CInAP, Centro per l’integrazione attiva e partecipata (www.unict.it/csd) di via Antonino di Sangiuliano 259, tel. 095/7307182-189, entro le 12.30 del 4 giugno 2012, indicando l’eventuale ausilio necessario e allegando la documentazione rilasciata dalla struttura sanitaria pubblica competente per territorio.

Chi può partecipare?

Alla selezione per i posti disponibili per ciascuna classe di abilitazione potranno partecipare coloro che sono in possesso di diploma di laurea vecchio ordinamento (ex legge 341/90) oppure di laurea specialistica/magistrale conseguita ai sensi dei DD.MM 509/99 e 270/04. Ancora potranno accedere  i candidati con titoli di studio conseguiti all’estero. Ad eccezione, coloro che hanno superato l’esame di ammissione alle vecchie scuole di specializzazione per l’insegnamento secondario (Ssis), e coloro che erano iscritti alle Ssis e che hanno sospeso la frequenza senza aver sostenuto l’esame per l’abilitazione (compresi coloro che fossero risultati idonei e in posizione utile in graduatoria ai fini di una seconda abilitazione), saranno ammessi senza sostenimento di alcuna prova.

Occorrerà un voto non inferiore a 21/30 (ogni risposta corretta viene valutata 0.5 punti), per essere ammessi alla prova scritta. Tale prova sarà valutata in trentesimi e predisposta da ciascun ateneo secondo criteri comuni: per il superamento la votazione non deve essere inferiore a 21/30. A tutti coloro che sosteranno infine la prova orale, che verrà valutata invece in ventesimi, il superamento verrà conseguito con voto non inferiore a 15/20. Il calendario delle prove successive citate sopra, scritta e orale, verranno definite con un apposito decreto rettorale pubblicato su entrambi i siti dell’Università di Catania e del Cineca (vedere sopra il seguente indirizzo). Gli effettivi ammessi al Tfa saranno elencati nella graduatoria finale ottenuta dalla somma del punteggio conseguito sia nel test preliminare, sia nella prova scritta che orale e in aggiunta quello attribuito all’esito della valutazione dei titoli. Nel caso in cui si presenterà un parità di punteggio, il candidato con maggiore anzianità di servizio nelle istituzioni scolastiche sarà l’ammesso effettivo. Un ulteriore parità di punteggio invece porterà alla scelta del candidato più giovane. Non resta che augurare buona fortuna e ricordare che, nonostante attraversiamo molte difficoltà anche nell’ambito dell’insegnamento, resta comunque un mestiere che ci rende orgogliosi e portatori di cultura a quei giovani, piccoli o grandi, che hanno ancora tanta voglia di fare, voglia di camminare e di creare un mondo fatto di nuove opportunità.

Se sei laureato in economia, scienze politiche, giurisprudenza, o ingegneria e non aspetti altro che l’occasione di incominciare ad avere esperienze nel mondo del lavoro, la tua occasione è arrivata: la CONSULBROKERS & PARTNERS cerca un tirocinante per l'area Amministrazione- Marketing- Vendita che conosca la lingua inglese e il pacchetto office e che abbia iniziativa, predisposizione al lavoro in team e buone capacità relazionali. L'offerta prevede uno stage di 6 mesi part time a Catania (con inizio a fine maggio) e il rimborso spese. Gli interessati potranno candidarsi inviando un dettagliato curriculum vitae con autorizzazione al trattamento dei dati personali (D.Lgs. 196/03) a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , entro il 28 maggio, indicando in oggetto “stage Consulbrokers & Partners – tirocinio amministrazione". Si ricorda che il titolo di studi deve essere conseguito presso l’Università degli Studi di Catania da non oltre 12 mesi alla data dell’avvio dello stage (ex D.L. n. 138 del 13/08/2011).
 

Il progetto, organizzato dall’ente di formazione LC | Lavoro Competenze, in collaborazione con Adecco Formazione e finanziato attraverso il Fondo FormaTemp, si sviluppa attraverso la realizzazione di micro-interventi di orientamento, della durata di 2 ore ciascuno, destinati a disoccupati,studenti delle scuole superiori ed universitari con l’obiettivo di fornire loro un quadro completo degli strumenti per la ricerca attiva del lavoro.

I percorsi di orientamento, totalmente gratuiti,sono strutturati in modo tale che i partecipanti possano comprendere i meccanismi, i canali e gli strumenti di accesso al mercato del lavoro alla luce dell’attuale scenario di riferimento e mirano,altresì, a far prendere coscienza delle proprie competenze personali, sviluppare la propria capacità di ricercare informazioni utili per orientarsi nel mercato del lavoro e creare una propria strategia utile per la ricerca del lavoro.

I percorsi di orientamento

- Il Curriculum Vitae e la lettera di presentazione. Come preparare il CV, la struttura di base per esporre le informazioni (es. il formato europeo), come personalizzarlo in funzione dell’offerta di lavoro, la lettera di presentazione.

 - Il Colloquio di lavoro.Come prepararsi, come comunicare, come presentarsi, cosa dire e cosa non dire, come concludere.

 - Gli strumenti per la ricerca attiva del lavoro. I canali per entrare in contatto con le aziende e gli enti che offrono occupazione: internet, portali del lavoro, siti web aziendali, career day, strutture accreditate per l’intermediazione del lavoro, agenzie per il lavoro, società di ricerca e selezione del personale, Gazzetta Ufficiale per la partecipazione a concorsi pubblici.

- Career coaching, strumenti e percorsi per trovare il lavoro. Esplorare se stessi e mettere in luce i propri punti di forza, definire l’obiettivo di carriera, sviluppare la progettualità personale e professionale, sviluppare le competenze di comunicazione, ascolto attivo e strategie di networking, la gestione degli obiettivi con le tecniche di Goal Setting.

24 Maggio 2012 | ore 10.00 - 18.00 
Facoltà di Economia
  - Catania
(ed. Studenti Corsi Lauree Magistrali)

29 - 30 Maggio 2012 | ore 10.00 - 18.00
Facoltà di Lettere e Filosofia
Monastero dei Benedettini - Catania

31 Maggio 2012 | ore 10.00 - 18.00
Facoltà di Economia - Catania
(ed. Studenti Corsi Lauree Triennali)

23 e 31 Maggio 2012 | ore 15.00 - 19.00
Facoltà di Giurisprudenza - Aula 6
Via Gallo n.24 - Catania

Il progetto RESI si pone l'obiettivo generale di realizzare interventi finalizzati all'aumento della diffusione delle energie rinnovabili e del solare in particolare.

La produzione di energia, sia per la Sicilia, sia per Malta, è quasi esclusivamente basata su fonti non rinnovabili,assestandosi su valori ben lontani da quelli comunitari. Il progetto intende definire strategie comuni per superare questo gap, favorendo il trasferimento tecnologico e le buone pratiche.

Obiettivi specifici sono: migliorare le conoscenze, le competenze e l'accettabilità delle RES; confrontare e valutare le strategie energetiche da un punto di vista ambientale e socioeconomico; individuare ed implementare un piano d'azione per la diffusione delle rinnovabili.

Per tale motivo la Provincia Regionale di Ragusa ricerca un video da utilizzare come spot pubblicitari nelle varie iniziative e da pubblicare nel sito web del progetto. Agli ideatori degli spot scelti per la campagna promozionale verrà offerta una vacanza studio di tre giorni a Malta con tour nei principali impianti di energie rinnovabili.

REQUISITI PER LA PARTECIPAZIONE ALLA SELEZIONE

La partecipazione al concorso è aperta solo ed esclusivamente a gruppi di tre persone, qualsiasi gruppo composto da un numero diverso di componenti verrà escluso dal concorso. Affinché il gruppo possa essere ammesso alla selezione dovrà essere in possesso dei seguenti requisiti alla data di emanazione del presente bando

Ogni gruppo dovrà far pervenire presso la sede della provincia d'appartenenza la documentazione necessaria (vedi bando)  presso  “Provincia Regionale di Ragusa U.O.A. UFFICIO ENERGIA - VIA G. DI VITTORIO 175 – 97100 RAGUSA”. E dovrà essere consegnata a mezzo posta, con corriere privato e/o consegnata a mano, e pervenire, pena l'esclusione, entro il termine perentorio delle ore 12.00 del 11 giugno 2012. Sulla busta contenente la domanda dovrà essere scritta la dicitura “Domanda di partecipazione alla selezione per Studenti Progetto RESI – Provincia di Ragusa”.

Gli elaborati pervenuti, saranno esaminati e valutati in base ai seguenti parametri:

  • capacità di sviluppare in modo originale il tema indicato (0-20 punti)
  • qualità artistica complessiva(0-10 punti)
  • contenuti e strategia di comunicazione (0-20)

Verrà selezionato il filmato vincitore in base al punteggio complessivo ottenuto. La graduatoria sarà pubblicata all’albo pretorio della Provincia di Ragusa e ne verrà data diffusione tramite web. Fra gli allegati la documentazione.

Viene scritta una brutta pagina di storia sportiva che, ancora una volta, vede catanesi e palermitani protagonisti di un'accesa rissa.
E' successo a Capo d'Orlando, durante la finale della Coppa Trinacria, che vede protagoniste le squadre di Seconda Categoria, disputata tra la formazione catanese della Maniacese (di Maniaci) e quella palermitana della Colomba Bianca.

La Maniacese conduceva la partita con il risultato di 1-0, grazie al gol di Proietto, ma al 41' del secondo tempo si è scatenata una rissa furibonda dopo l'espulsione di due giocatori, Coppa Trinacria: la partita sospesa per una rissa tra catanesi e palermitani
Lupica Rinato Valerio (Maniacese) e Martino Ivan.

(Colomba Bianca), che ha visto partecipi la dirigenza e i calciatori di entrambe le squadre; poco hanno potuto fare i dirigenti federali e le forze dell'ordine presenti in campo.


Questo il comunicato del giudice sportivo: Coppa Trinacria: la partita sospesa per una rissa tra catanesi e palermitani"Al 41′ del s.t. dopo l'espulsione per reciproci gravi atti di violenza dei calciatori Lupica Rinato Valerio (Maniacese) e Martino Ivan (Colomba Bianca), si scatenava una violenta rissa che coinvolgeva calciatori e dirigenti di entrambe le squadre. A tal punto vista la situazione determinatasi e impossibilitato a porre fine alla rissa che invece continuava in più zone del terreno di gioco coinvolgendo sempre più persone nonostante la presenza della forza pubblica, l'arbitro decideva di sospendere definitivamente la gara. Considerato che la rissa non ha consentito la regolare conclusione della gara così come l'eventuale espulsione di tutti i calciatori partecipanti, identificati e non, stante il mancato raggiungimento, da parte di entrambe le Società, del numero minimo necessario per la prosecuzione della stessa e sancita pertanto la responsabilità delle Società Colomba Bianca e Maniacese alle quali va addebitata la sospensione della gara per effetto di quanto ascrivibile ai propri tesserati la cui condotta è assolutamente in antitesi con i principi di lealtà e correttezza che sono a fondamento dell'attività sportiva delibera di infliggere sia alla Società Colomba Bianca che alla società Macianese la punizione sportiva della perdita della gara per 0-3 e l'ammenda di Euro 500,00 e di non assegnare la Coppa Trinacria Regionale 2011/2012".

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Il giudice sportivo ha quindi deciso di non assegnare la coppa e di squalificare i giocatori:Coppa Trinacria: la partita sospesa per una rissa tra catanesi e palermitani
Salvatore Emanuele Tarantino e Ivan Martino fino al 31 gennaio 2013; Gaetano Adelfio e Cosimo Dilani fino al 15 novembre, Pietro Abbate, Antonino Balistreri e Alessio Marino Gamazza fino al 30 ottobre; Pasquale Nasca, Francesco Conti Taguali e Nunzio Baturi Proietto fino al 15 ottobre

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; Salvatore Zerbo fino al 15 settembre. Inibito il dirigente Tarantino Emanuele fino al 30 settembre 2012.

Un'altra triste pagina di sport che vede coinvolte le città di Catania e Palermo, quando cesserà del tutto l'inciviltà che in serie A, dopo quel tragico 2 febbraio 2007, sembra essere stata eliminata?

(Colomba Bianca), che ha visto partecipi la dirigenza e i calciatori di entrambe le squadre; poco hanno potuto fare i dirigenti federali e le forze dell'ordine presenti in campo.

Questo il comunicato del giudice sportivo: Coppa Trinacria: la partita sospesa per una rissa tra catanesi e palermitani"Al 41′ del s.t. dopo l'espulsione per reciproci gravi atti di violenza dei calciatori Lupica Rinato Valerio (Maniacese) e Martino Ivan (Colomba Bianca), si scatenava una violenta rissa che coinvolgeva calciatori e dirigenti di entrambe le squadre. A tal punto vista la situazione determinatasi e impossibilitato a porre fine alla rissa che invece continuava in più zone del terreno di gioco coinvolgendo sempre più persone nonostante la presenza della forza pubblica, l'arbitro decideva di sospendere definitivamente la gara. Considerato che la rissa non ha consentito la regolare conclusione della gara così come l'eventuale espulsione di tutti i calciatori partecipanti, identificati e non, stante il mancato raggiungimento, da parte di entrambe le Società, del numero minimo necessario per la prosecuzione della stessa e sancita pertanto la responsabilità delle Società Colomba Bianca e Maniacese alle quali va addebitata la sospensione della gara per effetto di quanto ascrivibile ai propri tesserati la cui condotta è assolutamente in antitesi con i principi di lealtà e correttezza che sono a fondamento dell'attività sportiva delibera di infliggere sia alla Società Colomba Bianca che alla società Macianese la punizione sportiva della perdita della gara per 0-3 e l'ammenda di Euro 500,00 e di non assegnare la Coppa Trinacria Regionale 2011/2012".

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Il giudice sportivo ha quindi deciso di non assegnare la coppa e di squalificare i giocatori:Coppa Trinacria: la partita sospesa per una rissa tra catanesi e palermitani
Salvatore Emanuele Tarantino e Ivan Martino fino al 31 gennaio 2013; Gaetano Adelfio e Cosimo Dilani fino al 15 novembre, Pietro Abbate, Antonino Balistreri e Alessio Marino Gamazza fino al 30 ottobre; Pasquale Nasca, Francesco Conti Taguali e Nunzio Baturi Proietto fino al 15 ottobre

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; Salvatore Zerbo fino al 15 settembre. Inibito il dirigente Tarantino Emanuele fino al 30 settembre 2012.

Un'altra triste pagina di sport che vede coinvolte le città di Catania e Palermo, quando cesserà del tutto l'inciviltà che in serie A, dopo quel tragico 2 febbraio 2007, sembra essere stata eliminata?

Alcune categorie di studenti hanno diritto all'esonero parziale delle tasse, alcune categorie di studenti hanno diritto all'esonero totale delle tasse, chi si trova nelle condizioni di avere poche materie dalla laurea aveva diritto all'iscrizione cautelativa, i portatori di handicap hanno diritto a delle agevolazioni, alcuni studenti meritevoli hanno diritto a degli sconti sulle tasse, tutti i figli del personale d'ateneo hanno i diritto di agevolazioni per il pagamento delle tasse universitarie, i rappresentanti degli studenti eletti negli Organi di governo d'Ateneo hanno il diritto di agevolazioni sulle tasse universitarie.

Leggere con attenzione, scova l'intruso, sarebbe meglio dire, scopri cosa è giusto e cosa è sbagliato, sicuramente i grassetti vi saranno stati d'aiuto, noi abbiamo dovuto rileggere più volte per metabolizzare quello che troverete scritto nella nota a seguire risalente alla Delibera n.207 del 2010-2011.

Il rettore, su richiesta di una rappresentanza del personale , invita la Commissione paritetica per la didattica a valutare, nel rispetto delle norme vigenti, la possibilità di prevedere per il personale d'Ateneo e per i propri figli delle agevolazioni in ordine di pagamento delle tasse universitarie.

I rappresentanti degli studenti chiedono di poter estendere dette eventuali agevolazioni anche agli studenti eletti negli Organi di governo dell'Ateneo.

Succede all'Università degli Studi di Catania, con una delibera del 2010-11 il Magnifico Rettore Antonino Recca invita la Commissione paritetica per la didattica alla valutazione al vaglio della possibilità di inserire agevolazioni per il personale d'Ateneo e i figli di quest'ultimi, affiché possano essere operate delle riduzioni in ordine di pagamento delle tasse universitarie.

E noi ci chiediamo : perché? Perché i figli dei docenti dovrebbero essere agevolati? Perché mentre molti studenti meritevoli rischiano di non poter proseguire la propria carriera a causa dei tagli al fondo per il diritto alla studio altri studenti, sicuramente in condizioni più agiate, debbano essere ulteriormente avvantaggiati? Perchè per molti studenti le tasse aumentano a fronte di servizi sempre più scadenti e per altri dovrebbero diminuire? Il rettore dovrebbe invitare la commissione paritetica a riflettere sugli articoli 3 e 34 della costituzione che citano in riferimento al diritto allo studio che “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la  libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”. A tal fine, come precisato nell’articolo 34, si stabilisce che “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie e altre provvidenze, che devono essere attribuiti per concorso”.

I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi.....dov'è scritto "i figli dei docenti"?

UNICT 2012...siamo sempre più lontani dalla meritocrazia

 

 

 

 

Mafia e Società a Catania. Assemblea organizzata dal Movimento Studentesco Giurisprudenza. L'evento è fissato per lunedì 21 maggio alle ore 17.00, presso l'aula 1 della facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Catania ( Villa Cerami)

Presiederanno e interverranno la dottoressa Agata Santonocito, Sostituto procuratore Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, il dott. Piergiorgio Morosini (Giudice per le indagini preliminari di Palermo), Salvatore Grosso (Presidente associazione AddioPizzo di Catania) e Giovanni Caruso appartenente all'Associazione Giovani Assolutamente per Agire.

Come si legge dall'evento creato su facebook, vi sarà l'esposizione di alcune immagine che raccontano storie di magia, tratte da "I Siciliani" il giornale che fu curato da Giuseppe Fava.  Non sarà la solita assemblea sulla mafia, quest'ultima non è un convegno di cravatte accademiche, nè una piazza di comici che inveiscono contro la politica, non ci sarannò banalità presentate come verità rivelate. Con la partecipazione di due magistrati in prima linea nella lotta alla criminalità organizzata, e dei rappresentanti di due associazioni che costruiscono ogni giorno una storia siciliana diversa, fattà di legalità e di solidarietà.
 

Se dovessimo immaginare un colore che rappresenti la nostra università probabilmente penseremmo al blu : blu come il mare di Catania?No. Blu come il cielo che sovrasta l'Etna?No. Blu come le strisce a pagamento che si espandono a macchia d'olio.
Di fronte all'ennesimo episodio che vede protagonisti gli stalli a pagamento siti al dip. Ingrassia (via S. Sofia) , il Collettivo Biologia Pantera Rossa ha avviato una raccolta firme mossa da "una ipotizzata non conformità al codice della strada e una ingiustificata differenza di trattamento degli studenti."
La raccolta firme si svolge su facebook , postando un commento alla nota in cui si esplicita l'intenzione di firmare la lettera


Catania 17/05/12

Alla cortese attenzione:
-del magnifico rettore Antonino Recca
-dell'area logistica e spazi al verde
-dell'ufficio legale dell'ateneo
-dell'ufficio comunicazione

Il “collettivo di biologia Pantera Rossa” accogliendo le lamentele di numerosissimi studenti,

CONSIDERATI

l'art. 7 comma 8 del codice della strada (“Qualora il comune assuma l'esercizio diretto del parcheggio con custodia o lo dia in concessione ovvero disponga l'installazione dei dispositivi di controllo di durata della sosta di cui al comma 1, lettera f), su parte della stessa area o su altra parte nelle immediate vicinanze, deve riservare una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta”) e la constatazione che tutti gli studenti che si recano al dip. Ingrassia svolgono in tale sede attività didattica al pari degli studenti di medicina

RICHIEDE

delucidazioni circa i parcheggi al dip. Ingrassia (via S. Sofia) in merito all'assenza degli stalli gratuiti e alla differente contribuzione richiesta per i parcheggi a pagamento agli studenti della facoltà di medicina (70 centesimi per la mezza giornata) contro i 70 centesimi l'ora richiesti agli altri studenti.



Essendo ipotizzata una non conformità al codice della strada e una ingiustificata differenza di trattamento degli studenti, onde evitare azioni legali nei confronti dell'ateneo,

CHIEDIAMO

immediate spiegazioni e l'istituzione di parcheggi gratuiti aperti a tutti gli studenti all'interno del dip. Ingrassia.

 

Rinasce come dalle ceneri quel clima di paura vissuto già negli anni ’92-93 che vide protagonisti una serie di attacchi legati alla mafia con l’utilizzo di “bombe”. Oggi dopo decenni riviviamo lo stesso “botto” risvegliato dall’atroce attentato di Brindisi che ha visto volar via una vita innocente e decine di anime acerbe ferite.

Un gesto che lascia tutti noi, giovani e meno giovani, senza fiato, senza parole, un gesto ignobile che ruota attorno a piste mafiose o atti indegni di chiunque abbia potuto azionare il detonatore provocando questa strage. In un clima di tensioni sociali causate dalla crisi economica e politica che il nostro paese sta vivendo, di certo noi giovani  viviamo uno stato d’animo alquanto sconcertante  nel vedere che la paura colpisce proprio noi in maniera diretta senza alcuna protezione.

Non si ha certezza che l’ignobile gesto sia legato alla mafia o ad un atto terroristico, ma una cosa è certa il tiro a bersaglio è la società civile e purtroppo il centro di questo tiro a bersaglio siamo proprio noi giovani. La morte di una ragazzina di 16 anni, innocente che non stava facendo altro che il suo dovere di andare a scuola ha risvegliato in tutti noi una solidarietà comune ma purtroppo con essa ha anche alzato le polveri della paura che ci sovrasta, una paura che sembrava essere sparita, la paura di lottare, di ribellarci e di chiedere ciò che è di nostro diritto.

Trovarsi dritti al mirino non è una sensazione piacevole e qualsiasi essa sia, bisogna notare qualche dettaglio come ad esempio il fatto che ad essere colpite siano le scuole, luogo nativo della nostra cultura, primario luogo di educazione che ci forma e ci educa alla legalità e al rispetto della democrazia.

Le radici della nostra storia ci hanno insegnato che per indebolire il governo bisogna mirare al cittadino. E’ forse questo che si sta lasciando fare? Perché noi giovani dobbiamo vivere oggi una paura di cui non siamo causa?

Cerchiamo speranza, fiducia nelle scuole e nelle istituzioni piuttosto che riforme o promesse che smuovono trepide acque. Oggi tutti ci chiediamo se colpire le scuole sia un caso, se è fatalistico colpire proprio qualche giorno prima dal ventennale della strage di Capaci, davanti alla scuola Morvillo-Falcone.

E’ forse questo l’esempio che noi giovani dovremmo avere per il nostro domani?

Nonostante tutto però dimostriamo oggi e lo faremo sempre, di avere una forte solidarietà, una grande forza e una forte decisione nel riaffermare la nostra fiducia nelle istituzioni democratiche e in tutti quegli enti che da sempre operano per la nostra protezione e per il nostro percorso educativo e formativo a rispetto della nostra libertà.

"A causa del pesante taglio finanziario apportato dalla Regione al contributo annuale destinato al Teatro Stabile di Catania, il Consiglio di amministrazione dell’Ente e l’Assemblea dei soci hanno deliberato con rammarico di apportare necessarie variazioni alla programmazione. In particolare, la riduzione di oltre un milione di euro costringe a rinviare a data da destinarsi due titoli: “La commedia di Orlando” e “La casa di Bernarda Alba”.
Queste le parole sul sito ufficiale del teatro Stabile di Catania. Le proteste musicali e non solo delle orchestre sinfoniche di Palermo, Catania e Messina davanti alla sede dell’Ars a Palermo non hanno ancora sortito nessun effetto positivo. I tagli finanziari, imposti dall’Assemblea Regionale Siciliana, stanno mettendo in ginocchio i teatri dell’isola.
Andrea Galatà, attore catanese che vive a Roma per lavoro, ha rilasciato un’intervista a Liveunict.

Per quale ragione è giusto protestare contro i tagli alla cultura?

"In questo momento c’è un vero attacco alla cultura e lo ritengo inaccettabile perché  l’Italia, detenendo oltre il 70 % del patrimonio mondiale dell’Unesco, e  fatturando, malgrado la situazione deplorevole, quasi settanta miliardi l’anno grazie a cultura e spettacolo, è la nazione che più di tutte dovrebbe investire nell’arte. E’ come se in Arabia Saudita, durante la crisi, tagliassero i fondi destinati all’estrazione del petrolio, cioè vuol dire  tagliare la più grande fonte di ricchezza non solo intellettuale ed emotiva ma anche di ricchezza materiale.”

Tu sei uno degli occupanti del teatro Valle di Roma, conosci gli occupanti del Coppola di Catania?

“Certo, li conosco bene. Credo che la via d’uscita parta non tanto dall’occupazione in sé, quanto, tramite l’occupazione, dall’interrogarsi su nuovi modelli di gestione. Bisogna chiedersi cosa vogliamo. Questo sta avvenendo al teatro Valle: siamo in piena fase costituente e ci interroghiamo su quali nuovi modelli di lotta vogliamo applicare, utilizzando la nostra creatività, perché essendo artisti dovremmo essere più simpatici e più bravi a comunicare agli altri. Dobbiamo  chiederci quali modelli di organizzazione vogliamo perché è troppo facile dire che vogliamo più soldi. Dobbiamo andare avanti e  dare risposte più intelligenti alle istituzioni che sono imbarazzate perché non riescono a dare delle risposte intelligenti e noi non  dobbiamo dimostrarci ancora più stupidi, facendo delle richieste da prima elementare.”

Secondo te i cittadini come rispondono a queste occupazioni, a queste proteste?

“Queste attività riscuotono più partecipazione di prima e grande successo. Al teatro Valle abbiamo avuto da subito una grande partecipazione da parte della cittadinanza e del quartiere. Questo è positivo perché la storia ci insegna che è l’azione a spostare il diritto e non il contrario. Adesso dobbiamo stare attenti a non disperdere tutta questa voglia e questa azione, ma incanalarle. Alle manifestazioni dovrebbero partecipare coloro che lavorano ai musei, gli universitari, perché non mi interessa niente dei tagli al teatro Stabile o al Bellini, sono i tagli alla cultura che sono il punto fondamentale! Quaranta persone che dicono “devi dare più soldi a me” e  poi arriva la scuola e dice “no ma anche io ne ho diritto”, e litighiamo tra noi : la cultura è importante! Lì ci dobbiamo unire.”

Secondo te i cittadini che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, si sentono coinvolti in questi tagli alla cultura?

“Un personaggio che non ne capisce niente di economia, Tremonti, ha detto :” con la cultura non si mangia”. In Italia!?!? La cultura e il turismo Andrea Galatàsono dei settori che più di altri hanno una ricaduta economica : tu vai a teatro e questo vuol dire pagare un parcheggio, spendere i soldi per la benzina, prendere un caffè prima, decidere di mangiare dopo una pizza; chi recita è andato all’Accademia e così chi ha fatto la scenografia, chi ha fatto i costumi, compriamo le stoffe, montiamo le scenografie.. e i tecnici e paghiamo la luce, l’acqua e  così via… Questa è una storia quotidiana che si verifica grazie all’arte. Il teatro Valle di Roma era chiuso e, quando l’abbiamo rimesso in funzione con l’occupazione, i commercianti della zona, che ci amano, si sono fatti i miliardi.”

 Cosa  vuol dire per una città come Catania  che i teatri chiudano?

“Catania ha una tradizione culturale che non dobbiamo dare per scontato e soprattutto non possiamo più vivere di rendita. Lee Stransberg, per esempio, insegnante di Marlon Brando e Al Pacino, nel suo diario scrive che si è ispirato a Giovanni Grasso ed Eleonora Duse, due italiani di cui uno catanese. Abbiamo una grandissima tradizione culturale, musicale e dobbiamo fare venire qui i turisti e fare lavorare i teatri, gli esercizi limitrofi e generare ricchezza così. Catania, con i film di Giannini, con “ La terra trema”, con Pirandello, Verga, Bellini, ha costruito un’immagine di sé nel mondo che mi auguro noi vogliamo portare avanti, piuttosto che far sì che l’immagine di Pirandello sia sostituita con quella di Lombardo. E’ questo quello che vogliamo?”

Hai mostrato benissimo come investire nella cultura sia un’intelligente scelta economica e dal punto di vista sociale?

“Siccome siamo essere umani, ricordiamoci che, oltre ad ingrassare i portafogli, la cultura arricchisce la testa e anche il cuore, che è una cosa che, proprio nei momenti di crisi economica ed esistenziale, dovremmo anche pensare. Dobbiamo pensare : cosa vogliamo per il futuro? Un mondo arido in cui ci scanniamo per la pagnotta oppure nuovi modelli di sviluppo intelligenti coi quali si riscopre il valore dell’essere umano?”

Nessuna mossa politica, sono semplicemente una studentessa che, al momento in cui ha avuto necessità di usufruire di un bagno, ha trovato davanti ai suoi occhi uno spettacolo scandaloso, e ha sentito il bisogno di raccontarlo.

Sono l’autrice dell’articolo “Servizi (non) igienici alla Facoltà di Lettere e Filosofia”, pubblicato il 18 Maggio , nel quale, con il supporto di fotografie scattate da me personalmente, ho denunciato la situazione di degrado nella quale imperversavano i servizi igienici della Facoltà di Lettere e Lingue, la cui sede è presso L’ex Monastero dei Benedettini. Quanto ho scritto è in accordo con la lettera inviata a voi da Eugenia Sindoni, madre di una studentessa. . Sul giornale on-line Ctzen, che ha riportato la stessa notizia, si leggono le parole di  Antonio Di Grado : « né feci né maniaci>>, e poi: «Vi do uno spunto di riflessione: è partita la corsa al rettorato, senza esclusione di colpi».

Vorrei dunque che tutti sapessero che il mio articolo (e dunque anche la lettera)  non è frutto di una  mossa politica. Sono semplicemente una studentessa che, al momento in cui ha avuto necessità di usufruire di un bagno, ha trovato davanti i suoi occhi uno spettacolo scandaloso, e ha sentito il bisogno di denunciarlo. Non era mia intenzione andare contro la Facoltà e ciò è dimostrato dal fatto che lo stesso giorno ho pubblicato un articolo a  suo favore dal titolo “Laureandi in Lettere? La facoltà vi agevola.

Liveunict è un portale di informazione indipendente che nasce con lo scopo di aiutare, agevolare, informare e rendere partecipi tutti gli studenti. E’ vero che nelle ultime settimane sono stati pubblicati un paio di articoli che denunciavano vicende negative ai Benedettini, tra cui il suddetto, “La molestia è di cultura” di Greta Caruso, Monastero dei Benedettini, ecco la fine delle nostre tesi : un video su youtube” di Paola Giordano. Nulla di inventato, tutto vero e dimostrato dalle continue testimonianze che giungono in redazione  via mail. Voglio precisare che non siamo mossi dal desiderio di denigrare la nostra Facoltà, ma da un profondo amore verso essa e dunque il desiderio che tutti se ne occupino piuttosto che abbandonarla.

L’invito mio e di tutta la redazione è di “non nascondere la polvere sotto il tappeto”, ma di sollevare  le voci di studenti, docenti, amministrativi affinché tutti insieme possiamo migliorare il nostro patrimonio culturale ed istituzionale e la nostra città tutta. Fingere che tutto vada bene, non aiuta. E’ molto più utile ammettere la mancanza di alcuni servizi e impegnarci affinché chi di dovere ne prenda atto e provveda, e al contempo affinché noi studenti cominciamo a rispettare realmente ciò che abbiamo a disposizione, piuttosto che danneggiarlo immotivatamente. Le nostre non sono accuse, ma la richiesta di attenzione verso ciò che amiamo e l’invito ad un’azione sinergica. Noi studenti manifestiamo affinché nessuna facoltà sia chiusa a Catania : abbiamo il diritto di avere l’Università, ma abbiamo anche il dovere che essa funzioni!

Tutti i redattori di Liveunict sono inoltre offesi perché si cerca di negare l’evidenza, accusando di strumentalizzazione chi è mosso da ragionevoli motivazioni.

 

 

In concomitanza con le celebrazioni del Maggio dei libri 2012, il Centro per il libro e la lettura del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha ben pensato di promuovere la 4^ edizione della "Caccia alle librerie", l' ormai nota caccia al tesoro tra le librerie d'Italia che si terrà giorno 23 Maggio - dalle ore 15.00 alle ore 20.

Il regolamento prevede che ad ogni concorrente sia data una scheda contenente un numero; tale numero indicherà il luogo di partenza della caccia che sarà reso noto lo stesso giorno dell'evento. Come ogni caccia al tesoro che si rispetti, verranno fornite pian piano tutte le indicazioni per raggiungere le varie librerie di Catania che aderiscono all'iniziativa e, una volta lì, consegnare i quiz (con domande che avranno a che fare ovviamente con il mondo dei libri) e ricevere altre indicazioni e quiz. L'ultima libreria dovrà essere raggiunta entro e non oltre le ore 20.00, orario di fine caccia. Il primo di ogni regione che riuscirà a completare il giro, raccogliere tutti gli oggetti e rispondere correttamente a tutti i quiz vincerà 50 libri scelti da un'apposita commissione e omaggio dell'ALI (Associazione Librai Italiani).

Anche la libreria Cavallotto parteciperà alla 4^ Caccia; per chi volesse prenderne parte, sarà obbligatoria l'iscrizione in libreria o scaricare, compilare e inviare la scheda di iscrizione (scaricala quì) in allegato all'indirizzo Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Tutto questo entro Lunedì 21 Maggio: l'evento è completamente libero e gratuito. Quindi, prendi parte anche tu e potresti avere tanti libri da leggere sotto l'ombrellone quest'estate!

 

Cutgana Talk” riapre le porte di Città della Scienza in occasione del quarto incontro previsto dal programma, realizzato dalla “Fondazione Cutgana”. Gli ormai conosciuti incontri di carattere scientifico, culturale e di attualità, denominati “Cutgana Talk” accoglieranno questo prossimo 22 maggio, alle 18,30 l’ospite d’eccezione  Marco Martuzzi, epidemiologo dell´Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Centro Europeo Ambiente e Salute, Roma. Sarà l’auditorium (ingresso da via Scuto Costarelli, 65), location d’eccezione ormai ben conosciuta dai frequentatori abituali, ad ospitare la conferenza tenuta da Martuzzi dal titolo  “Oms e risanamento ambientale”. Il docente soffermerà maggiore attenzione su tre Aree del nostro territorio, Siracusa, Gela e Valle del Mela, ad elevato rischio di crisi ambientale. Onore dell’apertura dell’incontro sarà dato al nostro rettore Antonino Recca ed il presidente della Fondazione Cutgana, Angelo Messina, e i lavori saranno moderati da Piero Maenza, direttore responsabile della testata “Cutgana Bollettino”. Per chi non avrà possibilità di recarsi in luogo potrà seguire comunque l’evento grazie alla diretta online che offre il web del Cutgana www.cutgana.it.
Non mancheranno gli interventi; parleranno in merito il docente Francesco Basile (ordinario di Chirurgia generale), Salvatore Cocina (Commissario straordinario Arpa Sicilia), Antonino Cuspilici (medico igienista e direttore dello Sportello unico regionale Aree ad elevato rischio di crisi ambientale, Agenda 21 e Amianto) e Salvatore Lo Nigro (ordinario di Fisica nucleare).

Ancora continua l’elogiata notorietà degli ospiti presentati dalla Fondazione Cutgana. Attuale epidemiologo dell´Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), Centro Europeo Ambiente e Salute di Bonn, Marco Martuzzi, viaggia con un ottimo bagaglio culturale e professionale. Il suo lavoro verte principalmente al rapporto tra evidenza scientifica e processi decisionali in campo ambientale, di valutazione di rischio e di studi d’impatto sanitario. Ha lavorato presso l´Istituto Superiore di Sanità di Roma, alla London School of Hygiene and Tropical Medicine (dove ha anche ottenuto un PhD in sanità pubblica) ed all´International Agency for Research on Cancer (IARC) di Lione. Del suo bagaglio professionale fanno parte anche esperienze in epidemiologia ambientale ed occupazionale in diversi campi, tra i quali radiazioni ionizzanti e non, inquinamento atmosferico e determinanti sociali di salute. Un’ospite che desta interesse e curiosità, in quanto è ormai alto il rischio che,  il nostro ambiente e di conseguenza la nostra salute corrono, al fronte di una società e di un territorio che esige tutela costante. L’inquinamento è da sempre stato causa dominante nonché portatore di malattie soprattutto nel nostro territorio siciliano e nelle Aree di interesse che verranno trattate dal docente Martuzzi durante la conferenza.  La Fondazione Cutgana di fatto attraverso questo ciclo d’incontri “Cutgana Talk” ci sta dando l’opportunità di tenerci aggiornati sulle problematiche attuali a 360°. Affrontare temi quali la medicina, il rischio ambientale e la salute, è di fondamentale importanza da parte di tutti e si spera che queste nuove conoscenze acquisite in questi incontri, attenzioni, in tempi brevi, l’interesse ogni singolo individuo invitandolo a far fronte alle necessità oggi piuttosto che domani, quando magari occorrerà più tempo o in alcuni casi non si potrà tutelare molto il nostro ambiente. 

Venerdì 18 Maggio 2012 19:20

L’ADAS dice SI alla Vita

Scritto da Federica Campilongo

Grande successo per la seconda edizione di Incontro di consapevolezza e solidarietà, al Teatro Sangiorgi in occasione della Giornata Mondiale delle Patologie Immunologiche  e Neurologiche dello scorso 12 maggio.

Un evento interamente dedicato alle “patologie ambientali” che ha registrato ampia partecipazione di  pubblico e media: tra commozione, solidarietà, ma soprattutto speranza

Si respirava tanta speranza, forza e dignità lo scorso 12 maggio al Teatro Sangiorgi di Catania per la seconda edizione di Incontro di consapevolezza e solidarietà, l’evento firmato dall’Associazione per la Difesa dell’Ambiente e della Salute A.D.A.S. che in occasione della Giornata Mondiale delle Malattie Immunologiche e Neurologiche ha riunito grandi personalità della politica, della medicina e della magistratura nel nome della solidarietà e  dell’informazione.

Ad aprire la serata il sindaco di Catania l’Avv. Raffaele Stancanelli «nella vita quotidiana non dobbiamo mai dimenticare di riconoscere i valori nelle persone che ci circondano, guardandoli in primis come essere umani, tutti con la stessa dignità. Vi invito a riflettere sul ruolo fondamentale che svolgono nel contesto sociale le associazioni di volontariato come l’ADAS, le quali danno spesso quel supporto socio-sanitario che le Istituzioni non sono in grado di garantire» a fare eco alle dichiarazioni del primo cittadino etneo la Dott.ssa Angela Longo – con delega per il Provveditorato agli Studi – la quale ha auspicato nuovi progetti di solidarietà ed inclusione in favore dei malati di patologie ambientali costretti spesso a vivere con una mascherina perché il loro organismo non è in grado di assimilare alcun tipo di sostanza chimica, affinché, dunque, si possa andare verso una dimensione concreta più idonea alle esigenze del malato.

Dai vertici amministrativi, tuttavia, confortanti le risposte ricevute, in rappresentanza della presidenza della Regione, presente all’evento l’On. Franco Calanducci, nonché componente della commissione Sanità dell’ARS  «la Regione c’è, siamo pronti ad emanare nel più breve tempo possibile strumenti normativi che garantiscano  assistenza sanitaria e soddisfino le aspettative sociali». «Siamo pronti a stipulare un protocollo di intesa affinché la salute e la dignità dell’uomo siano messi al primo posto» ha dichiarato poi la Prof.ssa Natalina Costa – Consigliere Parità Regione Sicilia.

L’evento dal carattere scientifico con tanti momenti musicali e di cultura grazie ai versi di Alessio Patti, alle chitarre del duo Paolo Capizzi - Fabrizio Licciardello, al cabaret di Pippo Patanè , alla fisarmonica di Franco Pulvirenti e a Gesuele Sciacca con la sua band,  è stato presentato da Nuccio Sciacca e Ramona Conte ed ha offerto tanti momenti di riflessione al numeroso pubblico in sala. 

I Pronto Soccorso, ad esempio, si sono rivelati i luoghi, paradossalmente, più a rischio per chi è affetto da Sensibilità Chimica Multipla (MCS), Fibromialgia (FM), Encefalomielite Mialgica-Sindrome da Fatica Cronica (ME-CFS), patologie immuno-tossico-infiammatorie a carattere degenerativo, che colpiscono soprattutto il sistema nervoso centrale ma che non risparmiano altri apparati ed organi. Queste patologie, che spesso sono presenti contemporaneamente, insorgono in maniera subdola per rivelarsi poi devastanti, e dalle testimonianze fornite è emerso un quadro agghiacciante sulla condizione attuale dei presidi ospedalieri etnei, per niente idonei ad accogliere pazienti “malati d’ambiente”.

«Noi, in quanto affetti da patologie ambientali, siamo costretti a rinunciare alla vita, ai nostri affetti, alla famiglia, al lavoro. Il nemico è dietro l'angolo. Non c'è cura, per questo ci battiamo costantemente con lo scopo di sensibilizzare le Istituzioni, affinché ci sia prevenzione, ad esempio nelle scuole, perché si tratta di patologie che quando vengono diagnosticate ormai sono in fase avanzata e quindi irreversibili - ha dichiarato l'Avv. Marisa Falcone, Presidente A.D.A.S. - dobbiamo fare in modo che chi ne è affetto non arrivi ad isolarsi totalmente, il rischio è davvero alto. Noi dell’ADAS, consapevoli della necessità che venga promossa e sostenuta la ricerca medico scientifica, abbiamo costituito un Comitato Scientifico formato da illustri professionisti che si sono subito impegnati a predisporre progetti di ricerca e ad individuare un percorso diagnostico utile a pervenire alla diagnosi delle patologie.Siamo malati d’ambiente e in quanto tali non godiamo dei livelli minimi di assistenza; i Pronto Soccorso sono inadeguati a fronteggiare l’emergenza, la classe medica in buona parte non conosce la malattia».

 

Della complessità della gestione dei pazienti con sensibilità chimica multipla nella fase di emergenza ed urgenza, per i quali manca un protocollo per l’accoglienza ed il trattamento, è consapevole la dott.ssa Isabella Bartoli, Responsabile del 118, la quale ha affermato a chiare note come vada al più presto formato il personale che opera sulle ambulanze affinchè sappia adeguatamente trattare il paziente chimicamente sensibile. Anche l’Avv. Patrizia Cavallaro in rappresentanza del prof. Pieremilio Vasta, presidente del Comitato Consultivo Aziendaledell’AOU Policlinico-V.E., di cui fa parte l’ADAS, nell’ottica di dare esecuzione alla vocazione dei comitati consultivi, ha auspicato l’impegno a migliorare la qualità dei servizi socio-sanitari «mi ha colpito - ha detto - la condizione dei malati d’ambiente che al dramma della malattia aggiungono quello della solitudine e dell’emarginazione».

L’ADAS oltre che sollecitare la ricerca scientifica, chiede dunque alle Istituzioni che vengano messe in atto quante più iniziative di prevenzione. Sofferenza, voglia di riscatto, dignità, ma anche tanta speranza al Teatro Sangiorgi, così come ha dichiarato la Dott.ssa Marisa Acagnino, magistrato, «questa serata è un inno al coraggio. Negli ultimi mesi abbiamo assistito, e, purtroppo, continuiamo ad assistere, a decine e decine di suicidi, queste persone, invece, nonostante le avversità, gli ostacoli, le difficoltà imposte dalla loro malattia ci invitano a sorridere, a lottare, a non perdere la speranza».

«La sensibilità chimica multipla è una malattia grave purtroppo ancor oggi avvolta da un alone di scetticismo - ha dichiarato la prof.ssa Teresa Mattina, genetista, coordinatore scientifico dell’evento e coordinatore del Comitato scientifico dell’ADAS – per cui il malato rischia di essere scambiato per uno psicopatico . La verità è che è  difficile diagnosticarla anche perchèla ricerca non è stata in grado ancora di individuarne i marcatori diagnostici. La speranza è nello studio completo del genoma, in cui si potrebbe trovare la risposta a reazioni così eclatanti alle sostanze chimiche».

Un messaggio di speranza per i tanti pazienti presenti in sala è arrivato sia dalla Direzione dell’ AOU Policlinico-V.E. che da quella dell’ASPCT3. «Creeremo un ambulatorio dedicato e sceglieremo personale medico e paramedico adeguatamente formato per attivare percorsi clinici e terapeutici per questi pazienti che rappresentano una bella sfida»  ha affermato il dott. Maurilio Danzì. Dello stesso avviso l’ASP che per bocca del dott. Franco Luca ha così dichiarato «in attesa della legge di riconoscimento qualcosa l’ASP può fare per soddisfare le priorità del malato». Ha efficacemente stigmatizzato le conseguenze sull’organismo dell’esposizione alle sostanze chimiche e dello stress ossidativo il dott. Francesco Cosentino, gastroenterologo, «queste sono in grado di danneggiare  le cellule e poi il DNA, di  alterare i geni che controllano la produzione degli enzimi. In attesa che la scienza faccia lumi e offra valide soluzioni evitare le sostanze rimane l’unica possibilità per scongiurare l’esplosione della patologia o il suo aggravamento».

Degni di nota tutti gli interventi, così come quello del dott. Angelo Milazzo «occorre porre l’attenzione sulle criticità organismo-ambiente e riconoscere i fattori di rischio fin dall’infanzia».La testimonianza  dei Medici di Medicina Generale, tuttavia, è stata univoca: «occorre curare la formazione» hanno detto sia il dott. Domenico Grimaldi che la dott.ssa Maria Concetta Giuliano. «Siamo pronti a fare un percorso comune incentrato sul paziente, ma anche le Istituzioni e la società devono fare la loro parte” ha aggiunto il dott. Grimaldi e, a dimostrazione di come le sinergie siano produttive, la  dott.ssa Maria Concetta Giuliano ha spiegato come il Comitato scientifico dell’ADAS abbia già avviato un percorso diagnostico multilivello attraverso cui  valutare le diagnosi certe o sospette  ricostruendo la storia clinica dei pazienti, spesso costellata di errori diagnostici e troppe indagini inappropriate».

Della correlazione epidemiologica tra Fibromialgia e Sensibilità chimica multipla ha parlato, invece, il dott. Alfio Sambataro, reumatologo, «sono circa 2.000.000 i malati di fibromialgia in Italia che attendono il riconosciemento di una malattia che non toglie la vita ma la avvelena a causa del dolore cronico».Così come ha dichiarato la prof.ssa Anna Maria Panico il dipartimento di scienze farmaceutiche presto realizzerà un laboratorio olfatto-metrico con strumentazioni in grado di determinare  la contaminazione degli ambienti causata dalla presenza di sostanze chimiche tossiche.Presente anche l’Istituto di Bioarchitettura con l’arch. Anna Carulli «occorre sanare gli edifici» ha sostenuto nel corso del suo magistrale intervento. Il prof. Paolo Guarnaccia, agronomo, ha messo in guardia, invece, dalle fonti tossiche contenute nei cibi provenienti da coltivazioni «il futuro è nei progetti basati sulla sostenibilità» ha detto. Il dott. Francesco Maria Rapisarda, medico legale, ha evidenziato poi «la necessità di individuare una strategia di valutazione nei casi in cui la invalidità sia conseguente al danno da patologie non tabellate». Bisogna semplicemente «essere bravi medici» ha fermamente sostenuto il prof. Riccardo Polosa. Tra le fonti tossiche dannose il dott. Mario Villa, odontoiatra, ha collocato anche le amalgame dentarie. Il dott. Salvatore Cacciola, sociologo, a consuntivo della serata ha efficacemente concluso dicendo che nelle patologie ambientali l’unico dato certo, in mancanza di certezze da parte della medicina, è solo la sofferenza dei pazienti; occorre pertanto dare voce e spazio ai loro  bisogni e promuovere benessere perché il problema non è solo medico.

E se è vero che l’informazione è fondamentale per ottenere tutela davanti l’Autorità giudiziaria, così come ha evidenziato l’avv. Vincenzo Faraone, doveroso ringraziare, oltre che gli sponsor, i numerosissimi organi di stampa intervenuti, capaci di accendere i riflettori, anche a livello nazionale, sull’ADAS che certamente continuerà a far sentire la propria voce.

Gli studenti dell’Università di Catania avranno ancora diritto all’iscrizione cautelativa? Questa è la domanda che tutti i colleghi del nostro ateneo si pongono, dai “letterati” dei Benedettini agli “ingegneri” della Cittadella. In seguito all’ultimo post pubblicato sul Blog del “Movimento studentesco” si è creato un clima di grande agitazione. Nell’articolo viene  denunciata infatti l’eliminazione di uno dei diritti più importanti per tutti gli studenti: l’abolizione dell’iscrizione cautelativa a partire dal prossimo anno accademico.

Per tutti i laureandi questa notizia ha aperto scenari da incubo. L’iscrizione cautelativa, fino ad oggi, permetteva l'esonero temporaneo delle tasse universitarie nel caso in cui lo studente dimostrava di essere in grado di laurearsi nella prima sessione (Novembre o Marzo) . Se lo studente riusciva ad aggiudicarsi il titolo di "dottore", i conti con l'università erano saldati. Altrimenti, lo studente era costretto a iscriversi come "fuori corso" e a pagare regolarmente le tasse come negli anni precedenti.

Quanto c'è di vero? Apprendiamo da Dario Giuffrida e Giovanni Pappalardo, rappresentanti degli studenti nel senato Accademico, che le voci sull’abolizione dell’iscrizione cautelativa siano state vittima di un “qui pro quo”. In base alla proposta di modifica al Regolamento didattico di ateneo sul restringimento del periodo del conseguimento della laurea , l’iscrizione cautelativa non verrà eliminata, bensì limitata: non avrà più validità entro il 31 Marzo dell’anno successivo, ma fino al 30 Novembre dell’anno di studio in corso. I due rappresentanti chiariscono che i laureandi “ritardatari” non verranno abbandonati dall’università. Nel comunicato dei due rappresentanti si legge che “ ci è stato assicurato dal Dott. Caruso, dirigente dell’area della didattica, che verrà discussa una nuova formula che agevolerà i laureandi che non potranno più contare sulla cautelativa”.


Le reazioni degli studenti  Stupore, rabbia e sconforto hanno riempito i commenti dei nostri colleghi: stupore per una notizia improvvisa, un vero e proprio fulmine a ciel sereno. Rabbia per un ulteriore diritto calpestato: l'iscrizione cautelativa aiutava gli studenti a colmare un piccolo ritardo nella carriera spesso dovuta a "capricci" burocratici o di professori dal pugno chiuso in sede d'esame o redazione della tesi. Sconforto infine per l’ennesimo cambiamento in itinere delle regole del gioco: la carriera universitaria, che dovrebbe essere lineare come nel famoso “gioco dell’oca” è sempre più simile ad un Monopoli pieno di imprevisti e probabilità. Soprattutto per gli studenti che anno dopo anno sono costretti a "ripassare dal via"…

Storie di ordinario disordine per gli studenti di Lingue a Catania. Privati ormai anche dei basilari servizi, identificati come “quelli del corso ad esaurimento” e relegati ad una pagina mal collegata col resto all’interno del sito internet di Lettere e Filosofia, gli studenti tornano ad alzare la voce.

Quale questa volta il motivo di cotanta protesta? Sopita come al solito perché “io mi devo laureare entro settembre e rischio che il prof non mi dia la materia” o “tanto ormai non si risolve più niente, sbrighiamoci prima che chiudano baracca senza farci nemmeno laureare”, la burrasca deriva dal fatto che, a meno di dieci giorni dagli esami scritti di lingua, non sia stato pubblicato alcun calendario esami per gli studenti ex. 509 (corsi di laurea ad esaurimento a cui sono subentrati i nuovi “270”).

C’è da dire che tra le materie dei nuovi corsi di laurea, le cui date d’esame sono state pubblicate pochi giorni addietro, è possibile trovare delle corrispondenze con le materie “ex 509”. Detto ciò molti saranno incuriositi, e tanti altri invece si arrabbieranno dopo aver letto il metodo escogitato dagli studenti per redigere questo tanto atteso calendario e non aspettarne la pubblicazione.

Ogni studente, privatamente, manda una email al professore chiedendo in che giorni farà esame; fatto questo pubblica in un apposito documento le date comunicategli dal docente sul gruppo fb del corso di laurea. Dopo una cinquantina di mail ecco il calendario bell’e fatto! (Una riflessione a parte merita la pazienza dei professori che probabilmente ricevono un numero sconfortante di email al giorno, tutte con le stesse richieste).

In un’università pubblica, in cui gli studenti dovrebbero avere la garanzia che anche il più piccolo diritto (e quest’anno si è arrivati a parlare di diritto allo studio negato agli studenti, date le lezioni in ritardo di mesi o sovrapposte ad altre) venga loro assicurato, il tutto ci pare a dir poco vergognoso e volto a testare la pazienza di quegli studenti che promettono ferro e fuoco ogni volta che gli stessi problemi si ripresentano.
Ricordando inoltre che per assistere alle lezioni, dare esami, per andare a ricevimento dai professori, e si, anche per vedere pubblicati in tempo orari delle lezioni, avvisi e calendari esami paghiamo una tassa (tra l’altro in scadenza nei prossimi giorni) che arriva a 1400 euro vi lasciamo alla testimonianza di una Vanessa una studentessa della facoltà: 

Vorrei informarvi della situazione penosa che stiamo vivendo noi poveri studenti ex 509 di lingue, ormai lettere. A circa 10 giorni dall'inizio della sessione estiva sono stati pubblicati, anche se con ritardo, tutti i calendari degli esami( compresi quelli del nuovo ordinamento di lingue) tranne il nostro. Siamo stati costretti a contattare i professori per sapere le date e fare noi un calendario, date che loro hanno consegnato 1 mese fa!Alcuni professori però non le ricordano e così siamo costretti ancora ad aspettare! Vorrei ricordare che noi ex 509 siamo i laureandi della sessione di luglio e abbiamo il diritto di sapere in tempo le date per poter organizzarci al meglio! Ci trattano come l'ultima ruota del carretto, è vergognoso! E noi siamo davvero stufi di vederci privare di ogni diritto!

Manca solo un mese alla data ultima entro la quale consegnare il libretto in segreteria. Risale al 17 Aprile l’avviso pubblicato sul sito di Lettere e Filosofia e rivolto ai laureandi.  In questo documento sono specificate tutte le date di scadenza entro le quali effettuare le varie consegne : 15 Maggio per  la domanda on-line,  absract  e frontespizio; 18 Giugno per libretto ed infine 23 Giugno per la tesi. A fine di questo avviso compare inoltre una nota: ” Gli studenti possono fare domanda di Laurea solo se alla data della presentazione della stessa il loro debito è di 24 CFU per il Nuovo Ordinamento e di 3 discipline per il Vecchio Ordinamento  oltre ai CFU previsti per la prova finale; b) i laureandi della sessione di luglio (il cui elenco sarà fornito dalla Segreteria studenti) hanno diritto a un appello, concordato con i docenti, nel mese di maggio o nel mese di giugno entro la data del 18 giugno 2012 (data ultima prevista per la consegna del libretto in Segreteria studenti).

E’ dunque proprio vero che la Facoltà di Lettere e Filosofia sia venuta incontro agli studenti, per lo meno a quelli che stanno per laurearsi. Qualora la data di un appello non permettesse allo studente di sostenere tutti gli esami entro il termine sopra indicato, e quindi di laurearsi a Luglio; oppure se uno studente avesse bisogno di sostenere un esame prima onde evitare l’accavallamento degli ultimo due, tre esami, adesso ha una possibilità in più : è ammesso che si concordi col professore un’altra data, al di là dell’appello ufficiale. Si tratta di una possibilità non contemplata nelle altre facoltà, né nell’ordinamento di Ateneo. Viene, però, specificato “i laureandi della sessione di Luglio”, il che non offre alcuna certezza che tale concessione verrà estesa da ora in poi a tutte le altre sessioni di laurea. Inoltre è stata appena “soppressa”, per quanto se ne dica in giro, la laurea cautelativa, dunque è semplice pensare che ad ogni passo avanti verso gli studenti ne possano corrispondere alcuni indietro. I laureandi di Lettere e Filosofia comunque cercano di sfruttare al meglio questa possibilità anche se già qualcuno aggiunge: “certo, è anche a discrezione del docente!”. Ma la nota parla chiaro e sembra che questo sia un diritto concesso dalla facoltà, che ci si augura nessun professore cerchi di  negare per esigenze personali.

Lecito, illecito? La nota legittima una richiesta forse spontanea e naturale degli studenti. Che possa essere emulata anche dalle altre facoltà!

Per la rubrica alza la voce, la speciale rubrica dedicata alla voce degli studenti, pubblichiamo un intervento da parte di un ex consigliere della facoltà di Giurisprudenza di Catania.

Ciao a tutti, scrivo questo post perché mi sembra giusto e doveroso nei confronti di tutti mostrare il mio malcontento in merito a ciò che sta accadendo a Giurisprudenza

Vengo al punto: non credo sia un mistero che tra il Preside di Giurisprudenza ed il nostro Rettore non corra buon sangue. Da sempre, o per lo meno, da quando io ho avuto l'onore di diventare consigliere, cioè 2 anni fa, non vi era molta simpatia tra i due, tanto che hanno sempre cercato di farsi sgambetti a vicenda. La prima vera dimostrazione di tale "conflitto" l'abbiamo notata quando lo scorso anno, con nostro rammarico, abbiamo dovuto eliminare la disciplina "Storia del diritto canonico", insegnata dal prof. Condorelli. Lì purtroppo, fu un vero e proprio scontro diretto con i professori Bettetini (ordinario di diritto ecclesiastico e di diritto canonico) e il professore Condorelli (ordinario di storia del diritto canonico).

Come ho più volte spiegato, questa materia, che era seguita da ben 80 studenti, è stata eliminata perché il Rettore nominò il prof Bettetini in commissione di Statuto contro la volontà del Preside. Così, dopo aver chiesto le sue dimissioni, ed in seguito al rifiuto del prof, si decise di procedere togliendo quest'insegnamento, indicando una fantomatica razionalizzazione delle cattedre e degli insegnamenti.

A mio avviso, in quell'occasione, si mise da parte l'interesse della facoltà, per favorire uno scontro a distanza. I dissapori tra Preside e Rettore sono stati sempre evidenti dunque fino a quando non si arrivò quest'anno a proporre e portare avanti UN PROCEDIMENTO DISCIPLINARE nei riguardi del Preside di giurisprudenza!! Tutto ciò ha, ovviamente, portato ad una reazione del preside che ha redatto un documento nel quale ha spiegato il suo punto di vista ed attaccato il rettore contro questa "diffamazione". Purtroppo questo non era proprio un bel momento perché succedesse tutto ciò, infatti Giurisprudenza tra tutti i vari problemi che annovera, tra cui aule (infatti i nostri colleghi di primo anno sono ancora costretti a fare lezioni da anni nei cinema, che sono inidonei a svolgere una lezione universitaria), strutture della facoltà (totalmente inadatte per accogliere tutti gli studenti), si è aggiunto anche la questione media ponderata (che era stata prontamente scacciata dai consiglieri lo scorso anno tra i quali ho avuto l'onore di far parte pure io).

Tale questione, quest'anno, sembrava potesse essere risolta, infatti ho organizzato una raccolta firme che ha visto la partecipazione di centinaia diScrivi a 
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 </script> studenti (che ringrazio sentitamente) e coinvolto pure le televisioni ed i giornali e devo dire che il clima che si era creato era dei più sereni per affrontare una questione così importante. Inoltre Preside, servizi didattici ed il prof. Auletta (presidente della commissione didattica) si sono mostrati favorevoli a risolvere tale questione tenendo ancora per 1 anno e mezzo la media aritmetica. Tutto sembrava filare per il verso giusto quando apprendiamo di questo procedimento disciplinare dove la motivazione sembra l'insubordinazione.

Un paio di settimane dopo si apprende che il preside con i relativi consiglieri rischia di decadere prima della fine del regolare mandato, cioè il 31 ottobre. Questa sensazione diviene realtà quando il 4 maggio si convoca il Consiglio di Amministrazione e tra i punti all'ordine del giorno vi è la soppressione delle facoltà e dunque la relativa decadenza. Tutto questo ovviamente è inconcepibile perchè si manda fino a nuove elezioni, che avverranno ad ottobre, una facoltà allo sbaraglio senza più organi che possono legiferare o quantomeno amministrarla e tutelarla. Infatti tutte le competenze sono passate al Consiglio del Seminario Giuridico.

Io ritengo che sia una cosa assurda anche perché, dopo essermi rotto la schiena per 2 anni facendo iniziative, banchetti, giornalini, raccolte firme e cercando di chiarire quanti più dubbi ai miei colleghi, mi ritrovo senza più poter far nulla, a mio avviso (e prendo le responsabilità di ciò che dico), per un dissapore tra Preside e Rettore. Ritengo che così non si fanno gli interessi di nessuno e quelli che alla fine ne pagano le conseguenze come sempre siamo noi poveri studenti. A mio avviso è arrivato il momento di dire basta a tutto questo assurdo sistema. Spero di non aver annoiato ma dovevo sfogarmi. Un saluto a tutti e per qualsiasi cosa sempre reperibile in facoltà,su facebook e al cellulare.

Il cattivo odore si sente già appena viene messo piede sulla soglia della porta. Chi non vuole cedere allo sconforto, speranzoso che la situazione igienica non sia tanto grave da far arrendere anche le vesciche più intransigenti, prosegue in quello che potremmo chiamare realmente “cammino della speranza”.
 Qualche passo è sufficiente per constatare che delle tre, quattro porte per accedere alle toilette, ce n’è aperta solo una e la puzza insospettisce. Lo “studente speranzoso”, per il quale non c’è fetore che tiene, arresosi ai suoi bisogni fisiologici, intrinsechi nella sua natura di uomo, si convince a compiere quegli ultimi malaugurati quattro, cinque passi, ed entrare nell’unica toilette libera e...i conati di vomito sono implacabili!

Non esiste stomaco abbastanza forte che possa riuscire  ad assistere imperturbabile ad uno spettacolo del genere: water pieni quasi fino alla tazza di fazzoletti e  carta igienica completamente inzuppati di pipì stagnante. In alcuni casi anche fazzoletti di carta appoggiati alla tavolozza, come se davvero qualcuno avesse potuto credere che in questo modo si potrebbe scongiurare il rischio di malattie; in un altro bagno pezzi di carta igienica anche a terra.
Mentre il puzzo di piscio ha ormai otturato le narici ed è giunto fino al cervello, confuso e disgustato il nostro “studente speranzoso” ha solo tre opzioni: ricominciare a respirare (rischiando di rimettere), continuare a non respirare (rischiando di morire soffocato), oppure scappare via e rinunciare alla possibilità di fare una semplice, naturale, legittima, doverosa pipì!

E’ quanto succede oggi, 17 Maggio, all’ex Monastero dei Benedettini, sede dell’Università di Lettere e Lingue. Questo luogo, che imperversa già da qualche giorno nelle suddette condizioni  vergognose, accoglie gli studenti di Lettere Classiche e Moderne, di Filosofia, Scienze della comunicazione e Lingue. Inevitabile quindi che pulluli di gente specialmente in questi giorni, in cui molti studenti hanno lezioni da seguire ed esami da affrontare.
 L’Università presenta diverse toilette per tutto il monastero: all’interno del palazzo principale, nelle aule nuove al piano di sopra e accanto alle aule sotterranee e infine tra le aule “vecchie”, in origine cellette dove dormivano i monaci.
Gli studenti sono già abituati a trovare funzionanti solo la metà dei bagni esistenti nei vari edifici; a non imbarazzarsi per la necessità di rinunciare alla corrispondenza tra il proprio sesso e quello indicato nella targhetta appesa sulla porta; hanno anche rinunciato a “supplementi frivoli e superflui” quali il sapone e la carta igienica, ma adesso è proprio impossibile andare in bagno. Il bagno del bar è completamente chiuso, davanti ad esso un mobiletto appoggiato per evitare l’ingresso e sulla porta un foglio di carta con scritto in arancione “GUASTO”. “Manca l’acqua”, ripetono tutti, come se fosse normale ed accettabile. Chi nota dello sgomento nei volti dei colleghi, cerca di attenuare il tutto con un: “ va be’, dai, non è mica da oggi! E’ già quattro giorni che si va avanti così!”.

Nessuno si lamenta più di tanto. Lezioni, esami, lauree: gli studenti sono così stressati e così impegnati nelle loro attività, che non perdono di certo il loro tempo a chiedere per quale assurda ragione la Facoltà si trova in queste scandalosa situazione. Chi si reca al bar dell’Università e chiede un caffè, si sente rispondere: ”Freddo!”. Non si tratta di una proposta, ma una vera e propria affermazione :”O caffè freddo, o niente, manca l’acqua!”. In fondo rinunciare ad un caffè si può anche accettare, ma come si può rinunciare a lavarsi le mani e ancor di più a soddisfare i propri bisogni fisiologici? Non si tratta più di confort, ma di servizi di base, necessari in ogni ambiente civile.  In queste facoltà ci sono tanti studenti pendolari che sono costretti a  trascorrere tutto il giorno al monastero. In queste condizioni però è difficile e poco gradevole dovere stare un intero giorno all’Università. E’ impossibile rinunciare un’intera giornata a lavarsi le mani o trattenere la pipì per otto, dieci ore. Che ci sia un guasto di tanto in tanto, lo si può anche comprendere, ma ai Benedettini la situazione è tale già da giorni. Quasi nessuno parla. Si tende ad accettare situazioni evidentemente inaccettabili, senza aprir bocca; si tende a “lasciar passare” nella speranza che le cose si aggiustino da sole. “Chi tace acconsente” dice però un proverbio, e il silenzio è un modo convenzionale per far capire che tutto va bene così com’è. “La colpa è vostra” dice una signora che lavora al monastero, “perché non scioperate?”, e a queste parole gli studenti ridono: ci sono gli esami a Giugno e adesso le ultime esercitazioni e prove in itinere, alle quali nessuno ha intenzione di rinunciare.
Le tasse universitarie negli ultimi anni non hanno fatto altro che aumentare, i servizi a quanto pare  però non sono migliorati.
In questa giornata un po’ infamante per l’Università catanese, nella quale ancora una volta un’istituzione, il  centro di cultura per eccellenza non è stato in grado di offrire servizi igienici basilari e rispettare le più semplice norme igieniche, gli studenti possono lasciarsi consolare dal fatto che  oggi nei bagni quanto meno la carta igienica non mancava.

Ed in tutto questo marasma, dove indubbiamente gli studenti sono i primi ad essere disagiati, la grande folla di stranieri e visitatori, cosa ne pensa? Ai posteri l'ardua sentenza... 

A RIGUARDO, LEGGI ANCHE: "NESSUNA LETTERA FALSA, TUTTO VERO  SUI BENEDETTINI" 

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