Quando si atterra sulla "pista" sbagliata
Scritto da Rocco Giannino   
Mercoledì 10 Febbraio 2010 01:00
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Morgan al piano"Tre febbraio (ora più, ora meno), la notizia è una ed una soltanto: «Uso la cocaina tutti i giorni come antidepressivo, mi fa bene» o almeno, così dice Morgan al giornalista che l’ha intervistato.
Questo è solo il preludio della fine. Fioccano polemiche su polemiche, i soliti “perbenisti della situazione” arricciano il naso in senso di disprezzo (pensa te, proprio il naso!), e si fa largo anche il pesante e pudico “NO” a Sanremo. Addio festival, addio Morgan (addio interesse, aggiungerei).
Morgan si dice dispiaciuto per l’esempio che dà, per l’esempio sbagliato che è realmente, passando da “artista maledetto” a “uomo comune” già in corsa per lasciare questa pessima “pista”.
«L' intervista mi è stata sostanzialmente carpita, io penso esattamente il contrario: la droga fa male la considero pericolosa e inutile, mi riferivo all' uso che ne facevo in passato come terapia verso la depressione».
Si, sembra davvero dispiaciuto mentre si mette a posto il papillon grigio che fa tanto uomo d’altri tempi, o magari si abbina al colore dei capelli, chissà.
Riesce pure a rendere meno noioso “Porta a Porta”. Pochi sarebbero riusciti nell’impresa, ma lui ce l’ha fatta, e per questo lo ringrazio. Assistere a certi eventi, ti fa sentire vivo.
Certo, sapere che un’artista si droga lascia un po’ di sasso. L’artista vero, a mio avviso, dovrebbe fare dell’arte la sua unica droga, cercare nel profondo il piacere estremo, non in sostanze stupefacenti che sembrano più un’ultima spiaggia per artisti decaduti, che altro.
La notizia fa scalpore, come è giusto che sia, come è doveroso. Ma mi chiedo, un po’ come ha già fatto Enrico Mentana alla radio: «E se fosse tutta una messa in scena per attirare l’attenzione su un festival che per quanto modernamente classico, ha già fatto il suo tempo?».
Se fosse così, non mi stupirei affatto, le operazioni di marketing e di promozione hanno fatto anche di peggio. Il “Ciclone Morgan” così come viene definito da parecchie testate giornalistiche, si espande toccando anche altri campi, ed altri personaggi. Il “Grigio Ribelle” accusa la Rai, Mediaset e la Tv in generale, definendola alla stregua di un feudo comandato da sovrani dispotici, assetati di potere. «La tv è fatta da gente cattiva, tipo la De Filippi. Cattiveria intesa come sete di potere, di numeri, di soldi e pubblicità. Ha fatto cose cattive anche contro di me, lo sai? Ora che Berlusconi ha infarcito la Rai di scagnozzi, la De Filippi comanda pure lì». Queste, le sue parole che si leggono sul mensile Max, dove è raccolta tutta l’intervista scandalo. Molti i pareri sulla vicenda, uno fra tutti quello del ministro alle politiche giovanili Giorgia Meloni che, difendendo a spada tratta l’artista maledetto, dice: «Hai la grande opportunità di passare dall' essere un cattivo maestro all' essere un esempio positivo per coloro che ti ammirano».
Non per fare il pignolo di turno, ma non credo che Morgan rientri nella fascia d’età a rischio, e soprattutto non credo che, al di fuori del mondo musicale, possa essere d’esempio per qualcosa, o per qualcuno.
Ma c’è un dubbio che mi assale, e credo di non essere l’unico. Perché Morgan viene espulso dal Festival, e certi politici stanno ancora comodi sulle loro poltrone, ricevendo pure uno stipendio più che decoroso, quando anche loro sono stati “pizzicati” con le mani in pasta, o per meglio dire “con il naso in pista”?
Magari il Parlamento fosse più simile al Festival, ci sarebbe più spazio per tutti, ed i birbanti pagherebbero per le loro malefatte! Ma purtroppo, in Parlamento non si canta (che peccato!).
Sono tante le cose che vorrei dire a Morgan, ma mi limiterò a dirne una soltanto: «Caro Morgan, potevi anche evitarti di gridare ai quattro venti certe cose, anche perché, secondo me un po’ tutti sapevamo che in fondo, un po’ X-FATTO lo eri»."

 

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