Stiamo andando verso un decadimento d’importanza Italiana? L’orgoglio nazionale che fine ha fatto? Voler dimostrare di prevalere o, per lo meno, di competere con le altre potenze Europee è così, oserei dire, inconcepibile per i grandi che “ci” guidano?
Qui non si parla di problemi legati alla cronaca nazionale, né debiti di Stato né di ricerca scientifica (che è anche messa assai male). Nossignore! Qui si parla di esodo all’estero di cuori e idee italiane! Già si devono fare i conti con i “cervelli” che, causa assenza di posti di lavoro, crisi economica e, aggiungerei, stipendi striminziti, “sconfinano” andando dove vengono elogiati e premiati per le loro conoscenze; ora bisogna tener pure conto di possibili addii da fare ad alcune delle industrie che han reso l’Italia importante: nel caso specifico del settore automobilistico, l’Alfa Romeo.
“Volkswagen potrebbe comprare Alfa Romeo da Fiat”. Ecco cosa si legge in rete; Martin Winketon, il numero uno di Wolfsburg, ha fatto intendere di essere molto intenzionato alla Casa del Biscione, tanto che la considera come il partner perfetto per Audi, in quanto ritiene che potrebbe, in questo modo, competere con BMW e Mercedes nel segmento delle sportive di lusso. Ma perché Marchionne non ci pensa? Vero è che l’Alfa Romeo presenta per il Lingotto un problema, “si tratta di un brand con un alto potenziale, che, anche per colpa nostra, non è riuscito a portar dei risultati; è come se fosse un bambino da guarire, e io ce la sto mettendo tutta, ma dipende anche dal bambino” ecco le sue parole, ma se veramente vuole far guarire la Casa Torinese, che dagli anni ’90 è passata sotto la guida del gruppo Fiat, perché non inizia a osare di più? Perché non inizia ad “assecondare” quelli che vedono nell’AR un “cuore sportivo” come si sostiene nelle pubblicità? Cioè, non si può creare una sportivissima come l’Alfa GT e poi usare come base il telaio di una Fiat Tipo che di sportivo non ha niente! Ma dai, bisogna spremersi le meningi, inventare, osare appunto. Motori ancor più sportivi, votati a chi si vuole divertire, la rinascita della serie “Quadrifoglio Verde” (forse in atto con la Mi.To.): queste son le cose che risolleverebbero l’AR restituendole la fama che ha sempre avuto!
Nonostante la smentita del dirigente italiano a questa notizia, se si da un occhio ai dati attuali e alla presenza di aziende italiane totalmente italiane, credo che un po’ di preoccupazione inizia a spuntare.
Il nome Ferruccio Lamborghini dice niente? Nel lontano 1998 la prestigiosissima Casa di Sant’Agata Bolognese si è definitivamente trasferita in Germania, e guarda caso proprio a Wolfsburg! Assieme a lei, abbiamo perso personaggi di spicco del settore, come Luca De Meo (ex manager di Alfa Romeo e Abarth) oppure designer come Walter da’ Silva, che ora delizia gli occhi dei tedeschi con le sue creazioni oppure ancora Wolfgang Hatz, a cui si deve il primo prestigioso motore common rail che ha equipaggiato la Fiat qualche anno fa e che poi tutte le Case hanno copiato. Proprio un bell’affare ci abbiamo fatto no? A noi i ricordi di gloria e a loro (i tedeschi) gli allori. Ma non basta. Maranello: facile associare a questo nome quello del mitico marchio Ferrari, azienda fondata nel 1939 da Enzo Ferrari col nome iniziale di “Auto Avio Costruzioni”. Ebbene, se si va ad indagare sui pacchetti azionari del Cavallino si scopre come nel 2006 il 5% delle azioni sia stato ceduto al fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti. Ma bene! Ci si mettono pure gli orientali nel calderone! Perché ovviamente, fanno anche parte del gruppo azionario della Volkswagen (e di conseguenza controllano in parte anche la Lamborghini), e di recente (da tre anni) Aston Martin fa capo al Kwait. Ma mica ci possiam fermare a questo; no! Jaguar e Land Rover, a seguito di accordi, son passate sotto la proprietà della Tata Motors. Avete presente quelle vetture molto economiche destinate diciamo a qualunque uso? Beh, è quella la Casa che ha acquisito i due importanti marchi inglesi. Per non parlare del fatto che proprio Ratan Tata, il magnate dell’omonima Casa indiana, siede nel consiglio di amministrazione della Fiat!
Facciamo un po’ il punto della situazione. Di italiano purosangue, chi è rimasto? Nessuno. A seguito dell’accordo Fiat-GM si vocifera che Lancia cederà il passo a Chrysler, l’Alfa forse ai Tedeschi, Fiat stessa ha membri di tutto il mondo, Lamborghini già ci ha “abbandonati” e Ferrari che addirittura rischiava di essere ceduta alla Ford. Ah scusate, dimenticavo la Maserati, ma, sbaglio o è sempre di Montezemolo? Quindi Ferrari. Ho Detto tutto.
Le tre principali icone del mercato italiano (Fiat, Lancia e Alfa Romeo) credo che si siano discostate da quegli obiettivi che fino ad un decennio fa le contraddistinguevano: sportività l’Alfa, lusso la Lancia e, oserei dire, “quotidianità” (senza voler sminuire) la Fiat. Oggi la prima vuole toccare sempre più fasce di clienti, la terza vuole sfondare anche nel settore delle grandi vetture e la Lancia, seppur rimane lussuosa, non compete appieno con altre Case, guarda caso tedesche. E’ vero che ogni casa vorrebbe primeggiare ovunque, ma, queste tre non fanno tutte parte del Gruppo Fiat? I soldi vanno a finire sempre in un’unica tasca! Inutile, a mio avviso, farsi quasi concorrenza tra di loro! Nel caso specifico l’AR, se lo capiscono a Wolfsburg che può pure primeggiare come produttrice di auto sportive, perché non dovremmo capirlo in Italia? Vogliamo che sui portelloni o sui motori spunti la sigla TDI (caratteristica dei diesel tedeschi) invece che M-Jet (orgoglio italiano)?
Basta giocare al medico che vuole far guarire un bambino malato. La malattia dell’AR è che non si osa mai. Si segue la moda del momento, si seguono le leggi dettate dal mercato (per carità, è giusto anche questo), ma quanti Alfisti vorrebbero un ritorno della gloria e del prestigio che Alfa aveva un tempo? Quanti vorrebbero che quando venga pronunciata la frase “possiedo un’Alfa Romeo” si pensi subito alla sportività, alle corse, al rombo da vera Alfa? Tutti, ne son certo. E credo lo dimostri la creazione dell’AlfaRegister da parte di due appassionati, che consente la registrazione delle vetture Alfa fino agli anni ’90, come se fosse una comunità di persone che ancora credono in quel “cuore sportivo” che li ha fatti innamorare.
Non sarebbe bello se per una volta, quel che è predominio italiano, rimanesse italiano puro?
| Fuga di motori? |
| Scritto da Andrea Tineo |
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Giovedì 11 Febbraio 2010 01:00 Letto da 175 persone |
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