Nessuno ne parla. Sembra che non sia successo niente. Sui canali televisivi locali nulla. Sui giornali niente. Nel web qualcosa trapela dai forum universitari. Tanta è la confusione, molti sono i quesiti, parecchie le perplessità. Cominciamo dall'inizio.
Partiamo dal 31 dicembre 2009 quando, alla scadenza dei contratti Co.Co.Co. (i famosi contratti "a progetto") del personale della facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, diciotto (su trentratre) di questi contratti non vengono rinnovati. Scatta la mobilitazione dei gruppi studenteschi, assemblee per decidere sul da farsi, manifestazioni in facoltà, viene addirittura occupata l'anticamera della stanza del preside Enrico Iachello e viene chiesto un confronto tra Iachello e i precari coinvolti nella vicenda.
Da cosa nasce tutto questo? Cosa ha portato un intero Consiglio di facoltà a prendere una decisione tanto difficile?Il problema sta, come molte volte, a monte. Tali tagli sono stati presi per via del decreto-legge 180/2008 (la "Riforma Gelmini") il quale, insieme al decreto 133/2008 approvato qualche mese prima, ha dato il via ad una politica dei tagli al personale che ha interessato qualcosa come 87mila insegnanti e 44mila tecnici in tutta Italia, legando così le mani ai presidi di facoltà e indebolendo il già debilitato sistema scolastico e universitario italiano.
Il preside Iachello ha più volte precisato che decisioni come queste, essendo delicate, non vengano prese dal preside di facoltà ma bensì dall'intero consiglio di facoltà, e che tali tagli verranno fatti anche dalle altre facoltà (Iachello ha citato il caso della facoltà di Lingue di Catania, presieduta dal prof. Nunzio Famoso); motivazioni legittime, per carità, ma se si riesce a spiegare il motivo per cui i tagli vengano fatti, altre domande rimangono senza una valida risposta: ad esempio, con quale criterio un consiglio di facoltà decide di non rinnovare un contratto di un precario rispetto a quello di un altro precario? Per quale motivo la decisione è stata presa solamente due giorni prima dell'avvenuta scadenza dei contratti? Tali tagli al personale potevano essere coperti in altro modo? Il preside Iachello avrebbe potuto fare qualcosa? E il rettore dell'ateneo catanese Antonio Recca?
In tutto questo l'organizzazione didattica e strutturale (già discutibile) dei "Benedettini" avrà pesanti conseguenze?
Non resta che aspettare, e sperare che qualche ente dell'informazione metta in evidenza questa triste vicenda dei giorni nostri.
| "Caos a lettere" |
| Scritto da Giovanni Fazio |
|
Mercoledì 27 Gennaio 2010 20:26 Letto da 93 persone |
|
|
Twitter
Myspace
Digg
Del.icio.us
Yahoo
Technorati
Googlize this
Facebook