A.A.A collaboratori mafiosi part-time cercasi. Tra contentini e fandonie anche l’informazione si tira indietro.
1 messaggio
• Pagina 1 di 1
A.A.A collaboratori mafiosi part-time cercasi. Tra contentini e fandonie anche l’informazione si tira indietro.
Ebbene si, neanche la mafia assume a tempo indeterminato, in base alle ultime notizie anche la mafia risente della crisi e predilige l’impiego part-time all’impiego full time. È questo quello che i giudici palermitani hanno detto, sostanzialmente, nelle sentenze Andreotti del 2006 (Cassazione del 2006) e nella sentenza Dell’Utri (Corte d’Appello di Palermo di qualche giorno fa, non ancora passata in giudicato). Il senatore a vita e il braccio destro di Berlusconi avrebbero intrattenuto rapporti con la mafia ed in particolare con esponenti di spicco di Cosa Nostra, ma solo per un certo periodo di tempo, poi come qualunque altro dipendente, una bella stretta di mano e fine della collaborazione. Anzi, dalla collaborazione Andreotti sarebbe addirittura passato a quello che viene definito "pentimento operoso", cioè al contrasto di Cosa Nostra attraverso un'intensa battaglia politica e fu questo che spinse i giudici di merito ad attenuare la pena al senatore. Quello che desta perplessità è che la sentenza Andreotti è stata da molti definita un successo per la nostra giustizia; è vero che è stato provato un rapporto di acollusione tra mafia e politica ma è anche vero che per l’operare della prescrizione Andreotti è stato prosciolto. Per cui c’è qualcosa che ci sfugge. C’è un politico colluso, lo scorrere del tempo che ha dato vita alla prescrizione e dunque un soggetto colpevole che non è finito in carcere: dov’è il successo?
Passando a Dell’Utri condannato a 9 anni in primo grado, il 29 Giugno viene prosciolto in secondo grado con una condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La frase che avete appena letto non è un lapsus o un delirio di chi scrive, ma il ritratto delle immense stupidaggini lette e sentite in molti editoriali. Si perché un soggetto chiamato ad amministrare il Paese viene condannato per mafia e cosa si legge su molti giornali, o si sente in molti TG? Si sente che Dell’Utri ha avuto la sua rivincita, che dal confronto è uscito vittorioso. Del resto lo stesso Dell’Utri ha definito la sentenza d’Appello come un contentino per la Procura di Palermo. Sembra che i giudici palermitani non avessero di meglio da fare che evitare di scatenare le ira di una Procura ferita nell’orgoglio. Certo ce lo immaginiamo proprio il Procuratore Gatto che davanti ai giudici si mette a saltare isterico urlando: “lo dovete condannare, lo dovete condannare, lo dovete condannare”, come un bambino quando vuole la PSP dai genitori.
Siamo ai limiti del ridicolo. Del resto dopo i cannoli di Cuffarò ,offerti ai presenti dopo la condanna in primo grado a 5 anni per abuso d’ufficio, possiamo aspettarci di tutto dalla nostra classe dirigente. Quello che non ci possiamo aspettare è il modo in cui si è fatta “informazione” sul punto, se informazione può definirsi. Nei giorni in cui i giornalisti scendono in campo contro la legge-Bavaglio è aberrante la quasi assenza di articoli, di servizi televisivi, che in maniera equilibrata ed obiettiva, mettano in risalto la gravità della situazione, il declino di un Paese governato da soggetti che hanno intrattenuto rapporti con la mafia per accrescere il loro potere.
Ma è giusto che i lettori sappiano una cosa. Spesso interrogati sui provvedimenti contro la mafia i mostri (non è un errore di grafia) politici, invocano norme di tutto rispetto come il 41-bis. Ma vi siete chiesti perché mai nessuno parla del 416-ter? Semplice, questo articolo del codice penale, ammirevole nelle astratte intenzioni è, in realtà, un vero flop. Ancora una volta, quando si tratta di provvedimenti atti a sanzionare la politica corrotta, il tutto è solo una facciata, sia pure bella ma pur sempre solo una facciata destinata a coprire le rovine. Il 416-ter, infatti, prevede che si applichi la pena della reclusione da 7 a 12 anni nei confronti del politico che in cambio di voti eroga denaro all’associazione mafiosa. Un’allodola direbbe: un buon risultato per il nostro Paese, finalmente ci si è resi conto della collusione mafia-politica, finalmente una norma appropriata per i politici scorretti che arrivano al potere comprando voti dalla mafia. Cara allodola questo è vero ma solo in minima parte. La collusione mafia-politica nella maggioranza dei casi non si manifesta attraverso lo scambio voti-denaro, si pensi alla concessione di appalti, alla rivelazione di segreti d’ufficio, al favoreggiamento ecc. Caro Dell’Utri è questo il contentino. È questo il classico specchietto per le allodole,che serve solo a salvare la faccia ad una politica che non sa più dove andare. Fortunatamente esiste, quello che tu e molti tuoi compagni di merende, definite la figura evanescente del concorso esterno in associazione mafiosa. Grazie a questa “fantasiosa invenzione dei giudici” i loschi traffici della classe dirigente vengono comunque puniti. E allora: Dio salvi la “fantasia”.
Articolo Originale
Passando a Dell’Utri condannato a 9 anni in primo grado, il 29 Giugno viene prosciolto in secondo grado con una condanna a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. La frase che avete appena letto non è un lapsus o un delirio di chi scrive, ma il ritratto delle immense stupidaggini lette e sentite in molti editoriali. Si perché un soggetto chiamato ad amministrare il Paese viene condannato per mafia e cosa si legge su molti giornali, o si sente in molti TG? Si sente che Dell’Utri ha avuto la sua rivincita, che dal confronto è uscito vittorioso. Del resto lo stesso Dell’Utri ha definito la sentenza d’Appello come un contentino per la Procura di Palermo. Sembra che i giudici palermitani non avessero di meglio da fare che evitare di scatenare le ira di una Procura ferita nell’orgoglio. Certo ce lo immaginiamo proprio il Procuratore Gatto che davanti ai giudici si mette a saltare isterico urlando: “lo dovete condannare, lo dovete condannare, lo dovete condannare”, come un bambino quando vuole la PSP dai genitori.
Siamo ai limiti del ridicolo. Del resto dopo i cannoli di Cuffarò ,offerti ai presenti dopo la condanna in primo grado a 5 anni per abuso d’ufficio, possiamo aspettarci di tutto dalla nostra classe dirigente. Quello che non ci possiamo aspettare è il modo in cui si è fatta “informazione” sul punto, se informazione può definirsi. Nei giorni in cui i giornalisti scendono in campo contro la legge-Bavaglio è aberrante la quasi assenza di articoli, di servizi televisivi, che in maniera equilibrata ed obiettiva, mettano in risalto la gravità della situazione, il declino di un Paese governato da soggetti che hanno intrattenuto rapporti con la mafia per accrescere il loro potere.
Ma è giusto che i lettori sappiano una cosa. Spesso interrogati sui provvedimenti contro la mafia i mostri (non è un errore di grafia) politici, invocano norme di tutto rispetto come il 41-bis. Ma vi siete chiesti perché mai nessuno parla del 416-ter? Semplice, questo articolo del codice penale, ammirevole nelle astratte intenzioni è, in realtà, un vero flop. Ancora una volta, quando si tratta di provvedimenti atti a sanzionare la politica corrotta, il tutto è solo una facciata, sia pure bella ma pur sempre solo una facciata destinata a coprire le rovine. Il 416-ter, infatti, prevede che si applichi la pena della reclusione da 7 a 12 anni nei confronti del politico che in cambio di voti eroga denaro all’associazione mafiosa. Un’allodola direbbe: un buon risultato per il nostro Paese, finalmente ci si è resi conto della collusione mafia-politica, finalmente una norma appropriata per i politici scorretti che arrivano al potere comprando voti dalla mafia. Cara allodola questo è vero ma solo in minima parte. La collusione mafia-politica nella maggioranza dei casi non si manifesta attraverso lo scambio voti-denaro, si pensi alla concessione di appalti, alla rivelazione di segreti d’ufficio, al favoreggiamento ecc. Caro Dell’Utri è questo il contentino. È questo il classico specchietto per le allodole,che serve solo a salvare la faccia ad una politica che non sa più dove andare. Fortunatamente esiste, quello che tu e molti tuoi compagni di merende, definite la figura evanescente del concorso esterno in associazione mafiosa. Grazie a questa “fantasiosa invenzione dei giudici” i loschi traffici della classe dirigente vengono comunque puniti. E allora: Dio salvi la “fantasia”.
Articolo Originale
-

Chemical - Admin

- Messaggi: 17182
- Iscritto il: 19 ott 2006 10:53 am
- Località: catania
- Nome: Chemical
- Corso: Farmacia
- Polo: M/Z
- Facoltà: Farmacia
- Anno Accademico: Quinto
1 messaggio
• Pagina 1 di 1
Chi c’è in linea
Visitano il forum: Nessuno e 0 ospiti